Regione Emilia-Romagna

Scuole aperte: sperimentazione di un modello di comunità educante

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CertificatoFinanziato

Processo

Stato di avanzamento

In corso

Natura Processo

Processo certificato e finanziato

Anno della certificazione

2025

Anno Finanziamento

2025

Importo finanziato dal Bando

40.000,00 €

Cofinanziamento altri soggetti

Si

Percentuale Cofinanziamento

16,14

Costo complessivo del processo

47.700,00 €

Anno di avvio

Data inizio del processo

30/10/2025

Linea di finanziamento

Linea B: Percorsi rappresentativi deliberativi in attuazione Raccomandazione (UE) 2023/2836

Gestione di Processo

Comitato di Garanzia locale

Il progetto prevede la costituzione di un Comitato di Garanzia costituito da rappresentanti delle istituzioni scolastiche, delle famiglie e degli alunni e del Comune. Le istituzioni scolastiche e le famiglie sceglieranno un proprio rappresentante, al di fuori dei contesti locali oggetto di sperimentazione, individuandolo nell'ambito di una riunione plenaria dei consigli di istituto di ambito urbano e dei consigli dei ragazzi e delle ragazze. Per il Comune invece sarà individuato dalla Giunta comunale un rappresentante della minoranza e della maggioranza del Consiglio Comunale, il dirigente del Servizio Officina Educativa e del Servizio Partecipazione. Avrà compiti di supervisione del corretto svolgimento del processo, dell'imparzialità dei comportamenti del/dei facilitatori e controllerà gli esiti del processo attraverso la supervisione del bilancio di comunità.

Comitato di Garanzia locale - Funzioni assegnate

Monitoraggio degli esiti del processo, Supervisione del corretto svolgimento del processo, Supervisione sull’imparzialità del conduttore del processo

Indirizzo

Piazza Prampolini, 1, 42121 Reggio Emilia

Tavolo di Negoziazione

Il tavolo di negoziazione sarà costituito con l’avvio del processo e sarà composto, oltre che dalla Regione Emilia-Romagna con le modalità ritenute idonee (comma 4) art.2) del Bando) allo scopo di supportare lo svolgimento dei processi deliberativi rappresentativi con un supporto di tipo tecnico-metodologico, dai rappresentanti dei cluster che parteciperanno al percorso di co-programmazione e di co-design nei territori selezionati e che si auto-candideranno a far parte di questo organismo di mediazione degli interessi in campo.

Titolari della decisione

Comune di Reggio Nell'Emilia

Soggetto beneficiario dei contributi

Comune di Reggio Nell'Emilia

Partecipanti

Singoli cittadini

Territorio Interessato

Mappa

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Reggio Nell'Emilia

Caratteristiche

Ambito di intervento

Tematica specifica

Tipo di partecipazione

Partecipazione volontaria

Codecisione

Design del processo partecipativo

Il progetto propone un percorso di co-programmazione, co-progettazione e sperimentazione di un prototipo di scuola aperta, intesa come luogo di comunità in dialogo con bisogni e risorse del territorio. Mira a rafforzare il legame scuola-comunità e integrare l'offerta formativa, rispondendo a disuguaglianze educative, carenza di servizi pomeridiani e difficoltà di conciliazione vita-lavoro, attraverso modelli organizzativi flessibili. Il progetto promuove un Patto tra scuola, ente locale, terzo settore e imprese, valorizzando la comunità educante come soggetto collettivo capace di affrontare le sfide attuali con ascolto, reciprocità e corresponsabilità, e la scuola come presidio sociale, in linea con la Raccomandazione UE 2023/2836. Il percorso si articola in tre fasi: ascolto dei bisogni, co-design con gli attori delle comunità e sperimentazione tramite progetti pilota con accordi di partenariato , per costruire un modello scalabile e replicabile. La prima fase del processo, la ricognizione (01.09- 30.10), prevede le seguenti azioni: 1. Kick Off in plenaria con tutti i dirigenti scolastici, il personale docente e non degli Istituti Comprensivi della città per delineare l'offerta formativa pomeridiana e le possibili nuove opportunità, i vincoli e le responsabilità, i bisogni della scuola. 2. in parallelo due azioni rivolte agli utenti diretti del progetto (genitori e bambini): a) un'azione di 'alfabetizzazione' volta ad allinearli sulle caratteristiche del contesto, sulle problematiche aperte, sui rischi dello status quo e le opportunità della sperimentazione di nuovi modelli; agli utenti saranno forniti dossier sulla condizione delle istituzioni scolastiche e un atlante delle condizioni del loro quartiere con i dati socio-economici, l'offerta attuale dei servizi, i luoghi sociali ed educativi ecc; b) sarà realizzata una survey su un campione statisticamente significativo estratto in maniera casuale tra tutti gli alunni iscritti all'a.s. 2025/2026 agli Istituti Comprensivi. Il campione sarà stratificato tenendo conto di criteri anagrafici (classe frequentata dall'alunno) e territoriali (sede scolastica frequentata) e avendo cura di rappresentare tutte le categorie di alunni. Il questionario sarà rivolto alle famiglie degli alunni inseriti nel campione e agli stessi minori, con modalità di compilazione supportate da personale adulto qualificato. Si avrà cura di includere nel campione stratificato sia i bambini stranieri sia quelli con diverse abilità. Il primo step della fase di co-progettazione (01.11-28.02) sarà la scelta da parte del Comune di alcuni (probabilmente due) istituti scolastici in cui sperimentare la fase di co-design dei servizi pomeridiani. Verranno individuati sulla base di criteri quali: l'assenza o la scarsità di offerta di servizi 6-14 anni, la presenza di soggettività potenzialmente in grado di offrire soluzioni, in una dimensione di rete, l'interesse dell'istituto scolastico a sperimentare soluzioni innovative, le caratteristiche socio-demografiche del quartiere (tasso di scolarizzazione, reddito pro-capite, nuclei famigliari e unipersonali, presenza di giovani anziani, numero di stranieri ecc. Scelte le sedi di sperimentazioni, saranno organizzati laboratori dedicati ai singoli Istituti Comprensivi individuati come piloti e finalizzati a realizzare il co-design delle nuove opportunità offerte dalla scuola aperta. L'obiettivo è incrociare le esigenze raccolte con le opportunità che potranno offrire le comunità dei territori: organizzazioni di diversa natura e scopo come terzo settore, associazioni sportive ma anche le organizzazioni profit, interessate ad azioni di responsabilità sociale. Parteciperanno anche le istituzioni scolastiche e gli utenti (famiglie, bambini) rappresentando lo stesso campione stratificato interrogato per assicurare così che il co-design resti coerente con i bisogni. Il Comune avrà un ruolo sia di regia della governance collaborativa che di proposta su temi da proporre ai ragazzi: la rigenerazione dello spazio pubblico (strade e piazze scolastiche); la conoscenza e l'accesso alla cultura, alle arti visive, alla musica, al teatro, al circo; l'attività motoria e sportive; la conoscenza e l'educazione al digitale; l'educazione relazionale, il rispetto di sé e degli altri, della comunità e dei beni comuni. La fase si concluderà con la stesura di un accordo di partenariato che definirà diritti e doveri, obblighi e responsabilità risultati e impatti attesi dal lavoro collaborativo svolto nella diverse fasi. L'Accordo rappresenterà il 'catalogo dell'offerta' che quella scuola sarà in grado di dare alla comunità di riferimento e grazie al contributo (di competenze, di tempo, di attività ecc.) di quella stessa comunità di riferimento. Tutta la fase collaborativa sarà accompagnata dall'interazione dei partecipanti anche in ambiente digital. Il Comune è infatti dotato di una piattaforma collaborativa gratuita, ospitata su server pubblico, ad accesso libero e senza cessione di dati a terzi. (01.03 - 01.06). Tutti i soggetti realizzeranno le diverse attività previste in Accordo e terranno monitorato l'andamento delle diverse progettualità. In queste prime sperimentazioni il Comune garantirà un presidio costante e una interlocuzione con tutti i soggetti firmatari. Il Comune ha definito una propria metrica di misurazione degli impatti. Il Bilancio di comunità, così denominato, è infatti un cruscotto costituito da nove dimensioni di policy, tra cui quella dell'educazione; l'Accordo di partenariato definirà ex ante gli indicatori con cui misurare gli impatti conseguiti (01.07- 31.07). Il progetto inoltre aderirà alla campagna regionale di monitoraggio. Il percorso sarà accompagnato da un piano di comunicazione articolato nelle diverse fasi e funzionale agli obiettivi delle stesse da realizzarsi sia con strumenti digitali sia con canali tradizionali in disponibilità dell'Amministrazione (01.08 - 30-09)

Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali

Strumenti digitali utilizzati

Oltre alla piattaforma regionale, il Comune fornirà a tutti partecipanti anche un proprio ambiente digitale pubblico e gratuito, già in uso, e che consente la libera interazione e confronto sulle tematiche, la realizzazione di sondaggi, la calendarizzazione di appuntamenti, incontri ed eventi, il deposito di documentazione di approfondimento nei diversi formati, la gestione di riunioni on line. La piattaforma potrà anche prevedere più ambienti, anche in interazione tra loro

Presenza femminile rilevata

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Conciliazione tempi di vita e lavoro

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Modalità per rendere conto delle decisioni dell’Ente titolare della decisione

Il percorso sarà accompagnato da un piano di comunicazione articolato nelle diverse fasi e funzionale agli obiettivi delle stesse da realizzarsi sia con strumenti digitali sia con canali tradizionali in disponibilità dell'Amministrazione. Terrà conto sia della dimensione territoriale che cittadina e sia degli strumenti on line che off line. Sarà prodotto un bilancio del partenariato con tutta la documentazione prodotta durante il processo e l'analisi dei risultati e degli impatti conseguiti. Sulla base di questa sperimentazione la Giunta adotterà un atto per promuovere la scalabilità territoriale della sperimentazione al fine di dare le medesime opportunità a tutti i territori e raggiungere l'obiettivo dichiarato nel mandato amministrativo.

Figure Professionali

Facilitatori (Interni) / Facilitatori (Interni ed esterni)

Tecniche di Partecipazione

Interviste e questionari strutturati

Obiettivi e Risultati

Obiettivi

Negli ultimi anni la città di Reggio registra un numero di posti in classi a tempo prolungato assolutamente insufficiente rispetto alla richiesta crescente da parte delle famiglie. Nel territorio comunale la presenza di scuole primarie a tempo prolungato è ferma, da diversi anni, sotto il 50% dei plessi (a Modena si arriva a oltre l'80%, a Bologna poco al di sotto). Oltre a determinare effetti distorsivi sul numero di alunni (troppi nelle classi a tempo lungo e poche) questa situazione alimenta anche le diseguaglianze territoriali perchè le scuole a TP sono concentrate nelle aree centrali della città mentre nelle zone periferiche troviamo soltanto scuole a tempo corto. In un contesto caratterizzato da un significativo calo demografico, il fatto che molti genitori si spostino verso le aree più centrali della città o nei comuni limitrofi per trovare offerte di tempo prolungato, mette in serio rischio ogni anno l'attivazione delle classi prime e di conseguenza l'esistenza stessa delle scuole e del presidio sociale che rappresentano nei quartieri. Per non parlare delle esternalità negative come il maggiore utilizzo delle auto, con conseguente maggiore inquinamento e congestione urbana. Il Comune e le realtà presenti nei quartieri si sono quindi attivate per rispendere a questi bisogni attraverso l'offerta di attività extrascolastiche ma le proposte non sono organiche, il terzo settore fatica a relazionarsi con le istituzioni scolastiche e a gestire gli adempimenti burocratici, le altre realtà agiscono in autonomia con possibili sovrapposizioni di offerta o, viceversa, con una offerta che non intercetta il bisogno. Oltre al tema educativo si pone con urgenza la criticità della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Mentre da una parte si assiste all'aumento dell'impiego delle donne nel mondo del lavoro aumentano di contro gli impegni del lavoro di cura, per la progressiva diminuzione delle forme di welfare pubblico e per l'assottigliarsi della rete parentale.

Risultati Attesi

La proposta gestionale sarà poi attuata in alcuni istituti e quartieri pilota e poi, se validata, scalata progressivamente in altri contesti per superare la logica competitiva dei bandi in favore del dialogo collaborativo con tutte le componenti delle comunità educanti

Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo

l'intento del progetto è quello di aumentare l'offerta di servizi alla persona nella fascia di età considerata, anche come supporto alle politiche di conciliazione, facendo partecipare la comunità dei territori, nelle sue diverse articolazioni giuridiche e di interessi (compresi gli utenti) anche alla gestione concreta e valutazione ex post delle soluzioni disegnate in modo collaborativo durante i laboratori. Questi impegni formali saranno assunti in partenariati multi-attoriali e, se validati come prototipi sia di processo che di prodotto, essere scalati territorialmente. in questo modo si otterrà anche un importante innovazione amministrativa sostituendo co-programmazione e co-progettazione ai tradizionali bandi competitivi. a vantaggio dell'attore pubblico e del sistema territoriale nel suo complesso impatti desiderati sono: 1. sotto il profilo dell'educazione alla cittadinanza attiva. come dimostrato dai report di accountability dei 10 anni di sperimentazione del partenariato nei territori (ex accordi di cittadinanza) la partecipazione degli attori 'privati' a responsabilità amministrative e di governa aiuta la focalizzazione verso gli interessi generali e la cooperazione verso scopi comuni; 2.l'attore pubblico ad orientarsi verso ruoli meno di government e più di governance.

Documenti di proposta partecipata previsti

Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo

No

Livello di partecipazione

PROGETTAZIONE PARTECIPATA

Indice di partecipazione

24 / 30

Obiettivo strategico regionale che il processo persegue in via prioritaria

Coesione sociale

Descrizione sintetica di come il processo declina l’obiettivo strategico regionale che persegue in via prioritaria

In attuazione della Raccomandazione (UE) 2023/2836, il presente progetto si propone di avviare a livello locale percorsi deliberativi strutturati, volti a coinvolgere attivamente la cittadinanza nella definizione di scelte pubbliche significative come il tema strategico della conciliazione vita-lavoro, un tema complesso che per poter essere affrontato richiede un intervento trasversale con l'obiettivo di stringere un Patto per le Famiglie, condiviso tra scuola, ente locale, terzo settore e imprese. Ponendo al centro la Scuola come presidio sociale, si mira a promuovere modelli organizzativi flessibili, rispondenti ai bisogni delle famiglie, in linea con le priorità della Giunta Regionale 2024-2029. In questo modo il progetto si prefigge di rafforzare le capacità delle comunità locali di deliberare insieme su politiche pubbliche, generare proposte condivise, e costruire alleanze educative durature che mettano al centro le persone, la coesione sociale e il benessere collettivo, promuovendo un modello che valorizzi la scuola anche oltre l'orario curricolare, aprendo gli spazi scolastici nei pomeriggi e durante l'estate per ospitare attività educative, culturali, sportive e ricreative., invertendo così i fenomeni e le esternalità negative. Un obiettivo non meno importante dell'innovazione della governance, è quello dell'innovazione amministrativa. Infatti da anni le attività extra scolastiche organizzate dal Comune vengono finanziate attraverso bandi competitivi rivolti agli Enti del Terzo Settore. Le sperimentazioni di co-programmazione e co-progettazione di questo progetto serviranno dunque a costruire le condizioni per passare, gradualmente, dalla modalità competitiva di reclutamento dei fornitori alla modalità collaborativa tra partner di scopo, includendo anche, attraverso la formula dei partenariati multi-attoriali, imprese e organizzazioni profit interessate a realizzare gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance, previsti dalle più recenti direttive europee (ESG). L'obiettivo operativo del progetto è quindi costruire un modello di scuola aperta in grado sia di rispondere alle nuove sfide educative, non solo al mattino quando fungono da luogo dell'educazione e della sfida alla costruzione di competenze attive, con dinamiche intergenerazionali, interculturali e multidisciplinari, ma anche al pomeriggio quando possono contribuire in modo determinante alla costruzione di una rete di proposte educative sia come soggetto proattivo della rete stessa, con progettualità ideate e condotte dagli insegnanti, sia come spazi che si rendono disponibili per ospitare proposte di altri soggetti della comunità , in modo da diversificare e moltiplicare le opportunità educative, formative e relative alla conoscenza e all'approccio a molteplici ambiti di esperienza. In questa logica le scuole tendono a rappresentare, anche, un presidio di relazione e socialità, contrastando la la percezione delle famiglie di essere abbandonate dalle istituzioni nell'offerta di forme organizzate e di qualità per l'educazione dei loro figli oltre lo stretto tempo curriculare. Senza una forma organizzata di offerta educativa di comunità, genitori e famiglie, quando possono, accedono sempre di più a forme private di educazione extra curricolare (corsi di teatro, di inglese, di musica..) o sportive (a cura delle società sportive). Oltre al costo in sé, vanno considerati i costi sociali di questi comportamenti sempre più diffusi: l'impegno di chi deve accompagnare i ragazzi, gli spostamenti, quasi sempre in auto con evidenti conseguenze ambientali, la parcellizzazione e l'individualizzazione di queste scelte, sempre più appannaggio della singola famiglia in rapporto al singolo bambino/ragazzo. C'è poi il tema dell'accompagnamento 'ai compiti'. In una scuola statale ancorata al principio dello sviluppo di competenze e all'apprendimento tendenzialmente nozionistico, le ore del pomeriggio possono rappresentare una intelligente opportunità per approfondire e migliorare l'accesso ai contenuti richiesti dal percorso scolastico, anche nell'intento di andare a ridefinire e ri-concettualizzare un nuovo concetto di compito domestico. Occorre un intervento pubblico che offra uno spazio sociale di apprendimento, non a carico dei singoli genitori o degli altri componenti della rete parentale e che scoraggi il ricorso a forme di supporto privato che tendono ad aumentare il gap sociale tra le famiglie. Occorre considerare poi il tema del disagio, anche post Covid. La pandemia ha purtroppo scatenato meccanismi patologici di chiusura (hikikomori), rifiuto ( il fenomeno delle baby gang ) fino alle forme di dipendenza, non necessariamente conclamata e riconosciuta, dalle arene di gioco e di interazione digitale. I dati illuminano queste tendenze in modo evidente, con ripercussioni significative sulla sofferenza di giovani, famiglie, servizi e mondo della scuola. Negli stessi quartieri, contemporaneamente, altri luoghi ospitano altre attività per altre generazioni: ad esempio gli anziani autosufficienti e ancora attivi frequentano i centri sociali ma non necessariamente l'offerta di attività incrocia e mette a valore le potenzialità sociali di questa fascia di popolazione. Si tratta di un numero di persone in aumento, data la curva demografica della nostra città e del nostro paese, che può supportare azioni di dialogo intergenerazionale sul fronte di capacità, competenze, attitudini molto importanti per chi, invece, sta crescendo. Per altri versi, negli stessi quartieri, aumenta l'esigenza di spazi per attività diverse proposte da organizzazioni tendenzialmente appartenenti al mondo del no-profit che, se opportunamente ingaggiate e supportate, anche con l'offerta di spazi, possono meglio sviluppare il loro potenziale a beneficio di un numero crescente di interlocutori. La scuola aperta che intendiamo prototipare a Reggio Emilia è dunque un luogo e un contenuto: la sede delle attività organizzate dalla scuola in ragione della propria mission ma anche un luogo di comunità, dove invertire dinamiche sociali di diseguaglianza e potenziare dinamiche inclusive di educazione civica e civile. Luoghi aperti, dove far convergere professionalità diverse e diverse tipologie di competenze, di culture e di età anagrafiche, dove offrire percorsi di apprendimento multidisciplinari ed extracurricolari, dove potenziare il dialogo tra saperi, generazioni e vissuti. Luoghi di comunità, per ragazzi e non solo, dove offrire opportunità per tutti, ingaggiando le risorse sociali variamente distribuite e presenti e insieme responsabili della realizzazione concreta di una comunità educante per tutti e tutte.

Requisiti per la Certificazione di Qualità

Sollecitazione realtà sociali

La fase di ascolto sarà rivolta all'universo degli istituti scolastici (di primo e secondo grado del primo ciclo) in termini di direzioni didattiche, personale docente e non docente. sarà poi interrogata l'utenza (famiglie e bambini) con una survey somministrata a un campione stratificato e rappresentativo dell'universo della fascia 6-14 anni. L'output di questa fase è la co-programmazione del modello di scuola aperta realizzato grazie all'ascolto dell'intero universo di riferimento. la fase della co-progettazione (co-design) sarà invece rivolta a tutti i soggetti dei quartieri degli istituti scolastici scelti per la prototipazione della sperimentazione concreta e la sottoscrizione dell'Accordo.

Modalità di inclusione

Per questa fase l'Amministrazione dispone di un protocollo collaborativo già sperimentato negli ultimi dieci anni che consente di far partecipare alle diverse fasi tutti i soggetti interessati a dare il proprio contributo e apporto fattivo (co-gestione e co-valutazione). negli anni questo protocollo ha consentito la realizzazione di patti multi-attoriali per dare vita a progetti collaborativi in grado di aumentare le dotazioni infrastrutturali o di servizio dei diversi quartieri della città. (www.comune.re.it/siamoqua)

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura

Nelle diverse fasi del percorso partecipativo si cercherà di costruire sempre la consapevolezza dell'interesse generale e dell'obiettivo di politica pubblica che si intende perseguire (cosiddetta Tecnica del "problema comune": aiutare le parti a identificare un problema comune e a lavorare insieme per risolverlo). Si ascolteranno attivamente e si incoraggeranno tutte le proposte in campo, non solo sul fronte dei bisogni ma anche sul fronte dell'offerta, partendo dal presupposto che le comunità sanno essere non solo generose ma anche competenti. Verranno chiaramente indicate le regole da rispettare, il campo di gioco (il tema), il tempo della fase, diritti e doveri della partecipazione (carta della partecipazione). Si incoraggeranno le parti a pensare fuori dagli schemi e a trovare soluzioni innovative che soddisfino le loro esigenze ma anche che offrano opportunità (tempo, competenze, spazi, oggetti ecc.). Verranno aiutate le parti a gestire le loro emozioni e a mantenere un atteggiamento costruttivo durante il processo di mediazione. Si stabilirà che la parola chiave è la negoziazione e che la postura richiesta è quella collaborativa, a partire dalla stessa amministrazione pubblica.

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura

La facilitazione sarà condotta con un decalogo che sarà scrupolosamente osservato, secondo i seguenti principi: 1. Neutralità: il mediatore deve essere neutrale e imparziale. 2. Rispetto: il mediatore deve trattare tutte le parti con rispetto e dignità. 3. Confidenzialità: il mediatore deve mantenere la confidenzialità delle informazioni condivise durante il processo di mediazione. 4. Trasparenza: il mediatore è contemporaneamente tenuto alla terzietà per garantire trasparenza in tutto il processo, equidistanza, sospensione da ogni giudizio o pregiudizio.

Modalità di comunicazione dei risultati del processo

Il percorso sarà accompagnato da un piano di comunicazione articolato nelle diverse fasi e funzionale agli obiettivi delle stesse da realizzarsi sia con strumenti digitali sia con canali tradizionali in disponibilità dell'Amministrazione. Nel corso della fase di ricognizione, obiettivo della comunicazione sarà coinvolgere tutti i potenziali interessati al processo e fornire informazioni che li mettano in condizione di partecipare in modo informato e attivo al progetto. In particolare si prevede:- attività di ufficio stampa per informare i media locali dell'avvio del progetto;- creazione di un'apposita sezione del sito web istituzionale con tutte le informazioni e gli aggiornamenti rispetto alle attività svolte;- una ricognizione capillare dei target direttamente interessati attraverso il supporto degli Istituti Comprensivi coinvolti e una collaborazione con gli stessi per realizzare strumenti di contatto con le famiglie per garantire la partecipazione alle attività previste;- attività di engagement, animazione e informazione sulla piattaforma collaborativa pubblica per realizzare trasparenza ma anche promozione della partecipazione attiva dei diversi target La comunicazione nella fase di co-progettazione avrà il duplice obiettivo di fornire informazioni e supporti funzionali agli attori coinvolti, valutando anche l'uso di diversi strumenti e linguaggi, e informare la città sul progress dell'attività, permettendo a tutti i cittadini potenzialmente interessati di conoscere l'avanzamento del percorso e, nei modi individuati, portare le proprie istanze e i propri contenuti potenzialmente interessanti per la progettazione condivisa. Particolare visibilità sarà data alla sottoscrizione dell'accordo di partenariato, anche attraverso assemblee pubbliche di territorio e con il coinvolgimento attivo delle Consulte (cittadini eletti per rappresentare gli interessi dei rispettivi territori), in cui saranno illustrati gli esiti del percorso e le azioni che ne deriveranno, illustrando i motivi che hanno portato all'individuazione di azioni e progetti alla luce dei bisogni e delle opportunità possibili in campo. In fase di gestione, la comunicazione sarà focalizzata sul racconto alla città degli esiti delle prime sperimentazioni valorizzando gli esiti del percorso alla città e, sul target coinvolto, accompagnandosi a strumenti di valutazione dell'esperienza in corso che poi, nella fase di valutazione, saranno oggetto di analisi per la valutazione degli output e degli impatti come descritti. Proprio questa ultima fase sarà contenuto di una comunicazione ad hoc che porterà a valore gli esiti dell'esperienza e la sua complessità, per permettere di migliorare le eventuali criticità che saranno emerse e potenziare i punti di forza, soprattutto nella direzione dei soggetti interessati da una futura riproposizione del modello realizzato con il progetto sperimentale (famiglie, istituti comprensivi, associazioni e altri soggetti

Sintesi della valutazione regionale

Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale 633 del 28.04.2025

Requisiti previsti dal Bando Regionale

Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale

Coerenza rispetto al contesto locale

Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti

Qualità del design di processo

Innovazione digitale

Premialità Tecniche

Settore

Processi per la realizzazione di opere, progetti o interventi previsti dall'art. 2, comma 2, lett. c) della L.R. 15/2018 (particolare rilevanza per la comunità locale o regionale, in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, al fine di verificarne l'accettabilità sociale e la qualità progettuale)

Adesione alla piattaforma regionale PartecipAzioni

Modalità del monitoraggio e indicatori

sono previste altre attività di monitoraggio sia in progress che al termine della sperimentazione. le metodologie e gli indicatori di misurazione dei risultati e degli impatti saranno decisi sempre in maniera collaborativa da tutti gli interlocutori del processo partecipativo, saranno contenuti nell'Accordo di partenariato e saranno misurati per essere rendicontati nel bilancio dell'Accordo stesso. Si ricorrerà a indicatori quantitativi e qualitativi e si intende misurare la capacità del progetto di generare 1. maggiori opportunità di servizi nel tempo pomeridiano nella fascia di età considerata rispetto al punto di partenza, 2. numero di soggetti coinvolti nella fase di mappatura dei bisogni e nella fase di protipazione; 3. n. di aderenti al partenariato; n. di utenti serviti; livello di soddisfazione degli utenti (bambini e genitori) e degli organizzatori (scuole e sottoscrittori dell'Accordo); 4. livello di capitale sociale (misurazione dello scostamento quantitativo sul livello di fiducia, livello di soddisfazione e disponibilità all'impegno collaborativo di tutti gli attori nella loro relazione reciproca dalla fase 0 alla fase finale; 5. indagine sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nei quartieri pilota.

Soggetti specifici

Non prevista nel bando di riferimento

Tipologia di Soggetto proponente

Comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti

Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione

Adesione volontaria alla campagna di monitoraggio regionale

Crediti

Processo segnalato da

Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 13/10/2025