RIOLO TERME CITTÀ DI TUTTE percorso partecipativo per una mappa-azione di genere e generativa
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Processo
Stato di avanzamento
In corso
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Natura Processo
Processo certificato e finanziato
Anno della certificazione
2025
Anno Finanziamento
2025
Importo finanziato dal Bando
15.000,00 €
Cofinanziamento altri soggetti
No
Costo complessivo del processo
15.000,00 €
Anno di avvio
Data inizio del processo
12/09/2025
Durata (mesi)
4
Linea di finanziamento
Linea A: Percorsi partecipativi a livello locale
Gestione di Processo
Comitato di Garanzia locale
Il Comitato di Garanzia Locale sarà composto da membri della Comunità Tematica Digital Gender Gap dell'Agenda Digitale Emilia-Romagna che hanno maturato esperienza diretta nella sperimentazione di processi partecipativi orientati all'integrazione della prospettiva di genere nelle politiche pubbliche locali. In particolare, il comitato includerà rappresentanti del Comune di Castenaso e operatori della comunità castenasina, che hanno sviluppato con successo la prima "Mappa digitale delle Donne" attraverso metodologie di crowdmapping partecipativo, sperimentando laboratori differenziati per target femminili, camminate esplorative di genere, e l'integrazione della piattaforma FirstLife per la raccolta georeferenziata di dati sulla fruizione territoriale femminile. Saranno inoltre coinvolti rappresentanti dell'Unione della Romagna Faentina, coordinatrice del Gruppo di Lavoro "Obiettivo 1: Mappa digitale delle Donne" della COMTem Digital Gender Gap, con esperienza consolidata nella replicazione di modelli di urbanistica di genere applicata ai piccoli comuni. Questa composizione garantirà al comitato competenze specifiche nella lettura critica dei processi partecipativi di genere e nella capacità di stimolare riflessioni basate su esperienze concrete di trasformazione territoriale già sperimentate con successo nel territorio regionale. La presenza di operatori con esperienza diretta in percorsi metodologici analoghi permetterà al comitato di offrire stimoli qualificati per l'evoluzione del processo "Riolo Terme Città di Tutte" e il riconoscimento delle dinamiche di empowerment territoriale femminile in atto nella comunità riolese.
Comitato di Garanzia locale - Funzioni assegnate
Monitoraggio degli esiti del processo
Comitato di Garanzia locale - Altre Funzioni Assegnate
Supporto alla riflessione critica-creativa sulla qualità ed efficacia delle soluzioni co-progettate
Tavolo di Negoziazione
ATTIVAZIONE. Il TdN sarà costituito all'avvio del processo partendo dai firmatari dell'accordo preliminare. La convocazione diretta dei partner sottoscrittori permetterà di condividere la mappatura degli attori territoriali e verificare la rappresentatività dei punti di vista femminili intergenerazionali necessari per l'elaborazione del Piano di Azione per l'Inclusività di Genere. COSTITUZIONE. Il primo incontro coinvolgerà i firmatari dell'accordo per definire la mappa completa degli attori da includere, con attenzione alle esperienze femminili diversificate per età e condizione sociale. Sarà condivisa la metodologia della "cascata narrativa intergenerazionale" e definito il ruolo del TdN nell'emersione delle diverse prospettive di genere. L'allargamento avverrà attraverso le facilitatrici territoriali già formate e mediante call specifica alle reti sociali femminili informali. COMPOSIZIONE. La rappresentatività si basa sulle diverse esperienze femminili territoriali attraverso i partner firmatari dell'accordo preliminare. Sarà garantita rappresentanza intergenerazionale equilibrata e l'inclusione di facilitatrici dell'Ecomuseo del Paesaggio come "ambasciatrici di genere". OBIETTIVO. Il TdN definisce nelle prime sedute il programma delle attività differenziate per target femminili, le metodologie di coinvolgimento per ogni gruppo generazionale e le modalità di integrazione dei contributi nella Mappa di Genere territoriale. Nelle sedute successive valuta l'efficacia delle metodologie innovative, monitora la partecipazione femminile e accompagna l'elaborazione delle linee guida gender-sensitive. CONDUZIONE. Il TdN si riunisce in sedute specifiche che intercettano le fasi principali del processo, utilizzando l'approccio dialogico maieutico per l'elaborazione condivisa delle strategie di integrazione della prospettiva di genere. Ogni seduta è strutturata attraverso domande guida che stimolano la riflessione critica sulla rappresentatività dei bisogni femminili e sulle modalità per tradurre le esperienze territoriali in azioni concrete. Le divergenze vengono gestite attraverso dialogo strutturato per ricercare convergenze. REPORTING. Ogni seduta produrrà un "diario collettivo di genere" redatto collaborativamente dalle partecipanti attraverso scrittura condivisa, integrando narrazioni emerse con documentazione testuale e visuale. La documentazione diventerà parte integrante della Mappa di Genere territoriale. DOCPP. Il TdN accompagna l'elaborazione progressiva del Piano di Azione per l'Inclusività di Genere, validando i contributi della "cascata narrativa intergenerazionale". Il documento finale integrerà la Mappa di Genere con linee guida operative per l'integrazione della prospettiva femminile negli strumenti di programmazione comunale
Territorio Interessato
Mappa

Caratteristiche
Ambito di intervento
Tematica specifica
Potenziali effetti sul miglioramento della qualità ambientale
La mappatura partecipata dei percorsi quotidiani femminili orienta direttamente la programmazione della mobilità dolce comunale verso la creazione di collegamenti pedonali e ciclabili sicuri tra casa, scuola, servizi sanitari e commerciali. Questa riconfigurazione dei tracciati urbani riduce la dipendenza dall'automobile per gli spostamenti di prossimità, diminuendo significativamente le emissioni locali e migliorando la qualità dell'aria. L'analisi gender-sensitive dell'accessibilità ai servizi promuove la concentrazione territoriale delle funzioni essenziali, strategia che diminuisce le percorrenze necessarie e l'impatto ambientale complessivo degli spostamenti quotidiani. Il progetto sperimentale del "diritto al buio" rappresenta un'innovazione ambientale che integra le esigenze di sicurezza percepita dalle donne con la sostenibilità ecologica attraverso la progettazione di "corridoi luminosi selettivi", riducendo l'inquinamento luminoso e preservando la tutela del paesaggio notturno tradizionale. La micro-urbanistica tattica co-progettata dalle partecipanti sarà definita nel quadro di possibili interventi di verde urbano, piantumazioni strategiche e micro-aree di sosta che migliorano la qualità dell'aria e aumentano la permeabilità del suolo urbano. Le politiche di conciliazione famiglia-lavoro emergenti dal processo, inclusa la programmazione di servizi territoriali di prossimità e la sperimentazione di modalità smart working, contribuiscono alla riduzione strutturale degli spostamenti sistematici e delle relative emissioni. La valorizzazione delle reti sociali informali femminili promuove inoltre pratiche collaborative di consumo sostenibile e gestione condivisa delle risorse territoriali, amplificando l'impatto ambientale positivo attraverso modelli di economia circolare locale
Tipo di partecipazione
Partecipazione volontaria
Codecisione
Sì
Design del processo partecipativo
Il processo ha per oggetto il coinvolgimento delle donne del territorio nell'elaborazione di linee guida operative per l'integrazione della prospettiva di genere nelle politiche comunali, finalizzato alla co-progettazione del PIANO D'AZIONE PER L'INCLUSIVITÀ DI GENERE NELLO SPAZIO PUBBLICO (criteri gender-sensitive). Si colloca nella fase di (pre) programmazione strategica dell'azione comunale. I procedimenti correlati sono: definizione delle priorità nelle politiche sociali e di welfare, programmazione delle attività culturali e di valorizzazione territoriale, programmazione del bilancio comunale e del bilancio di genere, Piano Urbanistico Generale (SQUEA/RE), aggiornamento Piano OO.PP 2025-2027 (priorità riqualificazione urbana inclusiva), aggiornamento del DUP/PIAO. Le decisioni sul DocPP saranno formalizzate con Del.G.C. entro 120 gg dalla conclusione, con analisi fattibilità tecnico-amministrativa e definizione modalità di implementazione. Il processo si articola in tre fasi sequential integrate progettate attraverso metodologie innovative che rappresentano la prima sperimentazione sistematica di urbanistica di genere in un comune sotto i 10.000 abitanti, creando un "ponte generativo" tra gli strumenti metropolitani e la dimensione umana del piccolo centro. STEP 1: MAPPATURA DELLE ESPERIENZE TERRITORIALI FEMMINILI A) FOCUS GROUP DIFFERENZIATI PER TARGET con metodologia "cascata narrativa intergenerazionale" che non isola i gruppi ma crea ponti narrativi tra generazioni (4 incontri distribuiti in 2 giornate intensive). - Gruppo "Donne anziane": raccolta memorie territoriali attraverso "oggetti biografici del territorio" (foto storiche, cartoline d'epoca, oggetti personali) come facilitatori del dialogo emotivo. Focus su accessibilità servizi, luoghi della tradizione, evoluzione spazi di socializzazione femminile. Approccio "dal portone di casa" per analizzare percorsi di prossimità tipici della vita di paese. - Gruppo "Giovani donne": analisi mobilità sostenibile, opportunità lavorative, spazi tempo libero, prospettive permanenza territoriale. Utilizzo di emotional mapping digitale per mappatura in tempo reale di percezioni territoriali e digital gender gap locale (accessibilità servizi digitali comunali, smart working in contesti non metropolitani). - Gruppo "Mamme": mappatura "micro-territori quotidiani" della cura (casa-scuola-servizi sanitari) attraverso GPS tracking volontario dei percorsi ripetitivi. Analisi conciliazione famiglia-lavoro, sicurezza percepita, servizi per l'infanzia. Focus sui "territori invisibili" del lavoro domestico tradizionalmente esclusi dalla pianificazione. - Gruppo "Lavoratrici/professioniste/imprenditrici": smart working territoriale, networking locale, mobilità casa-lavoro, "reti digitali di cura" per supporto reciproco. Co-progettazione "hub digitali di quartiere" gestiti da donne per donne. INNOVAZIONE METODOLOGICA: ogni gruppo presenta agli altri i propri risultati creando ponti intergenerazionali strutturati (nonne "com'era", madri "com'è oggi", giovani "come potrebbe essere"), superando l'isolamento tradizionale dei target. STEP 2: INTEGRAZIONE E CO-PROGETTAZIONE COLLABORATIVA B) QUESTIONARIO ONLINE STRUTTURATO progettato sui risultati dei focus group per validazione bisogni emersi, raccolta contributi da donne non partecipanti direttamente, quantificazione priorità territoriali e mappatura reti sociali informali femminili. C) LABORATORIO DI MAPPATURA COLLABORATIVA dei bisogni di genere attraverso "Living Map ibrida" che integra: - dimensione geografica: cartografia partecipativa percorsi quotidiani femminili, identificazione "punti critici" e "zone di comfort" - dimensione infografica: dashboard dinamica su tempi vita e conciliazione, digital gender gap territoriale - dimensione progettuale: micro-urbanistica tattica "fai-da-te" con "kit di micro-interventi" realizzabili con budget comunale (panchine, illuminazione, segnaletica), coinvolgimento artigiani locali INNOVAZIONE CONTENUTISTICA: mappatura "corridoi luminosi selettivi" che bilanciano sicurezza percepita e sostenibilità ambientale per il "diritto al buio" in contesti rurali/periurbani, integrando esigenze di genere con tutela paesaggio notturno tradizionale. STEP 3: SISTEMATIZZAZIONE E PROPOSTA OPERATIVA D) ELABORAZIONE DOCUMENTALE PROGRESSIVA con "diari territoriali di genere" compilati volontariamente dalle partecipanti per continuità riflessiva: - 3 report intermedi di sintesi per ogni fase - Documento di Proposta Partecipata finale strutturato come Piano di Azione per l'Inclusività di Genere con priorità operative, catalogo micro-interventi cronoprogrammati 2025-2027, linee guida gender-sensitive per programmazione comunale INNOVAZIONE DI PROCESSO: integrazione con patrimonio partecipativo esistente dell'Ecomuseo e della Mappa di Comunità attraverso "stratificazione partecipativa" che aggiunge il layer di genere ai processi consolidati, con facilitatrici precedenti come "ambasciatrici di genere". CONTRIBUTO CONOSCITIVO DIRETTO: il processo genera patrimonio informativo inedito sui "micro-territori quotidiani" femminili attraverso mappatura partecipata dei percorsi della cura, identificazione reti sociali informali e analisi digital gender gap territoriale. La "cascata narrativa intergenerazionale" produce stratificazione temporale delle esperienze territoriali femminili documentando l'evoluzione storica dei bisogni e delle modalità di fruizione degli spazi pubblici. CONTRIBUTO PROGETTUALE CONSEGUENTE: queste conoscenze si traducono operativamente nella Mappa di Genere territoriale come strumento ibrido geografico-infografico-progettuale e nel catalogo micro-interventi di urbanistica tattica realizzabili con budget comunale. Il Piano di Azione per l'Inclusività di Genere sistematizza questi contributi in linee guida vincolanti per la programmazione comunale.
Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali
Sì
Strumenti digitali utilizzati
Il progetto sperimenta una metodologia digitale innovativa per creare una "mappa del pensiero" delle donne presenti nei piccoli comuni dell'E-R attraverso la "NETnografia": l'analisi di trend e small data da piattaforme social e geo-gruppi digitali consente di mappare percezioni, bisogni e aspirazioni femminili emergenti nei contesti di piccola scala. Questa mappatura del sentiment collettivo produce una baseline regionale per comprendere le dinamiche di genere nei piccoli centri
Presenza femminile rilevata
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Conciliazione tempi di vita e lavoro
Si
Modalità per rendere conto delle decisioni dell’Ente titolare della decisione
L'ente titolare della decisione si impegna in un percorso strutturato di trasparenza decisionale che prevede l'istituzione di un gruppo di lavoro intersettoriale per l'approfondimento della fattibilità delle proposte emerse, producendo entro 60gg un documento di analisi e valutazione. L'adozione del Piano di Azione per l'Inclusività di Genere avverrà entro 120 gg mediante Del.G.C. che evidenzi esplicitamente la correlazione tra DocPP e decisioni, specificando modalità di implementazione e motivazioni per elementi non accolti. Il diritto di seguito si attua attraverso la trasmissione diretta della documentazione alle partecipanti, l'organizzazione di due incontri pubblici di restituzione e la creazione di una sezione dedicata sul sito istituzionale con aggiornamenti periodici.
Figure Professionali
Tecniche di Partecipazione
Obiettivi e Risultati
Obiettivi
L'idea nasce dalla necessità di adattare i principi dell'urbanistica di genere alla scala del piccolo comune, superando l'assenza di strumenti metodologici specifici per territori sotto i 10.000 abitanti. Il progetto risponde al problema della sottorappresentazione femminile nei processi decisionali territoriali e all'invisibilità dei "territori della cura" nella pianificazione comunale. Il progetto valorizza strategicamente le esperienze partecipative consolidate dell'Ecomuseo del Paesaggio dell'Appennino Faentino (nato nel 2006, con Arca della Memoria dal 2011) e della Mappa di Comunità realizzata nel 2019 attraverso processo partecipativo del 2017, stratificando la dimensione di genere su questo patrimonio metodologico già sperimentato. Obiettivi specifici del processo partecipativo -Sviluppare il primo modello replicabile di urbanistica di genere per piccoli comuni dell'Emilia-Romagna -Trasformare esigenze femminili storicamente ignorate in strumenti operativi vincolanti per le politiche pubbliche -Costituire un presidio permanente di competenze attraverso la formazione di "facilitatrici territoriali di genere" -Creare sinergie innovative tra tradizione partecipativa locale e nuove metodologie gender-sensitive
Risultati Attesi
OUTPUT INNOVATIVO Mappa di Genere territoriale - Strumento ibrido: dimensione geografica (cartografia percorsi femminili, mappatura "punti critici"), dimensione infografica (dashboard gender gap, analisi conciliazione), dimensione progettuale (catalogo micro-interventi, priorità investimento 2025-2027). Risultati attesi - Piano di Azione per l'Inclusività di Genere integrato nella programmazione comunale, modello documentato per replicazione, posizionamento come territorio pilota nell'innovazione delle politiche di genere territoriali.
Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo
L'Amministrazione comunale ha formalizzato l'impegno allo sviluppo degli esiti attraverso la lettera di impegno della Sindaca che prevede l'adozione del Piano di Azione per l'Inclusività di Genere entro un dato tempo. L'attuazione si realizzerà attraverso l'integrazione sistematica della prospettiva di genere negli strumenti di programmazione comunale già esistenti, specificamente negli strumenti strategici e normativi del PUG (inserimento di criteri gender-sensitive), nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche orientando gli investimenti verso interventi ad alto impatto sociale identificati dal processo, nell'aggiornamento del DUP con priorità per l'inclusività territoriale e nella sperimentazione del BILANCIO DI GENERE. Saranno combinate risorse proprie comunali per i micro-interventi di urbanistica tattica immediati con la candidatura a bandi regionali per le pari opportunità. L'ente prevede di sviluppare partnerships con altri piccoli comuni per candidature coordinate su finanziamenti regionali e nazionali, valorizzando il modello metodologico sperimentato come elemento distintivo nelle proposte progettuali. La programmazione culturale comunale integrerà stabilmente la dimensione di genere e generazionale, mentre i servizi di welfare territoriale saranno riprogrammati secondo le priorità identificate dal processo, garantendo sostenibilità economica attraverso la riorganizzazione di risorse già esistenti orientate verso maggiore efficacia ed inclusività. Il processo genera empowerment territoriale femminile permanente attraverso la costituzione di un gruppo di facilitatrici locali che rimangono patrimonio comunitario stabile. L'acquisizione di competenze in advocacy e partecipazione trasforma le beneficiarie in antenne sui bisogni di genere. Il modello posiziona Riolo T. come laboratorio territoriale pilota per l'Emilia-Romagna, generando opportunità di networking con altri piccoli comuni e candidature coordinate su bandi per politiche di genere
Documenti di proposta partecipata previsti
Sì
Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo
No
Livello di partecipazione
PROGETTAZIONE PARTECIPATA
Indice di partecipazione
Obiettivo strategico regionale che il processo persegue in via prioritaria
Emersione degli interessi sottorappresentati
Descrizione sintetica di come il processo declina l’obiettivo strategico regionale che persegue in via prioritaria
Il progetto contribuisce prioritariamente all'obiettivo di favorire l'emersione degli interessi sottorappresentati attraverso l'acquisizione sistematica del punto di vista femminile nelle politiche pubbliche comunali, affrontando la sottorappresentazione storica delle donne nei processi decisionali urbanistici e l'invisibilità dei "territori della cura" nella pianificazione territoriale. FOCUS SULLA PARITÀ DI GENERE ATTRAVERSO METODOLOGIE INNOVATIVE "Oggetti biografici del territorio" (foto storiche, cartoline, oggetti personali) come facilitatori del dialogo che attivano la memoria emotiva e narrativa dei luoghi, valorizzando le modalità espressive tipicamente femminili. "Cascata narrativa intergenerazionale" strutturata: nonne raccontano "com'era", madri "com'è oggi", giovani "come potrebbe essere", creando ponti tra generazioni e saperi territoriali stratificati. GPS tracking volontario dei percorsi quotidiani femminili combinato con emotional mapping per rendere visibili i "territori invisibili" della cura e del lavoro domestico, tradizionalmente esclusi dalla pianificazione. "Diari territoriali di genere" come strumento di auto-narrazione continuativa che trasforma le partecipanti in co-ricercatrici permanenti del territorio. METODOLOGIE DI ASCOLTO CREATIVO PER PECULIARITÀ COMUNICATIVE Le competenze relazionali, narrative e di cura tipicamente femminili vengono valorizzate come risorse pubbliche strategiche, superando la separazione tra "racconto soggettivo" e "dato oggettivo" attraverso la Living Map ibrida che traduce esperienze qualitative in dati utilizzabili dalle politiche pubbliche. TRASFORMAZIONE SISTEMATICA DA BISOGNI INVISIBILI A POLITICHE OPERATIVE I "percorsi della cura" (casa-scuola-servizi sanitari) diventano criterio per la programmazione del Piano Triennale Opere Pubbliche. L'analisi della sicurezza percepita si traduce in modifiche al Regolamento Edilizio per criteri di illuminazione gender-sensitive. Il digital gender gap territoriale orienta la programmazione servizi digitali comunali e la creazione di "hub digitali di quartiere" Le reti sociali informali femminili mappate diventano base per protocolli welfare territoriale L'esito è il "Piano di Azione per l'Inclusività di Genere" che istituzionalizza permanentemente la prospettiva femminile nelle decisioni su bilancio, opere pubbliche, servizi e regolamenti, con le partecipanti formate come "facilitatrici territoriali di genere" che costituiscono un presidio permanente per il monitoraggio dell'applicazione delle politiche inclusive.
Requisiti per la Certificazione di Qualità
Sollecitazione realtà sociali
Realtà già sollecitate attraverso l'accordo preliminare. I partner rappresentano la base del tessuto associativo locale con una cifra di genere: Coop. ZeroCento (servizi socio-educativi), Associazione SOS Donna (politiche di genere), Centro Sociale Primavera-Auser (partecipazione femminile anziana), Biblioteca Comunale (accesso culturale trasversale), Associazione Vivilpaese-Scuola di Danza (giovani donne), Protezione Civile (rappresentanza femminile in ambiti tradizionalmente maschili), Maria Teresa Onlus (supporto fragilità sociali). Questa rete costituisce il nucleo di facilitatrici territoriali per l'identificazione di bisogni sommersi e l'attivazione di reti informali femminili. Coinvolgimento dell'ecosistema partecipativo esistente. Il progetto valorizza l'esperienza partecipativa pregressa, coinvolgendo le allora partecipanti donne per trasformarle in "ambasciatrici di genere". Queste competenze partecipative costituiscono il ponte metodologico per raggiungere donne che hanno familiarizzato con pratiche collaborative ma non hanno affrontato specificatamente la dimensione di genere delle politiche territoriali. Sollecitazione differenziata per target femminili. La "cascata narrativa intergenerazionale" richiede approcci specifici: donne anziane attraverso Centro Sociale Primavera e circoli ricreativi con modalità narrative che valorizzino la memoria territoriale; giovani donne attraverso canali digitali, associazioni sportive e culturali, con attenzione alle studentesse fuori sede; mamme attraverso circuiti scolastici, pediatrici e servizi per l'infanzia; professioniste e imprenditrici attraverso reti economiche locali e gruppi smart working territoriale
Modalità di inclusione
Inclusione di soggetti sottorappresentati e vulnerabili. Particolare attenzione al coinvolgimento di donne con disabilità attraverso servizi sociali comunali e adattamento delle metodologie alle diverse esigenze di accessibilità comunicativa. Donne di origine straniera raggiunte attraverso circuiti dell'integrazione sociale e scolastica, con mediazione culturale quando necessaria. Donne in fragilità economica o sociale coinvolte attraverso servizi welfare territoriale e reti di supporto informale, garantendo modalità partecipative senza oneri aggiuntivi. Ingaggio dinamico. Il TdN produrrà una mappatura collaborativa delle reti sociali femminili informali, identificando "facilitatrici naturali" e "gatekeeper" per accedere a gruppi meno visibili. Ogni focus group includerà un momento di identificazione di ulteriori soggetti da coinvolgere. Comunicazione forall. Comunicazione con linguaggio di genere inclusivo e formati accessibili, combinando canali tradizionali (manifesti, comunicazioni presso servizi pubblici frequentati dalle donne) con approcci innovativi come "NETnografia" per intercettare narrazioni femminili sui social locali. Flessibilità temporale considerando carichi di cura familiare, prevedendo modalità asincrone attraverso diari territoriali e piattaforma digitale.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura
Il progetto prevede un sistema integrato di metodologie per la gestione delle divergenze basato sulla valorizzazione delle competenze relazionali femminili e sull'approccio dialogico maieutico, progettato per affrontare le conflittualità emergenti dall'integrazione di prospettive intergenerazionali e socioeconomiche differenti. Le divergenze intergenerazionali costituiscono il primo ambito critico, dove le priorità delle donne anziane centrate su accessibilità ai servizi contrastano con le esigenze delle giovani donne focalizzate su opportunità lavorative e innovazione digitale. Le mamme privilegiano interventi su sicurezza e servizi per l'infanzia, mentre le professioniste si orientano verso smart working territoriale e networking economico. Il secondo ambito riguarda i conflitti tra diverse visioni dell'uso del territorio, evidenti nella tensione tra esigenze di sicurezza percepita attraverso illuminazione diffusa e sostenibilità ambientale tramite la sperimentazione del "diritto al buio". La terza area concerne la prioritizzazione degli investimenti pubblici, dove le diverse condizioni socioeconomiche potrebbero generare divergenze sulla destinazione delle risorse tra micro-interventi di urbanistica tattica, digitalizzazione dei servizi e potenziamento del welfare territoriale. La gestione delle divergenze si articola attraverso la "mediazione narrativa intergenerazionale" che trasforma i conflitti in opportunità di apprendimento reciproco. L'approccio della "cascata narrativa" media le divergenze intergenerazionali attraverso ponti temporali strutturati: le donne anziane narrano "com'era", le madri descrivono "com'è oggi", le giovani immaginano "come potrebbe essere".
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura
La tecnica del "consenso progressivo stratificato" costituisce il metodo principale per la risoluzione delle divergenze operative. La "mediazione maieutica circolare" utilizza domande guida specifiche per far emergere i presupposti valoriali sottostanti alle diverse posizioni. La metodologia del "tribunale delle prospettive" permette a ogni gruppo generazionale di argomentare le proprie priorità sviluppando ascolto attivo e comprensione reciproca. La "co-progettazione incrementale" trasforma le divergenze in opportunità creative attraverso la costruzione collaborativa di scenari territoriali integrativi. Il "bilancio di genere" permette alle partecipanti di sperimentare le complessità decisionali dell'amministrazione comunale, facilitando la comprensione delle priorità e la costruzione di compromessi sostenibili. Il sistema include la "rotazione delle prospettive" dove ogni partecipante argomenta temporaneamente le posizioni degli altri gruppi, sviluppando empatia cognitiva e capacità di mediazione autonoma. La documentazione continua attraverso i diari collettivi traccia l'evoluzione delle posizioni e identifica punti di convergenza che facilitano la risoluzione progressiva delle divergenze.
Modalità di comunicazione dei risultati del processo
Il progetto "Riolo Terme Città di Tutte" adotterà una strategia comunicativa trasparente e inclusiva per accompagnare tutte le fasi del percorso partecipativo. La comunicazione si basa sulla piattaforma PartecipAzioni per l'engagement delle partecipanti, dove saranno pubblicate le informazioni rilevanti (calendario, report, Mappa di Genere). I contenuti saranno rilanciati attraverso la pagina web dedicata sul sito del Comune di Riolo T. e attraverso i canali social dei partner dell'accordo preliminare. Le comunicazioni online e offline presenteranno un'immagine coordinata che include logo, font e grafiche ispirate ai temi dell'urbanistica di genere e dell'inclusività territoriale, con particolare attenzione al linguaggio inclusivo e alle rappresentazioni non stereotipate. Per la promozione online si utilizzeranno i media web locali dell'Unione della Romagna Faentina e i social network più rilevanti, personalizzando i contenuti per raggiungere le diverse fasce di età femminili coinvolte. I contenuti multimediali saranno sottotitolati per garantire accessibilità. Per quanto riguarda l'offline, si produrrà materiale informativo cartaceo in quantità limitata con attenzione alla sostenibilità. Si valorizzeranno il passaparola attraverso i partner dell'accordo e i momenti di comunicazione informale nei luoghi di aggregazione femminile del territorio. I risultati del processo saranno resi pubblici attraverso la piattaforma, la pagina web comunale e i social, oltre ad un evento finale per condividere la Mappa di Genere territoriale e il Piano di Azione per l'Inclusività di Genere. Gli strumenti di cornice comprendono una chiara immagine coordinata per tutte le comunicazioni, cartoline-invito progressive che riassumono le varie fasi del processo intergenerazionale, fogli informativi online per aggiornamenti costanti, documentazione dei momenti chiave della "cascata narrativa", una brochure finale che documenta il percorso e ne promuove la replicabilità, comunicati stampa periodici per mantenere l'attenzione sulla progressione del progetto. A questi strumenti si aggiunge un'azione promozionale innovativa: i "Diari Digitali di Genere", una sezione dedicata della piattaforma dove saranno pubblicate le narrazioni territoriali raccolte attraverso gli oggetti biografici, con foto degli oggetti utilizzati durante i focus group e le storie personali delle partecipanti legate ai luoghi del territorio. Questa iniziativa permette di condividere pubblicamente le metodologie sperimentate e di valorizzare le competenze narrative femminili come patrimonio comunicativo territoriale. Tutte le azioni comunicative saranno discusse e condivise all'interno del TdN, con le partecipanti incoraggiate a promuovere i risultati attraverso i propri canali, sottolineando l'importanza del loro contributo al successo del processo partecipativo e al posizionamento di Riolo T. come territorio pilota per l'urbanistica di genere nei piccoli comuni dell'Emilia-Romagna.
Sintesi della valutazione regionale
Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale 633 del 28.04.2025
Requisiti previsti dal Bando Regionale
Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale
Sì
Coerenza rispetto al contesto locale
Sì
Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti
Sì
Qualità del design di processo
Sì
Innovazione digitale
Sì
Premialità Tecniche
Settore
Processi per la realizzazione di opere, progetti o interventi previsti dall'art. 2, comma 2, lett. c) della L.R. 15/2018 (particolare rilevanza per la comunità locale o regionale, in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, al fine di verificarne l'accettabilità sociale e la qualità progettuale)
Adesione alla piattaforma regionale PartecipAzioni
Sì
Accordo formale preventivo
Sì
Modalità del monitoraggio e indicatori
EX ANTE Analisi della rappresentazione femminile negli strumenti di pianificazione territoriale esistenti e mappatura preliminare dei gap di genere nella programmazione comunale. Verifica delle competenze locali in materia di urbanistica di genere e identificazione delle risorse metodologiche disponibili sul territorio per la sperimentazione della prima Mappa di Genere comunale. IN ITINERE Rilevazione della qualità della partecipazione femminile intergenerazionale attraverso indicatori di coinvolgimento attivo nei focus group differenziati. Monitoraggio dell'efficacia metodologica degli strumenti di "cascata narrativa" e dell'emotional mapping nella raccolta delle esperienze territoriali femminili. Verifica dell'acquisizione progressiva delle competenze di facilitazione territoriale da parte delle partecipanti e della costruzione delle reti sociali informali femminili. EX POST Analisi dell'integrazione del Piano di Azione per l'Inclusività di Genere negli strumenti di programmazione comunale e verifica dell'implementazione operativa delle linee guida gender-sensitive. Valutazione dell'efficacia del Presidio di Genere nel mantenimento dell'attenzione istituzionale sui bisogni femminili e misurazione dell'impatto delle politiche inclusive sulla qualità della vita delle donne riolesi attraverso indicatori specifici di accessibilità e sicurezza percepita. STRUMENTI I diari territoriali di genere compilati volontariamente dalle partecipanti costituiscono la principale fonte di monitoraggio qualitativo continuo, documentando l'evoluzione dei percorsi quotidiani femminili e i cambiamenti nella fruizione degli spazi pubblici. La Mappa di Genere territoriale viene aggiornata semestralmente attraverso sessioni collaborative che integrano nuove segnalazioni e verificano l'efficacia degli interventi di micro-urbanistica tattica realizzati. Il sistema di monitoraggio digitale attraverso la piattaforma PartecipAzioni traccia l'evoluzione dell'engagement femminile e permette la raccolta strutturata di feedback sull'implementazione delle politiche inclusive. Le verifiche semestrali condotte dal Presidio di Genere producono report specifici che documentano l'andamento dell'attuazione del Piano di Azione e segnalano eventuali necessità di adeguamento delle strategie inclusive. La documentazione degli incontri del gruppo di lavoro tecnico intersettoriale fornisce evidenze sull'integrazione trasversale della prospettiva di genere nelle diverse aree della programmazione comunale, mentre la raccolta sistematica dei feedback delle facilitatrici territoriali di genere costituisce la base per la valutazione dell'efficacia del modello di empowerment femminile sperimentato e della sua replicabilità in altri contesti territoriali analoghi.
Soggetti specifici
Non prevista nel bando di riferimento
Tipologia di Soggetto proponente
Enti Terzo Settore (ETS)
Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione
Sì
Adesione volontaria alla campagna di monitoraggio regionale
Sì
Allegati
Crediti
Processo segnalato da
Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 10/10/2025
