VERDE RICCIONE Verso un piano del verde condiviso per un futuro ospitale, vivibile, rigenerante
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Processo
Stato di avanzamento
In corso
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Natura Processo
Processo certificato e finanziato
Anno della certificazione
2025
Anno Finanziamento
2025
Importo finanziato dal Bando
15.000,00 €
Cofinanziamento altri soggetti
No
Costo complessivo del processo
15.000,00 €
Anno di avvio
Data inizio del processo
08/09/2025
Durata (mesi)
4
Linea di finanziamento
Linea A: Percorsi partecipativi a livello locale
Gestione di Processo
Comitato di Garanzia locale
Si propone la seguente composizione del CdG: 1 rappresentante dell'Università di Bologna (Dip. di farmacia e Biotecnologie), 1 rappresentante della provincia di Forlì-Cesena (Pianificazione strategica di area vasta e valutazione di sostenibilità), 1 esperta in antropologia culturale ed etnologia ed in Gestione Fondi e Progetti Europei
Comitato di Garanzia locale - Altre Funzioni Assegnate
Promozione della pedagogia del bene comune
Tavolo di Negoziazione
RUOLO E FUNZIONI Il TdN assume il ruolo di organo di coordinamento strategico del processo partecipativo, configurandosi come spazio privilegiato di mediazione tra i diversi interessi territoriali e di sintesi delle proposte operative elaborate nei tre ambiti di intervento. La sua funzione primaria consiste nell'accompagnare l'integrazione dei contributi specifici provenienti dai workshop tematici, garantendo coerenza progettuale e sostenibilità attuativa delle soluzioni individuate. Il TdN esercita una funzione di garanzia della rappresentatività del processo, vigilando sull'equilibrata partecipazione dei tre target strategici e facilitando l'emersione di posizioni e interessi inizialmente non rappresentati. La dimensione negoziale si concretizza nella mediazione delle eventuali divergenze tra le proposte economiche per il finanziamento della cintura verde, le modalità operative dei Patti di Collaborazione e i criteri tecnici per la programmazione dei corridoi ecologici. Il TdN svolge inoltre una funzione di validazione delle proposte elaborate, verificandone la coerenza con gli indirizzi strategici del PUG e la compatibilità con le risorse disponibili. La sua attività culmina nella costruzione condivisa del DocPP, che rappresenta il risultato della negoziazione tra le diverse istanze territoriali e la base per la successiva traduzione negli strumenti operativi di attuazione del Piano del verde. COMPOSIZIONE Il TdN è costituito da rappresentanti delle tre aree strategiche di intervento, selezionati in base alle competenze specifiche e alla capacità di rappresentanza delle rispettive comunità di pratica. La composizione include due rappresentanti per ciascuno dei tre target, garantendo equilibrio decisionale e parità di peso nelle deliberazioni. Per l'ambito delle partnership economiche partecipano un rappresentante delle associazioni di categoria del settore verde e un rappresentante delle imprese locali con esperienza consolidata in sponsorizzazioni ambientali. L'ambito della gestione partecipata è rappresentato da un delegato delle associazioni ambientaliste territoriali e da un rappresentante dei comitati di quartiere o delle realtà di cittadinanza attiva già coinvolte nella cura del verde urbano. La componente tecnico-professionale è assicurata dalla presenza di un rappresentante degli ordini professionali degli agronomi e di un delegato degli architetti paesaggisti o dei periti agrari, scelti per la loro conoscenza diretta del territorio riccionese e delle sue specificità ambientali. La composizione è completata dalla partecipazione dell'Assessore competente per materia e dall’Ufficio di Piano, che garantiscono il raccordo istituzionale e la coerenza delle proposte con la programmazione comunale. Il coordinamento del TdN o è affidato a un facilitatore esperto in processi partecipativi, che assicura l'imparzialità delle discussioni e l'efficacia delle metodologie di confronto e sintesi.
Territorio Interessato
Mappa

Caratteristiche
Ambito di intervento
Tematica specifica
Potenziali effetti sul miglioramento della qualità ambientale
Il processo genera benefici ambientali diretti attraverso la progettazione strategica della connettività ecologica tra gli ecosistemi pedecollinari e costieri, favorendo il movimento della fauna e l'arricchimento della biodiversità urbana mediante corridoi naturali che interrompono la frammentazione territoriale. I corridoi ecologici migliorano simultaneamente la gestione delle acque meteoriche urbane attraverso sistemi di verde pensile che favoriscono l'assorbimento delle precipitazioni intense e aree di laminazione naturale che aumentano la capacità di ritenzione idrica durante eventi estremi. La gestione ottimizzata del patrimonio arboreo esistente potenzia i servizi ecosistemici urbani mediante riduzione della radiazione solare incidente su edifici e superfici, abbassamento delle temperature attraverso ombreggiamento e evapotraspirazione, filtrazione delle micropolveri e dell'inquinamento fotochimico generato dal traffico intenso. Le specie autoctone come Quercus ilex e Pinus pinea dimostrano elevati tassi di sopravvivenza in ambiente costiero e riducono significativamente il consumo idrico rispetto a specie alloctone. Il coinvolgimento delle competenze professionali consente di ottimizzare la localizzazione strategica degli interventi attraverso criteri scientifici che considerano microclima, esposizione e funzioni ecologiche specifiche, implementando tecniche innovative quali micro-foreste ad alta densità per sequestro carbonio, giardini pluviali per trattamento delle acque di prima pioggia e siepi anti-particolato per cattura delle micropolveri. La partnership con imprese e cittadini facilita l'implementazione di pratiche di gestione ecologica avanzata che privilegiano fertilizzazione organica con compost prodotto localmente, controllo biologico che elimina pesticidi chimici e utilizzo di attrezzature elettriche per riduzione delle emissioni durante le operazioni manutentive, contribuendo alla riqualificazione ambientale delle aree degradate e trasformando spazi residuali in elementi funzionali dell'infrastruttura verde per il contrasto agli effetti del cambiamento climatico
Tipo di partecipazione
Partecipazione volontaria
Codecisione
Sì
Design del processo partecipativo
Il processo partecipativo ha per oggetto la co-definizione dei contenuti strategici del Piano del verde urbano del Comune di Riccione, strumento volontario integrativo della pianificazione urbanistica che dovrà declinare la strategia green del Piano Urbanistico Generale in corso di elaborazione. Il Piano del verde costituisce la decisione pubblica attraverso cui l'Amministrazione definirà priorità di intervento sul patrimonio arboreo, localizzazione dei corridoi ecologici e modalità di gestione partecipata degli spazi verdi per il decennio 2025-2035. Il processo si colloca nella fase preliminare di elaborazione del Piano, precedente la stesura tecnica degli uffici comunali e l'iter di approvazione consiliare. Il Documento di proposta partecipata costituirà la base per la redazione tecnica del Piano del verde urbano, la cui approvazione definitiva spetterà al Consiglio Comunale, dando piena attuazione agli esiti del confronto partecipativo negli strumenti operativi conseguenti. Il processo adotta un approccio operativo concentrato sui tre target strategici per l'implementazione del Piano del verde: imprese e associazioni di categoria (sostenibilità economica della cintura verde), cittadini e associazioni ambientaliste (gestione partecipata del patrimonio verde), ordini e collegi professionali (definizione dei corridoi ecologici). La piattaforma PartecipAzioni documenterà l'intero percorso, il TdN accompagnerà l'integrazione tra i diversi contributi. ATTIVAZIONE E COINVOLGIMENTO TERRITORIALE (fase di apertura) OBIETTIVO - Sollecitare e includere i tre target strategici con competenze e interessi specifici per l'attuazione operativa del Piano del verde, costruendo fin dall'avvio tre comunità di pratica orientate alla realizzazione concreta degli interventi previsti dagli indirizzi del PUG. DOMANDA - Come identificare e coinvolgere i soggetti del territorio con competenze specifiche per trasformare gli indirizzi strategici del PUG in azioni concrete di attuazione del Piano del verde? ATTIVITÀ - Mappatura mirata dei tre target con focus su disponibilità operativa. Costituzione del Tavolo di Negoziazione con rappresentanze specifiche dei tre ambiti attuativi. Questionario sulla piattaforma PartecipAzioni per rilevare competenze disponibili e interesse alla collaborazione operativa. - RICCIONE GREEN DAY - CONDIVISIONE DEGLI INDIRIZZI STRATEGICI (giornata di avvio) OBIETTIVO - Condividere in forma accessibile gli indirizzi strategici già definiti dal PUG e dal Regolamento del verde per orientare i tre target verso proposte operative concrete e sostenibili. PROGRAMMA DELLA GIORNATA - Presentazione degli indirizzi del PUG per la strategia "città green" come base operativa condivisa. Illustrazione del nuovo Regolamento del verde e delle opportunità dei Patti di Collaborazione. Condivisione del patrimonio verde esistente come base per la gestione partecipata. Presentazione degli obiettivi del PAESC 2030 come quadro di riferimento per gli interventi. - TRE WORKSHOP OPERATIVI SPECIALIZZATI (incontri dedicati per target) WORKSHOP 1 PARTNERSHIP ECONOMICHE PER LA CINTURA VERDE (priorità assoluta del processo) TARGET Imprese e associazioni di categoria OBIETTIVO - Definire modelli concreti di finanziamento privato e sponsorizzazione per la realizzazione della cintura verde prevista dagli indirizzi del PUG, costruendo partnership pubblico-private sostenibili e durature. DOMANDA - Quali modelli di partnership pubblico-privato possono rendere economicamente sostenibile la realizzazione della cintura verde, garantendo vantaggi concreti per i soggetti coinvolti? METODOLOGIA - Workshop strutturato come laboratorio di business planning per elaborare proposte concrete di partnership economiche, modalità di co-finanziamento e strumenti di valorizzazione aziendale degli investimenti ambientali. WORKSHOP 2 GESTIONE PARTECIPATA DEL PATRIMONIO VERDE ESISTENTE TARGET Cittadini e associazioni ambientaliste OBIETTIVO - Condividere la conoscenza del patrimonio verde comunale e co-progettare i contenuti operativi dei Patti di Collaborazione per la gestione quotidiana degli spazi verdi esistenti. DOMANDA - Quali contenuti e modalità operative devono avere i Patti di Collaborazione per garantire una gestione partecipata, fattiva ed efficace del verde urbano? METODOLOGIA - Workshop di condivisione del patrimonio verde (censimento arboreo, caratteristiche botaniche, necessità manutentive) e di co-progettazione dei contenuti dei Patti di Collaborazione per definire ruoli, responsabilità e modalità operative concrete. WORKSHOP 3 CORRIDOI ECOLOGICI PRIORITARI TARGET Ordini e collegi professionali (agronomi, architetti paesaggisti, periti agrari) OBIETTIVO - Identificare i corridoi prioritari per collegare la cintura verde al mare attraverso competenze tecniche specialistiche, definendo criteri condivisi per la programmazione degli interventi di connessione ecologica. DOMANDA OPERATIVA - Quali corridoi di connessione ecologica tra collina e mare devono essere prioritari per integrare sostenibilità ambientale e fattibilità urbana? METODOLOGIA - Workshop tecnico specialistico per l'analisi territoriale collaborativa, la valutazione delle priorità di intervento e la definizione di criteri condivisi per la programmazione temporale degli interventi di connessione. - TAVOLO DI NEGOZIAZIONE INTEGRAZIONE E PIANO OPERATIVO (fase finale) OBIETTIVO - Integrare i contributi dei tre workshop in una proposta coerente che traduca le riflessioni e i contributi in strumenti concreti per l'attuazione del Piano del verde. ATTIVITÀ - Verifica di coerenza tra le proposte economiche, operative e tecniche elaborate nei tre workshop. Definizione delle priorità temporali per l'attuazione integrata degli strumenti individuati. Elaborazione del DoPP come base per la traduzione negli atti di programmazione triennale, nei bandi per il finanziamento privato e nei primi Patti di Collaborazione.
Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali
Sì
Strumenti digitali utilizzati
VERDE SOCIAL CHALLENGE - NARRAZIONE DIGITALE PARTECIPATIVA Campagna social per trasformare i cittadini in reporter della transizione ecologica: #RiccioneVerdeFuturo per visualizzare corridoi immaginati, #PattidelVerde per documentare azioni concrete, #CinturaVerdeInProgress per seguire gli interventi. Contest fotografici stagionali sui luoghi della trasformazione verde e mini-documentari collaborativi (max 3 minuti). La piattaforma PartecipAzioni ospita gallery e/o mapping eco-emotivo
Presenza femminile rilevata
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Conciliazione tempi di vita e lavoro
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Modalità per rendere conto delle decisioni dell’Ente titolare della decisione
ENTRO 60 GG dalla conclusione: documento di fattibilità delle proposte (sostenibilità economica partnership pubblico-privato, operatività Patti di Collaborazione, programmazione corridoi ecologici). ENTRO 90 GIORNI: Del.GC che traduce il DocPP nel Piano del verde, specificando modalità attuative e motivazioni per eventuali non accoglimenti. DIRITTO DI SEGUITO: trasmissione diretta delle deliberazioni ai partecipanti; spazio web dedicato per monitoraggio proposta-attuazione. MONITORAGGIO PARTECIPATO: verifica periodica con la comunità degli obiettivi (finanziamento cintura verde, attivazione Patti, realizzazione corridoi) con report pubblici sui risultati. ATTI DI ATTUAZIONE: Piano del verde urbano (del. C.C), bandi finanziamento privato, Patti di Collaboraz., programmaz. corridoi ecologici
Figure Professionali
Tecniche di Partecipazione
Obiettivi e Risultati
Obiettivi
L'idea del processo partecipativo nasce dalla convergenza di strumenti pianificatori già definiti che necessitano di traduzione operativa concreta. Il momento è strategico per Riccione per tre condizioni che richiedono scelte operative immediate: l'attuazione degli impegni del Patto dei Sindaci per il Clima e l'Energia (riduzione 40% emissioni al 2030), la prossima adozione del Piano Urbanistico Generale che ha definito la strategia "città green" come priorità condivisa, e l'approvazione nel marzo 2025 del nuovo Regolamento per la cura del verde che introduce i Patti di Collaborazione come strumento innovativo. Il progetto risponde a necessità operative specifiche del territorio: la sostenibilità economica della cintura verde prevista dal PUG attraverso partnership pubblico-private, l'attivazione della gestione partecipata del patrimonio di 24.000 alberi censiti, l'individuazione dei corridoi ecologici prioritari per collegare la cintura verde pedecollinare al mare. L'intento del Comune è di valorizzare fattivamente le esperienze partecipative precedenti, estendendo la cultura della partecipazione ambientale sperimentata durante l'elaborazione del PUG dalla fase strategica a quella operativa, coinvolgendo nuovi soggetti con competenze specifiche per l'attuazione. Obiettivi: costruire un modello economicamente sostenibile per la cintura verde, rendere operativi i Patti di Collaborazione come strumento concreto di gestione partecipata, identificare i corridoi ecologici prioritari.
Risultati Attesi
Risultato atteso: indirizzi, raccomandazioni, priorità per il Piano del verde che strutturi l'identità green della città, economicamente sostenibile e socialmente appropriato, supportato da partnership concrete tra settore pubblico, imprese e cittadini per implementazione operativa immediata attraverso bandi di finanziamento privato, primi Patti di Collaborazione e programmazione corridoi ecologici.
Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo
L'attuazione è garantita dalla convergenza di strumenti pianificatori già approvati: Piano Urbanistico Generale con strategia "città green" in fase di adozione, nuovo Regolamento per la cura del verde (marzo 2025) che introduce i Patti di Collaborazione, censo completo del patrimonio arboreo (24.000 alberi), impegni PAESC 2030 per riduzione 40% emissioni. Traduzione operativa immediata attraverso: bandi per finanziamento privato della cintura verde (partnership pubblico-privato già previste dal Regolamento), primi Patti di Collaborazione operativi per gestione partecipata del verde esistente, programmazione triennale corridoi ecologici integrata nel Documento Unico di Programmazione 2025-2027. Sostenibilità economica assicurata da: risorse comunali già stanziate per manutenzione verde, opportunità di cofinanziamento regionale/nazionale per interventi di forestazione urbana e adattamento climatico, meccanismi di sponsorizzazione aziendale previsti dal nuovo Regolamento, possibili economie di gestione attraverso i Patti di Collaborazione con cittadini e associazioni. Monitoraggio degli impatti collegato agli obiettivi PAESC 2030 e indicatori di performance del Piano Urbanistico Generale. Il processo trasforma il rapporto cittadini-verde da fruizione passiva a cura attiva, generando competenze diffuse di responsabilità eco-civica. L'esperienza dei Patti di Collaborazione costruisce cultura della corresponsabilità verso i beni comuni, educando alla sostenibilità attraverso la pratica concreta. Il modello è pedagogico, replicabile in altri ambiti, che promuove cittadinanza attiva e senso di appartenenza territoriale, consolidando la transizione ecologica come processo sociale condiviso
Documenti di proposta partecipata previsti
Sì
Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo
No
Livello di partecipazione
PROGETTAZIONE PARTECIPATA
Indice di partecipazione
Obiettivo strategico regionale che il processo persegue in via prioritaria
Realizzazione di una transizione ecologica condivisa
Descrizione sintetica di come il processo declina l’obiettivo strategico regionale che persegue in via prioritaria
Il progetto declina l'obiettivo di transizione ecologica condivisa attraverso la co-definizione operativa di strumenti concreti per l'attuazione del Piano del verde urbano, coinvolgendo tre target strategici con competenze specifiche: imprese per il finanziamento, cittadini per la gestione, professionisti per la progettazione tecnica. Progetti di trasformazioni territoriali, dell'ambiente e degli spazi urbani - Il processo struttura gli strumenti per realizzare la cintura verde pedecollinare, individuare i corridoi ecologici prioritari di connessione verso il mare e attivare la gestione partecipata della dotazione verde. Le proposte elaborate confluiranno direttamente in: bandi per il finanziamento privato della forestazione, primi Patti di Collaborazione per la cura del verde esistente, programmazione triennale dei corridoi di connessione ecologica. Interventi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico - Il progetto operativizza gli impegni del Patto dei Sindaci per la riduzione del 40% delle emissioni al 2030, definendo modelli economicamente sostenibili per gli interventi di forestazione urbana e gestione del patrimonio verde. Focus specifico sulla mitigazione delle isole di calore attraverso la valorizzazione del patrimonio arboreo esistente e la progettazione di nuove aree verdi strategiche. Piani e strategie a sostegno della transizione ecologica - Il processo traduce gli indirizzi del PAESC 2030 e della strategia "città green" del PUG in strumenti attuativi immediati: protocolli di sponsorizzazione aziendale per la cintura verde, contenuti operativi dei Patti di Collaborazione introdotti dal Regolamento comunale marzo 2025, criteri tecnici condivisi per la prioritizzazione degli interventi. La dimensione "condivisa" trasforma la transizione ecologica da processo amministrativo a modello di governance collaborativa, strutturando partnership concrete tra settore pubblico, imprese e cittadini per l'ideazione, finanziamento e gestione del verde urbano come bene comune.
Requisiti per la Certificazione di Qualità
Sollecitazione realtà sociali
SOLLECITAZIONE INIZIALE Il processo di sollecitazione si articola attraverso l'attivazione prioritaria dei soggetti firmatari dell'accordo preliminare, che fungono da moltiplicatori territoriali per l'identificazione e coinvolgimento di ulteriori realtà specifiche per ciascun target strategico. Ordini e collegi professionali faciliteranno il coinvolgimento di studi tecnici, società di progettazione e consulenti specializzati in forestazione urbana. Le associazioni di categoria del settore verde attiveranno vivaisti, manutentori del verde e imprese del settore per la costruzione delle partnership economiche. Le associazioni ambientaliste solleciteranno comitati di quartiere, gruppi informali di cittadini e realtà educative per la gestione partecipata del patrimonio verde. La sollecitazione territoriale utilizzerà approcci differenziati per garantire massima inclusività: comunicazioni multicanale attraverso sito istituzionale, social media comunali e newsletter delle organizzazioni partner, manifesti e locandine presso punti strategici del territorio, editoriali sui media locali per informazione capillare della cittadinanza. ATTENZIONE ALLE SPECIFICITÀ Il coinvolgimento delle giovani generazioni avverrà attraverso le numerose realtà sportive e aggregative riccionesi, dalle polisportive alle associazioni culturali che lavorano con adolescenti. Il tessuto associativo locale, caratterizzato dalla presenza di spazi verdi presso le sedi associative, faciliterà la sperimentazione delle pratiche di cura del verde urbano. Per le persone con disabilità saranno garantiti spazi accessibili e collaborazione con associazioni specializzate nell'inclusione sociale. Le comunità straniere saranno raggiunte attraverso i centri di orientamento territoriali e i servizi di mediazione culturale esistenti. Gli anziani saranno coinvolti tramite i "centri di buon vicinato" presenti nei diversi quartieri e attraverso il volontariato locale.
Modalità di inclusione
INCLUSIONE PROGRESSIVA Il processo manterrà costantemente aperta la possibilità di inclusione attraverso la metodologia della "porta aperta", consentendo l'ingresso di nuovi soggetti in qualsiasi fase del percorso. Il TdN effettuerà periodicamente mappature aggiornate degli stakeholder, includendo realtà emerse durante lo svolgimento delle attività o costituitesi conseguentemente all'attivazione del processo. PartecipAzioni fungerà da punto di incontro permanente per segnalazioni di nuovi soggetti interessati, mentre i partner dell'accordo preliminare si impegnano a valorizzare i propri "contatti caldi" per stimolare l'engagement di portatori di interessi, risorse e relazioni non ancora coinvolti. L'inclusione sarà facilitata attraverso momenti di ingaggio diversificati e flessibili che rispettino le disponibilità e specificità di ciascun partecipante, garantendo che il processo rifletta la ricchezza e diversità del tessuto comunitario riccionese e che nessuna voce rimanga inascoltata nella co-definizione del futuro verde della città.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura
AMBITI DI POTENZIALE CONFLITTUALITÀ Le principali aree di divergenza sono state identificate attraverso l'analisi degli interessi specifici dei tre target strategici e delle dinamiche territoriali che caratterizzano l'attuazione del Piano del verde. L'ambito economico-finanziario presenta potenziali conflittualità nella definizione dei modelli di partnership pubblico-privato per la cintura verde, particolarmente in relazione alla distribuzione dei costi di realizzazione e manutenzione tra soggetti pubblici e privati, ai meccanismi di valorizzazione degli investimenti aziendali e alla sostenibilità economica a lungo termine degli interventi di forestazione urbana. L'ambito gestionale-operativo può generare divergenze sui contenuti specifici dei Patti di Collaborazione, in particolare sulla definizione delle responsabilità nella gestione quotidiana del verde esistente, sui livelli di autonomia operativa riconosciuti ai cittadini nella cura degli spazi verdi e sulle modalità di coordinamento tra gestione pubblica e collaborazione civica. L'ambito tecnico-progettuale presenta possibili conflitti nella definizione dei criteri di individuazione dei corridoi ecologici prioritari, nella programmazione temporale degli interventi di connessione e nella valutazione delle priorità di intervento tra efficacia ambientale e sostenibilità economica delle soluzioni tecniche. L'ambito territoriale può manifestare tensioni nella localizzazione degli interventi di forestazione, nella distribuzione delle risorse tra diversi quartieri della città e nella definizione delle priorità geografiche per l'attuazione della cintura verde.
Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura
METODOLOGIE DI MEDIAZIONE Il processo adotta metodologie strutturate di gestione costruttiva delle divergenze attraverso facilitazione esperta fornita da mediatori specializzati in processi partecipativi ambientali. La mediazione si basa sull'utilizzo sistematico di domande guida che orientano il confronto verso la ricerca di soluzioni condivise piuttosto che la contrapposizione di posizioni. Il metodo del consenso costituisce l'approccio principale per la risoluzione delle divergenze, integrato da tecniche di visualizzazione partecipata che rendono tangibili le diverse opzioni e facilitano la comprensione reciproca delle posizioni. Quando il consenso non risulta immediatamente raggiungibile, viene applicata la metodologia del consenso approssimativo, che identifica le soluzioni che raccolgono il minor numero di obiezioni sostanziali. Per le divergenze complesse viene implementata la tecnica dell'analisi multi-criteriale facilitata, che consente di valutare collaborativamente le diverse opzioni attraverso criteri condivisi e trasparenti. Il Tavolo di Negoziazione coordina l'applicazione delle metodologie attraverso sessioni strutturate che garantiscono pari opportunità di espressione e costruzione progressiva di accordi sostenibili dal punto di vista tecnico, economico e sociale.
Modalità di comunicazione dei risultati del processo
INTEGRAZIONE CON IL SITO ISTITUZIONALE COMUNALE Il sito istituzionale del Comune di Riccione ospita una sezione dedicata che presenta il processo partecipativo nella sua dimensione strategica e amministrativa, rimandando alla piattaforma PartecipAzioni per l'accesso completo alla documentazione e alle attività di confronto. La pagina istituzionale mantiene costantemente aggiornate le informazioni sull'avanzamento del processo e pubblica tempestivamente gli atti amministrativi che recepiscono gli esiti della partecipazione, garantendo la trasparenza del passaggio dalle proposte partecipate alle decisioni formali dell'ente responsabile. La funzione di raccordo istituzionale facilita l'orientamento dei cittadini attraverso collegamenti diretti alle sezioni principali della piattaforma regionale e assicura la correlazione esplicita tra le fasi del processo partecipativo e l'iter di approvazione del Piano del verde urbano, rendendo comprensibile l'influenza effettiva della partecipazione sulle scelte amministrative. IMMAGINE COORDINATA E IDENTITÀ VISIVA L'identità visiva del processo si caratterizza per elementi grafici distintivi che collegano immediatamente i materiali informativi al tema della transizione ecologica urbana e facilitano l'orientamento cognitivo dei partecipanti. La coerenza grafica tra piattaforma digitale, materiali cartacei e supporti informativi distribuiti sul territorio permette l'identificazione rapida dei documenti di riferimento e contribuisce all'accessibilità dei contenuti anche per cittadini con minore familiarità digitale. L'immagine coordinata integra elementi identitari del territorio riccionese con simboli della sostenibilità ambientale, creando un linguaggio visivo che favorisce l'appropriazione sociale del processo e facilita la riconoscibilità delle iniziative collegate al Piano del verde urbano. COMUNICAZIONE VIDEO E NARRAZIONE DELLA TRASFORMAZIONE La strategia di comunicazione video si articola su due livelli complementari. La "Verde Social Challenge" coinvolge direttamente i cittadini nella produzione di contenuti creativi che documentano dal basso la trasformazione del territorio, creando un archivio partecipativo dell'evoluzione del verde urbano e stimolando l'engagement intergenerazionale attraverso linguaggi comunicativi differenziati. Parallelamente, viene sviluppata una serie di video istituzionali che traducono gli indirizzi strategici del Piano Urbanistico Generale in benefici tangibili per la comunità, rendendo comprensibili le ricadute concrete della strategia "città green" sulla qualità della vita quotidiana. Questi contenuti facilitano la comprensione del passaggio dalla visione programmatica agli interventi operativi, evidenziando come la partecipazione cittadina contribuisca direttamente al miglioramento dell'ambiente urbano e delle opportunità di fruizione del verde pubblico come bene comune condiviso.
Sintesi della valutazione regionale
Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale 633 del 28.04.2025
Requisiti previsti dal Bando Regionale
Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale
Sì
Coerenza rispetto al contesto locale
Sì
Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti
Sì
Qualità del design di processo
Sì
Innovazione digitale
Sì
Premialità Tecniche
Settore
Processi per la realizzazione di opere, progetti o interventi previsti dall'art. 2, comma 2, lett. c) della L.R. 15/2018 (particolare rilevanza per la comunità locale o regionale, in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, al fine di verificarne l'accettabilità sociale e la qualità progettuale)
Adesione alla piattaforma regionale PartecipAzioni
Sì
Accordo formale preventivo
Sì
Modalità del monitoraggio e indicatori
MONITORAGGIO IN ITINERE (durante il percorso) Il monitoraggio del processo durante il suo svolgimento si articola attraverso strumenti sistematici di valutazione dell'efficacia partecipativa e dell'appropriazione progressiva degli obiettivi da parte dei tre target strategici. La piattaforma PartecipAzioni fungerà da sistema di tracciamento continuo delle interazioni, registrando livelli di partecipazione attiva, qualità dei contributi elaborati e grado di convergenza emerso nei workshop specializzati. Il Tavolo di Negoziazione implementerà sessioni periodiche di verifica dell'andamento processuale, valutando la capacità di integrazione tra i diversi apporti settoriali e l'evoluzione della collaborazione intergruppo. Particolare attenzione sarà dedicata alla misurazione dell'engagement delle imprese nella definizione delle partnership economiche, del coinvolgimento cittadino nella progettazione dei Patti di Collaborazione e della partecipazione professionale nell'individuazione dei corridoi ecologici. Gli indicatori processuali includeranno la numerosità e rappresentatività dei partecipanti per ciascun target, la frequenza e qualità degli interventi nella piattaforma digitale, il livello di consenso raggiunto nelle proposte elaborate e la capacità di mediazione delle divergenze emerse durante i confronti. MONITORAGGIO EX POST (esiti e implementazione) Il monitoraggio post-processo si concentrerà sulla valutazione degli impatti generati dal coinvolgimento partecipativo nella successiva fase di attuazione del Piano del verde urbano. La verifica dell'efficacia si realizzerà attraverso il monitoraggio della traduzione operativa delle proposte partecipate negli strumenti di programmazione comunale e nell'attivazione concreta delle partnership individuate. Gli indicatori di impatto includeranno il numero e il valore economico delle partnership pubblico-private attivate per il finanziamento della cintura verde, la quantità e tipologia dei Patti di Collaborazione sottoscritti da cittadini e associazioni, il grado di implementazione dei corridoi ecologici prioritari identificati dai professionisti. La misurazione dell'appropriazione sociale del verde urbano come bene comune avverrà attraverso la valutazione della continuità dell'ingaggio civico oltre la conclusione formale del processo, registrando la permanenza dell'attivazione cittadina nella cura collaborativa degli spazi verdi e la capacità di auto-organizzazione delle comunità di pratica costituite durante il percorso partecipativo. Il monitoraggio includerà inoltre la valutazione della replicabilità del modello processuale, analizzando la trasferibilità delle metodologie e degli strumenti sviluppati ad altri ambiti della pianificazione comunale e della gestione partecipata dei beni comuni urbani.
Soggetti specifici
Non prevista nel bando di riferimento
Tipologia di Soggetto proponente
Comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti
Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione
Sì
Adesione volontaria alla campagna di monitoraggio regionale
Sì
Allegati
Crediti
Processo segnalato da
Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 10/10/2025
