Regione Emilia-Romagna

IL REGOLAMENTO DELLA PARTECIPAZIONE

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CertificatoFinanziato

Processo

Stato di avanzamento

In corso

Natura Processo

Processo certificato e finanziato

Anno della certificazione

2025

Anno Finanziamento

2025

Importo finanziato dal Bando

40.000,00 €

Cofinanziamento altri soggetti

Si

Percentuale Cofinanziamento

33,33

Costo complessivo del processo

60.000,00 €

Anno di avvio

Data inizio del processo

30/10/2025

Linea di finanziamento

Linea B: Percorsi rappresentativi deliberativi in attuazione Raccomandazione (UE) 2023/2836

Gestione di Processo

Comitato di Garanzia locale

Il Comitato di Garanzia sarà composto da un dipendente del Comune di Piacenza, da una figura esperta in politiche partecipative e da un funzionario del servizio partecipazione di un altro Ente. Il Comitato si costituirà in fase di avvio del processo, ovvero a seguito del primo appuntamento di TdN, al fine di condividere in questa sede la proposta, le modalità di azione e gli spazi di confronto con il TdN stesso. Il Comitato sarà composto da 3 membri che verranno ingaggiati con il supporto dell'assessorato di competenza e dei facilitatori di processo. Ai componenti verranno illustrate nel dettaglio le funzioni che dovrà svolgere, le modalità di lavoro e le attività di reporting. Il Comitato potrà liberamente riunirsi al fine di un confronto tra i membri in merito all'andamento del processo e all'imparzialità della conduzione; si prevedono almeno due incontri di audizione con il TdN nelle fasi intermedie del percorso, al fine di condividere considerazioni che possano orientare positivamente le attività successive. Il Comitato si doterà - anche in collaborazione stretta con il TdN - di un modello operativo che preveda la presenza di almeno un componente dello stesso agli incontri in programma o la valutazione accurata dei verbali degli incontri realizzati. Al termine del percorso, il Comitato dovrà elaborare in maniera congiunta un report di considerazioni che tenga conto anche degli esiti del percorso partecipativo, da condividere con il TdN.

Comitato di Garanzia locale - Funzioni assegnate

Monitoraggio degli esiti del processo, Supervisione del corretto svolgimento del processo, Supervisione sull’imparzialità del conduttore del processo

Indirizzo

Piazza Cavalli, 2, 29121 Piacenza

Tavolo di Negoziazione

Il Tavolo di Negoziazione sarà costituito nella fase di avvio del processo con; partner sottoscrittori dell’Accordo preliminare, referenti del Comune, facilitatori e comunicatori. La cabina di regia convocherà il primo incontro del TdN. La partecipazione al TdN resterà aperta ad altri soggetti che ne facciano richiesta o che vengano ritenuti strategici in relazione agli obiettivi del processo. Nel contesto di revisione del Regolamento della partecipazione, il TdN svolgerà funzioni volte a garantire: qualità del processo, coerenza con gli obiettivi, effettiva valorizzazione dei contributi emersi. Verrà valorizzata la presenza della Regione Emilia-Romagna al TdN, al fine di potenziare la qualità del percorso e stimolare la condivisione di esperienze e buone pratiche. Di seguito vengono dettagliate le principali funzioni previste per il TdN: 1. FASE 1 – Individuazione dei partecipanti Condividere le linee di indirizzo per la revisione del Regolamento proposte dall’Amministrazione, con azioni di benchmark e coinvolgendo esperti; Validare il processo di campionatura, sia su base statistica sia per la selezione delle autocandidature; Contribuire alla lettura del contesto locale, integrando mappa dei bisogni, delle competenze e degli spazi urbani con le conoscenze dei componenti del TdN; Monitorare le azioni di coinvolgimento degli opinion leader e di ingaggio dei partecipanti. 2. FASE 2 – Attivazione dei laboratori di quartiere Collaborare nella definizione e degli strumenti partecipativi e nella promozione degli incontri; Assicurare che il processo di confronto sia accessibile, trasparente e rappresentativo; Promuovere il corretto funzionamento della piattaforma digitale PartecipAzioni; Valutare la qualità delle azioni inclusive, affinché si garantisca l’emersione di punti di vista diversificati e rappresentativi. 3. FASE 3 – Draft del Regolamento Rielaborare le proposte in un draft di Regolamento collettivo, coerente, chiaro e strutturato; Sistematizzare quanto emerso in termini di censimento dei beni comuni. 4. FASE 4 – Validazione collettiva del Regolamento Coprogettare, condividere e supportare la promozione del town meeting; Garantire la raccolta degli stimoli dalla comunità, ad integrazione del draft proposto. 5. FASE 5 – Definizione e validazione del DocPP Supportare la redazione del DocPP, contribuendo alla trasparenza dell’intero percorso. 6. FASE DI MONITORAGGIO – Diritto di seguito Monitorare gli impegni assunti dall’Amministrazione rispetto all’esito del processo; Monitorare aspetti di outcome e outgrowth attraverso interviste e focus group sugli impatti in termini di maggiore coesione sociale ed engagement nelle politiche locali. Il TdN opererà affinché il percorso partecipativo non sia solo uno strumento di consultazione, ma un processo condiviso e competente di co-progettazione, capace di generare soluzioni concrete, fondate sulle capacità del territorio.

Titolari della decisione

Comune di Piacenza

Proponente

Comune di Piacenza

Soggetti esterni

CSV Emilia

Partecipanti

Singoli cittadini

Territorio Interessato

Mappa

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Piacenza

Caratteristiche

Ambito di intervento

Tipo di partecipazione

Partecipazione volontaria

Codecisione

Design del processo partecipativo

Il Comune di Piacenza ha inserito nel Programma di mandato 2022-27 l'obiettivo strategico di rinnovare i rapporti con i cittadini, promuovendo la cittadinanza attiva, il bilancio partecipativo e la rivitalizzazione dei quartieri. L'amministrazione intende rivedere in modo inclusivo il Regolamento della partecipazione, approvato nel 2013, aggiornandolo alla luce delle esperienze maturate. L'esperienza del bilancio partecipativo ha evidenziato un attivismo prezioso e avviato una zonazione utile per i laboratori di quartiere. La città esplora oggi forme innovative di attivazione delle energie civiche ispirandosi alla Raccomandazione UE 2023/2836, con attenzione ai quartieri e al coinvolgimento della cittadinanza priva di rappresentanza organizzata. In questo contesto, si promuove l'individuazione condivisa di un repertorio di beni pubblici da valorizzare come beni comuni a uso civico, ispirandosi ai principi della Convenzione di Faro e al riconoscimento delle comunità patrimoniali. Il processo partecipativo si svilupperà in 5 momenti principali; a monte, viene istituita una cabina di regia trasversale con politici, tecnici, facilitatori e comunicatori. La cabina definirà gli elementi portanti del futuro Regolamento, anche attraverso un lavoro di benchmarking e condivisione di esperienze, coinvolgendo esperti o personale di altri enti. Fase 1. Individuazione dei partecipanti. L'attivazione della comunità avverrà costruendo un campione di cittadini, ispirandosi ai principi della Raccomandazione (UE) 2023/2836, così composto: a) estrazione casuale su base anagrafica di un campione rappresentativo di cittadini, stimabile in circa 60 persone, stratificato per genere, età e quartiere; b) riattivazione di reti su base di quartiere coinvolte in precedenti esperienze partecipative (es. bilancio partecipativo), raccogliendo autocandidature da selezionare sempre per genere, età e quartiere; c) mappatura ulteriore di reti formali e informali e azioni di outreach nei quartieri, per stimolare ulteriori autocandidature. Questo campione mira a rappresentare la composizione sociale di Piacenza, includendo persone non attive in reti organizzate. Saranno inoltre sovracampionati alcuni profili rilevanti af ini di inclusione, come giovani 15-29 anni, cittadini di origine straniera, persone in condizione di fragilità, city users. Definiti i pesi dei diversi cluster, si procederà con le estrazioni di nominativi cui trasmettere un invito alla partecipazione, con una numerosità da definire con l'Amministrazione. L'attività di convocazione sarà accompagnata da contatti diretti della Giunta, azioni mirate di ingaggio, coinvolgimento di opinion leader e attività di comunicazione a supporto. Fase 2. Attivazione dei laboratori di quartiere. Un laboratorio pubblico in plenaria aprirà i lavori; seguirà l'attivazione di 6 Laboratori, corrispondenti a ciascun quartiere. Attraverso più incontri, i partecipanti alterneranno momenti formativi di acquisizione di conoscenze e competenze, a momenti di dialogo e coprogettazione degli strumenti di partecipazione da includere nel nuovo Regolamento. I partecipanti lavoreranno a tavoli facilitati, utilizzando sia tecniche di mappatura e riappropriazione simbolica del territorio, sia metodologie di discussione visualizzata. Si approfondiranno i temi della democrazia diretta e partecipativa, coinvolgendo esperti e professionisti. Le attività saranno accompagnate da strumenti di e-democracy, con la possibilità di raccogliere contributi a distanza o sperimentare forme di ingaggio digitale. Ogni quartiere lavorerà inoltre sulla mappatura degli spazi pubblici, al fine di individuare un repertorio di beni comuni da proporre per un uso civico, ispirandosi ai concetti di comunità patrimoniale espressi all'art. 2 della Convenzione di Faro del 2005. Fase 3. Draft del Regolamento. Le evidenze raccolte nei laboratori confluiranno in un draft di Regolamento, coinvolgendo sia i settori tecnici dell'Ente sia il TdN. Particolare attenzione sarà data all'istituzionalizzazione dei Laboratori di quartiere come spazio permanente di ascolto e proposta civica, nelle forme emerse dal lavoro dei tavoli. Si porterà inoltre a sintesi il lavoro di censimento dei beni comuni e degli spazi pubblici abbandonati o sottoutilizzati da rigenerare. Il duplice obiettivo di questa fase di lavoro è quello di predisporre un'impalcatura di Regolamento in cui l'indirizzo dell'Amministrazione sia pienamente espresso e allo stesso tempo sia garantito uno spazio effettivamente co-decisionale in merito agli elementi del testo aperti a un contributo collettivo. Fase 4. Validazione collettiva del Regolamento. Il draft sarà oggetto di un incontro in plenaria con tutti i partecipanti, ispirato al modello del Town Meeting. In uno spazio allestito adeguatamente (prevedendo strumenti di inclusione digitale per le figure più fragili), verranno condivisi gli esiti dei laboratori e sottoposti al confronto collettivo i nodi principali del Regolamento. Attraverso una sequenza di domande-stimolo, i partecipanti discuteranno ai tavoli. Le risposte saranno raccolte, sintetizzate e restituite in tempo reale, anche con il supporto di strumenti digitali per rilevare il sentiment generale. L'incontro chiuderà la fase di co-progettazione pubblica, fornendo all'Amministrazione un quadro strutturato delle scelte condivise. Fase 5. Approvazione del Regolamento della partecipazione. L'ultima fase prevede l'integrazione degli esiti nel testo definitivo del Regolamento, che verrà condiviso con il TdN e seguirà poi l'iter formale di approvazione da parte del Consiglio Comunale. Contemporaneamente, si produrrà il censimento dei beni comuni in ottica di stimolo di comunità patrimoniali (art. 2 Convenzione di Faro). A supporto, si attiveranno azioni di comunicazione istituzionale, affinché l'adozione del Regolamento diventi un'occasione pubblica di valorizzazione della partecipazione come bene comune.

Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali

Strumenti digitali utilizzati

Integrazione dei canali digita con PartecipAzioni e uso attivo degli strumenti digitali come moltiplicatori di reti. Le attività saranno accompagnate da strumenti digitali di feedback in tempo reale (es. Mentimeter) e di visual design collettivo (es. Miro). Si prevede un town meeting, prevede interazione virtuale e discussione facilitata. Si intende sperimentare un uso attivo dell'AI per facilitare la sintesi e l'analisi dei contributi raccolti

Presenza femminile rilevata

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Conciliazione tempi di vita e lavoro

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Modalità per rendere conto delle decisioni dell’Ente titolare della decisione

Il Comune di Piacenza individua i seguenti impegni di trasparenza decisionale: -inserire nel Regolamento una clausola valutativa a cadenza fissa, al fine di garantirne la vitalità dello strumento e un impegno per le Amministrazioni future; -affidare gli esiti del percorso ad una valutazione degli uffici tecnici comunali coinvolti, per rendere concreta l'attivazione dei Laboratori di quartiere entro 12 mesi dal termine del percorso; -attivare una cabina di monitoraggio dell'attuazione del Regolamento e del censimento dei beni comuni, degli impatti sociali e degli impatti amministrativi, garantendo una costante informazione al campione e alla città; -realizzare un evento pubblico in occasione della costituzione pubblica dei Laboratori di quartiere.

Figure Professionali

Facilitatori (Esterni) / Esperti della specifica materia trattata (Esterni)

Tecniche di Partecipazione

Consensus Building / Metaplan / Focus Group / Interviste e questionari strutturati / Town Meeting / Outreach

Obiettivi e Risultati

Obiettivi

Il progetto nasce dalla volontà di rafforzare e aggiornare gli strumenti di partecipazione della città, alla luce di un contesto in trasformazione e dell'esperienza maturata negli ultimi anni. In particolare, il Comune ha promosso un percorso di bilancio partecipativo che ha ottenuto riscontri positivi in termini di coinvolgimento, segnalando una forte domanda di attivazione civica su base territoriale. Questa esperienza ha evidenziato non solo il desiderio di molti cittadini di contribuire alla vita pubblica, ma anche la necessità di strutture permanenti che rendano la partecipazione più continuativa, accessibile e inclusiva. Nel tempo, la città ha conosciuto cambiamenti significativi dal punto di vista demografico e sociale, con un aumento della frammentazione relazionale tra quartieri, generazioni e gruppi sociali. In questo contesto, riattivare la coesione civica è una priorità. Il regolamento della partecipazione attualmente in vigore, risalente al 2013, non riflette più pienamente queste dinamiche né le evoluzioni normative e culturali intervenute nel frattempo, in particolare quelle legate all'e-democracy e alle forme ibride di confronto e deliberazione. Per questo il progetto prevede la revisione partecipata del Regolamento comunale, con l'obiettivo di dotare la città di uno strumento solido, chiaro e capace di rafforzare la democrazia diretta. In parallelo, si intende attivare un percorso di co-progettazione con cittadini e soggetti locali per dare vita a forme di partecipazione per consolidare i Laboratori di quartiere, intesi come presìdi di dialogo, ascolto e costruzione condivisa di soluzioni, e per condividere beni comuni emergenti, censendo tra l'altro le proprietà comunali da valorizzare per un uso libero della cittadinanza e gli spazi pubblici abbandonati o sottoutilizzati da rigenerare.

Risultati Attesi

I risultati attesi riguardano una maggiore inclusione nei processi decisionali e la creazione di spazi permanenti di partecipazione territoriale e civica. Progetto di costituzione, regolamentazione e attuazione dei laboratori di quartiere

Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo

Il percorso in oggetto nasce con l'intento di rivitalizzare e aggiornare il sistema delle politiche partecipative cittadine: pertanto, il percorso partecipativo è orientato a consolidare conoscenze, elaborare strumenti concreti di intervento (Regolamento della partecipazione, repertorio di beni pubblici da valorizzare come beni comuni a uso civico), intercettare reti di cittadinanza attiva e valorizzare la dimensione dei quartieri come volano di interventi di comunità. Al fine di dare attuazione a quanto previsto, l'ente locale intende muoversi in primis con risorse proprie, senza rinunciare ad azioni di scouting al fine di intercettare finanziamenti che possano contribuire a rafforzare gli interventi territoriali in programma. Al termine del percorso partecipativo, l'adozione del Regolamento della partecipazione permetterà la costituzione dei Laboratori di quartiere con criteri solidi e con funzioni chiare, mettendo le comunità nelle condizioni di avvalersi di strumenti di democrazia diretta innovativa. Parimenti, il lavoro sui beni comuni a uso civico sarà la base per politiche di valorizzazione delle comunità patrimoniali, nell'intendo di dare concretezza a quanto previsto dalla Convenzione di Faro. L'attività partecipata di redazione del nuovo Regolamento e la costituzione dei Laboratori di quartiere mira a: coinvolgere le giovani generazioni nelle politiche locali; favorire una partecipazione diffusa, il dialogo intergenerazionale e tra gruppi sociali; individuare beni comuni emergenti e stimolarne la cura; promuovere politiche di transizione climatica; sperimentare forme di democrazia digitale; superare silos tematici nella programmazione delle politiche locali.

Documenti di proposta partecipata previsti

Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo

No

Livello di partecipazione

PROGETTAZIONE PARTECIPATA

Indice di partecipazione

25 / 30

Obiettivo strategico regionale che il processo persegue in via prioritaria

Coesione sociale

Descrizione sintetica di come il processo declina l’obiettivo strategico regionale che persegue in via prioritaria

Gli obiettivi prioritari della proposta partecipativa mirano a: 1. stimolare e consolidare le forme di attivismo civico attraverso la costituzione di laboratori di quartiere; 2. rinnovare il Regolamento comunale della partecipazione in modo partecipato; 3. sperimentare metodologie per garantire l'inclusività nella massima misura possibile, anche prevedendo una selezione dei cittadini basata su criteri demografici e a criteri attitudinali che assicurino la diversità dei punti di vista (al fine di dare applicazione alla Raccomandazione (UE) 2023/2836). Tali obiettivi si pongono invero in modo trasversale rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale; si ritiene che in primo luogo siano indirizzati al rafforzamento della coesione sociale, investendo sulla dimensione territoriale del quartiere, luogo identitario di appartenenza e spazio del vissuto quotidiano delle persone. La proposta progettuale in oggetto, la quale intende attivare un percorso partecipativo finalizzato alla revisione condivisa del Regolamento per la partecipazione e alla costituzione di Laboratori di quartiere come strumenti permanenti di confronto tra cittadini, associazioni e istituzioni, si pone l'obiettivo ben superiore dell'aggiornamento di uno strumento normativo o dell'attivazione di spazi di consultazione: mira piuttosto a generare un processo capace di rafforzare i legami sociali, promuovere il protagonismo civico e favorire un senso più ampio di appartenenza e responsabilità collettiva. La revisione partecipata del Regolamento rappresenta l'occasione per rimettere al centro le domande su chi partecipa, in che modo, con quali diritti e riconoscimenti. Rappresenta un esercizio di democrazia sostanziale che intende includere punti di vista diversi, valorizzare saperi da esperienza e costruire un nuovo patto tra cittadinanza e amministrazione. Parallelamente, i Laboratori di quartiere costituiranno un'infrastruttura stabile per la partecipazione diffusa, promuovendo il dialogo tra residenti, gruppi informali e soggetti attivi sul territorio. La loro funzione sarà triplice: da un lato, facilitare l'ascolto e la lettura dei bisogni locali; dall'altro, attivare percorsi di coprogettazione che restituiscano valore all'agire collettivo e al confronto tra differenze; in ultima istanza, censire gli spazi urbani in funzione di valori, significati e usi attribuiti ad essi dalle comunità stesse. In questo senso, i Laboratori si configurano anche come comunità patrimoniali, capaci di riconoscere, tutelare e valorizzare beni comuni attraverso l'individuazione partecipata di un repertorio di immobili da destinare ad uso civico e di spazi pubblici abbandonati o sottoutilizzati da rigenerare. I Laboratori diventano così non solo luoghi di confronto, ma strumenti di governance collaborativa del patrimonio urbano. L'impatto atteso sul piano della coesione sociale si articola in diversi livelli: a) rafforzamento del senso di comunità e del capitale sociale; b) riduzione della distanza percepita tra cittadini e istituzioni; c) maggiore inclusione di soggetti fragili o solitamente meno coinvolti nei processi decisionali, con un'attenzione particolare alle giovani generazioni; d) sviluppo di relazioni di fiducia e collaborazione tra attori diversi; e) valorizzazione degli spazi pubblici e loro restituzione all'agire collettivo. La partecipazione è dunque da intendersi come un processo continuativo e trasformativo, in grado di generare impatti duraturi nella vita democratica della comunità.

Requisiti per la Certificazione di Qualità

Sollecitazione realtà sociali

L'attività di selezione dei partecipanti è essenziale per rispondere alle esigenze di progettazione del percorso di partecipazione e alle istanze della Raccomandazione (UE) 2023/2836 sulla promozione del coinvolgimento e della partecipazione effettiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche. Le attività principali prevedono: la riattivazione delle reti già stimolate negli interventi partecipativi precedenti (es. bilancio partecipativo, sicurezza urbana); la mappatura di opinion leader e reti locali formali e informali; azioni di outreach nei quartieri; estrazione casuale su base anagrafica di un gruppo di partecipanti con sovra-campionamenti per fasce di popolazione di particolare significatività. Per quanto concerne in particolare quest'ultimo punto, si realizzerà la campionatura di un gruppo selezionato di cittadini da estrarre su base anagrafica, con l'obiettivo di garantire un'adeguata rappresentatività rispetto alla distribuzione della popolazione in termini di genere, classe d'età e zona di residenza, al fine di restituire un'immagine coerente con la composizione della comunità piacentina.

Modalità di inclusione

I principi guida adottati sono da un lato quello di garantire una rappresentanza reale della popolazione cittadina, dall'altra di portare alla partecipazione persone non necessariamente già attive o stakeholders organizzati. Con questo approccio si ottiene sia l'allargamento delle possibilità di inclusione, sia il disinnesco di alcune dinamiche classiche di sovra-rappresentazione degli interessi più strutturati. Al contempo, tuttavia, si propone di "potenziare" la presenza, anche attraverso sovra-campionamento, di alcuni specifici profili che possono rispondere a criteri di inclusione e valorizzazione di voci significative (e spesso sottorappresentate) ai fini degli obiettivi generali del percorso, quali ad esempio: equità di genere; giovani tra i 15 e i 29 anni; cittadini di origine straniera; cittadini in condizione di fragilità economica o sociale. Una volta definiti i pesi dei diversi cluster del campione, si richiederà all'Ufficio Anagrafe una prima estrazione di nominativi cui trasmettere un invito alla partecipazione, con una numerosità da definire con l'Amministrazione (si ipotizzano tra le 10 e le 15 estrazioni per ogni partecipante previsto). Verificate le risposte pervenute, si suggerisce di procedere a ulteriori estrazioni e inviti soltanto per i cluster che non avessero ancora ottenuto un numero adeguato di conferme. Si ipotizza il coinvolgimento di alcuni attori strategici del territorio (es. Università, Consulta degli studenti, tavolo disabilità, tavolo antidiscriminazione) per raccogliere interlocutori da sovrarappresentare nel processo. In merito alla riattivazione delle reti stimolate nei percorsi precedenti, si procederà con azioni di comunicazione mirate sui contatti "caldi" in possesso dell'Amministrazione, sempre mantenendo il criterio di appartenenza di quartiere

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura

Nella costruzione di percorsi partecipativi inclusivi, è fondamentale prevedere strumenti e metodologie per affrontare in modo costruttivo eventuali divergenze. In questo progetto, le possibili aree di conflitto individuate riguardano: la definizione delle priorità: le visioni dei cittadini possono divergere rispetto alle scelte strategiche, agli investimenti o all'urgenza di determinati interventi (sociali, ambientali, culturali); la rappresentanza: è possibile che alcuni gruppi (giovani, cittadini stranieri, quartieri periferici) si sentano poco ascoltati o sottorappresentati nel processo; il grado di vincolatività delle decisioni: i cittadini potrebbero aspettarsi un potere decisionale maggiore di quanto compatibile con i vincoli normativi e politici dell'amministrazione. Per affrontare tali criticità, il percorso adotterà i seguenti strumenti: 1. Facilitazione professionale. In ogni fase laboratoriale sarà garantita la presenza di facilitatori esperti nella gestione dei gruppi e dei conflitti, con l'obiettivo di promuovere l'ascolto attivo, riequilibrare la partecipazione tra soggetti più o meno strutturati, e far emergere con trasparenza le posizioni minoritarie. 2. Mappatura delle divergenze. Durante i laboratori, saranno raccolti in forma visuale i punti di disaccordo (es. "mappa dei nodi critici") per consentire una successiva rielaborazione e, dove possibile, una mediazione tra istanze diverse. 3. Tecniche deliberative orientate al consenso.

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura

Per le scelte più divisive saranno utilizzati strumenti come: il Metaplan, per esplorare argomentazioni pro e contro; il consensus building, per arrivare a soluzioni condivise; il semaforo del consenso, per visualizzare il grado di accettabilità delle proposte. 4. Spazi di confronto tra pari. In alcuni casi saranno previsti momenti riservati a gruppi potenzialmente marginalizzati (giovani, stranieri, persone con fragilità), così da facilitare l'espressione di punti di vista che potrebbero emergere con difficoltà nei contesti plenari. 5. Chiusura trasparente dei dissensi. Qualora le divergenze non siano superabili, esse saranno documentate nel report finale, valorizzando la trasparenza del processo. Si riporteranno le posizioni espresse e le motivazioni delle scelte adottate, rafforzando la fiducia tra cittadini e amministrazione.

Modalità di comunicazione dei risultati del processo

ll Comune di Piacenza mantiene una comunicazione attiva sui canali digitali, quali sito istituzionale e profili sui social network, i quali saranno gestiti armonicamente pianificando un calendario editoriale con la piattaforma PartecipAzioni, per la diffusione di notizie riguardanti il percorso partecipativo. Si prevede l'utilizzo innovativo di strumenti di comunicazione digitale nelle azioni di coinvolgimento dei cittadini, quali ad esempio: piattaforme di deliberazione online (es. Decidim, Consul, CivicWise), al fine di consentire la raccolta, discussione e valutazione delle proposte emerse durante le attività; laboratori ibridi con lavagne digitali partecipative (es. Miro, Padlet), laddove si renda necessario prevedere incontri misti in presenza e online, per dare voce anche a chi non può partecipare fisicamente; canali Telegram tematici o di quartiere, garantendo aggiornamenti diretti e dialogo continuo con un tono informale. In fase di restituzione, si intendono ideare mappe di comunità interattive (es. StoryMap, uMap) per fornire un supporto visivo alle attività dei laboratori, o ancora video restitutivi brevi per raccontare in pillole le voci, i volti e i numeri chiave del percorso. Le forme di restituzione possono prevedere inoltre la realizzazione di report visivi e narrativi in formato digitale (es. flipbook, minisito), puntando su aspetti di comunicazione leggibile e sintetica. Infine, si prevede di attivare un uso sperimentale e responsabile dell'intelligenza artificiale come supporto al processo partecipativo. In particolare, l'IA sarà impiegata per facilitare la sintesi e l'analisi dei contributi raccolti, aiutando a individuare temi emergenti, bisogni ricorrenti e proposte prioritarie espresse dai cittadini. Sarà inoltre esplorata la possibilità di utilizzare strumenti di IA per rendere più accessibili e personalizzati i materiali informativi, promuovendo una partecipazione più inclusiva, anche per chi ha difficoltà linguistiche o cognitive. L'intelligenza artificiale sarà sempre utilizzata in modo trasparente e affiancata da mediazione umana, nel rispetto dei principi di equità e responsabilità.

Sintesi della valutazione regionale

Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale 633 del 28.04.2025

Requisiti previsti dal Bando Regionale

Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale

Coerenza rispetto al contesto locale

Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti

Qualità del design di processo

Innovazione digitale

Premialità Tecniche

Settore

Altro

Adesione alla piattaforma regionale PartecipAzioni

Accordo formale preventivo

Modalità del monitoraggio e indicatori

Al fine di dotare l'ente locale di uno strumento vivo e in ascolto dei cambiamenti sociali, tecnologici e culturali, si prevede - anche in forma di impegno formale qualificato - di introdurre di una clausola di valutazione nel Regolamento della partecipazione a cadenza fissa (es. 5 o 7 anni) oppure con una clausola "di revisione anticipata" su richiesta motivata (es. del Consiglio comunale o di un numero minimo di cittadini o laboratori di quartiere). Si possono inoltre valutare ulteriori proposte di valutazione, quali affidare la stessa a un gruppo di monitoraggio misto (amministrazione, cittadini, terzo settore) o prevedendo strumenti di valutazione deliberativa (es. giuria civica, assemblea di verifica). Tra gli approcci adottati nella realizzazione del processo partecipativo, vi è quello della Teoria del Cambiamento (Theory of Change), uno strumento adatto per progettare, guidare e valutare un percorso inclusivo, in particolare: perseguendo obiettivi trasformativi di lungo periodo, come la crescita del senso civico e della democrazia locale; realizzando processi complessi e progressivi, come l'adozione condivisa di un nuovo regolamento e la costituzione di laboratori di quartiere; stimolando il coinvolgimento attivo e consapevole dei cittadini, anche ad esempio attraverso una mappatura degli spazi pubblici significativi per la comunità stessa. L'attività mira a mettere in correlazione i risultati attesi, ovvero gli effetti che si intende generare; gli output da realizzare per raggiungere tali obiettivi (le azioni di progetto); gli input da destinare a tali azioni, dunque le risorse. Ai fini di pianificare un monitoraggio adeguato a restituire la capacità di generare impatto per la comunità del percorso avviato, si procede in primo luogo definendo gli elementi di bisogno, quali: il Regolamento della partecipazione attualmente datato; la percezione di distanza dei cittadini dalle decisioni pubbliche; le relazioni territoriali frammentate a seguito di trasformazioni sociali, demografiche, digitali, economiche; la necessità di individuare gli spazi collettivi e i beni comuni emergenti a livello di quartiere e di città. A seguire, si procede definendo cambiamenti intermedi che si intendono stimolare, quali: maggiore consapevolezza e conoscenza dei diritti partecipativi; migliore accessibilità e trasparenza degli strumenti partecipativi; la costruzione di spazi territoriali (laboratori di quartiere) riconosciuti e riconoscibili; nuove reti tra cittadini, associazioni e istituzioni locali. Gli outcomes che si intende raggiungere possono essere individuati come segue: Regolamento della partecipazione aggiornato, conosciuto e condiviso; Laboratori di quartiere attivati con regole e identità co-costruite; Incremento del numero e della qualità delle iniziative partecipative locali; Aumento della fiducia istituzionale e del capitale sociale. Una volta definita la mappa concettuale del percorso per generare il cambiamento atteso nella comunità, sono definite le attività presentate nel design di progetto (what we do), le quali verranno saranno accompagnate dalla definizione di indicatori qualitativi e quantitativi per valutare diversi aspetti quali: la qualità della coprogettazione del Regolamento; la qualità in termini di inclusione, rappresentanza, trasparenza e facilitazione dei laboratori; la qualità dei contributi formativi; la capillarità qualità delle attività di comunicazione. La costruzione di set di indicatori sarà utile per correlare in modo consapevole gli aspetti di input con quelli di output, outcomes e outgrowth, ovvero di cambiamento a lungo termine nella comunità. A tal fine, saranno predisposte azioni di monitoraggio a medio e lungo termine, al fine di considerare gli aspetti di crescita di capitale sociale, fiducia istituzionale e aumento di iniziative partecipative. Il soggetto proponente aderisce al monitoraggio regionale e si assume l'impegno a svolgere le attività di monitoraggio? SI/NO Indicare se sono previste altre attività di monitoraggio. Campo libero No max caratteri Al fine di dotare l'ente locale di uno strumento vivo e in ascolto dei cambiamenti sociali, tecnologici e culturali, si prevede - anche in forma di impegno formale qualificato - di introdurre di una clausola di valutazione nel Regolamento della partecipazione a cadenza fissa (es. 5 o 7 anni) oppure con una clausola "di revisione anticipata" su richiesta motivata (es. del Consiglio comunale o di un numero minimo di cittadini o laboratori di quartiere). Si possono inoltre valutare ulteriori proposte di valutazione, quali affidare la stessa a un gruppo di monitoraggio misto (amministrazione, cittadini, terzo settore) o prevedendo strumenti di valutazione deliberativa (es. giuria civica, assemblea di verifica). Tra gli approcci adottati nella realizzazione del processo partecipativo, vi è quello della Teoria del Cambiamento (Theory of Change), uno strumento adatto per progettare, guidare e valutare un percorso inclusivo, in particolare: perseguendo obiettivi trasformativi di lungo periodo, come la crescita del senso civico e della democrazia locale; realizzando processi complessi e progressivi, come l'adozione condivisa di un nuovo regolamento e la costituzione di laboratori di quartiere; stimolando il coinvolgimento attivo e consapevole dei cittadini, anche ad esempio attraverso una mappatura degli spazi pubblici significativi per la comunità stessa. L'attività mira a mettere in correlazione i risultati attesi, ovvero gli effetti che si intende generare; gli output da realizzare per raggiungere tali obiettivi (le azioni di progetto); gli input da destinare a tali azioni, dunque le risorse. Ai fini di pianificare un monitoraggio adeguato a restituire la capacità di generare impatto per la comunità del percorso avviato, si procede in primo luogo definendo gli elementi di bisogno, quali: il Regolamento della partecipazione attualmente datato; la percezione di distanza dei cittadini dalle decisioni pubbliche; le relazioni territoriali frammentate a seguito di trasformazioni sociali, demografiche, digitali, economiche; la necessità di individuare gli spazi collettivi e i beni comuni emergenti a livello di quartiere e di città. A seguire, si procede definendo cambiamenti intermedi che si intendono stimolare, quali: maggiore consapevolezza e conoscenza dei diritti partecipativi; migliore accessibilità e trasparenza degli strumenti partecipativi; la costruzione di spazi territoriali (laboratori di quartiere) riconosciuti e riconoscibili; nuove reti tra cittadini, associazioni e istituzioni locali. Gli outcomes che si intende raggiungere possono essere individuati come segue: Regolamento della partecipazione aggiornato, conosciuto e condiviso; Laboratori di quartiere attivati con regole e identità co-costruite; Incremento del numero e della qualità delle iniziative partecipative locali; Aumento della fiducia istituzionale e del capitale sociale. Una volta definita la mappa concettuale del percorso per generare il cambiamento atteso nella comunità, sono definite le attività presentate nel design di progetto (what we do), le quali verranno saranno accompagnate dalla definizione di indicatori qualitativi e quantitativi per valutare diversi aspetti quali: la qualità della coprogettazione del Regolamento; la qualità in termini di inclusione, rappresentanza, trasparenza e facilitazione dei laboratori; la qualità dei contributi formativi; la capillarità qualità delle attività di comunicazione. La costruzione di set di indicatori sarà utile per correlare in modo consapevole gli aspetti di input con quelli di output, outcomes e outgrowth, ovvero di cambiamento a lungo termine nella comunità. A tal fine, saranno predisposte azioni di monitoraggio a medio e lungo termine, al fine di considerare gli aspetti di crescita di capitale sociale, fiducia istituzionale e aumento di iniziative partecipative. Al fine di dotare l'ente locale di uno strumento vivo e in ascolto dei cambiamenti sociali, tecnologici e culturali, si prevede - anche in forma di impegno formale qualificato - di introdurre di una clausola di valutazione nel Regolamento della partecipazione a cadenza fissa (es. 5 o 7 anni) oppure con una clausola "di revisione anticipata" su richiesta motivata (es. del Consiglio comunale o di un numero minimo di cittadini o laboratori di quartiere). Si possono inoltre valutare ulteriori proposte di valutazione, quali affidare la stessa a un gruppo di monitoraggio misto (amministrazione, cittadini, terzo settore) o prevedendo strumenti di valutazione deliberativa (es. giuria civica, assemblea di verifica). Tra gli approcci adottati nella realizzazione del processo partecipativo, vi è quello della Teoria del Cambiamento (Theory of Change), uno strumento adatto per progettare, guidare e valutare un percorso inclusivo, in particolare: - perseguendo obiettivi trasformativi di lungo periodo, come la crescita del senso civico e della democrazia locale; - realizzando processi complessi e progressivi, come l'adozione condivisa di un nuovo regolamento e la costituzione di laboratori di quartiere; - stimolando il coinvolgimento attivo e consapevole dei cittadini, anche ad esempio attraverso una mappatura degli spazi pubblici significativi per la comunità stessa. L'attività mira a mettere in correlazione i risultati attesi, ovvero gli effetti che si intende generare; gli output da realizzare per raggiungere tali obiettivi (le azioni di progetto); gli input da destinare a tali azioni, dunque le risorse. Ai fini di pianificare un monitoraggio adeguato a restituire la capacità di generare impatto per la comunità del percorso avviato, si procede in primo luogo definendo gli elementi di bisogno, quali: il Regolamento della partecipazione attualmente datato; la percezione di distanza dei cittadini dalle decisioni pubbliche; le relazioni territoriali frammentate a seguito di trasformazioni sociali, demografiche, digitali, economiche; la necessità di individuare gli spazi collettivi e i beni comuni emergenti a livello di quartiere e di città. A seguire, si procede definendo cambiamenti intermedi che si intendono stimolare, quali: maggiore consapevolezza e conoscenza dei diritti partecipativi; migliore accessibilità e trasparenza degli strumenti partecipativi; la costruzione di spazi territoriali (laboratori di quartiere) riconosciuti e riconoscibili; nuove reti tra cittadini, associazioni e istituzioni locali. Gli outcomes che si intende raggiungere possono essere individuati come segue: -Regolamento della partecipazione aggiornato, conosciuto e condiviso; -Laboratori di quartiere attivati con regole e identità co-costruite; -Incremento del numero e della qualità delle iniziative partecipative locali; -Aumento della fiducia istituzionale e del capitale sociale. Una volta definita la mappa concettuale del percorso per generare il cambiamento atteso nella comunità, sono definite le attività presentate nel design di progetto (what we do), le quali verranno saranno accompagnate dalla definizione di indicatori qualitativi e quantitativi per valutare diversi aspetti quali: la qualità della coprogettazione del Regolamento; la qualità in termini di inclusione, rappresentanza, trasparenza e facilitazione dei laboratori; la qualità dei contributi formativi; la capillarità qualità delle attività di comunicazione. La costruzione di set di indicatori sarà utile per correlare in modo consapevole gli aspetti di input con quelli di output, outcomes e outgrowth, ovvero di cambiamento a lungo termine nella comunità. A tal fine, saranno predisposte azioni di monitoraggio a medio e lungo termine, al fine di considerare gli aspetti di crescita di capitale sociale, fiducia istituzionale e aumento di iniziative partecipative.

Soggetti specifici

Non prevista nel bando di riferimento

Tipologia di Soggetto proponente

Comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti

Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione

Adesione volontaria alla campagna di monitoraggio regionale

Allegati

Crediti

Processo segnalato da

Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 12/10/2025