Verde Acceso

CertificatoFinanziato

Processo

Stato di avanzamento

Concluso

Natura Processo

Processo certificato e finanziato

Data inizio

11/01/2020

Data fine

27/09/2020

Durata (mesi)

8

Richiesta e concessione della proroga

Gestione di Processo

Titolari della decisione

Comune di Camposanto

Soggetto beneficiario dei contributi

Khora lab ETS

Soggetti esterni

Associazione culturale Nahìa / Fermata 23 APS / Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà

Partecipanti

Singoli cittadini

Caratteristiche

Mappa di Impatto

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Ambito di intervento

Assetto Istituzionale

Tematica specifica

Cittadinanza attiva e beni comuni

Attività istituzionale correlata al processo di partecipazione

Iniziative private

Tipo di partecipazione

Non regolata

Codecisione

Numero persone partecipanti (stimate o effettive)

20

Conciliazione con tempi di vita e lavoro dei partecipanti nella gestione del processo

Si

Anno di avvio

2020

Anno di chiusura

2020

Fasi del percorso

FASE 1 - CONDIVISIONE PUBBLICA Obiettivi -Presentazione del gruppo di lavoro e formazione del TdN -Strutturazione delle principali fasi del processo e suo avvio -Presentazione del progetto e della strategia di comunicazione -Informare e invitare gli attori al percorso Descrizione attività -Attività preliminari per l’attivazione del processo partecipativo-deliberativo - Organizzazione e presentazione del team di esperti e loro responsabilità -Campagna di marketing, cartacea e sui social Risultati Attesi -Definizione del TdN, delle sue prerogative e del suo funzionamento -Coinvolgimento degli attori locali - Diffusione capillare del progetto, del programma e dei suoi obiettivi FASE 2 – SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Obiettivi 1 - Apertura lavori e co-progettazione pubblica Descrizione attività Laboratorio Aperto 1 : conoscenza e abilitazione Presentazione dei partecipanti, definizione degli obiettivi e delle possibilità del processo partecipato. Attraverso la modalità dell’ascolto attivo e del confronto creativo si definirà l’ “identikit” dei soggetti partecipanti e si raccoglieranno le prime idee per la cura del patrimonio verde. Laboratorio Aperto 2: strumenti per l’amministrazione condivisa Presentazione dei diversi strumenti per l’amministrazione condivisa (es: il Patto di Collaborazione) portando anche esempi. Con la tecnica del focus group si stimola l’immaginario dei partecipanti per poi affrontare le criticità e i dubbi rispetto alla possibilità di fondere e mettere in pratica le opzioni emerse. Risultati Attesi -Costruire un’analisi di contesto (risorse a disposizione in termini di capitale umano) - Favorire la conoscenza reciproca e costruzione della fiducia - Divulgazione del progetto all’interno delle reti dei soggetti coinvolti -Trasmissione del cambio di paradigma portato dall’amministrazione condivisa, dove i cittadini non sono soggetti passivi ma protagonisti e co-responsabili della cura del territorio in cui vivono -Individuazione del bene comune e dell’interesse generale oggetto della proposta di Patto Obiettivi 2 -Co-progettazione pubblica e chiusura dei lavori Descrizione attività Laboratorio Aperto 3: creazione di comunità Camminata esplorativa nell’area individuata come bene comune della proposta di patto di collaborazione e definizione dettagliata, attraverso la tecnica del focus group, dell’interesse generale. Uso della tecnica dell’Open Space Technology per individuare le azioni da favorire con la proposta di Patto. Laboratorio Aperto 4: ingaggio Partendo dalle azioni proposte durante il laboratorio precedente, usando la tecnica del focus group, si definirà “chi fa che cosa” e si collaborerà al fine di trovare soluzioni concrete alle esigenze emerse. Laboratorio 5: proposta di Patto di collaborazione Partendo da un modello base di Patto di collaborazione, redatto dal team di professionisti e formulato sulla base degli incontri precedenti, si procederà alla lettura e valutazione di tale testo ed al suo completamento. Restituzione dei lavori al TDN e alla cittadinanza Risultati Attesi -Conoscenza dell’area di intervento -Individuazione azioni del Patto -Ingaggio dei partecipanti (grado e modalità) -Individuazione responsabilità dei cittadini e della P.A. -Stesura proposta di Patto -Divulgazione del progetto FASE 3 – IMPATTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Obiettivi -Formazione -Co- progettazione e sperimentazione Descrizione attività Incontro formativo rivolto ai tecnici della pubblica amministrazione e alla giunta comunale Laboratorio di costruzione del patto di collaborazione attraverso la tecnica del teatro dell’oppresso Risultati Attesi -Semplificazione del procedimento FASE 4 - MONITORAGGIO E CONTROLLO SULLA IMPLEMENTAZIONE DIFFUSIONE E PROMOZIONE DEI RISULTATI Obiettivi -Attività di Monitoraggio -Iniziative di diffusione e promozione Descrizione delle attività Il monitoraggio avverrà su tre livelli: Monitoraggio delle procedure formali in capo al CGL; Monitoraggio del percorso partecipativo sotto la responsabilità dello staff organizzativo; Monitoraggio e valutazione dell’impatto dell’intero percorso secondo indicatori quali-quantitativi. Le iniziative di diffusione, disseminazione e promozione del processo partecipativo saranno veicolati attraverso una strategia comunicativa sia offline sia online. Per ragioni dovute alla pandemia Covid19, la Giunta regionale con propria delibera n. 734 del 25 giugno 2020 ha prorogato di complessivi 83 giorni il termine per la chiusura di tutti i processi partecipativi finanziati con il Bando 2019 approvato con delibera n. 1247/2019 (https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/news/normali/news-2020/novita-per-i-progetti-finanziati-dal-bando-2019).

Impatto della situazione di emergenza sanitaria COVID19 sul processo

Processo modificato a causa della situazione di pandemia COVID19

Modifiche intervenute a causa della situazione di pandemia COVID19

La pandemia e il confinamento hanno impattato su Verde Acceso imponendo la distanza fisica ai partecipanti e ai promotori del percorso. Costretti ognuno nelle proprie abitazioni sono cresciuti significativamente i momenti di incontro on-line e telefonici, già base di un confronto prima della chiusura. Questi, causa le nuove esigenze e costrizioni, sono diventati cardine del dialogo tra i promotori per la progettazione di contenuti mirati a non far cadere l’interesse e la partecipazione delle persone sul cammino di Verde Acceso. Il confinamento ha causato anche la necessità di rivedere la struttura dei laboratori in presenza con gli abitanti. Riformulati nel loro assetto, ma non nei loro contenuti, gli incontri sono stati ridistribuiti tra il mese di giugno e il mese di luglio, tenendo conto della potenziale poca affluenza che si sarebbe potuta riscontrare nel mese di agosto. La rimodulazione del cronoprogramma, fatta salva la proroga di 83 giorni concessa per la pandemia, permette di arrivare alla chiusura del processo nei tempi massimi di 6 mesi previsti dalla legge regionale sulla partecipazione. A fronte della pandemia i canali social di Verde Acceso hanno dato modo di mantenere vivo l’interesse dei partecipanti al processo, ampliando anche il pubblico che poteva interagire. Quattro sono stati principalmente gli strumenti messi in campo: La strutturazione di un calendario editoriale incentrato sulla proposta di attività da svolgere in casa e affini alle tematiche di Verde Accesso e dell’esplorazione, tema questo del laboratorio svolto prima della chiusura: Consigli di letture (Plant Revolution - Stefano Mancuso; Dai diamanti non nasce niente - Serena Dandini; La vita segreta dei semi - Jonathan Silvertown; Lezioni di ecostile: consumare, crescere, vivere - Andrea Segre) La realizzazione di una play list di brani sulla piattaforma Spotify (Verde Acceso – Una playlist che ti porta al parco.) Consigli di film (Basilicata coast to coast - Rocco Papalaeo; Un treno per il Darjeeling - Wes Anderson; Una storia vera - David Lynch; Ogni cosa è illuminata” - Liev Schreiber) Consigli di videogiochi (Flower; Minecraft; No Man’s Sky; Death Stramìnding). L’incremento della pubblicazione di fotografie che raccontano la crescita del pensiero verde di cui prendersi cura (una viola) regalato nel primo incontro pubblico ai partecipanti coinvolti nel condividere con noi le loro immagini. La realizzazione di video nei quali si leggono brani legati ai tre termini che accompagnano il percorso sin dall’inizio e che ha portato alla registrazione del canale you tube di Verde Acceso: Parola cura: La casa sull’albero - Bianca Pitzorno; Parola verde: Visita a un albero - Erri de Luca; Parola accendere: Il lampionaio - Antoine de Saint-Exupéry. La partecipazione al progetto Manitese a domicilio dell’associazione Manitese Finale Emilia come momento di incontro, diffusione e racconto del percorso Verde Acceso

Utilizzo di piattaforme tecnologiche, metodologie e strumenti digitali

Descrizione strumenti digitali

mappe georefenziate on line, social network anche per valutare l'impatto del processo (analisi di uso)

Costo del processo

15.000,00 €

Figure Professionali

Animatori (Esterni) / Facilitatori (Esterni) / Esperti della specifica materia trattata (Esterni)

Territorio Interessato

Camposanto

Tecniche di Partecipazione

Focus Group / World Cafè / OST (Open Space Technology) / Fish-Blow "acquario" / Logical Framework (Quadro Logico) / Teatro dell'oppresso

Obiettivi e Risultati

Obiettivi

Al fine di garantire la formazione di un ecosistema responsabilizzato di attori locali per la gestione, l’implementazione e il monitoraggio del verde pubblico tramite la proposta di patto in oggetto, il processo identifica una serie di obiettivi generali e specifici. Obiettivi generali 1. sensibilizzazione della comunità verso il verde come bene comune creando sinergie tra attori locali, istituzionali e non (portatori di interesse, associazioni e soggetti della comunità) basandosi sui principi di trasparenza, cooperazione, coordinamento inter-istituzionale e sussidiarietà dando attuazione all’articolo 118 della Costituzione, comma 4. 2. promuovere consapevolezza diffusa e processi di attivazione sociale ai fini di coinvolgere la cittadinanza nell’ideazione della proposta per un patto di collaborazione. 3. promuovere la conoscenza dei luoghi, riconoscere la creatività del territorio ed introdurre pratiche di innovazione sociali place-based. In questo senso si intende mettere a punto un metodo sistematico per l’esecuzione di interventi progettuali e manutentivi sul verde pubblico urbano e di prossimità; Obiettivi specifici 1.a individuazione e mappatura della pluralità di attori locali, facendo affidamento anche alle tecniche di indagine della social network analysis, attraverso una ricognizione della loro natura, dei loro obiettivi e delle relazioni che tra loro intercorrono; 1.b organizzazione di un tavolo di discussione sulla gestione degli spazi verdi che possa essere luogo generativo di idee e monitoraggio; 1.c redazione di una proposta di patto quale documento finale e conclusivo del processo partecipativo 2.a definizione di un albo degli spazi verdi da aggiornare simultaneamente alle esigenze della collettività, in conformità con quanto prevede la Legge 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi urbani", quale primo atto verso la realizzazione del Sistema Informativo del verde. Tale albo deve costituire un prima base conoscitiva necessaria sia per il censimento sia per le conseguenti azioni di monitoraggio, pianificazione e gestione: è telaio essenziale su cui tessere ogni informazione (puntuale, lineare e areale) datata e georeferenziata nel contesto urbano. 3.a co-redazione di mappe tematiche sia offline che online; 3.b co-progettazione di uno spazio verde selezionato a seguito del processo partecipativo in collaborazione con esperti (architetti e paesaggisti); 3.c co-gestione di uno spazio verde opportunamente e preventivamente selezionato.

Risultati Attesi

L’approccio adottato permetterà di raggiungere una serie di risultati concreti con ricadute positive sul territorio e sulla comunità locale. Risultati attesi 1. elaborazione di mappe che descrivono le quantità e le qualità, reali e percepite, del verde pubblico esistente e che delineano le progettualità per gli spazi presi in considerazione; 2. definizione di un format per un patto di collaborazione nella progettazione e gestione delle aree verdi; 3. co-progettazione di interventi di arredo ecocompatibili e/o riqualificazione e rigenerazione di luoghi presi in considerazione; 4. realizzazione di un intervento per la gestione o la realizzazione di progetti redatti previa co-progettazione. L’intero processo potrà sfociare in esiti positivi per la comunità tutta che possono consistere nella lotta al degrado, nella diffusione della cultura ambientale e civica e nella formazione dei diversi attori coinvolti tramite la condivisione di conoscenze ed esperienze. Ricadute positive sul territorio Gli impatti positivi sul territorio sono di tre tipi: culturale, processuale e strumentale. Dal punto di vista culturale, quello che ci si attende è una sostanziale (ri)presa di coscienza dell’importanza della gestione dei beni comuni da parte della cittadinanza. Si possono recuperare, introdurre e/o prendere in prestito pratiche che hanno da sempre interessato la cura del territorio emiliano (gestione condivisa degli alvei fluviali/canali di irrigazione e partecipanze, ad esempio), ed è ragionevole pensare che il processo partecipativo possa contribuire a (ri)svegliare, in alcuni casi innovare, forme di conoscenza e coscienza collettiva già storicamente appartenenti alla comunità di Camposanto. Dal punto di vista processuale, la proposta di percorso partecipato mira ad accompagnare la comunità locale verso l’individuazione di soluzioni e sinergie tra le priorità espresse dalla pluralità di attori locali e le esigenze sociali ed ecosistemiche del territorio, vedendo i cittadini non solo come portatori di bisogni ma anche come portatori di capacità e competenze. Infine, dal punto di vista strumentale, il processo partecipativo avrà come esito la redazione di una proposta di patto di collaborazione che determini le modalità di gestione in un’ottica di uso sostenibile, etico e responsabile delle aree verdi comuni.

Documenti condivisi

Documenti finali condivisi con il soggetto titolare della decisione

Documento di proposta partecipata

Upload Documento finale condiviso

Risultati conseguiti

In riferimento agli obiettivi è possibile dimostrare l’efficacia del processo partecipativo attraverso diversi indicatori e dati a disposizione. In primis la partecipazione agli eventi che è sempre stata in linea con le aspettative se non superiore, un secondo dato riguarda la fidelizzazione di un gruppo di partecipanti che ha arricchito il TdN e creato nuove sinergie tra gruppi organizzati, cittadini e amministrazione. La consapevolezza riferita al tema “Patto di Collaborazione” è diffusa e ne sono riprova sia il DocPP che la profondità tematica e organizzativa delle Linee Guida. In modo simile la conoscenza dei luoghi è aumentata sia a livello quantitativo che qualitativo come evidenziato nel testo delle Linee Guida e negli allegati.

Indice di partecipazione

22 / 24

Livello di partecipazione

EMPOWERMENT

Elementi Correlati alla Certificazione di Qualità del Tecnico di Garanzia

Anno della certificazione

2019

Sollecitazione realtà sociali

L’inclusione degli attori nel processo partecipativo è garantito attraverso l’elaborazione di elenchi e mappe interattive aperte. Data la natura inclusiva del percorso, tutti gli interessati, siano essi organizzazioni o siano singoli cittadini, possono intervenire – e quindi essere inclusi – nelle fasi progettuali in qualsiasi momento, seguendo la logica della “campionamento a palla di neve” o Snowball sampling attraverso cui sperimentare un approccio incrementale della presenza degli attori. La loro partecipazione sarà monitorata periodicamente (elaborazione di un elenco presenze selettiva e qualitativa) ai fini di avere un riscontro immediato sull’efficacia/interesse del processo. Oltre alla semplice presenza agli attori verrà richiesto, attraverso l’adozione di un breve questionario/intervista semi-strutturata, quanto segue: - La natura o l’oggetto sociale del partecipante; - L’interesse principale nel processo partecipativo (generale, economico, sociale, ambientale, ecc.); - La natura del rapporto con gli attori già attivi nel processo (esempio: nessuno, cooperazione, negoziazione; conflitto); - L’impatto percepito sul processo partecipativo (valutazione da 1 poco - 5 tanto) - L’impatto percepito del processo partecipativo sulle scelte dell’attore (valutazione da 1 poco - 5 tanto) In particolare a cadenza bimensile si redigerà una mappa sinottica in cui presentare – attraverso la social network analysis – la mappa degli attori cercando di individuare i “centri gravitazionali” o nodi del sistema. Questo approccio permette di aver sempre chiaro quali siano i leader del processo e come la geografia dei followers possa cambiare nel tempo. Inoltre, così facendo possiamo comprendere se le scelte prese siano figlie di un reale coinvolgimento (impatto percepito sul processo) e come quest’ultimo possa effettivamente attivare nuove scelte strategiche (impatto del processo sulle scelte dell’attore) denotando quindi anche un cambiamento culturale. Il monitoraggio deve essere fatto: - Ex ante: con gli attori individuati all’inizio del processo; - In itinere: cercando di ampliare quanto più possibile la rete e quindi la loro presenza durante il processo partecipativo; - Ex post a conclusione del processo. Se da una parte, questo approccio permette di capire come cambiano le relazioni tra gli attori coinvolti e come il patto di collaborazione possa diventare luogo di nuove relazioni sociali, dall’altra permette di comprendere come superare alcune incomprensioni o colli di bottiglia che possono emergere durante la fase di attuazione del patto di collaborazione.

Modalità di inclusione

La gestione del processo partecipato prevede la presenza di più facilitatori che attiveranno una serie di tecniche di coinvolgimento della cittadinanza sia essa presenti in forma organizzata sia liberi cittadini. La gestione dei conflitti si avvarrà della metodologia del teatro dell’oppresso, capace di arrivare alla mediazione e al contempo creare una comunità sensibilizzando. All’occorrenza si procederà con il modello Harvard che porta all'individuazione della migliore alternativa possibile per le parti. La migliore alternativa si individua passando attraverso la discussione sugli aspetti concreti del conflitto e sulle possibili idee per superarlo scartando via via le alternative meno opportune.

Tavolo di Negoziazione

Si richiederà la partecipazione ad un primo incontro dei soggetti che andranno a costituire il nucleo del TdN quali: - soggetto richiedente/ iniziatore del processo partecipativo - responsabili dell’amministrazione - responsabili del progetto nelle figure di: project manager, esperto in processi partecipativi, responsabile scientifico; esperto in valutazione di impatto sociali e responsabile comunicazione; - realtà istituzionali e/o non che hanno sottoscritto l’accordo formale; - eventuali attori organizzati interessati.

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura

Per favorire una maggiore partecipazione e consapevolezza della cittadinanza si attiveranno strumenti che inducono ad un ascolto attivo ed un confronto creativo: - Focus Group - World Cafè - Open Space Technology

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura

Fish-bowl “acquario” - Logical framework - restituzioni plenarie

Modalità di comunicazione dei risultati del processo

Le attività di divulgazione e disseminazione dei risultati finali del processo partecipativo verranno adeguatamente attenzionate ed in particolare si prevede: - la pubblicazione del Documento di Proposta Partecipata (DocPP) presso il sito dedicato al progetto; il sito istituzionale; la bacheca comunale; nonché linkato attraverso tutti gli account social network aperti appositamente per il progetto; - la redazione di uno o più comunicati stampa ai fini di allargare quanto più possibile la platea e quindi informare la cittadinanza sull’esito del processo; - l‘organizzazione di un seminario conclusivo in cui si presentato e si metteranno a disposizione tutti i documenti preparati per l’occasione; - la presentazione dell’esito del progetto presso conferenze nazionali ed internazionali sia attraverso la realizzazione di poster sia di contributi scientifici; - la preparazione di un contributo - articolo o capitolo in libro - ai fini di comunicare l’esito del processo anche a esperti del settore (tale opportunità e vincolata dal processo di peer-reviewing).

Sintesi della valutazione regionale

Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale n. 1247 del 22/07/2019

Elementi Correlati all’adesione al Bando Regionale Annuale

Anno Finanziamento

2019

Importo finanziato dal Bando

12.750,00 €

Tipologia di Soggetto proponente

Soggetto privato non onlus

Settore Premiante

Modelli collaborativi per lo sviluppo sostenibile e per la progettazione e riqualificazione di spazi urbani pubblici o privati ad uso pubblico, anche improntati alla cooperazione e co-gestione dei beni comuni urbani

Accordo

Si

Istanze

Non prevista come premialità nel bando di riferimento

Petizioni

Non prevista come premialità nel bando di riferimento

Altre manifestazioni di interesse (articoli di giornale, blog, ecc.)

Non prevista come premialità nel bando di riferimento

Comitato di garanzia locale

Per un trasparente processo partecipativo sarà attivato un Comitato di Garanzia Locale (CGL) come previsto dalla L.r. 15/18 all’art 12. Le modalità di costituzione verranno confermate in maniera formale in seno al TdN, il quale individua inoltre le funzioni e gli obiettivi in conformità con le indicazioni normative. Ai fini di garantire una imparzialità e totale autonomia dell’organo, il CGL sarà costituito da 5 membri esecutivi di cui: - Tre esterni al processo partecipativo e che posseggono una riconosciuta esperienza nel campo. I partecipanti saranno selezionati da esperti che fanno parte del mondo delle associazioni e non, con sedi sia in regione che fuori. - Due interni al processo partecipativo selezionati tra attori e/o soggetti non vincolati da rapporti di lavoro con gli organizzatori del processo partecipativo (quindi da individuare tra i soggetti della comunità e/o soggetti privati). Il CGL dovrà: - monitorare le modalità e i tempi definiti dal Comune di Camposanto per attuare le azioni previste e per rendere esecutive le proposte emerse; - trasmettere e illustrare agli organi decisionali gli obiettivi e gli esiti del percorso partecipativo; - controllare gli atti decisionali e verificarne la coerenza e la diversità rispetto agli esiti del percorso partecipativo; Il Comitato di Garanzia Locale avrà un mandato massimo di max 6 mesi o comunque non superiore alla durata del processo partecipativo, al termine del quale il CGL elaborerà anche un report dettagliato sui risultati ottenuti. A tale scopo, i membri del CGL potranno richiedere di partecipare in prima persona anche al TdN in tutte le sedute formali. Viceversa sono previsti momenti di interazione tra lo staff di progetto e il CGL nel momento in cui si ritengono necessari ai fini di un esito positivo del processo.

Monitoraggio del processo partecipativo

L’attività di monitoraggio prevista è così suddivisa: Monitoraggio delle procedure formali: Il Comitato di Garanzia Locale segue con le dovute attenzione l’esito del processo partecipativo. In particolare registra quando: si da avvio formale e quindi comunicazione del processo partecipativo; ci sono pubblicazioni dei documenti che testimoniano le decisioni prese (delibere); sono applicati aggiornamenti degli accordi formali e loro integrazioni eventuali. Monitoraggio del percorso partecipativo: Il project manager ed il curatore del processo partecipativo - attraverso la stesura periodica di reportistica - tengono conto di tutte gli step procedurali sviluppati e annotano le condizioni di criticità e/o gli esiti positivi. Monitoraggio e valutazione dell’impatto del percorso partecipativo: La fase di valutazione dell’impatto del processo partecipativo si svolge tenendo conto di alcuni elementi essenziali quali: Target - dove andare a riscontrare gli impatti? - impatto sugli attori principali (partecipanti al TdN); - impatto sulla comunità; - impatto sul territorio; Natura - che tipo di impatto andare ad osservare? - culturale, mettendo in risalto esiti comportamentali degli attori (social network analysis); - processuale, esplorare l’attuazione di processi più o meno inclusivi; - strumentale, individuazioni di strumenti innovativi introdotti e/o elaborati dal processo partecipativo; Indicatori - come valutare l’impatto? - indicatori qualitativi/percettivi attraverso l’autovalutazione degli attori rispetto al ruolo che essi hanno nel processo e la relazione tra gli stessi; - indicatori quantitativi/numerici che possono essere estratti sia attraverso osservazioni dirette (n. di partecipanti; età, sesso ed etnia; frequenza, ad esempio) sia attraverso indicatori di copertura comunicativa (n. di attori raggiunti) sia offline sia online.

Cofinanziamento

Si

Percentuale Cofinanziamento

15%

Processo in zone terremotate

Non prevista come premialità nel bando di riferimento

Attività di formazione – forme di sviluppo delle competenze del personale coinvolto

Descrizione delle attività di formazione

Il processo partecipativo, ai fini di una concreta attuazione, prevede l’opportunità di organizzare momenti di formazione rivolti ai partecipanti del processo stesso - siano essi tecnici o/e dipendenti dell’amministrazione comunale. A tale scopo si prevede l’organizzazione di momenti formativi in forma seminariale volti alla diffusione delle conoscenze tecniche inerenti ai processi di attivazione della comunità e alla gestione dei beni comuni. In tali sedi si coinvolgeranno esperti di processi su scala nazionale che, aiutati da esempi pratici e principi teorici, esporranno la propria maturata esperienza nel settore e accenderanno il dibattito per un proficuo confronto coi partecipanti. Fondamentale sarà lo studio e la comprensione degli strumenti di gestione innovativi, a titolo esemplificativo il Patto di collaborazione e il Regolamento sui beni comuni, e per realizzarla si coinvolgeranno associazioni che hanno come proprio scopo la divulgazione di queste buone pratiche. Sono quindi previsti: - un incontro interno alla Pubblica amministrazione in cui, partendo dal concetto di Bene Comune, si introdurrà quello dell’Amministrazione condivisa, portando esempi concreti di Regolamenti sui beni comuni e la loro applicazione attraverso lo strumento del Patto di Collaborazione, facendo un focus sui processi messi in atto in contesti e su tematiche simili a quello in cui ci troviamo. L’obiettivo di tale incontro vuole essere quello di presentare un modello normativo all’interno del quale la pubblica amministrazione può operare concretamente in collaborazione con la comunità, approfondendone anche le possibili modalità (organizzative, comunicative etc..); - un seminario pubblico in cui si presentano alla cittadinanza i diversi strumenti di gestione dei beni comuni e alcune esperienze concrete (tramite testimonianze e contenuti audiovisivi), ai fini di accrescere una generale consapevolezza sul tema. Per la realizzazione di questi momenti sarà coinvolta l’associazione Labsus - laboratorio per la sussidiarietà, che da oltre 10 anni promuove il modello dell’Amministrazione condivisa, basato sul principio di sussidiarietà, con l’obiettivo di valorizzare nell’interesse generale le molteplici energie e risorse presenti nelle comunità

Allegati

Scheda progetto e/o allegati

media/associazione khora lab ets progetto.pdf /

Relazioni del Soggetto Titolare

media/associazione khora lab rel.finale.pdf /

Documento di proposta partecipata e/o relativi allegati

media/associazione khora lab ets docpp.pdf /

Validazione del Tecnico di garanzia

media/associazione khora lab validazione docpp.pdf

Crediti

Processo segnalato da

Osservatorio partecipazione su documentazione regionale

Dettagli o note sulle fonti utilizzate

Le informazioni su modifiche causa COVID19 sono tratte dal progetto regionale Ri-partecipiamo
Data ultima modifica: 22/05/2021
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