Dal Patto per il Clima a una governance condivisa dell’Area Vasta Ceramica
Hai gestito, partecipato o hai info su questo processo? Integra le informazioni



Processo
Stato di avanzamento
In corso
Natura Processo
Processo certificato e finanziato
Anno della certificazione
2025
Anno Finanziamento
2025
Importo finanziato dal Bando
40.000,00 €
Cofinanziamento altri soggetti
Si
Percentuale Cofinanziamento
20
Costo complessivo del processo
50.000,00 €
Anno di avvio
Data inizio del processo
30/10/2025
Durata (mesi)
12
Linea di finanziamento
Linea B: Percorsi rappresentativi deliberativi in attuazione Raccomandazione (UE) 2023/2836
Gestione di Processo
Comitato di Garanzia locale
Il Comitato di Garanzia sarà composto da un dipendente dell'Unione, da una figura esperta in politiche per la casa e da un esperto in mobilità, da individuare esternamente agli enti coinvolti. Il Comitato si costituirà in fase di avvio del processo, ovvero a seguito del primo appuntamento di TdN, al fine di condividere in questa sede la proposta, le modalità di azione e gli spazi di confronto con il TdN stesso. Il Comitato sarà composto da 3 membri che verranno ingaggiati con il supporto degli assessorati di competenza e dei facilitatori di processo. Ai componenti verranno illustrate nel dettaglio le funzioni che dovranno svolgere, le modalità di lavoro e le attività di reporting. Il Comitato potrà liberamente riunirsi al fine di un confronto tra i membri in merito all'andamento del processo e all'imparzialità della conduzione; si prevedono almeno due incontri di audizione con il TdN nelle fasi intermedie del percorso, al fine di condividere considerazioni che possano orientare positivamente le attività successive. Il Comitato si doterà - anche in collaborazione stretta con il TdN - di un modello operativo che preveda la presenza di almeno un componente dello stesso agli incontri in programma o la valutazione accurata dei verbali degli incontri realizzati. Al termine del percorso, il Comitato dovrà elaborare in maniera congiunta un report di considerazioni che tenga conto anche degli esiti del percorso partecipativo, da condividere con il TdN. Le funzioni del Comitato saranno coerenti con le indicazioni di controllo dei processi partecipativi come richiamati al principio 6 della Raccomandazione UE 2023/2836.
Comitato di Garanzia locale - Funzioni assegnate
Monitoraggio degli esiti del processo, Supervisione del corretto svolgimento del processo, Supervisione sull’imparzialità del conduttore del processo
Indirizzo
Via Adda, 50, 41049 Sassuolo
Tavolo di Negoziazione
Il Tavolo di Negoziazione sarà costituito nella fase di avvio del processo con; partner sottoscrittori dell’Accordo preliminare, referenti dell’Unione, facilitatori e comunicatori. La cabina di regia convocherà il primo incontro del TdN. La partecipazione al TdN resterà aperta ad altri soggetti che ne facciano richiesta o che vengano ritenuti strategici in relazione agli obiettivi del processo. Nel contesto in oggetto, il TdN svolgerà funzioni volte a garantire: qualità del processo, coerenza con gli obiettivi, effettiva valorizzazione dei contributi emersi. Verrà valorizzata la presenza della Regione Emilia-Romagna al TdN, al fine di potenziare la qualità del percorso e stimolare la condivisione di esperienze e buone pratiche. Di seguito vengono dettagliate le principali funzioni previste per il TdN: 1. FASE 1 – INDIVIDUAZIONE DEI PARTECIPANTI ·Condividere le linee di indirizzo sui temi individuati, politiche abitative e infrastrutture; ·Validare il processo di campionatura, sia su base statistica sia per la selezione delle autocandidature; ·Contribuire alla strutturazione dei contributi esperti alle attività di laboratorio; ·Contribuire alla lettura del contesto locale, integrando mappa dei bisogni e degli spazi urbani con le conoscenze dei componenti del TdN; ·Monitorare le azioni di coinvolgimento degli opinion leader e di ingaggio dei partecipanti. 2. FASE 2 – FASE DIVERGENTE: ATTIVAZIONE DEI LABORATORI TEMATICI ·Collaborare nella definizione e degli strumenti partecipativi e nella promozione degli incontri; ·Assicurare che il processo di confronto sia accessibile, trasparente e rappresentativo; ·Promuovere il corretto funzionamento della piattaforma digitale PartecipAzioni; ·Valutare la qualità delle azioni inclusive, affinché si garantisca l’emersione di punti di vista diversificati e rappresentativi. 3. FASE 3 – FASE CONVERGENTE: SINTESI DELLE INDICAZIONI ·Supportare la rielaborazione delle proposte in draft tematici di lavoro; ·Valutare la qualità delle azioni inclusive. ·Supportare la redazione del DocPP, contribuendo alla trasparenza dell’intero percorso. 4. FASE DI MONITORAGGIO – DIRITTO DI SEGUITO ·Monitorare gli impegni assunti dall’Amministrazione rispetto all’esito del processo. Il TdN opererà affinché il percorso partecipativo non sia solo uno strumento di consultazione, ma un processo condiviso e competente di co-progettazione, capace di generare soluzioni concrete, fondate sulle capacità del territorio.
Territorio Interessato
Mappa

Caratteristiche
Ambito di intervento
Tematica specifica
Potenziali effetti sul miglioramento della qualità ambientale
Il percorso partecipativo promosso rappresenta un'opportunità concreta per orientare le politiche infrastrutturali verso scelte più sostenibili, grazie ALL'EMERSIONE DIRETTA DELLE ESIGENZE AMBIENTALI ESPRESSE DALLA CITTADINANZA E DAGLI STAKEHOLDER LOCALI. Questo consentirà di pianificare infrastrutture che favoriscano la mobilità dolce, l'intermodalità e la resilienza climatica, riducendo impatti negativi sul territorio. Inoltre, il sotto-utilizzo della rete ferroviaria indica un'opportunità mancata per trasferire traffico da gomma a ferro, rendendo strategico un percorso partecipato per valorizzarlo anche con tipologie innovative a beneficio dell'intera Area Vasta Ceramica. Il PRIT?2025 della Regione Emilia-Romagna individua il Distretto come area prioritaria per rafforzare la dotazione infrastrutturale e la ridondanza, evidenziando come sia necessario conciliare una rete stradale efficiente (bretelle, ottimizzazione SP?467, nuovi corridoi infrastrutturali) con una rete ferroviaria innovata. Solo così si garantirà competitività, resilienza logistica e sostenibilità ambientale, trasferendo anche quote significative di trasporto merci e passeggeri verso la ferrovia. Sul fronte abitativo, il confronto tra i Comuni del Distretto Ceramico favorirà modelli di sviluppo urbanistico più compatti e attenti al consumo di suolo, privilegiando il recupero dell'esistente e promuovendo l'efficienza energetica degli edifici. L'allineamento degli strumenti urbanistici (PUG) sarà guidato dall'integrazione di criteri ambientali chiave, come la riduzione delle emissioni, la tutela della biodiversità e le misure di adattamento ai cambiamenti climatici. Inoltre, il progetto rafforzerà la GOVERNANCE CONDIVISA del Patto per il Clima e il Lavoro, incrementando la capacità dei Comuni di collaborare efficacemente su obiettivi ambientali comuni e di attrarre finanziamenti per iniziative green. Infine, attraverso il coinvolgimento diretto della comunità, si SVILUPPERÀ UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA E RESPONSABILITÀ COLLETTIVA verso la tutela ambientale, contribuendo a consolidare una cultura territoriale orientata alla sostenibilità e al benessere delle future generazioni.
Tipo di partecipazione
Partecipazione volontaria
Codecisione
Sì
Design del processo partecipativo
Gli 8 Comuni del Distretto Ceramico vogliono promuovere una governance condivisa dell'area vasta ceramica, partendo dagli impegni presi con il Patto per il clima e costruendo azioni tematiche mirate. Ad oggi sono politicamente e strategicamente mature due dimensioni di intervento, il tema casa e quello infrastrutturale. I temi sono solo apparentemente disgiunti, poiché collaborano ad una visione innovativa, sostenibile e inclusiva di programmazione territoriale. Ispirandosi alla Raccomandazione UE 2023/2836 (principi 1, 3 e 7, integrando un campionamento con inclusione di gruppi sottorapresentati), l'Unione del Distretto Ceramico vuole coinvolgere in modo innovativo la comunità territoriale in un processo consultivo e codecisionale, al fine di individuare priorità e indirizzi condivisi affinché l'Unione e i Comuni associati possano portare istanze sostenute collettivamente ai tavoli di discussione tematici adeguati, a livello locale, provinciale e regionale. Il processo si sviluppa in 3 FASI PRINCIPALI; a monte, viene istituita una CABINA DI REGIA trasversale con politici, tecnici, facilitatori e comunicatori. La cabina definirà gli indirizzi per affrontare i temi paralleli durante le sessioni laboratoriali, ovvero politiche per la casa e infrastrutture, all'interno di un quadro coerente di visione per garantire il passaggio dal Patto per il Clima e il Lavoro a un vero e proprio PIANO STRATEGICO DI AREA VASTA per la transizione ecologica. FASE 1. COINVOLGIMENTO PARTNER E ATTIVAZIONE DEL CAMPIONE. Nella prima fase di lavoro verranno coinvolti i partner di progetto e mappati i portatori di interesse rilevanti per i temi di confronto. A questi soggetti saranno dedicati momenti di confronto in forma di FOCUS GROUP E INTERVISTE, al fine di completare la mappa di punti di vista e di indirizzi strutturati sui quali innestare i lavori laboratoriali con la comunità. L'attivazione della cittadinanza avverrà costruendo un CAMPIONE DI CITTADINI, ispirandosi al principio 12 della Raccomandazione UE 2023/2836, così composto: a) estrazione casuale su base anagrafica di un campione rappresentativo di cittadini, stimabile in circa 100 persone, stratificato per genere, età e Comune di residenza; b) riattivazione di cittadini coinvolti in percorsi partecipativi precedenti negli 8 Comuni del distretto, raccogliendo autocandidature da selezionare sempre per genere, età e Comune di residenza. Questo campione mira a rappresentare la composizione sociale del Distretto Ceramico; saranno tuttavia SOVRACAMPIONATI alcuni profili rilevanti ai fini dell'inclusione, come giovani 15-29 anni (principio 13 della Raccomandazione UE), cittadini di origine straniera, persone in condizione di fragilità, city users (coinvolgendo i mobility manager delle imprese del territorio). Definiti i pesi dei diversi cluster, si procederà con le estrazioni di nominativi cui trasmettere un invito alla partecipazione, con una numerosità da definire le Amministrazioni degli 8 Comuni. L'attività di convocazione sarà accompagnata da contatti diretti dei Sindaci, azioni mirate di ingaggio, coinvolgimento di opinion leader e attività di comunicazione a supporto. FASE 2. ATTIVAZIONE DEI WORKSHOP TEMATICI. Data l'estensione e la varietà topografica del territorio, seppur favorendo la presenza fisica ai laboratori si intende optare e per ATTIVITÀ IN FORMATO IBRIDO E ITINERANTI come sede. Un laboratorio pubblico in plenaria, in presenza e online aprirà i lavori; seguirà l'organizzazione del CAMPIONE in due GRUPPI DI LAVORO paralleli, che seguiranno durante gli incontri partecipati il tema scelto come di interesse tra casa e infrastrutture. Le attività dei gruppi di lavoro scorreranno parallelamente: durante ogni incontro si alterneranno sessioni di lavoro a gruppi e sessioni in plenaria, in modo da mantenere tutto il campione aggiornato sull'andamento complessivo delle riflessioni. Le attività di ogni gruppo tematico saranno affiancate dalla presenza di ESPERTI esterni, individuati per le competenze in materia, e di TECNICI dell'Unione o dei Comuni, per mantenere le riflessioni agganciate alle programmazioni territoriali. Ogni gruppo tematico (gruppo casa e gruppo infrastrutture), vista la numerosità prevista del campione, discuterà in piccoli TAVOLI FACILITATI: prevedendo un approccio ibrido, alcuni tavoli potranno lavorare in videofacilitazione e altri in presenza. La struttura dei workshop seguirà un iter di 3 incontri: 1) nel PRIMO LABORATORIO, gli esperti avvieranno una riflessione collettiva sulle priorità di settore, sui principali fabbisogni a cui dare risposta e sugli ostacoli da rimuovere per realizzare politiche di sistema. I partecipanti acquisiranno maggiore consapevolezza sui temi e, con il supporto di metodologie visuali, completeranno il quadro degli ostacoli strutturali, culturali e amministrativi da rimuovere. 2) Nel SECONDO INCONTRO gli esperti porteranno buone pratiche e casi virtuosi, stimolando la generazione di idee e proposte embrionali da parte dei partecipanti. 3) Il TERZO LABORATORIO, sempre con l'accompagnamento di esperti e tecnici, tradurrà gli stimoli emersi in indicazioni e progettualità, avvalendosi di strumenti di visualizzazione e di action planning. FASE 3. SINTESI DELLE INDICAZIONI. Le evidenze raccolte nei laboratori confluiranno in un DRAFT DI PROPOSTE, integrando le progettualità sul tema casa con quelle in ambito infrastrutture, garantendo un cappello unico di visione. In questa fase sarà importante L'ATTIVITÀ DEL TDN. Al termine dei lavori, in un incontro online saranno restituiti collettivamente gli esiti ai partecipanti, prevedendo un'ultima SESSIONE DI CONFRONTO VIDEOFACILITATA per condividere riflessioni sugli esiti e pianificare attività collettive di monitoraggio. Gli esiti confluiranno nel DocPP, con un coinvolgimento di tutti i partner e del TdN per costruire un CRONOPROGRAMMA di azioni successive e rendere conto delle decisioni in modo trasparente e collettivo.
Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali
Sì
Strumenti digitali utilizzati
Sarà utilizzata PartecipAzioni come ambiente centrale di trasparenza, informazione e documentazione. Si sperimenteranno altri strumenti ad esempio mappe partecipative e forum tematici. Le attività saranno accompagnate da strumenti digitali di feedback in tempo reale (es. Mentimeter) e di visual design collettivo (es. Miro). Si prevede l'impiego dell'intelligenza artificiale per analizzare i contributi e fare sintesi dei risultati e migliorare l'inclusività
Presenza femminile rilevata
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Conciliazione tempi di vita e lavoro
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Modalità per rendere conto delle decisioni dell’Ente titolare della decisione
L'Unione si impegna a: - condividere entro 90 giorni dalla chiusura del percorso gli esiti con le Amministrazioni degli 8 Comuni membri per coordinare un'azione di sistema sulle priorità; - affidare alle strutture operative dell'Unione una valutazione puntuale sulla realizzazione pratica delle proposte emerse, tra le altre cose considerando le indicazioni nei PUG comunali; - condividere entro 12 mesi le risultanze dal percorso con gli uffici della Regione Emilia-Romagna quali osservazioni al PRIT; - attivare una cabina di regia per il monitoraggio delle attività emerse dal percorso; - restituire con cadenza semestrale alla comunità gli impatti del percorso partecipativo, in particolare tramite mezzi stampa e con contatto diretto con tutti gli attori coinvolti nel percorso.
Figure Professionali
Tecniche di Partecipazione
Obiettivi e Risultati
Obiettivi
L'idea alla base di questo percorso nasce da una necessità concreta e fortemente avvertita nel territorio dell'Area Vasta Ceramica: AFFRONTARE IN MODO CONDIVISO LE GRANDI SFIDE DELLA SOSTENIBILITÀ E DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA in un contesto segnato da forti interdipendenze economiche, sociali e ambientali, ma ancora privo di una governance integrata. L'Area Vasta si configura come una "CITTÀ DIFFUSA" di oltre 150.000 abitanti, con un'economia fortemente internazionalizzata e ad alta intensità energetica, che contribuisce significativamente al PIL regionale ma che al contempo genera pressioni ambientali rilevanti (consumo di suolo, emissioni, congestione infrastrutturale). I recenti eventi climatici estremi, inoltre, hanno reso ancora più urgente una risposta coordinata e partecipata. La FRAMMENTAZIONE AMMINISTRATIVA rappresenta oggi un ostacolo alla gestione efficace e sostenibile di questioni come mobilità, infrastrutture, politiche per la casa e adattamento climatico. In questo contesto, il Patto per il Clima e il Lavoro, già sottoscritto dai Comuni, rappresenta un quadro di riferimento importante ma ancora in fase di attuazione concreta. Il percorso rappresentativo e deliberativo che intendiamo attivare vuole colmare questo gap: far emergere bisogni e le priorità della comunità, costruire una piattaforma di dialogo tra cittadini, amministratori e stakeholder, orientare le scelte strategiche del territorio su due temi ad alta rilevanza: 1) Infrastrutture sostenibili 2) Politiche per l'abitare
Risultati Attesi
Il progetto valorizza inoltre esperienze partecipative già maturate nel territorio, che hanno visto in questi anni il coinvolgimento attivo di cittadini e stakeholder su vari fronti (processi di pianificazione urbanistica, percorsi per il Patto per il Clima). Tuttavia, mai finora si è tentato un percorso rappresentativo deliberativo strutturato a livello di Area Vasta, con l'ambizione di costruire un vero e proprio modello di governance partecipata per il territorio.
Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo
Il percorso partecipativo proposto è propedeutico a una serie di azioni strategiche che il Distretto Ceramico intende avviare nei prossimi anni, in coerenza con gli obiettivi del Patto per il Clima e il Lavoro e con la strategia regionale per una transizione ecologica condivisa. Per il TEMA CASA, il processo di ascolto e confronto mira a costruire una base condivisa per pianificare interventi di sistema su tutti gli otto Comuni dell'Area Vasta, superando logiche frammentarie. L'obiettivo è definire politiche abitative e strumenti perequativi in grado di riequilibrare l'offerta tra territori, garantendo equità, sostenibilità e qualità della vita. Per il TEMA INFRASTRUTTURE, il percorso fornirà un contributo fondamentale all'allineamento dei nuovi PUG comunali su una visione condivisa di mobilità e sostenibilità, promuovendo una pianificazione integrata. I risultati emersi verranno inoltre messi a disposizione della Regione come contributo territoriale alle osservazioni sul PRIT regionale, assicurando che la voce dell'Area Vasta sia rappresentata in modo coeso. Infine, gli esiti del processo rafforzeranno l'indirizzo intrapreso dal territorio di strutturare L'UFFICIO PROGETTI EUROPEI E STRATEGICI UNIONE CERAMICA (percorso parzialmente già attivato convenzionando parte dei Comuni con Modena.eu) per rafforzare gli enti nella capacità di produrre candidature a progetti di respiro europeo. Il progetto potrà generare impatti significativi sul piano sociale (rafforzando la coesione e la partecipazione civica), istituzionale (favorendo una governance integrata tra gli 8 Comuni), economico (ottimizzando l'uso delle risorse pubbliche e supportando politiche abitative e infrastrutturali più eque) e territoriale (promuovendo una visione unitaria dell'Area Vasta e una maggiore qualità della vita per i cittadini).
Documenti di proposta partecipata previsti
Sì
Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo
No
Livello di partecipazione
PROGETTAZIONE PARTECIPATA
Indice di partecipazione
Obiettivo strategico regionale che il processo persegue in via prioritaria
Realizzazione di una transizione ecologica condivisa
Descrizione sintetica di come il processo declina l’obiettivo strategico regionale che persegue in via prioritaria
La proposta mira a sviluppare un percorso partecipativo che contribuisca in modo diretto all'obiettivo strategico regionale "realizzare una transizione ecologica condivisa", applicandolo in un contesto di Area Vasta ad alta complessità. L'Unione dei Comuni del Distretto Ceramico rappresenta una delle realtà più dinamiche dell'Emilia-Romagna: circa 150.000 abitanti, un PIL annuo superiore a 7,5 miliardi di euro, un tessuto produttivo fortemente integrato a livello territoriale. Al contempo, l'Area è caratterizzata da importanti criticità ambientali (consumo di suolo, pressione infrastrutturale, qualità dell'aria) e da sfide comuni (mobilità sostenibile, edilizia efficiente, adattamento climatico), che richiedono una governance sovralocale e partecipata. In questo quadro, il Patto per il Clima e il Lavoro, già sottoscritto dai Comuni, costituisce il riferimento strategico a cui ancorare il percorso proposto, che punta a renderlo uno strumento realmente operativo e orientato ai bisogni della comunità. La Linea B del Bando Partecipazione offre l'occasione per attivare un processo di ascolto strutturato e di co-progettazione, coinvolgendo cittadini, stakeholder istituzionali, economici, sociali e il mondo della ricerca, per contribuire alla definizione condivisa delle scelte più rilevanti per la transizione ecologica a scala di Area Vasta. Due saranno i temi prioritari di lavoro: 1) Politiche per la casa - promuovere un abitare più sostenibile ed equo, capace di ridurre il consumo di suolo, migliorare l'efficienza energetica, rigenerare il patrimonio edilizio esistente; 2) grandi infrastrutture - anticipare l'impatto ambientale e sociale delle opere strategiche, orientando le scelte in modo partecipato e trasparente. Il percorso proposto risponde inoltre a un'esigenza cruciale: superare la frammentazione amministrativa e costruire una governance integrata e duratura, capace di orientare anche l'utilizzo delle risorse pubbliche (regionali, statali, europee) in modo più efficace e mirato. Gli impatti attesi sono molteplici: Rafforzare la capacità dell'Unione di agire su temi strategici per la transizione ecologica in modo coordinato; Favorire l'emersione e la condivisione dei bisogni dei cittadini in materia di sostenibilità; Evitare diseconomie e duplicazioni, promuovendo un uso più razionale delle risorse; Aumentare la qualità della vita e la coesione territoriale. La proposta presenta un forte grado di innovatività: applica politiche deliberative a contesti locali complessi; introduce pratiche di governance multilivello e partecipazione integrata; costruisce una piattaforma di confronto stabile, in linea con esperienze europee e regionali (es. Romagna Next). La sostenibilità e la continuità del percorso saranno garantite dal suo pieno inserimento all'interno del Patto per il Clima e il Lavoro, che rappresenterà il quadro di riferimento per un'evoluzione futura verso un vero e proprio Piano Strategico di Area Vasta per la Transizione Ecologica, con il supporto di una cabina di regia permanente. In definitiva, il percorso proposto mira a far sì che la transizione ecologica nell'Area Vasta Ceramica sia non solo tecnicamente avanzata, ma soprattutto condivisa, equa e profondamente radicata nei bisogni e nelle aspirazioni della comunità. Per quanto concerne il tema infrastrutturale, il Distretto Ceramico presenta un fabbisogno urgente e quantificabile su scala regionale, che richiede un approccio integrato tra gomma e ferrovia. I dati testimoniano criticità significative: la SP?467 "Pedemontana" vede oltre?33?000 veicoli al giorno (tra cui 8?000 pesanti), mentre, come confronto, la Via?Emilia tra Modena e Reggio Emilia arriva a 30?000 veicoli/giorno, con punte di congestione che generano costi sociali stimati in Milioni €/anno. Sul fronte ferroviario, il territorio è servito da due linee regionali distinte che collegano il Distretto con capoluoghi diversi, creando un patrimonio infrastrutturale strategico unico, potenzialmente sostenibile e competitivo. Tuttavia, l'utilizzo attuale è largamente inferiore alle potenzialità, sia in termini di capacità che di tipologia di servizio. Questo sotto-utilizzo indica un'opportunità mancata per trasferire traffico da gomma a ferro, rendendo strategico un percorso partecipato per valorizzarlo anche con tipologie innovative a beneficio dell'intera Area Vasta Ceramica. Il PRIT?2025 della Regione Emilia-Romagna individua il Distretto come area prioritaria per rafforzare la dotazione infrastrutturale e la ridondanza, evidenziando come sia necessario conciliare una rete stradale efficiente (bretelle, ottimizzazione SP?467, nuovi corridoi infrastrutturali) con una rete ferroviaria innovata. Solo così si garantirà competitività, resilienza logistica e sostenibilità ambientale, trasferendo anche quote significative di trasporto merci e passeggeri verso la ferrovia. In questo contesto, un percorso partecipato ben strutturato assume rilevanza strategica non solo per orientare le priorità del PRIT in fase di aggiornamento, ma anche per far atterrare con coerenza e visione condivisa una previsione infrastrutturale unitaria all'interno dei PUG - Piani Urbanistici Generali - che i Comuni dell'Unione stanno redigendo in questi mesi. Un allineamento così largo e condiviso tra strumenti urbanistici e pianificazione regionale è essenziale per assicurare coerenza, efficacia e sostenibilità agli investimenti futuri. Coinvolgere attivamente le comunità e le competenze multidisciplinari è essenziale per identificare infrastrutture strategiche non solo per l'Unione o la Provincia, ma per tutta l'Emilia-Romagna. Il presupposto numerico (traffici veicolari elevati, potenzialità ferroviarie inespresse), il riconoscimento regionale (PRIT), l'unicità della dotazione ferroviaria e la contestuale redazione dei PUG conferiscono solidità, urgenza e visione sistemica a questa iniziativa. Pertanto, questo percorso sulle grandi Infrastrutture si rivela concretamente utile come strumento operativo, offrendo indicazioni preziose che vanno dalla scala comunale - con ricadute dirette sui PUG - a quella provinciale, supportando la definizione dei piani e strumenti di pianificazione, fino ad arrivare alla stessa Regione, che può così disporre di una sorta di macro-osservazione già elaborata a supporto del PRITT, capace di sintetizzare in modo coerente i desiderata e i bisogni reali di quest'area. Per quanto invece riguarda l'abitare, l'ambito si connota come aspetto imprescindibile per l'inclusione sociale e come fattore complementare alle politiche di contrasto alla povertà e di sostegno alla vulnerabilità. Le politiche abitative sono fondamentali in un territorio attrattivo come il nostro per vocazione produttiva; ma anche per aiutare le giovani coppie, incentivare uno sguardo positivo sul futuro, combattere l'inverno demografico. Riteniamo che il tema del disagio abitativo, in particolare delle fasce di popolazione in condizione di maggiore fragilità sociale ed economica, debba essere affrontato in maniera organica e strutturata superando logiche puramente emergenziali, e inserendolo nel più ampio paradigma della promozione dell'autonomia della persona. L'abitare sociale deve essere inteso come insieme di soluzioni tra loro differenziate e correlate in funzione del livello di integrazione sociale, lavorativa e reddituale delle famiglie, consolidando l'idea di "filiera dell'abitare" quale percorso caratterizzato da differenti soluzioni abitative in base ai bisogni delle persone. Gli strascichi delle difficoltà economiche e sociali dovute all'emergenza pandemica e all'aumento del costo della vita degli ultimi anni hanno contribuito ad aggravare la già forte criticità sul piano abitativo. Tale criticità caratterizza da tempo il territorio dell'Unione dei Comuni del Distretto Ceramico a causa di una cronica carenza di offerta abitativa sia pubblica (per il contenuto numero di alloggi ERP ed ERS disponibili rispetto ai bisogni) sia privata (a causa degli elevati canoni di locazione imposti dal mercato). A ciò si deve aggiungere il fatto che il patrimonio di edilizia residenziale pubblica versa spesso in condizioni non ottimali, e questo si ripercuote sui costi di manutenzione per i Comuni, e sulle spese per le bollette delle famiglie. Per rendere più sostenibile la spesa della casa, per gli utenti degli alloggi ERP, sarebbe necessario un intervento massiccio per l'efficientamento energetico. Il problema della casa non investe però solo le fasce di fragilità sociale: per molte famiglie l'acquisto sembra essere sempre meno praticabile, complice lo scenario socio-economico del Paese, che vede il calo del potere d'acquisto e la precarietà lavorativa soprattutto delle più giovani generazioni. La contrazione del mercato immobiliare è anche da attribuirsi all'aumento dei tassi di interesse e all'aumento dei costi, che ha determinato una vera e propria esplosione dei prezzi di vendita. Ma è difficile anche la locazione; nei nostri territori purtroppo abbiamo situazioni di difficoltà della cosiddetta fascia grigia (che ha un reddito superiore ai limiti concessi per accedere ai canoni agevolati) e diversi casi di famiglie che, pur in presenza di un reddito stabile, non riescono più a sostenere i costi di un affitto "non calmierato". Si registra peraltro un significativo incremento dei procedimenti di sfratto esecutivo, sia per morosità proprio per la riduzione delle capacità economiche delle famiglie, sia per finita locazione, in ragione degli interventi di ristrutturazione stimolati dai diversi incentivi statali. Alcuni dati degli indicativi relativi al territorio dell'Unione (dati 2024): 530 domande ERP inevase; 679 domande contributi affitti da fondo regionale, di cui beneficiari 162.
Requisiti per la Certificazione di Qualità
Sollecitazione realtà sociali
L'attività di SELEZIONE DEI PARTECIPANTI è essenziale per rispondere alle esigenze di progettazione del percorso di partecipazione e alle istanze della Raccomandazione (UE) 2023/2836 sulla promozione del coinvolgimento e della partecipazione effettiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile ai processi di elaborazione delle politiche pubbliche. Le attività principali prevedono: la RIATTIVAZIONE DI RETI già stimolate in interventi partecipativi precedenti nei vari Comuni dell'Unione; la MAPPATURA DI OPINION LEADER E RETI LOCALI FORMALI E INFORMALI; la RACCOLTA DI AUTOCANDIDATURE per costituire un campione di partecipanti rappresentativo della complessità del territorio, prevedendo SOVRA-CAMPIONAMENTI per fasce di popolazione di particolare significatività. Per quanto concerne in particolare quest'ultimo punto, si realizzerà la campionatura di un gruppo selezionato di cittadini da estrarre su base anagrafica, con l'obiettivo di GARANTIRE UN'ADEGUATA RAPPRESENTATIVITÀ rispetto alla distribuzione della popolazione in termini di genere, classe d'età e Comune di residenza; saranno coinvolge le anagrafi di tutti i Comuni, per GARANTIRE UNA RAPPRESENTANZA REALE DELLA POPOLAZIONE e attivare persone non necessariamente avvezze alla partecipazione.
Modalità di inclusione
Al contempo, tuttavia, si propone di "potenziare" la presenza, anche attraverso SOVRA-CAMPIONAMENTO, di alcuni specifici profili che possono rispondere a criteri di inclusione e valorizzazione di voci significative (e spesso sottorappresentate) ai fini degli obiettivi generali del percorso, quali ad esempio: equità di genere; giovani tra i 15 e i 29 anni; cittadini di origine straniera; cittadini in condizione di fragilità economica o sociale. Una volta definiti i pesi dei diversi cluster del campione, si richiederà ai diversi UFFICI ANAGRAFE di procedere con una prima estrazione di nominativi cui trasmettere un INVITO ALLA PARTECIPAZIONE coinvolgendo i Sindaci, con una numerosità da definire con l'Amministrazione. Verificate le risposte pervenute, si suggerisce di procedere a ulteriori estrazioni e inviti soltanto per i cluster che non avessero ancora ottenuto un numero adeguato di conferme. Si ipotizza il coinvolgimento di alcuni attori strategici del territorio per raccogliere interlocutori da sovrarappresentare nel processo. In merito alla riattivazione delle reti stimolate nei percorsi precedenti, si procederà con azioni di comunicazione mirate sui contatti "caldi" in possesso delle Amministrazioni, sempre mantenendo i criteri individuati di residenza, età e genere.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura
Nel contesto complesso e interdipendente dell'Area Vasta del Distretto Ceramico, promuovere un processo partecipativo realmente inclusivo significa anche dotarsi di strumenti adeguati per affrontare in modo costruttivo possibili divergenze. Le tematiche al centro del percorso - GOVERNANCE STRATEGICA SU CASA E INFRASTRUTTURE, TRANSIZIONE ECOLOGICA CONDIVISA - toccano interessi diversificati e, inevitabilmente, possono generare visioni differenti. Si prevede che le principali aree di criticità riguardino: ·la definizione delle PRIORITÀ, con il rischio di visioni divergenti su quali interventi attivare per primi e su quali principi orientare la progettazione futura; ·LA RAPPRESENTANZA E L'INCLUSIVITÀ, con la possibilità che alcuni gruppi - giovani, cittadini stranieri, residenti di aree più marginali - si sentano sottorappresentati o non adeguatamente ascoltati; ·il livello di VINCOLATIVITÀ DEL PROCESSO, con il rischio di alimentare aspettative non allineate rispetto agli spazi decisionali effettivamente disponibili per le amministrazioni.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura
Per gestire tali dinamiche, il percorso si articolerà attraverso un set integrato di pratiche e metodologie: ·ogni fase laboratoriale sarà accompagnata da FACILITAZIONE PROFESSIONALE, per garantire ascolto attivo, equilibrio nei contributi e valorizzazione delle posizioni minoritarie; ·verranno realizzate MAPPE VISUALI DEI NODI CRITICI, che consentiranno di documentare con trasparenza i punti di disaccordo e di utilizzarli come base per successivi tentativi di mediazione; ·saranno adottate TECNICHE DELIBERATIVE ORIENTATE AL CONSENSO, quali il consensus building, il metaplan e strumenti visuali, per accompagnare la discussione su scelte complesse verso esiti il più possibile condivisi; ·si prevederanno spazi di confronto dedicati a GRUPPI POTENZIALMENTE MENO RAPPRESENTATI, in modo da garantire un'effettiva inclusione delle voci più fragili o periferiche; ·infine, qualora alcune divergenze non risultassero superabili, esse saranno trattate con piena TRASPARENZA e documentate nel report finale, come elemento qualificante della qualità e della maturità del processo. Questa attenzione alla gestione delle divergenze non solo tutela la qualità democratica del percorso, ma contribuisce a consolidare relazioni di fiducia tra amministrazioni, stakeholder e cittadinanza, premessa fondamentale per una governance integrata e per l'attuazione condivisa degli interventi futuri.
Modalità di comunicazione dei risultati del processo
Nel percorso partecipativo promosso dall'Unione dei Comuni del Distretto Ceramico, la comunicazione digitale rivestirà un ruolo strategico, sia per ampliare la platea dei cittadini coinvolti, sia per garantire trasparenza e continuità nel dialogo tra istituzioni e comunità. Oltre all'utilizzo coordinato della piattaforma regionale PartecipAzioni - che rappresenterà la base istituzionale per la pubblicazione dei materiali e l'interazione online - si prevede l'attivazione di strumenti digitali complementari, in grado di potenziare l'efficacia del processo partecipativo. Tra le azioni previste: -·l'impiego di PIATTAFORME DI DELIBERAZIONE ONLINE (es. Decidim, Consul), per consentire la raccolta strutturata e la discussione aperta delle proposte sui due filoni progettuali principali (politiche abitative e infrastrutture); ·- la realizzazione di LABORATORI IBRIDI CON STRUMENTI DIGITALI COLLABORATIVI (es. Miro, Padlet), così da integrare incontri in presenza con momenti online, garantendo la partecipazione di cittadini che per limiti fisici, lavorativi o geografici non potrebbero essere presenti; ·- l'attivazione di CANALI TEMATICI DEDICATI (es. Telegram, newsletter di Area Vasta), per aggiornamenti periodici e diretti rivolti ai partecipanti e agli stakeholder del percorso. In fase di restituzione, si prevede la creazione di mappe interattive di comunità (es. StoryMap, uMap), che possano visualizzare i contributi emersi e le proposte prioritarie condivise, oltre alla produzione di contenuti audiovisivi brevi e di report digitali narrativi (flipbook, minisiti), pensati per restituire i risultati del percorso in modo chiaro, coinvolgente e accessibile. In linea con un approccio innovativo e responsabile, il progetto prevede infine L'ATTIVAZIONE SPERIMENTALE DI STRUMENTI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE a supporto del processo partecipativo. In particolare, l'IA potrà essere utilizzata per: ·- facilitare la sintesi e l'analisi dei contributi raccolti (emersione di temi ricorrenti e nuove istanze); ·- personalizzare i materiali informativi, rendendoli più fruibili anche per cittadini con bisogni specifici (barriere linguistiche, disabilità cognitive); ·- supportare la produzione di visualizzazioni dinamiche dei dati partecipativi. Tutte le applicazioni dell'IA saranno utilizzate in modo trasparente e accompagnate da un attento presidio umano, nel rispetto dei principi di equità, inclusione e tutela dei diritti dei cittadini.
Sintesi della valutazione regionale
Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale 633 del 28.04.2025
Requisiti previsti dal Bando Regionale
Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale
Sì
Coerenza rispetto al contesto locale
Sì
Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti
Sì
Qualità del design di processo
Sì
Innovazione digitale
Sì
Premialità Tecniche
Settore
Processi per la realizzazione di opere, progetti o interventi previsti dall'art. 2, comma 2, lett. c) della L.R. 15/2018 (particolare rilevanza per la comunità locale o regionale, in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, al fine di verificarne l'accettabilità sociale e la qualità progettuale)
Adesione alla piattaforma regionale PartecipAzioni
Sì
Accordo formale preventivo
Sì
Modalità del monitoraggio e indicatori
Tra gli approcci adottati nella realizzazione del processo partecipativo rientra la Teoria del Cambiamento (Theory of Change), uno strumento efficace per progettare, guidare e valutare un percorso inclusivo e strutturato (approccio raccomandato anche dall'OECD Guidelines on Deliberative Processes 2020 come metodo per assicurare la coerenza e l'evolutività di processi partecipativi a scala territoriale), in particolare: - perseguendo obiettivi trasformativi di lungo periodo, come la costruzione di una governance integrata e condivisa dell'Area Vasta Ceramica, capace di affrontare insieme le sfide ambientali, sociali ed economiche legate alla transizione ecologica; - realizzando processi complessi e progressivi, come l'allineamento dei PUG comunali e l'elaborazione di politiche perequative per la casa, oltre a una visione unitaria sulle infrastrutture strategiche; - stimolando il coinvolgimento attivo e consapevole dei cittadini e degli stakeholder territoriali, anche attraverso l'uso di piattaforme digitali dedicate e momenti di ascolto strutturato sulle priorità ambientali e sociali. L'attività mira a mettere in relazione i risultati attesi - ovvero gli impatti ambientali, sociali e amministrativi che si intendono generare - con gli output progettuali (le azioni concrete da realizzare) e gli input necessari, ovvero le risorse umane, tecniche e finanziarie da destinare. Per pianificare un monitoraggio efficace, si parte dall'analisi dei bisogni del territorio, quali la frammentazione delle politiche abitative e infrastrutturali tra gli otto Comuni del Distretto Ceramico, la necessità di coordinamento tra strumenti urbanistici (PUG) e la mancanza di un dialogo strutturato con la Regione sul PRIT, nonché l'urgenza di integrare questi temi all'interno di un quadro condiviso per la sostenibilità ambientale e sociale. I cambiamenti intermedi attesi includono una maggiore consapevolezza e partecipazione diffusa dei cittadini sull'importanza di una governance integrata, la costruzione di reti collaborative tra Comuni, associazioni, imprese e cittadini, e una migliore trasparenza e accessibilità dei processi decisionali. Gli outcomes previsti sono: - una governance condivisa dell'Area Vasta operativa e riconosciuta da tutti gli attori coinvolti; - un allineamento strategico e operativo dei PUG e delle politiche per la casa, con logiche perequative e sostenibili; - una partecipazione attiva e consapevole che alimenta il dialogo pubblico-privato sul futuro territoriale; - un miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza degli interventi infrastrutturali e abitativi in ottica di transizione ecologica. Il design progettuale prevede attività precise, accompagnate da indicatori qualitativi e quantitativi volti a misurare la qualità della partecipazione, l'efficacia del coordinamento istituzionale, l'impatto sociale e la capacità di orientare risorse pubbliche in modo strategico. La costruzione di un sistema di monitoraggio a medio e lungo termine sarà fondamentale per valutare la crescita del capitale sociale, la fiducia nelle istituzioni e l'effettiva sostenibilità ambientale e sociale generata dal processo partecipativo.
Soggetti specifici
Non prevista nel bando di riferimento
Tipologia di Soggetto proponente
Unione di Comuni
Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione
Sì
Adesione volontaria alla campagna di monitoraggio regionale
Sì
Allegati
Crediti
Processo segnalato da
Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 15/10/2025
