Forno di Comunità di Cervia
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Processo
Stato di avanzamento
In corso
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Natura Processo
Processo certificato e finanziato
Anno della certificazione
2025
Anno Finanziamento
2025
Importo finanziato dal Bando
15.000,00 €
Cofinanziamento altri soggetti
Si
Percentuale Cofinanziamento
14,29
Costo complessivo del processo
17.500,00 €
Anno di avvio
Data inizio del processo
09/09/2025
Durata (mesi)
4
Linea di finanziamento
Linea A: Percorsi partecipativi a livello locale
Gestione di Processo
Comitato di Garanzia locale
Roberta Mazzoni - Direttore Distretto socio-sanitario di Ravenna Cervia e Russi. Paola Pirini - Ristoratrice di Cervia. Sergio Rusticali - Responsabile Circolo ricreativo ACLI. Il progetto prevede la costituzione del comitato di garanzia locale con funzioni di monitoraggio degli esiti del processo e di sostegno allo sviluppo del confronto metodologico durante le diverse fasi del processo partecipativo. La composizione garantisce competenze multidisciplinari e terzietà rispetto agli attori locali coinvolti nella gestione del processo. La componente sanitaria apporta una valutazione tecnico-scientifica sul benessere e sulla salute. La competenza di una ristoratrice comporta una lettura e un'analisi dentro le dinamiche legate al cibo. La responsabilità di conduzione di un circolo ricreativo, con particolare esperienza nelle attività di ristorazione e di gestione di sagre - comporta una ricchezza di esperienza. La configurazione così rappresentata garantisce una rappresentanza territoriale più ampia e indipendenza dai soggetti direttamente coinvolti nella decisione o nella gestione del processo partecipativo.
Comitato di Garanzia locale - Funzioni assegnate
Monitoraggio degli esiti del processo, Supervisione del corretto svolgimento del processo
Tavolo di Negoziazione
Il Tavolo di Negoziazione sarà costituito con l'avvio del processo e includerà rappresentanti delle associazioni sociali (Aps Amici di San Vitale, Dormitorio Re dei Girgenti, Un posto a tavola), delle realtà formative (IAL Cervia Ravenna, Istituto Alberghiero), delle realtà imprenditoriali del settore (Associazione panificatori Ravenna, operatori locali della ristorazione), del Comune di Cervia in qualità di ente responsabile, e rappresentanti della cittadinanza attiva. Il TdN avrà funzioni di indirizzo strategico del processo, garanzia della rappresentatività di tutti i punti di vista, validazione metodologica delle proposte elaborate e definizione condivisa del documento finale. Le sedute seguiranno protocolli strutturati con facilitazione professionale, produzione di verbali validati e pubblicazione trasparente dei contributi.
Territorio Interessato
Mappa

Caratteristiche
Ambito di intervento
Tematica specifica
Potenziali effetti sul miglioramento della qualità ambientale
La proposta di un utilizzo collettivo del forno di comunità mira a realizzare anche percorsi di educazione: da un lato per un'alimentazione corretta, e dall'altro per una riduzione degli sprechi alimentari, sia mediante azioni di condivisione che con azioni di recupero. Per altro, la piattaforma digitale può rappresentare in tal senso un'importante risorsa condivisa.
Tipo di partecipazione
Partecipazione volontaria
Codecisione
Sì
Design del processo partecipativo
Oggetto del processo è la co-progettazione di un modello gestionale innovativo per il forno di comunità già esistente presso la cucina popolare di Cervia, attraverso la definizione partecipata di un regolamento d'uso che valorizzi la dimensione aggregativa, formativa e sociale del bene. Il percorso vuole trasformare una risorsa poco usata in un dispositivo di coesione comunitaria, definendo modalità operative che integrino tradizione panificatoria, innovazione sociale e pratiche di welfare di prossimità. Il processo si inserisce nella fase di progettazione di servizi pubblici innovativi, poiché riguarda la definizione delle regole, procedure e modalità operative per un bene comune che necessita di governance partecipata per massimizzare il proprio potenziale di impatto sociale. Il documento di proposta partecipata influenzerà direttamente l'adozione del regolamento comunale per la gestione del forno comunitario e delle linee guida operative per le attività formative/aggregative connesse. PREMESSA METODOLOGICA Il design del processo integra metodologie di animazione territoriale con approcci di progettazione partecipata, utilizzando un mix equilibrato di strumenti contestuali e digitali per garantire inclusività e qualità del confronto. L'approccio è strutturato per essere aperto, iterativo e adattivo, con particolare attenzione alla valorizzazione dei diversi saperi presenti nella comunità e alla gestione costruttiva delle eventuali divergenze attraverso tecniche di facilitazione professionale. FASE 1 - MAPPATURA E COINVOLGIMENTO (Settimane 1-4) Obiettivo: Identificare e attivare tutti i portatori di interesse, costruendo una mappatura partecipata delle competenze, esigenze e aspettative relative al forno di comunità. Attività principali: - Interviste semi-strutturate con i referenti delle organizzazioni già coinvolte per approfondire aspettative e disponibilità - Focus group tematici con gruppi specifici (formatori IAL, panificatori professionali, volontari delle associazioni sociali, rappresentanti istituto alberghiero) - Questionario strutturato distribuito attraverso canali multipli per raccogliere il sentiment della comunità allargata - Workshop di mappatura collaborativa delle competenze disponibili e delle esigenze formative Strumenti: Piattaforma PartecipAzioni per raccolta contributi online, interviste in presenza, questionari cartacei e digitali, tecniche di mappatura visuale FASE 2 - ASCOLTO E CONDIVISIONE (Settimane 5-12) Obiettivo: Approfondire le diverse visioni sulla gestione del forno e facilitare l'emersione di proposte concrete attraverso metodologie partecipative strutturate. Attività principali: - Laboratori tematici paralleli: "Tradizione e innovazione nella panificazione", "Inclusione sociale attraverso il cibo", "Formazione e trasmissione di competenze", "Sostenibilità e gestione delle risorse" - Tavoli di co-progettazione con metodologia World Café per definire scenari gestionali alternativi - Sessioni di storytelling per raccogliere e valorizzare esperienze pregresse di gestione comunitaria - Incontri dedicati con categorie specifiche (giovani, anziani, persone in situazione di fragilità, operatori professionali) Strumenti: Facilitazione professionale, tecniche di visualizzazione, strumenti digitali collaborativi, metodologie narrative FASE 3 - CO-PROGETTAZIONE (Settimane 13-20) Obiettivo: Definire collaborativamente il modello gestionale, le regole d'uso e le modalità operative attraverso processi decisionali partecipati. Attività principali: - Laboratori intensivi di progettazione partecipata per definire criteri di accesso, modalità di prenotazione, regole di sicurezza e igiene - Sessioni di prototipazione rapida per testare diverse soluzioni organizzative - Definizione partecipata del sistema di governance permanente e delle modalità di monitoraggio - Progettazione collaborativa del calendario attività e delle iniziative formative Strumenti: Design thinking, prototipazione rapida, consensus building, quadro logico partecipativo FASE 4 - VALIDAZIONE E FORMALIZZAZIONE (Settimane 21-24) Obiettivo: Finalizzare la proposta gestionale attraverso processi di validazione comunitaria e preparare la documentazione per l'ente decisore. Attività principali: - Presentazione pubblica delle proposte elaborate con raccolta feedback strutturato - Sessioni di affinamento delle proposte basate sui contributi ricevuti - Redazione partecipata del documento di proposta con utilizzo di tecniche collaborative - Evento finale di consegna simbolica della proposta alla comunità e all'ente decisore
Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali
Sì
Strumenti digitali utilizzati
L'utilizzo delle tecnologie digitali rappresenta uno strumento di strategia nei confronti sia delle nuove generazioni sia di culture differenti altre. Il progetto attiverà una piattaforma sperimentale partecipata delle culture e delle ricette legate in particolare al pane nelle diverse comunità presenti a Cervia, sia per trasmettere le competenze sia per creare flussi culturali e sociali attorno ad uno spazio fisico.
Presenza femminile rilevata
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Conciliazione tempi di vita e lavoro
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Modalità per rendere conto delle decisioni dell’Ente titolare della decisione
Entro 30 giorni dalla conclusione: valutazione tecnica del documento di proposta partecipata con analisi della fattibilità e della sostenibilità. Entro 90 giorni: delibera di Giunta comunale che evidenzia la correlazione esplicita tra contenuti della proposta partecipata e decisioni amministrative, specificandone esplicite motivazioni. Diritto di seguito: trasmissione della delibera a tutti i partecipanti, creazione di uno spazio dedicato sul sito istituzionale e organizzazione di un incontro pubblico di restituzione. 12 mesi dall'adozione: valutazione dell'esito delle linee guida insieme al tavolo di negoziazione.
Figure Professionali
Tecniche di Partecipazione
Obiettivi e Risultati
Obiettivi
Il territorio cervese si caratterizza per una ricca tradizione di aggregazione comunitaria e per la presenza di significative esperienze di innovazione sociale, come testimoniano i progetti Cervia Social Food e le collaborazioni strutturate con cooperative sociali, enti formativi e associazioni del territorio. In questo contesto, l'idea del processo partecipativo nasce dalla consapevolezza che il forno di comunità, già tecnicamente funzionante ma regolamentariamente indefinito, rappresenti un'opportunità unica per sperimentare forme innovative di gestione partecipata di beni comuni. L'esigenza emerge dal confronto tra le diverse realtà territoriali già attive nell'ambito della solidarietà alimentare e della formazione professionale, che hanno identificato nel forno uno strumento potenzialmente trasformativo per rafforzare legami comunitari, valorizzare competenze tradizionali e creare opportunità di inclusione sociale.
Risultati Attesi
Il processo vuole incidere sulla trasformazione di una risorsa sottoutilizzata in un laboratorio permanente di pratiche collaborative, dove la preparazione del pane diventi veicolo di trasmissione intergenerazionale di saperi, occasione di incontro per persone in situazione di fragilità e strumento di innovazione nelle pratiche di welfare territoriale.
Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo
Risorse proprie della Cooperativa San Vitale coprono la spesa del personale coinvolto. Finanziamenti comunali sono legati all'attività ordinaria degli uffici comunali coinvolti. Finanziamenti regionali e nazionali possono costituire la sostenibilità del progetto nella sua ordinarietà. Il processo può attivare nella comunità coinvolta maggior capacità di gestire l'accoglienza delle differenze, maggiore consapevolezza nei benefici derivanti dalla condivisione di un bene comune e l'opportunità di creare occasioni di creatività. Il processo è anche in grado di generare la consapevolezza di trovare risorse nella realtà quotidiana della città e nei servizi pubblici e privati già presenti. Un ulteriore impatto è quello di generare una porta di comunità, così come definita dal Comune
Documenti di proposta partecipata previsti
Sì
Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo
No
Livello di partecipazione
PROGETTAZIONE PARTECIPATA
Indice di partecipazione
Obiettivo strategico regionale che il processo persegue in via prioritaria
Coesione sociale
Descrizione sintetica di come il processo declina l’obiettivo strategico regionale che persegue in via prioritaria
Il progetto declina questo obiettivo attraverso la sperimentazione di modelli innovativi di co-decisione e rinnovamento degli istituti di partecipazione, valorizzando il protagonismo civico e la cittadinanza attiva. La gestione condivisa del forno promuove iniziative di welfare sociale e culturale che rafforzano il tessuto comunitario attraverso pratiche intergenerazionali di trasmissione di competenze, momenti conviviali strutturati e reti di solidarietà territoriale basate sulla condivisione di beni comuni.
Requisiti per la Certificazione di Qualità
Sollecitazione realtà sociali
Oltre ai soggetti firmatari dell'accordo preliminare, saranno attivamente sollecitati tutti gli attori dell'ecosistema locale dell'inclusione sociale e della formazione professionale. Particolare attenzione sarà dedicata al coinvolgimento delle associazioni che operano con persone in situazione di fragilità, dei collettivi giovanili interessati alle pratiche sostenibili, delle scuole del territorio per valorizzare la dimensione educativa del progetto.
Modalità di inclusione
Saranno implementate strategie specifiche per raggiungere categorie sottorappresentate: mediazione culturale per comunità straniere, facilitazione dell'accesso per persone con disabilità, materiali in linguaggio semplificato, utilizzo di canali informali di comunicazione per raggiungere chi non accede ai circuiti istituzionali. La sollecitazione avverrà attraverso approcci multicanale che integrano comunicazione istituzionale, passaparola organizzato, presenza nei luoghi di aggregazione informale e utilizzo strategico dei social media.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura
L'eventuale presenza di divergenze e di conflitti verrà gestita all'interno del percorso partecipativo con particolare riferimento alla figura del facilitatore. I conflitti più rilevanti potrebbero emergere dalla presenza di fruitori dei servizi a bassa soglia, portatori di culture molto differenti e incapaci di gestire discussioni e confronti in modo pacato. La metodologia richiesta al facilitatore è quella di privilegiare tecniche di ascolto attivo che siano in grado di garantire a tutti i partecipanti la possibilità di esprimere il proprio pensiero e di utilizzo di strumenti di riformulazione che rendano più facile la comprensione reciproca delle ragioni di disaccordo.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura
La mediazione si pone quindi l'obiettivo di suddividere il conflitto tra elementi tecnici ed aspetti valoriali, mirando così a superare divergenze di principio. E' possibile inoltre prevedere momenti di sospensione del confronto qualora il conflitto raggiunga livelli non gestibili.
Modalità di comunicazione dei risultati del processo
Il progetto adotterà una strategia comunicativa multicanale centrata sulla trasparenza, accessibilità e coinvolgimento attivo. La piattaforma PartecipAzioni fungerà da hub centrale per la documentazione del processo, integrata con una sezione dedicata sul sito comunale e canali social gestiti collaborativamente. Saranno prodotti contenuti multimediali che documentino le fasi del processo e valorizzino le storie dei partecipanti, con particolare attenzione alla dimensione narrativa del progetto. La comunicazione offline utilizzerà materiali grafici coordinati distribuiti nei luoghi di aggregazione, mentre quella online sfrutterà le reti dei partner per amplificare la portata del messaggio. Saranno organizzati momenti informativi itineranti nei diversi quartieri della città e eventi di lancio presso le realtà partner per garantire capillarità della comunicazione.
Sintesi della valutazione regionale
Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale 633 del 28.04.2025
Requisiti previsti dal Bando Regionale
Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale
Sì
Coerenza rispetto al contesto locale
Sì
Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti
Sì
Qualità del design di processo
Sì
Premialità Tecniche
Settore
Processi per la realizzazione di opere, progetti o interventi previsti dall'art. 2, comma 2, lett. c) della L.R. 15/2018 (particolare rilevanza per la comunità locale o regionale, in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, al fine di verificarne l'accettabilità sociale e la qualità progettuale)
Adesione alla piattaforma regionale PartecipAzioni
Sì
Accordo formale preventivo
Sì
Modalità del monitoraggio e indicatori
Il progetto prevede la costituzione di un Osservatorio Permanente del Forno di Comunità, composto da rappresentanti rotanti delle diverse categorie di utilizzatori, con mandato di monitorare l'implementazione del regolamento e proporre aggiustamenti basati sull'esperienza d'uso. Verranno organizzati incontri trimestrali di verifica aperti alla comunità, con rendicontazione pubblica attraverso la piattaforma PartecipAzioni e eventi annuali di bilancio partecipativo. L'ente responsabile si impegna a fornire risposte puntuali e motivate a ogni proposta di modifica che emergerà dal monitoraggio, garantendo la continuità del dialogo con la comunità utilizzatrice.
Soggetti specifici
Non prevista nel bando di riferimento
Tipologia di Soggetto proponente
Soggetti giuridici privati (con l’adesione formale dell’ente responsabile)
Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione
Sì
Adesione volontaria alla campagna di monitoraggio regionale
Sì
Allegati
Crediti
Processo segnalato da
Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 10/10/2025
