Una CASA(lecchio) per molte generazioni

Certificato

Processo

Stato di avanzamento

Progetto

Natura Processo

Processo certificato non finanziato

Gestione di Processo

Titolari della decisione

Comune di Casalecchio Di Reno

Caratteristiche

Mappa di Impatto

media/odp_files/comune_casalecchiodireno.jpg

Ambito di intervento

Welfare

Tematica specifica

Inclusione dei giovani

Attività istituzionale correlata al processo di partecipazione

Altre iniziative

Tipo di partecipazione

Non regolata

Codecisione

Numero persone partecipanti (stimate o effettive)

200

Fasi del percorso

CONDIVISIONE DEL PERCORSO (dicembre 2020-febbraio 2021): Adozione dell’atto deliberativo di sospensione del procedimento, adozione dell’atto di avvio del processo, presentazione del progetto alla cittadinanza e ai potenziali stakeholders, attraverso la quale si intende suscitare l’interesse della cittadinanza e dei soggetti aggregativi potenzialmente interessati ad essere coinvolti dalla gestione. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO (febbraio-maggio 2021) APERTURA del processo attraverso insediamento del Tavolo di Negoziazione e del Comitato di Garanzia e avvio della nuova fase di mappatura, avvio delle assemblee pubbliche rivolte alla cittadinanza, coinvolgimento di soggetti del terzo settore. FASE INTERMEDIA di confronto e Interventi di formazione rivolti ai partecipanti dei partenariati e allo staff di progetto che deve portare alla individuazione dei possibili modelli gestionali. CONCLUSIONE del processo con l’individuazione dei possibili modelli gestionali e delle reti di partenariato ed elaborazione della DPP, attraverso il quale si intende realizzare un aggiornato rilevamento dei bisogni del territorio rispetto alle opportunità di aggregazione e delle criticità gestionali dei centri anche alla luce del mutato scenario sociale determinato dall’emergenza sanitaria. Ci si propone inoltre di far convergere l’interesse di potenziali candidati alla gestione dei centri sui modelli gestionali e sugli ambiti di attività che saranno individuati, gettando pertanto le basi degli accordi partenariato. Inoltre l'elaborazione della DPP costituirà la base per le Linee di indirizzo che la Giunta adotterà in funzione del bando di assegnazione dei centri. impatto sul procedimento amministrativo/decisionale Approvazione da parte degli organi politici delle linee di indirizzo derivanti dal processo partecipativo (Documento di Proposta Partecipata) e pubblicazione del Bando di assegnazione dei centri sociali (maggio-giugno2021) > attraverso il quale si intende dare atto delle risultanze del processo partecipativo, valutando se recepire i modelli gestionali proposti e applicare questa modellizzazione ai criteri di assegnazione adottati dal bando, dando opportuna comunicazione delle decisioni assunte. Monitoraggio In collaborazione con il Comitato di Garanzia, con i soggetti professionali coinvolti nell’implementazione del progetto e in confronto costante con i soggetti interessati alla gestione e con la cittadinanza: 1-monitoraggio dello svolgimento partecipativo ed inclusivo del processo 2-monitoraggio dei contenuti progettuali che emergono dal processo con particolare attenzione agli elementi di qualità, diversificazione, intergenerazionalità, interculturalità, inclusione, accessibilità 3-rilevamento del grado di soddisfazione degli utilizzatori dei centri e del livello di conoscenza dell’attività da essi offerta da parte della cittadinanza, in itinere e nella fase di avvio della nuova gestione.

Impatto della situazione di emergenza sanitaria COVID19 sul processo

Processo modificato a causa della situazione di pandemia COVID19

Modifiche intervenute a causa della situazione di pandemia COVID19

La modalità di coinvolgimento sarà in parte dipendente dall’epidemia in corso: se non sarà possibile realizzare gli incontri in presenza si farà ricorso ad una metodologia digitale.

Utilizzo di piattaforme tecnologiche, metodologie e strumenti digitali

Descrizione strumenti digitali

piattaforme di crowdfunding, piattaforme per incontri in videoconferenza

Costo del processo

20.500,00 €

Territorio Interessato

Casalecchio Di Reno

Obiettivi e Risultati

Obiettivi

Il processo partecipativo si pone l’obiettivo di COINVOLGERE LA CITTADINANAZA NELLA DEFINIZIONE DEL MODELLO DI AGGREGAZIONE SOCIALE che verrà proposto dai centri sociali, affinché l’offerta di attività da essi proposta rifletta i mutamenti avvenuti nella società e diventi maggiormente attrattiva ed inclusiva. Le risultanze del processo partecipativo diventeranno attraverso la DPP una guida per l’amministrazione nell’adozione delle Linee di indirizzo per l’assegnazione dei centri sociali ai nuovi gestori e l’intero processo avrà altresì l’obiettivo di far conoscere maggiormente i centri sociali ai cittadini. In particolare si vuole che i centri non siano più identificati come luogo esclusivo dell’aggregazione degli anziani ma che essi risultino ATTRATTIVI ANCHE PER LE GIOVANI GENERAZIONI, che possano identificare in questi luoghi un possibile hub aperto ed inclusivo per realizzare attività ideate e destinate ad i loro coetanei nell’ambito dell’accrescimento di competenze attraverso la diversità culturale e di genere o di abilità e della PLURALITA' DEI LINGUAGGI COMUNICATIVI. A tal fine il processo partecipativo dovrebbe delineare nuovi modelli gestionali per aprirsi alla COLLABORAZIONE DI ALTRI SOGGETTI: associazioni, gruppi anche informali, soggetti del Terzo settore. I nuovi modelli gestionali dovrebbero accompagnarsi anche a NUOVI MODELLI DI SOSTENIBILITA' ECONOMICA, legati non più solo al consumo di cibo e bevande durante gli eventi aggregativi o alle raccolte di autofinanziamento attraverso gli eventi stessi, ma in grado di mettere a valore ad esempio esperienze di economia circolare o piccole esperienze di auto imprenditorialità del territorio o esperienze di crowdfunding, allargato oltre il cerchio dei propri iscritti, attraverso metodologie innovative o capacità di raccogliere sponsorships, anche in termini di servizi utili alla collettività che fruisce o beneficia della presenza del centro. Perché ciò accada è necessario RIPOSIZIONARE COMPLETAMENTE LA PERCEZIONE di questi luoghi e ridefinirne l’identità e le attività, attivare nuovi metodi di advocacy presso i cittadini ed in particolare coinvolgere attivamente le associazioni che ne costituiscono una ricchezza. Il progetto ha un intento di ricaduta positiva generale sull’intero territorio casalecchiese, ma si punta ad avere una particolare attenzione all’AREA DEL QUARTIERE SAN BIAGIO, IDENTIFICATA COME "AREA BERSAGLIO”. In tale area, come evidenziato dall’analisi del contesto illustrata alla voce “Contesto del processo partecipativo”, sono particolarmente presenti fenomeni di marginalità sociale e il centro sociale rappresenta l’unico luogo di aggregazione. Uno degli obiettivi specifici del progetto è che il processo consenta di far emergere soggetti da includere nella gestione in grado di operare per la RIQUALIFICAZIONE DELL'AREA, capaci di dare un maggior sostegno strutturale all’attività del centro, con capacità nell’ambito della MEDIAZIONE INTERCULTURALE.

Risultati Attesi

A conclusione del processo ci si attende che i sette centri sociali di Casalecchio siano aperti e funzionanti con una nuova offerta di attività in grado di renderli attrattivi ad una più ampia fascia di popolazione. Ci si attende inoltre che essi siano gestiti attraverso ACCORDI DI PARTENARIATO, validati dall’amministrazione, che includano nuovi soggetti operanti sul territorio, alcuni dei quali auspicabilmente NATI IN CONSEGUENZA DEL PROCESSO PARTECIPATIVO. Costituirà un valore aggiunto rilevante del processo la presenza, nell’ambito dei partenariati, di ASSOCIAZIONI COSTITUITE DA GIOVANI UNDER 28, che possano portare una maggior diversificazione nella proposta di attività offerte così da favorire la frequenza del centro anche da parte di persone di generazioni diverse. Ulteriore valore aggiunto sarà la presenza, almeno in alcuni partenariati, di associazioni che portano gli interessi delle DIVERSE COMUNITA' etniche o religiose presenti sul territorio, con particolare riferimento all’area bersaglio San Biagio. Ci si attende infine che i modelli di gestione economica siano integrati con nuove forme di autofinanziamento che consentano la sostenibilità dei centri stessi per i prossimi anni. Infine ci si attende che tutta la popolazione dei cityusers abbia conoscenza dell’attività realizzata durante il processo e di quella che verrà offerta dai centri negli anni a seguire e che i centri sociali siano identificati come un luogo di accoglienza di esperienze aggregative innovative.

Documenti condivisi

No

Indice di partecipazione

9 / 24

Livello di partecipazione

PROGETTAZIONE PARTECIPATA

Elementi Correlati alla Certificazione di Qualità del Tecnico di Garanzia

Anno della certificazione

2020

Sollecitazione realtà sociali

Nel processo saranno coinvolte tutte le associazioni degli attuali gestori dei sette centri sociali. Saranno inoltre coinvolte le associazioni ed i gruppi informali che già collaborano con i gestori all’offerta di attività e iniziative (*PER RAGIONI DI SPAZIO NE ELENCHIAMO SOLO ALCUNI): CS CROCE: Sportello AUSER, Sportello SPI, Gruppo disabili "Diavoli Rossi", Gruppo A.M.A. Alcolisti, Gruppo A.M.A. Fumatori, Ass.Modellistica Bolognese, Ass. "A.R.I" sez di Bologna (radioamatori), Ass. Raspibo (informatica e robotica), Ass. Gruppo cittadini Economia Bologna; CS VILLA DALL'OLIO: sportello spi cgil, ass. Pubblica Assistenza, associazione "Maison Arilù" per corsi vari di hobbistica, sezioni locali delle onlus LILT e ANT ; CS MERIDIANA: Scuola scacchi associazione “La Valle del Reno”, Gruppo di Acquisto Solidale "Cambieresti", ass. "Officina del Gusto" che organizza il contest “Comicibando”, onlus bolognese CSAPSA (corso di italiano per donne straniere); CS DUE AGOSTO : ass. Pubblica Assistenza di Casalecchio di Reno, ass. ANPI, gruppo informale torneo di Romainville; CS SAN BIAGIO : OPEN GROUP soc.cop. (per attività commissionata da ASCInsieme-Azienda Servizi per la Cittadinanza - Azienda speciale Interventi Sociali Valli del Reno, Lavino e Samoggia) CS CERETOLO: Associazione Scuola di balli popolari, Ass. “Country Ride ASD”. gruppo informale dei “Ragazzi del 67” che organizza la festa di strada “Ceretolando”, gruppo informale dei genitori degli studenti che frequentano il vicino Istituto Comprensivo Tutte queste realtà che già operano all’interno dei Centri Sociali saranno invitate a partecipare agli incontri presso il centro sociale di riferimento, sia nella fase di mappatura che nei focus group successivi che nelle fasi di coprogettazione per la creazione dei partenariati e l’ideazione delle proposte progettuali. In queste ultime due fasi, in particolare, si intende STIMOLARE LA PARTECIPAZIONE ED IL CONFRONTO ANCHE DI REALTA' ASSOCIATIVE (soprattutto giovanili) E DEL TERZO SETTORE CHE ANCORA NON COLLABORANO CON I CENTRI SOCIALI ma son attive sul territorio, per esempio alcuni gruppi sportivi o gruppi informali di cittadini (soprattutto giovani) interessati ad organizzare attività, oppure soggetti più strutturati nell’ambito del Terzo Settore, ad esempio Cooperative sociali che già operano nell’ambito delle politiche giovanili e/o nell’area bersaglio del Quartiere San Biagio. Proprio in riferimento a questa area bersaglio si intende concentrare lo sforzo di allargamento del processo partecipativo coinvolgendo ad esempio la parrocchia, le società sportive, il gruppo informale di cittadini che organizza le “giornate di pulizia delle aree pubbliche” ecc. Inoltre per l’area bersaglio ma anche per le altre sarà importante coinvolgere anche i semplici cittadini che possono essere portatori di bisogni ma anche suggerire attività o facilitarla creazione di raggruppamenti informali.

Modalità di inclusione

In sede di discussione e raccolta delle proposte durante le assemblee pubbliche e, ancor di più durante i successivi focus groups tematici, è auspicabile che avvenga da parte di alcuni cittadini una convergenza di interessi su alcune di queste tematiche e che possano quindi costituirsi gruppi informali che potranno partecipare alla redazione delle proposte di gestione a vario titolo. La collaborazione dei nuovi soggetti potrà avvenire quindi a vari livelli: dal semplice fornire spunti e suggerimenti ai soggetti che si candidano alla gestione, oppure a un livello intermedio in cui questi gruppi “prendono casa” nel Centro sociale facendo di esso la base dei loro momenti di incontro, attraverso un rapporto di convenzione con il soggetto gestore ma senza entrare nei partenariati, fino ad un livello di collaborazione più maturo e stabile che li vede invece entrare nel partenariato di gestione. Questa ultima possibilità potrà essere favorita facilitando i momenti di incontro durante il processo partecipativo, con le modalità già descritte, e anche attribuendo un PUNTEGGIO SPECIFICO NEI CRITERI DI VALUTAZIONE DEL BANDO DI ASSEGNAZIONE alle proposte di gestione che presenteranno caratteristiche di plurisoggettività.

Tavolo di Negoziazione

Il Tavolo di Negoziazione sarà costituito, in prima battuta, dai rappresentanti dei direttivi delle associazioni che attualmente gestiscono i centri sociali ed esso si riunirà, in presenza dei facilitatori professionisti e dei rappresentanti dell’amministrazione comunale tra cui almeno un membro dello staff del presente progetto, in seduta pubblica (eventualmente online) che si svolgerà all’interno dei diversi centri, a rotazione. Il Tavolo si riunirà per confrontarsi durante le fasi principali del progetto: dall’avvio della nuova mappatura fornendo ad esempio suggerimenti per ulteriori ambiti che possono essere oggetto di ricognizione, nella fase delle assemblee pubbliche per suggerire possibili destinatari dell’invito a partecipare e soprattutto il tavolo analizzerà le risultanze degli incontri e dei focus group per trarne le indicazioni rispetto ai possibili modelli gestionali a cui fare riferimento per il bando di assegnazione. Sarà previsto che al Tavolo possano partecipare anche soggetti esterni, la cui rilevanza rispetto alla tematica discussa sia emersa nel corso delle consultazioni pubbliche. Il tavolo cercherà di convergere su posizioni il più possibile uniformi che possano costituire un orientamento per gli organi che sono deputati all’adozione delle linee di indirizzo da applicare alla redazione del bando, ma non verranno adottate decisioni su votazione, proprio per non forzare il processo di ricomposizioni delle diverse istanze e mantenere aperto il dialogo. La responsabilità della decisione ultima sarà in capo agli organi politici dell’amministrazione e sarà poi attuata dal procedimento amministrativo.

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura

Il processo si avvierà in fase di apertura con un’assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini per presentare il progetto e proseguirà con successive assemblee svolte nei singoli centri sociali, per rilevare criticità ed esigenze di carattere locale e successivamente in focus group relativi agli specifici temi emersi durante questi incontri, a cui parteciperebbero soggetti che fanno riferimento a diversi centri. Gli obiettivi dei focus-group in particolare dovrebbero essere: quello di individuare delle buone prassi comuni per la gestione delle problematiche più diffuse, creare delle convergenze di interessi e attività tra soggetti diversi che possano essere alla base della costituzione dei partenariati “aperti” per la gestione dei centri, operare un confronto tra le proposte dei vari centri e verificarne l’esito ottenuto al fine di sollecitare anche altri gestori a introdurre nuove attività nella propria programmazione, confrontarsi sui modelli di gestione economica e verificare la possibilità di introdurre nuove forme di sostenibilità, condividere modalità di relazione con i frequentatori e con i cittadini dell’area di riferimento che aiutino ad affrontare le tematiche di inclusione. Rispetto a questi temi sarà fondamentale il ruolo di mediazione svolto dai conduttori professionisti che potranno mettere in campo il proprio know-how nell’ambito della facilitazione relazionale. Potranno essere previste forme consultive pubbliche su cui i cittadini potranno essere chiamati ad esprimersi, anche attraverso piattaforme di voto online, in particolare sul tema della programmazione proposta dai centri.

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura

A conclusione del processo partecipativo i rappresentanti di ogni focus group, coordinati dai facilitatori lavoreranno alla proposta del Documento di Proposta Partecipata, che verrà sottoposta innanzitutto al Tavolo Negoziale composto dai rappresentanti degli attuali gestori dei centri e successivamente, valutate ed eventualmente integrate le loro osservazioni, al parere di un’assemblea pubblica, a cui saranno invitati tutti i soggetti coinvolti dal processo. La proposta dovrà contenere indicazioni relativamente ai punti elencati alla voce "Obiettivi del progetto" e costituirà il documento formale di conclusione del processo partecipativo e di confronto con l’amministrazione, la quale dovrà esprimere una valutazione relativamente alla decisione di integrare o meno le proposte nelle Linee di indirizzo per il bando di assegnazione dei centri. L’amministrazione avrà il compito iniziale di facilitare il processo, anche con l’individuazione dei professionisti facilitatori, monitorandone l’effettivo svolgimento inclusivo e democratico anche in collaborazione con il Comitato di Garanzia.

Modalità di comunicazione dei risultati del processo

Attraverso le pagine web dedicate al progetto si darà testimonianza di tutto il processo partecipativo pubblicando non solo i report, gli atti formali, i verbali degli incontri ecc. ma anche alcuni materiali di lavoro (appunti, scratch ecc.) ed anche fotografie o piccoli video, post-it di lavoro, frasi estrapolate dalle conversazioni ecc, per dare testimonianza del coinvolgimento pubblico che si è raccolto. Tuttavia l’esito di maggior importanza sarà la pubblicazione della DPP e la successiva integrazione delle risultanze del processo all’interno del bando pubblico di assegnazione dei centri, al quale verrà data diffusione attraverso i consueti canali istituzionali e anche attraverso le pagine web del progetto. Il bando costituirà l’output più importante dell’intero procedimento in quanto sarà lo strumento per operare concretamente il cambiamento che ci si attende dai centri sociali. Le proposte progettuali vincitrici saranno rese pubbliche limitatamente a quanto non confligge con la tutela della riservatezza e degli interessi commerciali degli interessati e saranno pubblicate le proposte di attività offerte dalle nuove gestioni. Queste ultime in particolare saranno promosse anche attraverso i canali social dell’amministrazione. Costituiranno inoltre uno strumento della trasparenza del progetto anche i 3 report (metodologico, strategico e di risultato) prodotti in sede di monitoraggio da parte degli organi esterni (la società di consulenza quello metodologico e di risultato, il Comitato di Garanzia quello strategico).

Sintesi della valutazione regionale

Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale n. 1616 del 16/11/2020

Elementi Correlati all’adesione al Bando Regionale Annuale

Tipologia di Soggetto proponente

Comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti

Settore Premiante

Politiche in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica

Bonus Giovani

Accordo

No

Istanze

Non prevista come premialità nel bando di riferimento

Petizioni

Non prevista come premialità nel bando di riferimento

Altre manifestazioni di interesse (articoli di giornale, blog, ecc.)

Non prevista come premialità nel bando di riferimento

Comitato di garanzia locale

Si prevede la Costituzione di un comitato di Garanzia che sarà estraneo e super partes rispetto al procedimento di assegnazione dei Centri Sociali e che fungerà da organismo di tutela del rispetto delle modalità democratiche di partecipazione al progetto, della loro inclusività, accessibilità ed equità e trasparenza. Il medesimo Comitato inoltre supervisionerà la ricaduta delle risultanze del processo nell’azione amministrativa, fungendo da interlocutore dell’amministrazione, in particolare nel caso quest’ultima valutasse di discostarsi anche solo parzialmente dalle risultanze del processo nell’adozione dell’atto. Inoltre sarà compito del comitato verificare la tempistica di realizzazione del processo e della sua conclusione. Il Comitato potrebbe essere costituito, in una delle primissime fasi di avvio del progetto, attraverso una designazione da parte della Conferenza del Volontariato del Comune di Casalecchio, tra i propri componenti individuando in part ed un rappresentante di una delle principali associazioni rappresentante nella Consulta e operanti sul territorio (purché avente sede propria e non in uno dei centri sociali oggetto di assegnazione), e uno designato dall’Ente Locale ad esempio tra i rappresentanti degli organismi sindacali del territorio.

Monitoraggio del processo partecipativo

L’attività di monitoraggio avverrà da parte dello staff del progetto, in qualità di esecutore da parte dell’amministrazione procedente, in collaborazione con i consulenti professionali individuati e con il Comitato di Garanzia di cui al successivo punto. Durante il processo si verificherà il rispetto del crono programma e l’effettiva partecipazione inclusiva e ampia dei cittadini interessati, anche avvalendosi della documentazione prodotta. Uno dei focus group previsti dopo la realizzazione delle assemblee pubbliche, avrà come tema le modalità di confronto e sinergia tra tutti i soggetti interessati al procedimento e avvierà i propri lavori esprimendo una valutazione proprio sul metodo di coinvolgimento adottato per poi individuare delle modalità di confronto tra i gestori dei diversi centri che possano proseguire anche oltre la conclusione del processo partecipativo: rispetto a questo aspetto sarà inoltre interpellato anche il Tavolo di Negoziazione, composto dai rappresentanti degli attuali gestori ed eventualmente integrato con ulteriori soggetti potenzialmente interessati a partecipare ai partenariati. Il gruppo redigerà quindi un report metodologico che verrà pubblicato sulle pagine web del progetto. Il Comitato di Garanzia si assumerà il compito di verificare l’effettiva rispondenza del bando di assegnazione dei centri che verrà pubblicato alle risultanze del processo, o di sostenere in interlocuzione le ragioni dei partecipanti qualora l’amministrazione se ne volesse discostare. Da tale analisi scaturirà un report strategico che verrà pubblicato sulle pagine web del progetto. Infine i consulenti individuati nel corso del procedimento effettueranno una valutazione delle relazioni di attività e dei rendiconti di gestione successivamente all’assegnazione dei centri, producendo un report esecutivo di risultato che verrà pubblicato sulle pagine web del progetto e che dovrà comprendere anche una verifica della sostenibilità economico-finanziaria dimostrata dalle gestioni. Durante il processo partecipativo la cittadinanza potrà essere coinvolta ad esprimere il proprio parere su singole questioni specifiche relative all’attività dei centri e, sia in fase di mappatura iniziale che al termine del primo anno della nuova gestione, i frequentanti dei centri saranno chiamati ad esprimere una valutazione sul gradimento delle attività offerte mentre, con una semplice indagine telefonica, sarà possibile misurare la maggior conoscenza dell’esistenza del centro e delle sue attività da parte dei cittadini dell’area a cui esso fa riferimento.

Cofinanziamento

Non prevista come premialità nel bando di riferimento

Processo in zone terremotate

Non prevista come premialità nel bando di riferimento

Attività di formazione – forme di sviluppo delle competenze del personale coinvolto

No

Allegati

Crediti

Processo segnalato da

Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 18/05/2021
torna all'inizio del contenuto