Relazioni in movimento
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Processo
Stato di avanzamento
Concluso
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Natura Processo
Processo certificato e finanziato
Anno della certificazione
2023
Anno Finanziamento
2023
Importo finanziato dal Bando
15.000,00 €
Cofinanziamento altri soggetti
No
Costo complessivo del processo
15.000,00 €
Anno di avvio
Anno di chiusura
2024
Data inizio del processo
29/03/2024
Data fine del processo
06/12/2024
Durata (mesi)
9
Gestione di Processo
Comitato di Garanzia locale
Il Comitato di Garanzia Locale (CGL) sarà costituito non oltre l’avvio della fase 5. Si pensa ad un gruppo di 4-6 persone, dando la possibilità ai 4 comuni coinvolti di indicare ognuno una/un candidata/o di propria fiducia. In alternativa sono individuate due figure (una ciascuno) delle Unioni di Comuni Appennino bolognese e Savena-Idice operanti nei settori Turismo. Ad essi si aggiungerà un componente del Comitato scientifico di IT.A.CÀ e un eventuale altra figura esperta in percorsi partecipativi.
Comitato di Garanzia locale - Funzioni assegnate
Monitoraggio degli esiti del processo
Tavolo di Negoziazione
Il TdN viene costituito in fase di avvio del processo ed è inizialmente composto dai firmatari dell’accordo formale, dal responsabile di progetto e da una rappresentanza dello staff. Come già indicato, il Tavolo viene allargato grazie al mapping territoriale, invitando in modo diretto i nuovi stakeholder individuati. Se altre realtà, grazie alla campagna di comunicazione e al passaparola, fossero interessati a prenderne parte, possono richiederlo attraverso i canali di contatto diffusi e/o rivolgendosi direttamente ai facilitatori che coordinano il gruppo territoriale di riferimento. Il TdN, come già indicato prima, ha un ruolo di orientamento e “regia” del processo e rappresenta il “trait d’union” tra organizzatori del processo e popolazione dei territori interessati. In fase iniziale contribuisce alla mappatura degli stakeholder, alla definizione degli aspetti metodologico-organizzativi, all’impostazione del piano di comunicazione, A seguire supporta la diffusione dei questionari alla popolazione e collabora al riordino e all’analisi dei dati raccolti. In fase di chiusura contribuisce alla definizione del DocPP e alla valutazione degli esiti del percorso. Gli incontri del TdN sono supportati da un facilitatore e presieduti dal responsabile di progetto, che si occupa di convocare gli incontri. Non si prevede di approvare un regolamento
Territorio Interessato
Mappa

Caratteristiche
Ambito di intervento
Tematica specifica
Potenziali effetti sul miglioramento della qualità ambientale
Una delle colonne portanti del turismo responsabile è la conservazione ambientale. Questo aspetto, di cruciale importanza, riflette la crescente consapevolezza del fatto che i luoghi di interesse turistico spesso coincidono con ecosistemi delicati e ricchi di biodiversità. In un mondo in cui le risorse naturali si stanno esaurendo rapidamente, il turismo responsabile sottolinea la necessità di proteggere queste fragili oasi di biodiversità.
Tipo di partecipazione
Partecipazione volontaria
Codecisione
Sì
Design del processo partecipativo
Siamo nei territori di Loiano, Monghidoro, Monzuno e San Benedetto Val di Sambro, facenti parte di Bologna Montana (BO.M), ambito dell'omonimo Protocollo d'Intesa, sottoscritto nel 2019 dai quattro comuni, le Unioni dei Comuni dell'Appennino bolognese e Savena-Idice, Confcooperative, ASCOM, Gruppo di studi Savena Setta Sambro, a cui nel 2022 si sono aggiunti i comuni di Pianoro, Monterenzio e Castiglione dei Pepoli. Il protocollo si propone di incrementare in modo coordinato lo sviluppo turistico-culturale (responsabile, sostenibile, di comunità) di una zona interessata da un nuovo ciclo di crescita del turismo, in armonia con l'andamento della Città metropolitana di Bologna, che punta molto sullo sviluppo turistico in appennino, cercando, al contempo, di gestire il fenomeno dell'over tourism che ha investito la città. In questo scenario, le PA mostrano la volontà di favorire processi di programmazione che riducano l'impatto ambientale e sociale del turismo, a cui si aggiunge la necessità di dare risposte ai cittadini e -di conseguenza- ai viaggiatori con disabilità che vogliano accedere al patrimonio culturale e naturalistico. Fondamentale è perciò il coinvolgimento di organizzazioni che si occupano di accessibilità e degli stessi beneficiari, secondo un'accezione di "comunità" il più inclusiva possibile. In questa logica, negli ultimi anni il territorio ha visto fiorire numerosi percorsi partecipativi, i cui esiti il progetto vuole valorizzare. Ad es.: "Sentieri d'Idee" a Madonna dei Fornelli (S. Benedetto V.d.S), che tra i suoi impatti ha generato "Foiatonda" (www.foiatonda.it), la 1^Cooperativa di Comunità della Città Metropolitana di Bologna; "Paesaggio a chi?", "Sconfiniamo insieme", "Sulle Vie dell'Anello", promossi dall'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese); IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile, che grazie al modello partecipativo che lo contraddistingue, ha operato creando alcuni eventi organizzati dalla comunità locale. - Oggetto: pianificazione turistica per l'alta valle del Savena secondo un modello di sviluppo responsabile che, per definizione, enfatizza in modo cruciale il coinvolgimento comunitario nella progettazione turistica. Il turismo responsabile, infatti, favorisce l'empowerment delle comunità locali, coinvolgendole nel processo decisionale di costruzione dell'offerta turistica, in modo che possano trarre beneficio dalla presenza dei visitatori senza subirne solo gli effetti negativi. In altre parole, far emergere le potenzialità turistiche e definire il futuro della destinazione insieme alle persone che la vivono e la animano, introducendo l'approccio del Design for all, che include nel processo persone con differenti capacità percettive, motorie e cognitive. Il procedimento è legato alle future scelte delle PA in ambito turistico, con ricaduta per competenza su Unioni dei Comuni e Città Metropolitana. Per fase del processo decisionale vedi sezione "Decisioni pubbliche, ecc." - Per ogni territorio è individuato un facilitatore (4 facilitatori in totale) per la conduzione delle varie fasi del processo. La scelta ricade sui referenti delle realtà che, secondo la logica del community design, oltre ad aver già condotto processi partecipativi a vario titolo, fungono da hub territoriali o nodi di comunità. Per conformare metodologicamente le azioni sui territori è prevista una formazione preliminare, rivolta ai referenti territoriali individuati, per fornire loro strumenti e materiali necessari a svolgere il processo. Tale formazione è condotta dai coordinatori del progetto, che seguono passo passo le fasi di lavoro e supportano i referenti territoriali. FASE 1 - Progettazione esecutiva La prima fase prevede uno studio propedeutico del territorio, a cui contribuiscono i partner firmatari, con mapping degli stakeholder in ambito culturale e turistico. Gli ulteriori soggetti individuati vengono quindi invitati al primo incontro del Tavolo di Negoziazione (TdN). Contemporaneamente si imposta il piano di comunicazione e sono progettati i primi materiali utili per presentare il processo alla comunità: slide, calendario con fasi ed attività, prodotti informativi. Tutto ciò viene condiviso con il TdN durante il suo primo incontro, nel quale si presenta il progetto, dando ampio spazio ai partecipanti di modificare e integrare gli aspetti metodologici-organizzativi. FASE 2 - Coinvolgimento della comunità locale Si tralasciano qui le modalità di ingaggio della comunità locale, trattate al punto 9 del presente modulo, sezione "Sollecitazione delle realtà sociali". Con tutti i soggetti mappati ed invitati al TdN viene organizzato un secondo incontro, in cui sono presentati e distribuiti dei questionari volti a far emergere la percezione delle peculiarità territoriali, dei punti di forza e delle criticità del territorio e, infine, le opportunità e gli obiettivi che la comunità si prefigge. Gli stakeholder coinvolti sono invitati a coinvolgere altre realtà/persone della comunità locale e a far loro compilare i questionari, in modo da favorire fin da subito un loro ruolo attivo, rendendoli a loro volta portavoce del progetto di comunità. FASE 3 - Riordino del materiale e formazione gruppi territoriali Alla scadenza fissata per la compilazione dei questionari (decisa collettivamente al secondo incontro sopra descritto) segue, in collaborazione con il TdN, un momento di riordino del materiale, organizzato in modo da raggruppare le affinità dei vari stakeholder, per creare gruppi di lavoro omogenei che si concentrino su un aspetto specifico del territorio. I gruppi di lavoro territoriali finali saranno costituiti da un minimo di 10 a un massimo di 15 componenti. FASE 4 - Risultati dei questionari e lavoro collettivo Sistematizzati i risultati dei questionari, si avvia il lavoro sui con i gruppi territoriali. Per ciascuno dei quattro territori sono previsti: un incontro di presentazione sugli esiti, in cui i facilitatori animano il confronto tra partecipanti per far emergere le prime idee e proposte. Per la definizione di un'idea progettuale completa, a seguire si organizzano almeno altri due incontri, in cui eventualmente suddividere i partecipanti in gruppi di lavoro, se i risultati emersi dalle precedenti fasi lo richiedessero (es. la valorizzazione di due aree territoriali troppo distanti da loro e di tematiche/modelli di fruizione territoriale incompatibili). Durante gli incontri i partecipanti sviluppano la propria idea progettuale nel dettaglio. aiutati dai facilitatori a scegliere una mansione specifica per lo sviluppo dell'idea progettuale. FASE 5. Presentazione/sperimentazione dei progetti La fase conclusiva prevede la redazione del DocPP e l'organizzazione di eventi di presentazione delle idee progettuali e, a seconda delle proposte emerse, anche una fase di prototipazione. Gli gruppi territoriali impegnati nel processo, oltre a presentare i progetti a istituzioni e cittadinanza -eventualmente integrando e modificando il progetto stesso- possono progettare un prototipo su scala ridotta dell'idea progettuale, per verificarne la fattibilità a un livello macro (ad es. definizione di un percorso/evento specifico con prova di fattibilità). Ciò prevede una fase di co-progettazione del prototipo con 2-3 incontri aggiuntivi, a cui sono invitati la cittadinanza ed eventuali viaggiatori, anch'essi da includere nel processo: una volta sperimentata l'esperienza, i beneficiari si impegnano a compilare un questionario ad hoc in cui sarà chiesto loro non solo un giudizio sull'esperienza, ma anche idee su come migliorarla.
Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali
Sì
Strumenti digitali utilizzati
Riguardo alla piattaforma PartecipAzione (https://partecipazioni.emr.it/processes/relazioniinmovimento), sono previsti uno o più form/questionari online destinati ai partecipanti e un forum digitale con moderazione dei contenuti. Parte degli incontri dei gruppi territoriali potranno essere su piattaforma digitale (come Zoom o simili).
Numero partecipanti (stimate o effettive)
60
Presenza femminile rilevata
Si
Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti
Femminile
Conciliazione tempi di vita e lavoro
Si
Figure Professionali
Tecniche di Partecipazione
Obiettivi e Risultati
Obiettivi
Individuare, per l’ambito in oggetto, le peculiarità territoriali e le realtà specifiche fuori dalla traiettorie consolidate e più conosciute, prima fra tutte la Via degli Dei, che già porta grandi numeri di camminatori. Coinvolgere comunità ed attori locali in un processo di programmazione turistica basato sui capisaldi metodologici del turismo responsabile. Raccogliere indicazioni e proposte per rafforzare la proposta turistico-culturale in alta valle del Savena e per ampliare l’offerta di percorsi a piedi o in bici.Aumentare negli abitanti la consapevolezza del valore paesaggistico, naturalistico e culturale del territorio in oggetto.
Risultati Attesi
RISULTATI (a fine percorso) Individuazione/valorizzazione di luoghi specifici attraverso la storia che gli abitanti ne fanno, il riconoscimento connotativo di chi li vive. Allargare la rete degli operatori che si occupano di accessibilità turistica aumentando la consapevolezza e la sensibilità per abbattere sempre più barriere architettoniche. Realizzazione di uno o più eventi turistici co-progettati con le/i partecipanti al percorso. IMPATTI (a medio-lungo termine) Aumento della professionalità degli operatori turistici del territorio in ambito di accessibilità e inclusione. creando spazi forniti di materiale specifico come mappe e guide accessibili. Aumento dell’attrattività turistica dell’alta valle del Savena attraverso un design e un’idea di territorio che gli stessi abitanti posseggono e condividono.
Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo
Siamo nell’ambito di un processo decisionale più ampio e già in corso, riguardante il ripensamento dello sviluppo turistico nell’appennino bolognese, che coinvolge i comuni, le Unioni di Comuni, la Città Metropolitana di Bologna. I 4 Comuni e le realtà partner di progetto si stanno impegnando concretamente per la costruzione di un’offerta turistica a misura dei territori, come dimostrato dal Protocollo d’intesa BO.M, dalle tante azioni di valorizzazione, dalla nascita di nuove iniziative e realtà. Qualche esempio: il comprensorio di BO.M.B.A. (Bologna Montana Bike Area), Bologna Montana Art Trail, Rifugio Fantorno all’Alpe di Monghidoro, la Via Mater Dei. Il percorso partecipativo fornirà ulteriori elementi per orientare le future scelte pubbliche in materia di programmazione turistica.
Risultati conseguiti
Il percorso ha portato a fa riflettere i partecipanti sugli aspetti della tradizione, i beni materiali e immateriali da sviluppare e valorizzare all’interno di una proposta turistica. Il percorso partecipativo, coinvolgendo guide escursionistiche ed esperti del settore turistico ha permesso di evidenziare gli elementi per una proposta turistico-culturale che sappia da un lato coinvolgere la popolazione presente, dall’altro evidenziare gli elementi e i servizi che andrebbero sviluppati per promuovere un turismo maggiormente sostenibile. Due dei quattro gruppi locali hanno realizzato degli itinerari di turismo accessibile e sostenibile nei propri territori. Gli altri due, invece, hanno co progettato degli itinerari che realizzeranno nel 2025
Documenti di proposta partecipata previsti
Sì
Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo
Sì
Descrizione Documenti
Documento di proposta partecipata
Upload Documento finale condiviso
Livello di partecipazione
EMPOWERMENT
Indice di partecipazione
Requisiti per la Certificazione di Qualità
Sollecitazione realtà sociali
GIÀ COINVOLTI (firmatari accordo): Comuni sui cui territori vengono realizzate le attività partecipative. Yoda APS progetta e realizza itinerari, rassegne, attività di formazione per favorire lo sviluppo sostenibile. Coop. di comunità Foiatonda promuove le aree dell’appennino tosco-emiliano con progetti turistici, di protezione e di salvaguardia ambientale. Coop. Madreselva svolge attività di accompagnamento guidato, educazione ambientale, progettazione e realizzazione di proposte/pacchetti ecoturistici. Viva il Verde progetta e realizza iniziative sportive, eventi e altro per sensibilizzare istituzioni, cittadini e imprese alla sostenibilità ambientale. DA COINVOLGERE: Attraverso un iniziale mapping territoriale, per ogni comune sono selezionate almeno 5 realtà per area (in tutto 20) in base a requisiti quali: la prossimità, la partecipazione, l’etica, la trasparenza, il valore sociale delle attività svolte cultura, arte, ambiente, turismo, accessibilità per persone con disabilità). Tali realtà vengono scelte anche in base al ruolo sociale all’interno della comunità, perché sono i perni della sollecitazione delle/dei partecipanti nello step successivo, per cui si prediligeranno le realtà associative che possano contare su un bacino associativo di riferimento. Queste realtà saranno contattate tramite email e telefonicamente e saranno presi appuntamenti ad hoc telefonici, online e/o in presenza. Sarà, inoltre, inviato loro materiale informativo appositamente redatto. Insieme a loro sarà organizzato il primo incontro del TdN, in cui sarà effettuata una seconda mappatura: saranno questi attori territoriali a indicare ai facilitatori altre realtà o persone da coinvolgere e saranno loro stessi a diffondere il progetto e a reclutare altri partecipanti. Ad es., le associazioni che si occupano di accessibilità ingaggeranno persone associate con disabilità. In generale si cercherà la rappresentanza di tutti i principali settori locali: oltre alle associazioni, aziende, cooperative sociali, gruppi informali, esercenti, artisti, così da avere gruppi di lavoro che rappresentino esaustivamente i vari luoghi. Al contempo si lancia un questionario per raccogliere opinioni e idee degli abitanti che non è possibile raggiungere attraverso i gruppi. Questo permetterà al gruppo di lavoro di lavorare a una proposta progettuale che tenga conto delle opinioni e le idee di un bacino ampio di beneficiari della proposta turistica sostenibile e accessibile territoriale. I questionari saranno distribuiti online attraverso i canali di tutti i partner di progetto e delle realtà che comporranno il gruppo; sarà possibile stampare anche una versione cartacea rivolta agli studenti delle scuole e ai giovani dei centri giovanili che possono compilare i questionari insieme a insegnanti ed educatori. Saranno indicati i punti di consegna dei questionari (presso specifiche sedi associative o esercenti aderenti) e chi l’ha compilato sarà aggiornato sugli sviluppi del processo.
Modalità di inclusione
Attraverso i canali di comunicazione di tutti i partner ci si propone di tenere sempre aggiornata la cittadinanza sul processo partecipativo e i suoi step e di fornire una mail e un numero di telefono di contatto per permettere a eventuali nuovi partecipanti di prendere parte ai tavoli di progettazione. L’inclusione dei nuovi partecipanti sarà condivisa con il gruppo con una comunicazione attraverso la mailing list di gruppo (o altro gruppo-comunicazione concordato durante i tavoli); ai nuovi partecipanti sarà consegnato il questionario. e le informazioni raccolte saranno elaborate dai facilitatori e condivise con il gruppo, insieme si deciderà come integrare le nuove informazioni alle idee progettuali precedentemente redatte. I nuovi partecipanti saranno inseriti nel database dei contatti e saranno coinvolti nelle fasi restanti del processo; se possibile, sarà affidata loro una mansione funzionale alla redazione della proposta progettuale e alla sua comunicazione. Anche i nuovi partecipanti si impegnano a comunicare attraverso i propri media lo stato di avanzamento del processo. Nel caso i facilitatori e i coordinatori si accorgano di aver dimenticato una realtà importante, si comporteranno come per l’ingaggio degli stakeholder nella fase 1 del processo: invitandoli a partecipare tramite comunicazione via mail/telefono/incontri online e/o in presenza, saranno messi al corrente dei progressi del processo in corso, sarà fornito loro il questionario e, come detto in precedenza, saranno inclusi nel gruppo, armonizzando le istanze emerse dai questionari con le proposte progettuali precedentemente redatte. Nel caso i nuovi partecipanti facciano emergere una proposta progettuale del tutto nuova rispetto a quelle già definite, sarà premura dei facilitatori di aggiungerla tra le proposte progettuali e dare possibilità ai nuovi partecipanti di lavorare autonomamente, costituendo un nuovo gruppo.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura
Oltre al metodo del “questionario” che fornirà una base di bisogni/opinioni/percezioni e idee da cui partire, sarà adottato un metodo eclettico, basato principalmente su Metaplan e GOPP (Goal oriented project planning), per le caratteristiche stesse del processo partecipativo, che sarà realizzato in un arco di tempo limitato e dovrà portare alla definizione di una proposta progettuale precisa. Tale metodo è particolarmente adatto alla focalizzazione dei partecipanti su tematiche precise, aiutandoli a sviluppare opinioni, costruire una visione comune, definire e concordare priorità, supportare e dare slancio a iniziative di cambiamento. Lo si ritiene particolarmente adatto ai gruppi di lavoro prospettati, dove i partecipanti saranno scelti con criteri precisi, privilegiando soggetti che siano davvero coinvolti nei processi reali. Il team di lavoro progetterà e strutturerà in dettaglio l’intero processo, che sarà gestito da facilitatori in seguito ad una prima fase di formazione ed allineamento metodologico. I facilitatori prepareranno domande-stimolo per favorire la discussione e successivamente la co-progettazione, fornendo strumenti comunicativi funzionali al momento opportuno, in modo che ciascun gruppo possa arrivare con successo all’obiettivo. Durante i tavoli di lavoro, i facilitatori e i loro collaboratori raccoglieranno e organizzeranno le informazioni che emergeranno sui cartellini codificati (su supporti cartacei o con un proiettore e la piattaforma Mirò, per esempio). In particolare nella fase finale prevarrà la metodologia GOPP; infatti come accennato sopra, i partecipanti metteranno a disposizione le loro conoscenze, esperienze e competenze fino alla definizione di un progetto condiviso, realizzato attraverso la rappresentazione del Quadro Logico, ossia un riassunto che comprende i motivi del progetto, ciò che ci si aspetta da esso, come si intendono raggiungere i risultati, quali fattori risultano cruciali per il suo successo, come si possono misurare gli esiti e quali sono le risorse da impiegare. Queste informazioni saranno organizzate in “obiettivi generali”, “obiettivi specifici” “risultati” e “attività”.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura
La gestione di eventuali conflitti e/o bisogni/posizioni in antitesi sarà gestita da un punto di vista cognitivo: sarà decostruito il problema, almeno al livello superficiale, e sarà identificata una o più proposte stimolando l’empatia e quindi tenendo conto del punto di vista di ciascuna parte riguardo il conflitto. Si tratta di un tipo di negoziazione cooperativa, dove le parti lavorano insieme per permettere a entrambe di “vincere”, secondo una logica win-win. In fase preliminare saranno stabilite delle regole basate sul rispetto reciproco: il facilitatore avrà il compito di agevolare la loro comprensione e di farle rispettare con tecniche di discussione specifiche.
Modalità di comunicazione dei risultati del processo
Per la diffusione delle iniziative sarà predisposto un piano di comunicazione, condiviso col TdN, e saranno usati canali diversi a seconda del target al quale ci rivolgeremo.1. Campagne social mirate: Facebook e Twitter per la fascia di età a partire dai 30 anni; Instagram per gli under 30; Comunicazione “diretta” attraverso newsletter, direct mailing, Telegram e WhatsApp.2. Articoli da rilanciare sui social che raccontino le esperienze di chi vive il territorio.3. Ufficio stampa al livello locale.4. Accessibilità dei prodotti mediatici: per le persone sorde sarà predisposto l’interpretariato LIS in partnership con le realtà locali che si occupano di accessibilità e si troverà con loro una strategia per comunicare in modo efficace. Per invitare le persone sorde al processo partecipativo sarà predisposto un video, sempre in LIS e con sottotitolazione. Come indicato in precedenza si organizzerà una comunicazione di tipo reticolare dove ogni componente del processo partecipativo sarà incaricato di comunicare e diffondere gli step del processo attraverso i propri media. Il processo aderirà alla piattaforma regionale PartecipAzioni, in cui sarà creata una pagina web dedicata, che attraverso banner cliccabile in HP sarà collegata ai siti web dei soggetti coordinatori, dei comuni e dei partner disponibili. Come indicato in precedenza gli esiti finali saranno comunicati non solo tramite i media sopra esposti, ma anche attraverso degli incontri aperti a tutta la cittadinanza o, a seconda degli esiti del percorso partecipativo, con una prototipazione dell’idea progettuale sempre aperta alla cittadinanza, in modo da poter sperimentare le proposte progettuali emerse dal processo.
Sintesi della valutazione regionale
Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/208 e ai requisiti stabiliti dall’allegato 1 alla deliberazione di Giunta regionale n. 2054 del 27/11/2023.
Requisiti previsti dal Bando Regionale
Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale
Sì
Coerenza rispetto al contesto locale
Sì
Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti
Sì
Qualità della definizione dell’oggetto del processo partecipativo
Sì
Qualità del design di processo
Sì
Innovazione sociale
Sì
Innovazione istituzionale
Sì
Innovazione digitale
Sì
Premialità Tecniche
Settore
Processi per la realizzazione di opere, progetti o interventi previsti dall'art. 2, comma 2, lett. c) della L.R. 15/2018 (particolare rilevanza per la comunità locale o regionale, in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, al fine di verificarne l'accettabilità sociale e la qualità progettuale)
Adesione alla piattaforma regionale PartecipAzioni
Sì
Accordo formale preventivo
Sì
Modalità del monitoraggio e indicatori
È prevista la registrazione puntuale di tutti i partecipanti, che avverrà su file condivisi con apposite tabelle, divise per voci: identità giuridica della realtà coinvolta, frequenza della partecipazione ai tavoli di lavoro, ecc.. Ad ogni incontro seguirà la compilazione di un report/scheda, appositamente definita, utile ai facilitatori e ai coordinatori per valutare l’andamento del processo ed eventualmente poter rivedere e integrare metodologia, fasi, attività. Il processo porterà alla stesura di un piano di progetto/studio di fattibilità in collaborazione con il TdN; pertanto, si dovrà produrre un Project charter da presentare alle istituzioni, con le quali definire l’impiego di risorse economiche, tempistiche di realizzazione, ecc. INDICATORI: N delle realtà locali coinvolte nel processo; N presenze ai tavoli di lavoro ; N persone che risponderanno al questionario ; Rappresentanza di realtà eterogenee nel processo (terzo settore, aziende, ecc.); N di organizzazioni che si occupano di inclusione ed accessibilità; Individuazione/valorizzazione di luoghi e percorsi territoriali; Elaborazione di soluzioni/progettualità per la fruizione dei luoghi da parte di persone con disabilità; Livello di definizione e qualità delle proposte progettuali, valutato secondo criteri peculiari di uno “studio di fattibilità” e nella misura in cui possano essere rielaborati in un “Project charter”. Quest'ultima valutazione sarà fatta in stretto contatto con il TdN nella fase finale del progetto.
Soggetti specifici
Soggetti che non hanno ricevuto contributi dal bando partecipazione nell’ultimo triennio
Tipologia di Soggetto proponente
Comune con popolazione inferiore a 5.000 abitanti
Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione
Sì
Allegati
Crediti
Processo segnalato da
Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 24/10/2025
