Regione Emilia-Romagna

PEEP4LL-Uno sguardo di comunità sul quartiere di tutti, da tutti, per tutti

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CertificatoFinanziato

Processo

Stato di avanzamento

Concluso

Natura Processo

Processo certificato e finanziato

Anno della certificazione

2022

Anno Finanziamento

2022

Importo finanziato dal Bando

15.000,00 €

Cofinanziamento altri soggetti

No

Costo complessivo del processo

15.000,00 €

Anno di avvio

Anno di chiusura

2023

Data inizio del processo

09/02/2023

Data fine del processo

22/11/2023

Durata (mesi)

9

Gestione di Processo

Comitato di Garanzia locale

Previsto dalla LR 15/18, il Comitato di garanzia locale ha l’obiettivo di verificare il rispetto dei tempi, dei modi e delle azioni previste dal percorso partecipativo, con un’attenzione particolare al rispetto del principio di imparzialità da parte dei conduttori, al monitoraggio di esiti e impatti del processo (durante e dopo la conclusione). In relazione soprattutto all’oggetto del processo - “aggancio dei giovani e loro ingaggio nella valorizzazione di un luogo condiviso nel quartiere PEEP affinché diventino protagonisti positivi di un’azione di cura dell’area, dal suo ripensamento. I componenti del CdG saranno formalmente nominati dal TdN ad inizio processo. Al CdG sarà assegnato il compito di monitorare lo sviluppo del percorso e la realizzazione della proposta partecipata con VALUTAZIONE di CAMBIAMENTI, BENEFICI, IMPATTI e, soprattutto, il VALORE AGGIUNTO per i promotori, per i beneficiari, per la comunità tutta.

Indirizzo

Piazza Cavalli, 2, 29121 Piacenza

Tavolo di Negoziazione

Per creare e istituire il TdN si procederà ad una convocazione mirata. Soggetto richiedente/decisore e sottoscrittori dell’accordo rappresentano il nucleo di partenza del TdN. L’incontro è “preliminare” all’avvio del processo e ha l’obiettivo di condividere: -mappa dei pensieri/desiderata dei giovani e della comunità del quartiere PEEP, per il quartiere PEEP -mappa dei portatori di interesse/relazione -modalità di selezione dei partecipanti al TdN -regole del TdN -indicatori/strumenti del monitoraggio del processo (in itinere). In ragione di quest’ultimo punto sarà convocato all’incontro anche il Comitato di Garanzia. Il TdN sarà formato, inizialmente, dai partner formali del progetto e da quelli informali e aperto, successivamente, a chi rientra all’interno della mappa dei portatori di interesse o, comunque, membri di altre associazioni/gruppi formali e informali/istituzioni presenti sul territorio e interessati al tema della partecipazione. Sarà inviata apposita comunicazione a quanti presenti nella mappa e ai membri di altre realtà del territorio motivando il perché sono invitati a prendere parte al TdN e invitandoli a sottoscrivere una DICHIARAZIONE DI IMPEGNO nel quale il soggetto che intende partecipare al TdN dovrà evidenziare: -il bisogno/interesse che rappresenta -le modalità con cui si farà portavoce del confronto -gli strumenti che utilizzerà per cogliere feed back dal territorio -l’impegno a diffondere l’esito del lavoro svolto. Raccolte le DICHIARAZIONI si procederà a convocare la prima plenaria effettiva del TdN. Il TdN dovrà accordarsi sull’obiettivo-risultato e nelle prime sedute condivide: -il programma del percorso e relative linee guida -le forme di coinvolgimento allargato della cittadinanza -una prima check list di questioni in gioco. Nelle sedute successive il TdN condivide i criteri e le condizioni per definire il patto educativo di comunità. Nella seduta finale il TdN verifica, approva e sottoscrive il DocPP (composto da verbali delle attività pubbliche e verbali del TdN). Gli incontri sono calendarizzati e resi pubblici. Il referente del progetto ad inizio seduta presenta l’odg, al termine della seduta puntualizza l’esito del confronto, registra la presenza dei partecipanti. Ad ogni incontro è prevista la presenza di un facilitatore il cui compito è quello di consentire un’equa e attiva partecipazione attraverso una discussione strutturata caratterizzata da un’introduzione/aggiornamento sul processo, focus sul tema in discussione nella seduta, domande guida per il confronto. Per mediare le divergenze sarà adottato il metodo del consenso, basato su inclusione, partecipazione, cooperazione, egualitarismo, orientamento alla soluzione: il TdN sarà invitato a porre attenzione più alle affinità che alle differenze e a lavorare per raggiungere decisioni efficaci, utilizzando il compromesso, evitando di arrivare a posizioni all'interno del gruppo che si escludano a vicenda

Titolari della decisione

Comune di Piacenza

Soggetto beneficiario dei contributi

LABORATORIO DI STRADA ODV

Soggetti esterni

anspi

Partecipanti

Singoli cittadini

Territorio Interessato

Mappa

media/odp_files/comune_piacenza.jpg
Piacenza

Caratteristiche

Ambito di intervento

Tematica specifica

Tipo di partecipazione

Partecipazione volontaria

Codecisione

Design del processo partecipativo

Il processo partecipativo attiva il coinvolgimento della cittadinanza (organizzata e non), promuove l’aggancio dei giovani e il loro ingaggio nella valorizzazione del Quartiere PEEP di Piacenza, in una riflessione sui beni comuni urbani. Attraverso un percorso di coinvolgimento collettivo, i giovani saranno protagonisti positivi di un’azione di cura dell’area, dal suo ripensamento (es. sistemazione degli arredi, riconfigurazione dello spazio) alla sua animazione (es. feste di quartiere). Il principio-valore della collaborazione si integra con la visione di una comunità capace di porsi in una relazione attiva con il proprio contesto di vita, accomunando gli interventi rigenerativi allo scopo di incrementare le qualità locali in modo sostenibile, solidale, sussidiario

Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali

No

Numero partecipanti (stimate o effettive)

100

Presenza femminile rilevata

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Conciliazione tempi di vita e lavoro

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Figure Professionali

Facilitatori (Interni) / Esperti della specifica materia trattata (Interni)

Tecniche di Partecipazione

Focus Group / Interviste e questionari strutturati / Creative problem solving / Consensus workshop

Obiettivi e Risultati

Obiettivi

Obiettivo specifico del progetto: agganciare e ingaggiare i giovani in un’azione di cura del proprio quartiere, riattivando le relazioni di comunità (indebolite dal distanziamento sociale e dalle tensioni sociali tipiche dei contesti di periferia). Obiettivi generali -Valorizzare le energie dei giovani in comunanze costruttive. -Favorire l’attivazione di abilità e disponibilità personali. -Incrementare le capacità di co-progettazione di un’esperienza. -Aumentare la disponibilità a chiedere aiuto se necessario. -Migliorare il proprio riconoscimento sociale. Obiettivi operativi -Migliorare la conoscenza del quartiere-strada. -Riconoscere i contesti di marginalità-fragilità. -Creare sinergie inedite tra pubblico, privato, terzo settore. -Favorire l’inclusione sociale, culturale, intergenerazionale. -Ri-qualificare e valorizzare lo spazio come bene comune. Obiettivi di sviluppo sostenibile Rispetto agli Obiettivi dell’Agenda 2030, il processo partecipativo concorre al raggiungimento dei seguenti obiettivi di sviluppo sostenibile (relativi resilienza del territorio/qualità dell’ambiente): -OB 11. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili -OB 12. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo -OB 13. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico -OB 16. Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile È importante inserire i ragazzi nell’idea di una relazione con la realtà in cui sono in contatto: la scuola, i luoghi aggregativi, il quartiere. Il contesto scolastico non può venire meno nel momento in cui si prende in considerazione l’inserimento dei giovani nel progetto. In secondo luogo, si mira a coinvolgere nelle dinamiche dell’intervento gli esercenti e le associazioni che operano sul territorio. È essenziale che gli esercizi del luogo condividano con i professionisti il sistema di valori e che li introducano nelle loro relazioni con i ragazzi e con il quartiere. Questi primi obiettivi si sviluppano nell’ottica di attivare competenze personali, favorire la collaborazione e la co-progettazione dell’intervento. Per raggiungere gli obiettivi, è opportuno osservare con attenzione le caratteristiche del luogo d’intervento: conoscere il quartiere, vedere le aree e chi le vive, imparare le relazioni e le dinamiche tra la cittadinanza del luogo. Essenziale in questo percorso è costruire collaborazioni con realtà pubbliche e private, al fine di favorire una completa inclusione sociale e culturale, oltre che intergenerazionale (tra i ragazzi e gli adulti del quartiere). La chiave di ciò sta nel valorizzare lo spazio verde come bene comune, come luogo di incontro e creazione di una comunità educante, come area nella quale iniziare a costruire valori condivisi per una vita di comunità funzionante.

Risultati Attesi

RISULTATI e PRODOTTI I giovani sono cardine del processo di creazione delle proposte: da loro partono le idee, da loro passa la condivisione con la cittadinanza, loro collaborano alla realizzazione finale in prima persona. Dalla condivisione delle proposte tra ragazzi e cittadinanza si auspica la redazione di un “Patto educativo di comunità” che miri al bene di ragazzi e ragazze. Questo passaggio deve essere fatto dalle istituzioni che hanno a carico l’educazione e lo sviluppo dei giovani: amministrazione, scuola e famiglia. Il “Patto educativo di comunità” mira ad essere il primo documento di questo genere redatto per rafforzare l’alleanza tra le realtà sopracitate all’opera sul territorio. RISULTATI -formulazione e raccolta di proposte da parte dei giovani, da presentare e condividere con il quartiere, per valorizzare i luoghi di aggregazione informale del quartiere PEEP di Piacenza sia in modo materiale che immateriale -co-redazione del primo “Patto educativo di comunità” del quartiere PEEP per rafforzare l’alleanza tra Amministrazione, scuola, famiglia, territorio in favore del ben crescere di ragazzi e ragazze. OUTPUT -1 mappa dei pensieri/desiderata dei giovani e della comunità del quartiere PEEP, per il quartiere PEEP -Presidi sociali del quartiere PEEP individuati e sensibilizzati -Almeno 5 realtà sociali/culturali coinvolte in un’iniziativa/evento comune -1 album dei talenti sociali OUTCOME (generati dopo la conclusione del processo – medio/lungo termine) IN GENERALE -Almeno uno spazio pubblico significativo del quartiere rigenerato attivamente dalla comunità NELLO SPECIFICO Qualità sostenibili -Sensibilità alla cura sostenibile dei beni di comunità aumentata -Fragilità sociali e urbane di quartiere agganciate Qualità solidali -Inclusione attiva di giovani e stranieri potenziata -Senso di appartenenza alla comunità e dote solidale del territorio aumentata Qualità sussidiarie -Talenti sociali (abilità e disponibilità della/nella comunità) valorizzati -Buone pratiche di urbanismo tattico apprese, condivise, attivate

Risultati conseguiti

Confrontando gli obiettivi progettuali con i risultati ottenuti dal processo partecipativo, possiamo analizzare alcuni punti chiave: Valorizzazione delle energie dei giovani in comunanze costruttive: Raggiunto: Attraverso l'educativa di strada e i vari workshop, è emersa una partecipazione attiva dei giovani. La mappatura dei pensieri e desideri della comunità ha coinvolto un numero significativo di giovani, dimostrando un coinvolgimento costruttivo nella riflessione sul quartiere. Non raggiunto: Potrebbe essere stato necessario un coinvolgimento più ampio e continuativo per favorire un impegno più costante e una partecipazione prolungata. Costruzione di un quadro di senso condiviso sullo spazio pubblico e le sue potenzialità: Raggiunto: Emergono segni di una sensibilità crescente sulla cura degli spazi pubblici. Le idee e i desideri emersi dal processo hanno contribuito a ripensare alcuni spazi del quartiere. Non raggiunto: Potrebbe essere necessario un lavoro continuativo e più approfondito per ottenere un senso condiviso più ampio e radicato nella comunità. Incremento delle capacità di co-progettazione e attivazione di abilità personali e della comunità: Raggiunto: L'esplorazione di prossimità e la generazione creativa di idee hanno evidenziato talenti sociali e abilità presenti nella comunità, che sono stati condivisi e valorizzati. Non raggiunto: Potrebbe essere necessario potenziare ulteriormente il coinvolgimento delle persone nella co-progettazione per ampliare le capacità di partecipazione e coinvolgimento della comunità. Aumento della disponibilità a chiedere aiuto se necessario: Risultati non specificamente quantificabili ma il coinvolgimento e la partecipazione alla discussione su problematiche del quartiere potrebbero aver favorito un maggiore senso di fiducia e apertura per richiedere supporto. Miglioramento del riconoscimento sociale: Raggiunto: Il senso di appartenenza alla comunità e la valorizzazione delle qualità sussidiarie indicano un miglioramento del riconoscimento sociale all'interno della comunità. Qualificazione del personale dell'amministrazione coinvolto: Il coinvolgimento diretto nelle attività del processo partecipativo ha potenzialmente arricchito il personale dell'amministrazione coinvolto, offrendo una prospettiva più ampia e una maggiore comprensione delle dinamiche locali.

Documenti di proposta partecipata previsti

Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo

Descrizione Documenti

Documento di proposta partecipata

Upload Documento finale condiviso

Livello di partecipazione

EMPOWERMENT

Indice di partecipazione

25 / 30

Requisiti per la Certificazione di Qualità

Sollecitazione realtà sociali

Principali attori organizzati già coinvolti: l’accordo formale è stato sottoscritto con specifica manifestazione di interesse dalle realtà socio-culturali significative non solo per la zona di riferimento ma anche per la città: Comitato Zonale ANSPI Piacenza-Bobbio APS ETS, gruppo Scout Piacenza 4. Ulteriori attori organizzati sono stati sollecitati tramite contatto diretto e/o e-mail ed hanno espresso informalmente il loro interesse. Essi rappresentano presidi sociali e punti di riferimento per i cittadini, dunque “alleati propositivi nell'ingaggio di comunità”: Associazione “Genitori per Piacenza”, Coop. Soc. “L’Arco”, Centro Aggregativo Giovanile “Spazio 4.0”, AVIS Comunale di Piacenza ODV, Centro per le Famiglie, Oratorio “Don Bosco” di Santa Franca. Altri attori saranno sollecitati/coinvolti ad inizio processo in quanto veicoli di promozione e comunicazione, portatori di competenze, attente alla cultura partecipativa: Libertà/Telelibertà; Radio Sound; giornali online e pagine/gruppi FB (tra questi spiccano: ilPiacenza, Sei di Piacenza se…, PiacenzaSera, Piacenza Memes). Attraverso l’analisi degli stakeholder sarà definita una mappa portatori di interesse e di relazioni. Saranno stimolati tramite contatto diretto baristi, esercenti, gestori, allenatori, gruppi di vicinato e soggetti che difficilmente prendono parte al confronto pubblico per difficoltà logistiche, linguistiche o limiti auto-imposti. Particolare attenzione sarà posta alla sollecitazione di: -testimoni privilegiati (opinion leader riconosciuti dai giovani) -ragazzi/e e giovani 11-18 (portatori di punti di vista originali) -persone con diverse abilità e loro familiari -persone con diversa cultura di origine (gruppi etnici) Si prevedono collaborazioni con: -scuole per comunicare le opportunità e le condizioni facilitanti messe a disposizione -realtà associative che si occupano di integrazione/mediazione culturale per la traduzione delle comunicazioni “in lingua” -realtà associative e strutture del territorio per “andare incontro” più che “chiamare all'incontro”, portando il “coinvolgimento” nei luoghi in cui le condizioni “protette” facilitano l’espressione autonoma della persona con disabilità. Ulteriori strumenti di sollecitazione. Tradizionali: -Comunicazioni mirate (lettera dedicata a realtà organizzate) -Inviti personalizzati per interviste/focus group -Pieghevoli/Locandine presso bacheche di zona e punti di incontro (bar, poste, scuole) -Comunicati stampa Marketing non convenzionale: -Media interattivi -Reverse graffiti e tagging pulito Questi strumenti “mediati” saranno integrati con attività “interattive” nei luoghi di aggregazione informale e momenti conviviali con l’ausilio di installazioni per stimolare curiosità e attenzione

Modalità di inclusione

Nella prima fase del percorso partecipativo, ove avviene la condivisione di esso alla comunità e alle altre agenzie educative esistenti, ogni realtà strutturata o gruppo informale che desidera partecipare, nel rispetto e adesione della proposta progettuale, educativa e valoriale, verrà coinvolto nella riprogettazione continua delle attività future, affinché si rinnovino costantemente e siano sempre più calate su risorse, desideri e bisogni del territorio. L’inclusione sarà favorita da tecniche di conduzione dei gruppi e di facilitazione verbale/visuale. Condizioni garantite: -spazio di lavoro e apprendimento collettivo aperto a tutti i punti di vista -mix equilibrato tra lavoro individuale e di gruppo -presenza di facilitatori -dialogo strutturato con questioni-guida -progettazione con le persone e non solo per le persone. Saranno utilizzati strumenti quali-quantitativi di democrazia deliberativa (interviste, focus group, workshop) più appropriati all’oggetto in discussione (questione aperta). Nella seconda fase, realtà strutturate e gruppi informali saranno coinvolti nella partecipazione alle attività di comunità e nella diffusione delle iniziative. Logistica generale: -utilizzo di spazi facilmente accessibili (senza barriere) e (se possibile) con vetrine visibili da strada -momenti di interazione sul territorio per favorire una maggiore inclusione -traduzioni delle informazioni in più lingue. -tempi ponderati in base alle esigenze di ognuno (sarà privilegiato il tardo pomeriggio-sera nei giorni infrasettimanali, la mattina-pomeriggio nel fine settimana, il calendario degli incontri, i contenuti in discussione e gli esiti progressivi del percorso saranno tempestivamente resi pubblici (on e off line). Sarà elaborata, con l’ausilio del Tavolo di Negoziazione (TdN) la mappa dei pensieri/desiderata dei giovani e della comunità del quartiere PEEP, per il quartiere PEEP, riuscendo a creare una rete informale di portatori di interesse, distinguendo i portatori “diretti” (collettivi/privati) da quelli “indiretti” (con attenzione a interessi e risorse di engagement). La mappa definitiva è elaborata con le informazioni raccolte sul/dal territorio durante le attività di educativa di strada e di ricognizione sociale (fase di condivisione del percorso) attraverso: sondaggi on line, self mapping, interviste/focus group. Condivisa la Mappa con il TdN, sarà divulgata (on line e off line) per allargare la condivisione

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura

Lo sviluppo del processo partecipativo è accompagnato da facilitatori, con il compito di condurre gli incontri adottando strumenti ad accordare i punti di vista all’interno di una visione di comunità partecipativa ed educativa. APERTURA Saranno utilizzati strumenti quali-quantitativi di democrazia deliberativa: interviste e focus group per individuare le questioni in gioco relativamente ai tema-target “spazi di vita comune” + tema-target “relazioni significative del territorio” + tema target “giovani e vita nel quartiere”; sondaggio online e self mapping per definire la mappa delle relazioni di comunità e integrarla con le esperienze di vita collettiva nell’area verde.

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura

Saranno utilizzati strumenti qualitativi di democrazia partecipativa/deliberativa: valutazione di impatto sociale, assemblea-evento di sensibilizzazione alle pratiche partecipative ed educative per la condivisione allargata dei risultati del processo. GESTIONE DEI CONFLITTI 1° Metodo: “Confronto creativo” - Punto di partenza è la “Mappa delle relazioni/esperienze di comunità” rispetto alla quale mettere a fuoco l’idea visione di comunità educante da “sperimentare” in moto attivo nello spazio verde assunto come bene comune. La sfida è di trarre profitto da complessità e divergenze: ogni gruppo di lavoro formula proposte e ne illustra le motivazioni; il facilitatore invita i partecipanti a individuare le proposte ponte – rispondenti a più esigenze e interessi - selezionandole tra quelle emerse o riformulandone alcune; in caso di perplessità/non accordo, si pone la domanda “Cosa potremmo cambiare per andare incontro a queste preoccupazioni?” per formulare proposte positive cumulative (i pro/contro sono utilizzati per indagare meglio le ragioni e le proposte e moltiplicare le opzioni). Le opzioni così moltiplicate (proposte originarie, proposte ponte, proposte cumulative) sono poi composte in opzioni oggetto di valutazione “concertata” (sulla base di criteri condivisi). Il momento dell’invenzione (moltiplicazione di opzioni) è ben distinto dal momento della scelta (valutazione delle opzioni/scelta ottimale). 2° Metodo: “Consenso” - Se le divergenze permangono (non si è riusciti a definire proposte positive cumulative) sarà adottato il seguente metodo: si vota esprimendo 4 opzioni (favorevole e sostenitore, favorevole non sostenitore, contrario non oppositore, oppositore);a ciascun oppositore si chiede un intervento, altrettanti sono chiesti ai sostenitori; se gli oppositori rientrano ritirando la loro opposizione, si votano nuovamente le posizioni rimanenti; se gli oppositori non rientrano, dichiarandosi almeno “contrari non oppositori”, il facilitatore chiede al tavolo di votare se procedere con voto a maggioranza o rimandare la discussione. Saranno formati alla facilitazione alcuni giovani del territorio. Sarà privilegiato l’incontro in presenza a piccoli gruppi, accompagnando tale attività con momenti più collettivi, di presentazione e condivisione on line.

Modalità di comunicazione dei risultati del processo

PROMOZIONE: Happening free press 2.0 (conferenza stampa aperta dedicata ai quotidiani locali, ai giornalisti indipendenti del territorio e agli opinion leader, e co-realizzata dal tavolo di Negoziazione) - Immagine coordinata - Pieghevole e locandina illustrativi - Lettere-invito “personalizzate” (per ogni incontro) - Brochure finale (opuscolo) per documentare l’esperienza svolta e promuovere i contenuti del Documento di proposta Partecipata - dirette Facebook e InstagramTV - eco-gadget (flower balls, bio stickers per “disseminare” letteralmente!) - Manifesti, allestimenti, nello spazio da rigenerare scelto (per “segnalare” la collaborazione attiva della comunità) - Reverse graffiti (graffiti ecologici realizzati con idropulitrice e stencil per segnare il percorso verso l’area dai principali luoghi della città). COMUNICAZIONE: Pagine web sul sito del Comune dedicate al percorso, alle quali accedere dal menù principale della home page istituzionale . Microblogging sui canali social attivati dai soggetti promotori, in merito a calendario/programma, report degli incontri, bacheca virtuale delle testimonianze, reportage e fotoreportage degli incontri. La modalità sarà quella della “multi-redazione”. INFORMAZIONE: Disseminazione delle informazioni relative al percorso sia on-line (siti/social network su cui evidenziare il link alle attività di microblogging) che off-line (individuazione dei presidi informativi più significativi come URP, scuole, parrocchie, bar, edicole, tabaccai, palestre). La segreteria organizzativa divulgherà tramite pubblicazione online e via e-mail: contributi conoscitivi e propositivi raccolti dalla comunità, oltre a data, luogo, oggetto e questioni guida del confronto. Ogni incontro sarà anticipato da materiale di lavoro utili per prepararsi al confronto oltre ai report di sintesi. IN GENERALE: itinerare, circolare, scambiare saranno i principi guida dell’approccio comunicativo, tutti i contenuti saranno orientati alla semplicità e sintesi, la grafica sarà scelta per favorire chiarezza e immediatezza, la rappresentazione dei contributi collettivi terrà conto dei diversi punti di vista, attenzione particolare sarà posta a creare nuove combinazioni di conoscenze e relazioni, i saperi (diretti/indiretti) saranno diffusi con modalità originali e creative, le esperienze locali saranno integrate con la conoscenza di esperienze dell’altrove. I giovani saranno resi protagonisti attivi della comunicazione e supportati nella realizzazione di documentazione originale, ad esempio: realizzazione della “biografia del processo” in versione fumetto, rappresentazione della mappa delle relazioni/esperienze di comunità con caricature, video trailer del patto educativo di comunità

Sintesi della valutazione regionale

Conforme ai criteri di qualità tecnica, di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale n. 1842  del 02/11/2022

Requisiti previsti dal Bando Regionale

Premialità Tecniche

Settore

Politiche in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica

Accordo formale preventivo

Modalità del monitoraggio e indicatori

Durante il processo partecipativo il TdN monitorerà lo sviluppo e le ricadute delle attività attraverso la mappa dei portatori di interesse e relazioni, il registro presenze, un questionario di valutazione ai partecipanti e a un gruppo di controllo (cittadini che non hanno partecipato): l’insieme dei tre strumenti consentirà di valutare rappresentatività dei punti di vista e qualità delle proposte. Successivamente alla conclusione del processo (validazione del DocPP e invio al decisore), le attività di monitoraggio/controllo saranno: incontri di coordinamento tra componenti del TdN, il promotore e il decisore, durante il quale saranno dettagliati i tempi di attuazione delle decisioni relative al DocPP, la trasformazione del patto educativo di comunità in un concreto ingaggio collettivo di cura dei beni comuni materiali (aree significative del quartiere) e immateriali (coesione sociale, relazioni educative). L’esito degli incontri di coordinamento sarà comunicato alla cittadinanza, tramite e-mail, news, post, feed. Le decisioni assunte dal decisore saranno rese pubbliche con evidenza delle motivazioni. Al CdG sarà assegnato il compito di monitorare la realizzazione della proposta partecipata con VALUTAZIONE di CAMBIAMENTI, BENEFICI, IMPATTI e, soprattutto, il VALORE AGGIUNTO per i promotori, per i beneficiari, per la comunità tutta. Specificatamente, sarà realizzata una specifica indagine sviluppando l’INDICE di RESILIENZA elaborato in una precedente progettazione regionale (bando LR 14/2008). Il monitoraggio può portare, nel tempo, a considerare la possibilità di istituire il BILANCIO DEI BENI COMUNI MATERIALI E IMMATERIALI (a scala di quartiere) per indagare dove, come, chi/con chi, quando e quanto la partecipazione dei cittadini alla cura di luoghi e della comunità a cambiamenti, benefici, impatti significativi per la qualità della vita di quartiere.

Formazione del personale

Descrizione delle attività di formazione

Per il pieno sviluppo del processo si ritiene fondamentale svolgere una formazione iniziale con lo scopo di accordarsi su cosa intendiamo con “partecipazione” all’interno della cornice della L.R. 15/18, comprendere i diversi ruoli e le diverse responsabilità nello sviluppo di un processo dialogico, accordare ritmi e tempismi nella relazione collaborativa tra Amministrazione e Comunità. La formazione sarà dunque rivolta a: staff di progetto, i membri del Tavolo di negoziazione, il personale della Pubblica Amministrazione (settore e servizi coinvolti), il soggetto promotore, I temi del percorso saranno: partecipazione e i principi della L.R. 15/18, partecipazione: tra aggancio informale e ingaggio formale, il ruolo della partecipazione nella formazione dei patti educativi di comunità, buone e cattive pratiche a confronto (locali ed extra-locali). In relazione alla disponibilità, saranno invitati alcuni membri della Comunità di pratiche dell’Autoscuola della partecipazione regionale per condividere la loro esperienza formativa La formazione sarà articolata in tre incontri della durata di un’ora e mezza ciascuno, nell’ambito dei quali si supporteranno i partecipanti nella comprensione del significato di partecipazione, collaborazione comunitaria, supporto alle decisioni, attivazione educante, gestione responsabile dei beni comuni. Nella formazione saranno focalizzati in particolare i seguenti aspetti: perché e come rendere i processi decisionali inclusivi, quali cambiamenti, benefici e impatti può generare la partecipazione (a scala di quartiere), come trasformare istanze divergenti ed esigenze conflittuali in proposte innovative. A questi tre incontri sarà aggiunto un quarto incontro dedicato esclusivamente ai giovani per trasferire loro competenze e abilitarli nella facilitazione orientata alla co-progettazione di gruppi di loro pari

Soggetti specifici

Entrambe le tipologie di soggetti (Soggetti non finanziati nell’ultimo triennio e soggetti organizzati della società civile)

Tipologia di Soggetto proponente

Enti Terzo Settore (ETS)

Bonus assegnati al Processo

Bonus Parità di Genere

Bonus Giovani

Allegati

01 - Scheda progetto

media/laboratoriodistrada_progetto_bando2022.pdf /

02 - Documento di proposta partecipata

media/laboratorio di strada docpp.pdf /

03 - Relazioni intermedie e finali

media/laboratorio di strada relazione finale sito.pdf /

04 - Presa d'atto Ente Titolare della decisione

media/laboratorio di strada presa d'atto.pdf

Crediti

Processo segnalato da

Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 03/01/2024