Officina di comunità
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Processo
Stato di avanzamento
In corso
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Natura Processo
Processo certificato e finanziato
Anno della certificazione
2025
Anno Finanziamento
2025
Importo finanziato dal Bando
13.425,00 €
Cofinanziamento altri soggetti
No
Costo complessivo del processo
15.000,00 €
Anno di avvio
Data inizio del processo
18/09/2025
Durata (mesi)
4
Linea di finanziamento
Linea A: Percorsi partecipativi a livello locale
Gestione di Processo
Comitato di Garanzia locale
Il Comitato di Garanzia sarà composto da un dipendente del Comune di Castenaso, da un consulente esperto in temi sociali e delle fragilità, e da un rappresentante dell'Ufficio di Piano. Il Comitato si costituirà in fase di avvio del processo, ovvero a seguito del primo appuntamento di TdN, al fine di condividere in questa sede la proposta, le modalità di azione e gli spazi di confronto con il TdN stesso. Il Comitato sarà composto da 3 membri che verranno ingaggiati con il supporto dell'assessorato di competenza e dei facilitatori di processo. Ai componenti verranno illustrate nel dettaglio le funzioni che dovrà svolgere, le modalità di lavoro il cronoprogramma e le attività di reporting. Il Comitato potrà liberamente riunirsi al fine di un confronto tra i membri in merito all'andamento del processo e all'imparzialità della conduzione; si prevede almeno un incontro di audizione con il TdN a metà percorso, al fine di condividere considerazioni che possano condizionare positivamente le attività successive. Il Comitato si doterà - anche in collaborazione stretta con il TdN - di un modello operativo che preveda la presenza di almeno un componente dello stesso agli incontri in programma o la valutazione accurata dei verbali degli incontri realizzati. Al termine del percorso, il Comitato dovrà elaborare in maniera congiunta un report di considerazioni che tenga conto anche degli esiti del percorso partecipativo, da condividere con il TdN.
Comitato di Garanzia locale - Funzioni assegnate
Monitoraggio degli esiti del processo, Supervisione del corretto svolgimento del processo
Tavolo di Negoziazione
Il Tavolo di Negoziazione (TdN) sarà attivato all’avvio del processo partecipativo e comprenderà i firmatari dell’Accordo preliminare, almeno un rappresentante del Comune di Castenaso e un facilitatore. La cabina di regia convocherà il primo incontro in presenza per favorire l’interazione tra i membri, condividere obiettivi, risultati attesi e modalità di inclusione. In seguito, il TdN resterà aperto ad altri soggetti che ne facciano richiesta o che siano ritenuti rilevanti rispetto agli obiettivi del percorso, secondo il principio della “porta aperta”. Nel progetto dell’Officina di comunità di Castenaso, il TdN avrà un ruolo chiave sia operativo sia strategico, garantendo la coerenza con gli obiettivi e la valorizzazione dei contributi emersi. Le principali funzioni saranno articolate nelle seguenti fasi: Fase 1 – Mappatura e ascolto - Validare il piano di ascolto per assicurare l’inclusione di tutti i soggetti rilevanti (ETS, istituzioni, imprese, scuola, ASL, ASP, cittadini); - Integrare la mappa dei bisogni e delle risorse con le conoscenze dei componenti del TdN; - Monitorare la qualità di interviste e focus group, garantendo punti di vista diversificati e rappresentativi. Fase 2 – Apertura e raccolta proposte - Collaborare alla definizione degli strumenti partecipativi e promuovere la partecipazione agli incontri; - Garantire accessibilità, trasparenza e inclusività, con particolare attenzione al coinvolgimento giovanile; - Promuovere l’uso della piattaforma PartecipAzione, verificando chiarezza e visibilità delle proposte pubblicate. Fase 3 – Sintesi e rielaborazione - Evolversi in “Tavolo del confronto creativo” coinvolgendo competenze tecniche e sociali; - Valutare le proposte secondo criteri condivisi (fattibilità, impatto, coerenza con i bisogni, innovazione); - Rielaborare le proposte significative in un documento organico da presentare all’Amministrazione; - Garantire trasparenza nel processo di selezione, documentando esclusioni o accorpamenti. Fase di restituzione – Validazione del DocPP - Contribuire alla redazione del Documento di Proposta Partecipata, assicurando trasparenza e coerenza con il percorso svolto. Fase di monitoraggio – Diritto di seguito - Verificare gli impegni dell’Amministrazione e richiedere aggiornamenti sull’attuazione; - Proporre azioni correttive o integrative se necessarie; - Favorire il dialogo continuo con la comunità per consolidare l’Officina come spazio stabile di innovazione e coesione sociale. Il TdN sarà quindi strumento fondamentale per fare del processo partecipativo un percorso di co-progettazione reale, fondato su bisogni concreti e risorse locali, capace di generare soluzioni durature e condivise.
Territorio Interessato
Mappa

Caratteristiche
Ambito di intervento
Tematica specifica
Potenziali effetti sul miglioramento della qualità ambientale
I rifiuti elettronici, noti come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), rappresentano una delle categorie di rifiuti in più rapida crescita a livello globale. Con l'avanzamento tecnologico e la rapida obsolescenza dei dispositivi elettronici, la gestione di questi rifiuti è diventata una sfida ambientale, economica e sociale significativa. Il corretto smaltimento e il riciclo dei RAEE non solo riducono l'impatto ambientale, ma offrono anche opportunità economiche e sociali rilevanti. Per ottenere un miglioramento rispetto al problema dei rifiuti tecnologici è necessario aumentare la sensibilizzazione dei cittadini, potenziare le infrastrutture di raccolta e promuovere politiche che incentivino il riciclo e la progettazione ecocompatibile dei dispositivi elettronici. L'Officina di comunità potrà in questo senso perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale grazie alla propria vocazione orientata al riciclo, al riuso, alla condivisione di beni e competenze. A titolo esemplificativo, nella sua fase di avvio l'Officina potrebbe gestire principalmente l'attività di raccolta, rigenerazione e scambio di dispositivi digitali quali PC, tablet, smartphone. Questi oggetti potrebbero essere messi a disposizione da singoli cittadini, associazioni, imprese, rigenerati con il supporto di soggetti che a titolo gratuito scelgono di supportare le finalità dell'Officina ed infine messi a disposizione di famiglie o soggetti fragili per lo svolgimento di attività quali la ricerca del lavoro, lo studio o altre finalità sociali.
Tipo di partecipazione
Partecipazione volontaria
Codecisione
Sì
Design del processo partecipativo
Il Comune di Castenaso ha inserito nel programma di mandato 2024-29 la volontà di attivare uno spazio in cui promuovere l'inclusione sociale e favorire la costruzione di un welfare di comunità, un luogo che divenga riferimento per tutte le nuove forme di povertà del Distretto. Questo progetto, destinato ad essere inserito nel PUG, si esprime nel percorso partecipativo per la nuova "Officina di comunità", un servizio che può diventare riferimento non solo per i cittadini più fragili ma per tutta la comunità, quale spazio circolare di condivisione di capacità, esperienze e risorse nell'accezione più ampia del termine. Nell'Officina di comunità si intende promuovere anche l'economia circolare attraverso il riuso di materiale digitale quali PC, tablet, smartphone, colmando in questo modo il divario digitale presente in alcune fasce fragili della popolazione. Le attività di partecipazione si collocano a monte della definizione di un progetto esecutivo di gestione dell'Officina di comunità. Il processo sarà strutturato in tre fasi che si vanno di seguito a dettagliare presentando anche la sequenza di attività partecipative, le metodologie e gli attori coinvolti. Nella FASE 1 il percorso si mette in ascolto rispetto agli attori più interessati dal percorso, raccogliendo tutti i punti di vista in gioco. In questa fase si andranno ad intercettare i soggetti potenzialmente più impattati, scelti analizzando l'oggetto della proposta partecipativa ed il contesto. La mappatura si tradurrà in uno schema tabellare: per ogni stakeholder saranno valutati l'interesse per il processo, l'impatto, l'importanza, il livello di influenza, il livello di conflittualità/collaborazione già dimostrata, il potenziale ruolo, i temi sensibili, aspettative e possibili contributi. Sulla scia di questa analisi verranno svolte interviste e focus group, gli elementi raccolti contribuiranno alla costruzione di una mappa dei bisogni, delle competenze e dei servizi (istituzionali e informali). Gli attori interessati in questa fase potrebbero essere gli ETS, gli amministratori, gli operatori dei servizi sociali, il Distretto Pianura Est, l'Ufficio di Piano, le Associazioni di categoria, la Dirigente scolastica dell'istituto comprensivo, il Punto di Facilitazione digitale. L'output di questa fase potrebbe essere uno "scheletro di contenuti" su cui lavorare nello step successivo, elaborato tenendo conto dei bisogni della comunità, delle competenze territoriali note e degli elementi cardine a partire dai quali si costruirà il progetto dell'Officina: tipo di gestione e soggetto gestore, beni e servizi erogati, definizione delle tipologie di utenti, altri ruoli, definizione di obiettivi per la sostenibilità del servizio. La FASE 2 può essere definita "Fase divergente" in quanto il processo si apre completamente alla comunità secondo l'approccio della "Porta aperta". Si prevede di realizzare un focus group dedicato alle imprese del territorio di Castenaso al fine di valutare l'interesse per il progetto e stimolare interazioni collaborative, ciascuno secondo il proprio ambito di competenza. Cittadini ed associazioni saranno invece invitati a partecipare ad un laboratorio facilitato con la tecnica dell'Open Space Technology (OST). Questa metodologia è particolarmente adatta per la raccolta di proposte rispetto alla costituzione dell'Officina di comunità in quanto può coinvolgere un grande numero di persone su un tema chiaro e specifico per il quale però la situazione di partenza e l'evoluzione futura devono ancora essere definite. Nella convocazione pubblica dell'OST sarà posta grande attenzione alle attività di outreach, affinché le categorie più fragili vengano a conoscenza dell'evento e siano spronate a partecipare tramite canali di contatto caldi (es. ospiti Centro SAI e utenti Centro Socio-Occupazionale). Le proposte scaturite dall'OST saranno condivise sulla piattaforma PartecipAzioni affinché la comunità possa visionarle, commentando, integrando e votando le proposte ritenute più valide. Saranno coinvolte le classi di 2° e 3° media e gli Scout con attività laboratoriali dedicate alla costruzione di scenari possibili. Le tecnologie digitali saranno utilizzate per ampliare la platea complessiva del percorso ma anche per l'inclusione delle categorie più fragili. Sarà sperimentata l'organizzazione di un workshop online dedicato a target fragili, nel quale saranno coinvolti gruppi già formalizzati in occasione di precedenti progetti e con una minima formazione sul digitale, come ad esempio i partecipanti al progetto "Anziani smart" (che hanno ricevuto in regalo un tablet) e donne coinvolte nel "Crowdmapping femminile". La FASE 3 è definita "convergente" poiché rappresenta il momento in cui il processo fa sintesi dei contributi raccolti e si orienta verso una - o alcune - proposte prioritarie. Si immagina che in questa fase finale il Tavolo di Negoziazione possa rivestire un ruolo molto importante poiché l'attività da svolgere sarà una valutazione critica, basata su elementi di fattibilità oggettiva delle proposte scaturite in esito all'OST, tenendo sempre presenti i bisogni e le competenze rilevati nella FASE 1. Per questo si andrà a costituire il "Tavolo del confronto creativo", in altre parole uno spazio aperto ad altri soggetti aventi competenze utili all'attività di valutazione e rielaborazione delle proposte. Il "Tavolo del confronto creativo" produrrà un documento contenente proposte progettuali da consegnare all'amministrazione e alla cittadinanza. Il percorso si chiuderà con un evento laboratoriale, nel corso del quale saranno allestiti pannelli/video/materiali di presentazione per ogni proposta; la comunità potrà conoscere le proposte e valutare di "aderire" offrendo proprie competenze, ore di volontariato o altre modalità di supporto. Il percorso partecipativo sarà occasione per promuovere iniziative di cittadinanza attiva e consentire all'Amministrazione di valutare futuri sviluppi di co-progettazione sociale.
Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali
Sì
Strumenti digitali utilizzati
PartecipAzioni sarà integrata al sistema media digitali comunali. Verrà stimolato l'engagement promuovendo strumenti digitali di feedback in tempo reale (es. Mentimeter) e di visual design collettivo (es. Miro). Si intende sperimentare l'uso dell'intelligenza artificiale come supporto al processo partecipativo. In particolare, sarà impiegata per facilitare la sintesi e l'analisi dei contributi raccolti e sarà esplorata la possibilità dell'uso di IA per l'accessibilità dei materiali informativi
Presenza femminile rilevata
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Conciliazione tempi di vita e lavoro
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Modalità per rendere conto delle decisioni dell’Ente titolare della decisione
Il Comune individua le seguenti azioni di rafforzamento della trasparenza decisionale: - assumere l'impegno a deliberare le proprie decisioni entro 90 giorni dal termine del percorso, dando conto in forma pubblica (tramite sito web e giornalino) dell'accoglimento e sviluppo pratico-operativo delle proposte contenute nel DocPP; - affidare gli esiti del percorso per una valutazione puntuale sulla realizzazione pratica delle proposte emerse alle strutture operative del Comune; - dare mandato diretto al responsabile del procedimento di accordare gli esiti delle valutazioni puntuali, elaborando un documento attuativo nel quale siano esposte in modo chiaro le argomentazioni sulle proposte prioritarie, tempi e risorse; - realizzare un evento pubblico in occasione dell'inaugurazione dell'Officina.
Figure Professionali
Tecniche di Partecipazione
Obiettivi e Risultati
Obiettivi
Le nuove povertà del ceto medio gravano anche sulla comunità di Castenaso, comune bolognese di 16.000 abitanti. Crisi economica, flussi migratori e il cambiamento delle strutture familiari hanno richiesto un sempre maggiore impegno per affrontare situazioni di marginalizzazione. Negli ultimi anni inoltre le emergenze sanitarie, umanitarie ed ambientali hanno appesantito la programmazione del welfare territoriale. Gli Enti locali da soli non sono sempre in grado di dare risposte adeguate ai nuovi bisogni economici relazionali e culturali. Diventa necessario ragionare fuori dagli schemi per costruire servizi non standardizzati, non calati dall'alto ma co-progettati, con i cittadini per i cittadini. L'Amministrazione di Castenaso ha inserito nel programma di mandato 2025-29 e nel DUP un riferimento specifico a questi servizi. La realizzazione di uno spazio di solidarietà potrebbe rispondere ai bisogni di nuclei in condizioni di difficoltà temporanea e promuovere una maggiore responsabilità collettiva. L'Officina di comunità concretizza esperienze partecipative già avviate, come il percorso "Crowdmapping femminile" realizzato nel 2023-24, da cui è emersa l'esigenza condivisa, in particolare da parte delle donne, di collettivizzare il lavoro di cura attraverso reti e spazi di mutuo aiuto. Il processo partecipativo potrebbe offrire nuove risposte in questo senso, lavorando inoltre sul consolidamento della rete di associazioni, istituzioni e singoli cittadini a livello distrettuale, rendendola stabile e duratura nel tempo. L'Officina diventa luogo della comunità in cui ogni cittadino può offrire competenze e ricevere accoglienza e sostegno.
Risultati Attesi
La significatività del progetto troverà espressione nella trasformazione di una comunità consapevole della presa in carico dei più deboli, competente e capace di attivare risorse in termini di tempo e motivazione, capace di co-gestire uno spazio dove, per cominciare, rigenerare e scambiare device digitali (PC, smartphone, ecc).
Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo
Il percorso partecipativo si sviluppa a partire dalla volontà del Comune di Castenaso di dotare il territorio di nuove risorse di welfare comunitario, necessarie per contrastare le nuove fragilità diffuse non solo nel Comune ma a livello di Distretto. Questa azione affonda le proprie radici in azioni e progettazioni già avviate o realizzate, viene inoltre essere espressa nel programma di mandato. L'attuazione del processo poggia quindi su una forte volontà politica dell'amministrazione che a tal proposito si è già attivata nella ricerca di risorse da utilizzare per l'attivazione e la successiva gestione operativa dell'"Officina di comunità". AUSER Bologna ha presentato nel mese di giugno 2025 la candidatura, in partenariato con il Comune di Castenaso, di un progetto al Bando ACT 2025 della Fondazione Unipolis; le risorse del Bando ACT, in caso di conseguimento del contributo, andranno a finanziare concretamente l'attivazione dell'Officina, in particolare per quanto riguarda la co-progettazione dei servizi e l'attivazione delle prime attività che potranno essere individuate invece tramite il Bando Partecipazione (es. alfabetizzazioni digitale, laboratori condivisi, scambi di competenze). L'amministrazione si impegnerà inoltre nel monitoraggio continuo dei bandi nazionali ed europei, al fine di individuare ulteriori opportunità di finanziamento in linea con gli obiettivi dell'Officina Generare nuove risorse insieme alla comunità, non solo con il welfare tradizionale, ma coi cittadini e gli attori profit, in particolare commercianti e imprese. Il nuovo lavoro di comunità ha bisogno di nuovi pivot ed è questa la principale innovazione: baristi, parrucchieri, edicolanti, bancari, vigili, medici, spesso sono già operatori di comunità de facto, avendo un'ingente dote di relazioni sociali intercettano un ampio spettro di situazioni di difficoltà, specie quelle più celate.
Documenti di proposta partecipata previsti
Sì
Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo
No
Livello di partecipazione
PROGETTAZIONE PARTECIPATA
Indice di partecipazione
Obiettivo strategico regionale che il processo persegue in via prioritaria
Coesione sociale
Descrizione sintetica di come il processo declina l’obiettivo strategico regionale che persegue in via prioritaria
Il percorso partecipativo individua quale obiettivo strategico primario la coesione sociale in quanto le attività sviluppate per l'Officina di comunità stimoleranno l'innovazione istituzionale attraverso iniziative di welfare sociale e culturale. Se il risultato atteso del percorso è la redazione di una proposta progettuale per la nuova Officina di comunità, gli obiettivi perseguiti in seno a questo scopo riguarderanno: - il coinvolgimento nell'attività di co-progettazione dei portatori di interesse più strutturati quali associazioni, Enti del territorio ed imprese; - il più ampio coinvolgimento dei cittadini del Comune di Castenaso per favorire una maggiore conoscenza del tessuto socio-culturale in cui sono radicati, far conoscere il progetto dell'Officina di comunità e, di conseguenza, creare una massa critica consistente a supporto delle attività; - il coinvolgimento delle giovani generazioni che non sempre sono pienamente consapevoli delle situazioni di fragilità presenti nel contesto in cui vivono ma che, con le proprie competenze ed energie, possono svolgere un ruolo molto importante nel percorso, oltre ad acquisire competenze sui temi della cittadinanza attiva e sull'importanza di mantenere un contesto sociale che sia dialogante ed accogliente; - la diffusione di una maggiore informazione e formazione sui temi della partecipazione e della cittadinanza attiva; - la diffusione di nuove competenze rispetto al tema del welfare di comunità, non solo tra gli addetti ai lavori ma anche, o soprattutto, tra i cittadini a partire dai più sensibili (individuare i bisogni, individuare risposte ai bisogni, individuare risorse). Saranno inoltre perseguite azioni tese all'implementazione di una transizione digitale inclusiva, mettendo a punto attività in grado di agire sul gap digitale con un coinvolgimento intergenerazionale e avendo cura di includere i target più fragili. Il divario digitale rappresenta una delle principali sfide del nostro tempo, in un'epoca in cui l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) è fondamentale per la partecipazione attiva alla società. Questo divario si manifesta nella disparità tra chi ha accesso e competenze nell'uso delle tecnologie digitali e chi ne è escluso. Il Comune di Castenaso ha approvato nel 2023 la propria Agenda Digitale, sviluppando progetti come "Anziani smart" aventi l'obiettivo di limitare o annullare quel divario; di conseguenza il percorso partecipativo dell'Officina di comunità potrebbe fornire ulteriori occasioni di sviluppo e arricchimento di quella rete già attivata. In generale, il percorso partecipativo vuole stimolare la capacità di generare un dialogo tra comunità e istituzioni per costruire in modo condiviso una proposta operativa, trasformando l'engagement da momento occasionale a scelta consolidata ed informata.
Requisiti per la Certificazione di Qualità
Sollecitazione realtà sociali
La Cabina di Regia del percorso ha attivato contatti telefonici diretti per la sollecitazione delle realtà del territorio, partendo dai soggetti più strettamente legati al progetto dell'Officina di comunità per vocazione, affinità di intenti o rapporti istituzionali. I soggetti che hanno accettato di essere coinvolti già nella fase di stesura dell'Accordo preliminare sono: Centro Sociale Culturale l'Airone APS, Associazione Parkinsoniani - Pianura Est Bologna ODV, , Auser Territoriale Bologna ODV -ETS, Centro Sociale "Villanova", Associazione Frazione Viva APS ETS, Piccole mani APS, Gruppo Villanova AGESCI, MOP srl. È stata inoltre attivata una interlocuzione con i titolari di esercizi commerciali, molti dei quali si sono dichiarati disponibili a collaborare al progetto, suggerendo già alcune possibili modalità di sostegno da approfondire all'interno del percorso quali ad es. oltre al riciclo di elettronica, la distribuzione di buoni spendibili negli esercizi aderenti. È interesse del Comune di Castenaso sollecitare anche altre realtà che direttamente o indirettamente sono interessate al progetto e/o ai potenziali effetti che produrrà. Pertanto, la Cabina di Regia ed il Tavolo di Negoziazione svolgeranno in questo senso un ruolo attivo di ricerca ed ingaggio, al fine di raggiungere sia soggetti organizzati sia gruppi meno rappresentati e meno avvezzi all'interazione con i canali istituzionali tradizionali. I soggetti da coinvolgere potrebbero essere i seguenti: aziende del territorio e commercianti di prossimità per ampliare la gamma delle competenze e raccogliere disponibilità alla cessione a scopo gratuito di beni; gruppi giovanili per coinvolgere nuove energie e raccogliere nuove idee; gruppi di anziani per favorire la socialità valorizzando al contempo i saperi maturati, cittadini stranieri per favorire l'inclusione e la condivisione, cittadini disabili per stimolare la partecipazione alla vita civica; ETS attivi sul territorio per contribuire alla progettualità e alla successiva animazione dell'Officina. Ciascuno di questi soggetti richiede specifici canali di comunicazione, linguaggi diversificati e modalità di interazione differenti. Si andrà quindi a lavorare su un Piano di Comunicazione multicanale, nel quale troveranno spazio tutti i target da raggiungere ed i corrispettivi strumenti da attivare.
Modalità di inclusione
Particolare attenzione sarà riservata ai soggetti più fragili che per vari motivi non hanno pienamente accesso o dimestichezza con le tecnologie digitali, si andrà pertanto a lavorare per questi target su canali di ingaggio più tradizionali, più caldi e personalizzati al fine di garantire la diffusione capillare degli inviti. Per incentivare una maggiore partecipazione della fascia più giovane della popolazione si lavorerà in collaborazione con le scuole, con le associazioni giovanili e sportive del territorio
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura
Il processo partecipativo in oggetto non sembra presentare particolari spazi di conflittualità, in parte perché il percorso si colloca a monte di qualunque decisione attuativa del progetto di Officina di comunità, in parte perché questo percorso - e lo spazio che si andrà con esso a costruire - sono votati alla massima apertura ed inclusività. In quest'ottica la fase di apertura del percorso sarà dedicata alla raccolta dei diversi punti di vista esistenti sul territorio per disporre da subito di una mappatura dei potenziali interessi in gioco, valutando la presenza di terreni fertili di collaborazione tra soggetti o, al contrario, di elementi di criticità. Il percorso sarà guidato da facilitatori professionisti, esperti nella conduzione di gruppi e nella gestione di processi partecipativi in Emilia-Romagna e in Italia. I facilitatori si occuperanno dell'individuazione delle metodologie più adeguate alla gestione di ogni fase di progetto, a partire dalla costituzione del Tavolo di Negoziazione, organismo di controllo del percorso il cui lavoro sarà stimolato con l'impiego di tecniche per la gestione dei gruppi quali la facilitazione verbo-visiva e l'uso di domande guida per stimolare il dialogo. Nella fase 1 (fase divergente) saranno impiegate metodologie di facilitazione che vadano a stimolare una collaborazione aperta ed inclusiva, quale ad esempio l'OST. Questa metodologia infatti consente a tutti i partecipanti di proporre un tema di discussione, e ciascuno può scegliere di partecipare liberamente a una o più discussioni. Viene così garantita la massima apertura ed accoglienza a tutti i punti di vista. Altre metodologie utilizzate potranno essere il focus group, il sondaggio aperto e le consultazioni online su piattaforma regionale.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura
Nella fase divergente sarà necessaria una attività di mediazione più intensa al fine di sintetizzare tutte le proposte emerse, pertanto il Tavolo di Negoziazione si trasformerà nel Tavolo del confronto creativo, accogliendo al suo interno soggetti portatori di specifiche competenze adeguate allo scopo di affinare le progettualità. Qualora emergessero in questa o in altre fasi del percorso situazioni di particolare conflittualità i facilitatori attueranno approcci di mediazione, applicando metodologie consolidate quali il Metodo del consenso, il metodo del confronto creativo, la mappatura delle divergenze. Qualora le divergenze non siano superabili, esse saranno documentate nel report finale, valorizzando la trasparenza del processo. Si riporteranno le posizioni espresse e le motivazioni delle scelte adottate, al fine di rafforzare la fiducia tra cittadini e amministrazione.
Modalità di comunicazione dei risultati del processo
Il processo partecipativo in oggetto non sembra presentare particolari spazi di conflittualità, in parte perché il percorso si colloca a monte di qualunque decisione attuativa del progetto di Officina di comunità, in parte perché questo percorso - e lo spazio che si andrà con esso a costruire - sono votati alla massima apertura ed inclusività. In quest'ottica la fase di apertura del percorso sarà dedicata alla raccolta dei diversi punti di vista esistenti sul territorio per disporre da subito di una mappatura dei potenziali interessi in gioco, valutando la presenza di terreni fertili di collaborazione tra soggetti o, al contrario, di elementi di criticità. Il percorso sarà guidato da facilitatori professionisti, esperti nella conduzione di gruppi e nella gestione di processi partecipativi in Emilia-Romagna e in Italia. I facilitatori si occuperanno dell'individuazione delle metodologie più adeguate alla gestione di ogni fase di progetto, a partire dalla costituzione del Tavolo di Negoziazione, organismo di controllo del percorso il cui lavoro sarà stimolato con l'impiego di tecniche per la gestione dei gruppi quali la facilitazione verbo-visiva e l'uso di domande guida per stimolare il dialogo. Nella fase 1 (fase divergente) saranno impiegate metodologie di facilitazione che vadano a stimolare una collaborazione aperta ed inclusiva, quale ad esempio l'OST. Questa metodologia infatti consente a tutti i partecipanti di proporre un tema di discussione, e ciascuno può scegliere di partecipare liberamente a una o più discussioni. Viene così garantita la massima apertura ed accoglienza a tutti i punti di vista. Altre metodologie utilizzate potranno essere il focus group, il sondaggio aperto e le consultazioni online su piattaforma regionale. Nella fase divergente sarà necessaria una attività di mediazione più intensa al fine di sintetizzare tutte le proposte emerse, pertanto il Tavolo di Negoziazione si trasformerà nel Tavolo del confronto creativo, accogliendo al suo interno soggetti portatori di specifiche competenze adeguate allo scopo di affinare le progettualità. Qualora emergessero in questa o in altre fasi del percorso situazioni di particolare conflittualità i facilitatori attueranno approcci di mediazione, applicando metodologie consolidate quali il Metodo del consenso, il metodo del confronto creativo, la mappatura delle divergenze. Qualora le divergenze non siano superabili, esse saranno documentate nel report finale, valorizzando la trasparenza del processo. Si riporteranno le posizioni espresse e le motivazioni delle scelte adottate, al fine di rafforzare la fiducia tra cittadini e amministrazione.
Sintesi della valutazione regionale
Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale 633 del 28.04.2025
Requisiti previsti dal Bando Regionale
Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale
Sì
Coerenza rispetto al contesto locale
Sì
Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti
Sì
Qualità del design di processo
Sì
Premialità Tecniche
Settore
Processi per la realizzazione di opere, progetti o interventi previsti dall'art. 2, comma 2, lett. c) della L.R. 15/2018 (particolare rilevanza per la comunità locale o regionale, in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, al fine di verificarne l'accettabilità sociale e la qualità progettuale)
Adesione alla piattaforma regionale PartecipAzioni
Sì
Accordo formale preventivo
Sì
Modalità del monitoraggio e indicatori
Tra gli approcci adottati nella realizzazione del processo partecipativo, vi è quello della Teoria del Cambiamento (Theory of Change), uno strumento adatto per progettare, guidare e valutare un percorso inclusivo, in particolare: - perseguendo obiettivi trasformativi di lungo periodo, intervenendo sulla coesione sociale e sui cambiamenti di comportamento; - realizzando interventi articolati e progressivi, come l'attivazione di uno spazio innovativo al servizio della comunità; - stimolando il coinvolgimento attivo e consapevole dei cittadini. L'attività mira a mettere in correlazione i risultati attesi, ovvero gli effetti che si intende generare; gli output da realizzare per raggiungere tali obiettivi (le azioni di progetto); gli input da destinare a tali azioni, dunque le risorse. Ai fini di pianificare un monitoraggio adeguato a restituire la capacità di generare impatto per la comunità del percorso avviato, si procede in primo luogo definendo gli elementi di bisogno, del territorio. A seguire, si procede definendo cambiamenti intermedi che si intendono stimolare, quali: maggiore consapevolezza e conoscenza degli strumenti partecipativi; costruzione di spazi di dialogo e collaborazione riconosciuti e riconoscibili; creazione di ponti tra cittadini, associazioni, imprese e istituzioni locali. Infine, vengono individuati gli outcomes di processo, che riguardano gli impatti a lungo termine, sia in merito alle forme di realizzazione degli obiettivi del progetto di partecipazione, sia in merito ai cambiamenti di percezione e comportamento delle persone incluse nelle attività, sia in termini di qualità delle relazioni e delle reti attivate a seguito del percorso, sia - infine - in merito all'aumento di fiducia verso le istituzioni e all'incremento del capitale sociale. Una volta definita la mappa concettuale del percorso per generare il cambiamento atteso nella comunità, sono definite le attività presentate nel design di progetto (what we do), le quali verranno saranno accompagnate dalla definizione di indicatori qualitativi e quantitativi per valutare i diversi aspetti La costruzione di set di indicatori sarà utile per correlare in modo consapevole gli aspetti di input con quelli di output, outcomes e outgrowth, ovvero di cambiamento a lungo termine nella comunità. A tal fine, saranno predisposte azioni di monitoraggio a medio e lungo termine, al fine di considerare gli aspetti di crescita di capitale sociale, fiducia istituzionale e aumento di iniziative partecipative. Tra le attività di monitoraggio previste, si intendono predisporre: - griglie di analisi del processo in termini di qualità organizzativa e capacità di generare esiti; - schede di rilevazione del sentiment dei partecipanti nei confronti delle attività; - questionari mirati per allargare la registrazione della soddisfazione in merito al processo e agli esiti dello stesso; - focus group al termine del percorso per osservare il cambiamento in termini di consapevolezza e comportamento dei partecipanti; - mini interviste mirate ai partecipanti al termine del percorso partecipativo.
Soggetti specifici
Non prevista nel bando di riferimento
Tipologia di Soggetto proponente
Comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti
Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione
Sì
Adesione volontaria alla campagna di monitoraggio regionale
Sì
Allegati
Crediti
Processo segnalato da
Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 15/10/2025
