Appennino Skills Lab
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Processo
Stato di avanzamento
In corso
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Natura Processo
Processo certificato e finanziato
Anno della certificazione
2025
Anno Finanziamento
2025
Importo finanziato dal Bando
40.000,00 €
Cofinanziamento altri soggetti
Si
Percentuale Cofinanziamento
16,67
Costo complessivo del processo
48.000,00 €
Anno di avvio
Data inizio del processo
30/10/2025
Durata (mesi)
12
Linea di finanziamento
Linea B: Percorsi rappresentativi deliberativi in attuazione Raccomandazione (UE) 2023/2836
Gestione di Processo
Comitato di Garanzia locale
Il Comitato di Garanzia verrà COSTITUITO ALL'INIZIO DEL PROCESSO, in occasione del primo incontro del Tavolo di Negoziazione. In relazione agli obiettivi del progetto, in fase preliminare sarà COMPOSTO DALLE SEGUENTI FIGURE: -n.1 rappresentante del Comune di Bardi (pdv istituzionale) -n.1 persona in rappresentanza delle associazioni del territorio - n.1 esperto in formazione Successivamente sarà possibile integrare il CdG con le seguenti figure: -n.1 rappresentante della cittanza n.1 rappresentante degli studenti . Il CdG opererà in piena autonomia, sarà invitato ad assistere alle attività del processo e, in collaborazione con il TdN, verificherà il corretto svolgimento del processo e monitorerà la messa a terra del percorso.
Comitato di Garanzia locale - Funzioni assegnate
Supervisione del corretto svolgimento del processo, Supervisione sull’imparzialità del conduttore del processo
Tavolo di Negoziazione
Il Tavolo di Negoziazione (TdN) sarà attivato sin dall’avvio del percorso partecipativo e avrà il compito di accompagnarne lo sviluppo, assicurandone coerenza, qualità e trasparenza. Ne faranno parte i rappresentanti del Comune di Bardi (ente promotore), i rappresentanti delle realtà firmatarie dell’Accordo Formale e, una volta costituito, un rappresentante del Comitato di Garanzia Locale. La composizione iniziale del Tavolo sarà resa pubblica attraverso la piattaforma PartecipAzioni, ma il gruppo resterà aperto a nuovi ingressi durante tutto il percorso. Potranno fare richiesta di adesione ulteriori soggetti interessati, in particolare corpi intermedi e organizzazioni locali, tramite una scheda disponibile online. Per essere ammessi, sarà necessario dimostrare una competenza tematica o territoriale, ovvero essere portatori di “saperi situati” coerenti con gli obiettivi del progetto. Nei primi incontri, il TdN avrà il compito di costruire una mappa degli attori rilevanti e di identificare nuove figure o soggetti da coinvolgere, con lo scopo di arricchire il confronto con punti di vista plurali. Inoltre, si lavorerà alla definizione del cronoprogramma operativo, dei temi da approfondire e delle modalità con cui coinvolgere la comunità locale. Il TdN sarà guidato da un team di facilitatori, che condurranno gli incontri (svolti prevalentemente online) secondo metodi partecipativi e strumenti di democrazia diretta. I facilitatori avranno il compito di facilitare il confronto, promuovere una comunicazione costruttiva e aiutare il gruppo a individuare punti di convergenza, facendo sintesi delle argomentazioni emerse e gestendo eventuali divergenze secondo il metodo del consenso. Il Tavolo si riunirà periodicamente: sia su convocazione dell’Ente promotore, del Comitato di Garanzia o dei partner, sia in risposta a necessità straordinarie (come imprevisti o tensioni emerse). Ogni incontro sarà documentato da un report pubblico, disponibile sulla piattaforma web del progetto, e aperto ai commenti della cittadinanza. L’ultimo incontro del TdN avrà un ruolo cruciale: sarà il momento in cui si valuteranno i risultati del processo, si condivideranno e approveranno i contenuti del Documento di Proposta Partecipata, che verrà poi sottoposto all’attenzione del Consiglio Comunale per la deliberazione finale.
Territorio Interessato
Mappa

Caratteristiche
Ambito di intervento
Tematica specifica
Tipo di partecipazione
Partecipazione volontaria
Codecisione
Sì
Design del processo partecipativo
Il percorso partecipativo proposto si inserisce all'interno del progetto di rigenerazione dell'ex chiesa di San Francesco e delle aree limitrofe con l'obiettivo di orientare le scelte pubbliche riguardanti l'uso e la gestione dei nuovi spazi. Il processo mira a raccogliere dati utili alla definizione di una strategia pubblica per attivare centri di formazione specialistica nei luoghi rigenerati, contrastando lo spopolamento delle aree montane e favorendo l'occupazione giovanile. Si tratta di un processo rappresentativo e deliberativo che si colloca nella fase intermedia del procedimento decisionale, tra la progettazione architettonica e la definizione delle modalità gestionali e funzionali del nuovo polo civico. Il percorso consente di mappare competenze esistenti e bisogni formativi del territorio, offrendo così elementi concreti per la pianificazione delle attività formative, culturali e professionali future, in stretta relazione con gli spazi rigenerati e le politiche territoriali. Il processo deliberativo si articola in fasi progressive e integrate, pensate per stimolare un confronto informato e rappresentativo tra cittadine e cittadini, valorizzando la pluralità di voci e costruendo soluzioni condivise per il futuro del territorio. La struttura promuove interazione costruttiva, condivisione di conoscenze, co-progettazione e una cittadinanza attiva e consapevole. FASE 0 - MAPPATURA COMPETENZE E CONTESTO Si parte con una fase di ascolto tramite un questionario rivolto alla cittadinanza, con duplice obiettivo: rilevare le competenze già presenti (artigianali, tecniche, culturali, sociali, imprenditoriali) e far emergere bisogni formativi e competenze percepite come strategiche. Il questionario è anche uno strumento di attivazione civica: chi lo compila può candidarsi a partecipare all'assemblea deliberativa. I dati raccolti saranno integrati con indicatori demografici ed economici (età, professioni, settori, istruzione) per costruire una fotografia aggiornata delle competenze del territorio, utile alla selezione del campione e alla definizione degli ambiti prioritari. FASE 1 - SELEZIONE DEL CAMPIONE Segue un incontro pubblico aperto a chi ha manifestato interesse, a singoli cittadini e a rappresentanti di associazioni o realtà locali significative. Verrà formato un gruppo di circa 20 persone, eterogeneo e rappresentativo del territorio in termini di profili anagrafici, professionali e culturali. La selezione seguirà principi di pluralismo e inclusione, per dare voce a tutte le principali istanze presenti nella comunità. FASE 2 - APPROFONDIMENTI TEMATICI L'assemblea parteciperà a tre incontri di approfondimento su competenze o temi prioritari emersi nella mappatura. Gli incontri, guidati da esperti, operatori e testimoni di buone pratiche, offriranno conoscenze aggiornate, esperienze concrete e strumenti utili alla successiva fase deliberativa. Non si tratterà di lezioni frontali, ma di momenti partecipativi con Q&A, tavoli di confronto, visual tools e storytelling, pensati per favorire accessibilità e coinvolgimento e costruire un linguaggio comune. FASE 3 - ELABORAZIONE DELLE PROPOSTE Cinque incontri intensivi saranno dedicati alla co-progettazione di proposte concrete, orientate alla valorizzazione delle competenze e alla definizione di un programma formativo locale. Si utilizzeranno metodologie partecipative: - Focus group, per discutere problemi e opportunità; - Role-playing e gamification, per esplorare diversi punti di vista (giovani, anziani, nuovi residenti, ecc.); - Debriefing e dibattiti strutturati, per valutare soluzioni; - Canvas e mappe visive, per organizzare idee e visioni comuni. L'attenzione sarà rivolta alla fattibilità, all'impatto e alla sostenibilità delle proposte, puntando a iniziative capaci di attivare risorse già presenti, colmare carenze e attrarre nuove energie. FASE 4 - SINTESI E PRESENTAZIONE ISTITUZIONALE Due incontri finali saranno dedicati alla sintesi delle proposte in un documento chiaro e condiviso, da presentare al Consiglio Comunale. Il documento includerà: - una fotografia delle competenze territoriali; - un elenco delle priorità da valorizzare o sviluppare;- una proposta di programma formativo con obiettivi, destinatari e modalità operative. Strumenti di supporto I percorso sarà accompagnato da: -facilitazione professionale per incontri produttivi e partecipati; -comunicazione trasparente (piattaforma PartecipAzioni, social, materiali divulgativi); -documentazione pubblica degli incontri;- modalità ibride per garantire l'accesso anche a distanza; -valutazione in itinere per adattare il percorso ai bisogni del gruppo. Garanzie di rappresentanza e dialogo L'intero disegno del processo promuove la pluralità dei punti di vista, la partecipazione effettiva e l'inclusione sociale. L'apporto di esperti e l'uso di metodi attivi permetteranno di superare la dimensione dell'opinione individuale, trasformando il confronto in deliberazione collettiva basata su conoscenze condivise.
Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali
Sì
Strumenti digitali utilizzati
piattaforma regionale partecipazione
Presenza femminile rilevata
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Conciliazione tempi di vita e lavoro
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Modalità per rendere conto delle decisioni dell’Ente titolare della decisione
Per garantire il diritto di seguito e la trasparenza, il Consiglio Comunale si impegna a esaminare, discutere e deliberare in merito alle proposte dell'Assemblea entro quattro mesi dalla chiusura dei lavori. Gli esiti verranno tradotti in un documento formale presentato in Consiglio e accompagnato da una relazione illustrativa. L'eventuale accoglimento o motivato non accoglimento delle proposte sarà sancito tramite delibera consiliare, pubblicata sul sito istituzionale e comunicata ai partecipanti. Questa delibera costituirà l'atto ufficiale che renderà conto delle scelte pubbliche intraprese, garantendo tracciabilità e trasparenza del processo decisionale.
Figure Professionali
Tecniche di Partecipazione
Obiettivi e Risultati
Obiettivi
L'idea alla base del processo rappresentativo deliberativo nasce dalla necessità di contrastare una delle criticità più urgenti dell'Appennino: il progressivo spopolamento e la perdita di capitale umano qualificato. Questo fenomeno ha conseguenze dirette sullo sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità montane, che rischiano di perdere non solo la popolazione giovane, ma anche la possibilità di costruire un futuro sostenibile e radicato nel territorio. Il progetto mira a intervenire su questo problema proponendo un modello innovativo di valorizzazione del patrimonio edilizio e paesaggistico attraverso la rigenerazione di spazi strategici come l'area dell'ex chiesa di San Francesco e il suo contesto esterno. L'idea è quella di trasformare questi luoghi in spazi multifunzionali, in cui le comunità locali possano attivare processi formativi, capaci di attrarre e trattenere le nuove generazioni. Il processo rappresentativo deliberativo si colloca all'interno di questa visione come strumento di partecipazione attiva e strutturata: coinvolgendo cittadini, associazioni, giovani e stakeholder istituzionali, si punta a co-progettare modelli di gestione degli spazi rigenerati e una strategia di formazione ancorata alle esigenze del territorio. L'obiettivo è quello di raccogliere dati, competenze e visioni che possano orientare le politiche pubbliche future, in particolare quelle legate al finanziamento di corsi di formazione specifici, e alla partecipazione ad altri bandi specifici sulla formazione.
Risultati Attesi
Il progetto si innesta su esperienze partecipative precedenti, già realizzati in occasione della presentazione del progetto architettonico. In questo senso, il processo deliberativo assume anche una funzione di consolidamento e strutturazione di pratiche partecipative già avviate, con l'obiettivo di produrre risultati concreti e durevoli in termini di inclusione, competenze e visione strategica condivisa per il territorio.
Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo
Il progetto si inserisce in un percorso già avviato dal Comune, in continuità con l'intervento finanziato dal bando Cariparma (PAT.T.O. PER IL TERRITORIO PATrimonio, Territorio & Opportunità per le comunità) per la creazione di un nuovo spazio polifunzionale nel complesso San Francesco. Questa sinergia tra interventi consente di rafforzare l'offerta di luoghi dedicati alla formazione, all'incontro e alla partecipazione civica. I nuovi spazi, flessibili e accessibili, saranno infatti utilizzabili per ospitare i percorsi formativi emersi dal processo partecipativo e legati alla mappatura delle competenze presenti sul territorio, valorizzando saperi locali ed eventualmente attivando percorsi per colmare competenze mancanti. In questo modo, non solo si garantisce coerenza con le linee di sviluppo già intraprese, ma si creano le condizioni per una progettualità più ampia e integrata, capace di attivare la comunità e generare impatti duraturi. Il processo partecipativo può contrastare lo spopolamento dell'Appennino valorizzando il capitale umano locale e aumentando l'attrattività del territorio. Coinvolgere attivamente cittadini, associazioni e giovani nella co-progettazione rafforza il senso di appartenenza e incentiva la permanenza o il ritorno di persone qualificate. Inoltre, la creazione di spazi formativi e collaborativi, nati dal dialogo con la comunità, offre opportunità di crescita e contribuisce a un territorio più dinamico.
Documenti di proposta partecipata previsti
Sì
Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo
No
Livello di partecipazione
PROGETTAZIONE PARTECIPATA
Indice di partecipazione
Obiettivo strategico regionale che il processo persegue in via prioritaria
Coinvolgimento delle giovani generazioni
Descrizione sintetica di come il processo declina l’obiettivo strategico regionale che persegue in via prioritaria
Il progetto proposto dal Comune di Bardi pone grande attenzione al coinvolgimento delle giovani generazioni, considerandole protagoniste attive del futuro del territorio. In particolare, il percorso partecipativo prevede attività mirate a far emergere bisogni, competenze e aspirazioni dei giovani, con l'obiettivo di valorizzarle nella progettazione condivisa degli spazi rigenerati. Durante le diverse fasi del processo, verranno coinvolti studenti e studentesse attraverso una stretta collaborazione con gli istituti scolastici locali e con iniziative specifiche di ascolto e co-progettazione. Si punterà, inoltre, a costruire nuovi spazi formativi e aggregativi presso gli spazi rigenerati del groppo San Francesco, capaci di offrire opportunità di crescita personale e professionale. In questo modo, il progetto intende contrastare il fenomeno dello spopolamento, favorendo la permanenza dei giovani in loco e stimolandone l'impegno civico. Il protagonismo giovanile sarà inoltre incentivato attraverso metodologie creative e inclusive, come la gamification e i laboratori esperienziali, che permetteranno ai ragazzi e alle ragazze di partecipare attivamente al disegno delle attività future del territorio.
Requisiti per la Certificazione di Qualità
Sollecitazione realtà sociali
Le realtà del territorio verranno coinvolte soprattutto nella diffusione e comunicazione del progetto. Specialmente nella prima fase verranno sollecitate sia per promuovere la partecipazione dei diversi affiliati alla selezione del campione, sia a far parte del campione stesso. Alcune realtà sociali del territorio sono già state intercettate durante la scrittura del bando e altre verranno sollecitate mediante la prima fase di racconto e lancio del progetto, col supporto del TdN. La selezione dei partecipanti al processo deliberativo rappresentativo avverrà in due fasi. In un primo momento verrà realizzata una mappatura delle competenze e degli interessi presenti sul territorio, attraverso un questionario aperto a tutta la cittadinanza. Sulla base dei dati raccolti, verrà poi costruito un campione rappresentativo, che tenga conto della diversità dei profili sociali e professionali. In questo contesto, sarà importante avere anche profili che rappresentino il tessuto associazionistico del territorio.
Modalità di inclusione
Al campione verranno poi inclusi studenti, persone che si sono trasferite altrove (per restituire uno sguardo esterno ma legato al territorio e alle motivazioni della loro scelta), e lavoratori pendolari, che pur non vivendo a Bardi contribuiscono alla vita economica e sociale locale. Questo garantirà una pluralità di prospettive e un dibattito più ricco e inclusivo.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura
Nel contesto del progetto sono già emerse alcune potenziali conflittualità che, se non adeguatamente gestite, potrebbero ostacolare il pieno coinvolgimento e la collaborazione tra i diversi soggetti del territorio. In particolare, si segnala una certa difficoltà, radicata nel tessuto sociale locale, nell'accettare i cosiddetti "foresti" - cioè persone non originarie del territorio, siano esse italiane provenienti da altre regioni o stranieri che si sono trasferiti recentemente. Questo fenomeno di diffidenza nei confronti di chi è percepito come "esterno" può portare a barriere relazionali e culturali che rischiano di escludere proprio quelle figure che, invece, potrebbero arricchire la comunità con nuove competenze, visioni e contributi. Accanto a questo tema, è emersa anche una difficoltà di dialogo intergenerazionale: i giovani e gli anziani, pur vivendo nello stesso territorio, spesso non condividono spazi di confronto reale né momenti di collaborazione attiva. Le differenze di linguaggio, interessi e modalità comunicative rendono complesso il costruire una visione comune, limitando la possibilità di trasmettere saperi e valori tra generazioni diverse.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura
Per affrontare queste criticità, il progetto prevede l'adozione di metodologie partecipative inclusive e creative, in grado di facilitare l'interazione tra persone con background ed esperienze molto eterogenei. In particolare, si farà ampio uso di tecniche di gamification e dell'approccio delle personas: attraverso la creazione di profili narrativi che rappresentano diversi punti di vista (ad esempio, quello di un giovane imprenditore, di un nuovo arrivato sul territorio, di un anziano residente, di un pendolare), si inviteranno i partecipanti a mettersi nei panni degli altri e a esplorare attivamente prospettive differenti. Lavorare con le personas e con esercizi di immedesimazione aiuterà a sviluppare empatia, ridurre pregiudizi e favorire una comprensione più profonda delle esigenze e dei vissuti degli altri membri della comunità. Queste attività saranno integrate con giochi di ruolo, dinamiche di gruppo, lavori collaborativi e spazi di confronto strutturato, sempre guidati da facilitatori esperti. L'obiettivo sarà non solo quello di gestire le divergenze, ma di trasformarle in un'opportunità di arricchimento reciproco e di co-costruzione di soluzioni condivise. In questo modo, il processo partecipativo potrà diventare un vero laboratorio di coesione sociale, aiutando a costruire legami più solidi e a creare una base di fiducia tra gruppi e generazioni che, finora, hanno avuto poche occasioni per dialogare e lavorare insieme in modo costruttivo.
Modalità di comunicazione dei risultati del processo
Nel corso del processo partecipativo si prevede l'utilizzo di Mentimeter, una piattaforma digitale interattiva che consente di raccogliere in tempo reale opinioni, idee e percezioni dei partecipanti tramite sondaggi, word cloud, quiz o votazioni anonime. Questo strumento sarà particolarmente utile durante gli incontri collettivi, per stimolare la partecipazione anche da parte di chi è meno propenso a intervenire verbalmente, garantendo così una maggiore inclusività e trasparenza. Mentimeter potrà essere impiegato per raccogliere feedback su proposte, priorità e scenari emersi, facilitando il confronto e la sintesi delle diverse posizioni in modo dinamico, immediato e visivo.
Sintesi della valutazione regionale
Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale 633 del 28.04.2025
Requisiti previsti dal Bando Regionale
Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale
Sì
Coerenza rispetto al contesto locale
Sì
Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti
Sì
Qualità del design di processo
Sì
Innovazione digitale
Sì
Premialità Tecniche
Settore
Processi per la realizzazione di opere, progetti o interventi previsti dall'art. 2, comma 2, lett. c) della L.R. 15/2018 (particolare rilevanza per la comunità locale o regionale, in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, al fine di verificarne l'accettabilità sociale e la qualità progettuale)
Adesione alla piattaforma regionale PartecipAzioni
Sì
Accordo formale preventivo
Sì
Modalità del monitoraggio e indicatori
Con il monitoraggio regionale si attiveranno altri strumenti per la valutazione dell'impatto attraverso sia un confronto diretto con il Comitato di Garanzia Locale, sia avvalendosi di altri indicatori che fanno parte del progetto architettonico più ampio finanziato da Fondazione Cariparma. Queste attività di monitoraggio valuteranno sia gli aspetti quantitativi (n. di partecipanti al processo, n. di soggetti coinvolti, n. di target raggiunti) sia quelli qualitativi (feedback diretti dei partecipanti con un questionario finale) in grado di concorrere alla definizione del suo effettivo impatto.
Soggetti specifici
Non prevista nel bando di riferimento
Tipologia di Soggetto proponente
Comune con popolazione inferiore a 5.000 abitanti
Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione
Sì
Adesione volontaria alla campagna di monitoraggio regionale
Sì
Allegati
Crediti
Processo segnalato da
Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 15/10/2025
