Regione Emilia-Romagna

CARTA DELLA COMUNITÀ PATRIMONIALE CERVESE Processo partecipativo per la governance condivisa del patrimonio immateriale

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CertificatoFinanziato

Processo

Stato di avanzamento

In corso

Natura Processo

Processo certificato e finanziato

Anno della certificazione

2025

Anno Finanziamento

2025

Importo finanziato dal Bando

15.000,00 €

Cofinanziamento altri soggetti

No

Costo complessivo del processo

15.000,00 €

Anno di avvio

Data inizio del processo

15/09/2025

Durata (mesi)

4

Linea di finanziamento

Linea A: Percorsi partecipativi a livello locale

Gestione di Processo

Comitato di Garanzia locale

Il progetto prevede la costituzione del Comitato di Garanzia Locale con funzioni di monitoraggio degli esiti del processo e di laboratorio di pensiero per lo sviluppo del confronto metodologico durante le diverse fasi. I componenti sono: ALESSIO BONALDO, PROFESSORE ORDINARIO UNIVERSITA' DI BOLOGNA E VICEPRESIDENTE ASSOCIAZIONE LA PANTOFLA, BRUNELLA GARAVINI, OPERATORE CULTURALE BIBLIOTECA MALATESTIANA, EUGENIO CECCHI, RESPONSABILE F.A.I. CERVIA La composizione garantisce competenze multidisciplinari e terzietà rispetto agli attori locali coinvolti nella gestione culturale. L'Università di Bologna Dipartimento Scienze Mediche Veterinarie (Acquacoltura) apporta validazione scientifica sui saperi tradizionali legati agli ecosistemi costieri. L'Associazione Pantofla rappresenta la memoria diretta delle tradizioni marinare e il punto di vista dei detentori autentici di conoscenze immateriali. La Biblioteca Malatestiana di Cesena contribuisce con esperienza professionale nella gestione partecipata del patrimonio e prospettiva esterna qualificata sui processi territoriali. Il FAI sezione Cervia fornisce competenze specifiche nella mobilitazione civica per la tutela patrimoniale e nelle pratiche di coinvolgimento comunitario. Questa configurazione assicura equilibrio tra competenze tecniche, rappresentanza territoriale e indipendenza dalle dinamiche politico-amministrative, garantendo monitoraggio qualificato e imparziale dell'evolversi del processo partecipativo e dei suoi esiti operativi.

Comitato di Garanzia locale - Funzioni assegnate

Monitoraggio degli esiti del processo

Comitato di Garanzia locale - Altre Funzioni Assegnate

LABORATORIO DI PENSIERO PER LO SVILUPPO DEL CONFRONTO

Tavolo di Negoziazione

Il TdN rappresenta lo spazio permanente di confronto strategico e coordinamento metodologico del processo partecipativo, costituito formalmente con l'avvio del progetto per garantire continuità decisionale e qualità del dialogo durante tutte le fasi di elaborazione delle proposte per la governance condivisa del patrimonio immateriale cervese. COMPOSIZIONE Il TdN include automaticamente tutti i soggetti sottoscrittori della manifestazione di interesse, costituendo il nucleo stabile di coordinamento che comprende Comune di Cervia, Ecomuseo del Sale e del Mare, associazioni culturali Civiltà Salinara e Libera Università per Adulti, operatori turistici cooperative Atlantide e San Vitale, Grande Orchestra Città di Cervia, Amici di San Vitale, cooperative Bagnini e Agenda Filosofica. La composizione si amplia progressivamente durante il processo per includere rappresentanti di categorie emergenti dal confronto partecipativo, garantendo che tutte le componenti significative della comunità cervese interessate alla gestione del patrimonio immateriale abbiano voce. RUOLO E FUNZIONI Il TdN svolge funzione di regia strategica del processo partecipativo, definendo le modalità concrete di coinvolgimento della comunità nella revisione del REIC e nella costituzione della Comunità Patrimoniale Cervese. Le funzioni specifiche comprendono la mappatura continua degli stakeholder da includere nelle diverse fasi, la mediazione delle divergenze che emergono durante il confronto e la validazione delle metodologie utilizzate per garantire qualità ed efficacia del dialogo partecipativo. Il TdN assume inoltre il compito di raccordo tra le esigenze tecniche della revisione normativa e le istanze comunitarie emergenti dal processo, elaborando proposte di sintesi che integrino competenze istituzionali e saperi diffusi nella società cervese. La funzione di accompagnamento metodologico si traduce nella verifica costante dell'aderenza del processo ai principi della Convenzione di Faro e agli obiettivi di innovazione istituzionale previsti dal progetto. MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE Il TdN partecipa integralmente a tutte le attività del processo partecipativo, riservando sessioni specifiche di tempo all'inizio e alla conclusione di ogni incontro per svolgere le proprie funzioni di coordinamento. Le sessioni iniziali sono dedicate alla verifica dell'efficacia delle modalità di coinvolgimento adottate e all'eventuale riprogettazione degli strumenti partecipativi in base alle dinamiche emergenti. Le sessioni conclusive consentono la valutazione collettiva della qualità del confronto svoltosi e la pianificazione degli aggiustamenti necessari per le fasi successive

Soggetto beneficiario dei contributi

Associazione di Promozione Sociale FESTA (Facilitatori per l'Ecomuseo del Sale, della Terra e delle Acque)

Titolari della decisione

Comune di Cervia

Soggetti esterni

Atlantide Soc. Coop. Sociale p.a. / Cooperativa bagnini Cervia / San Vitale società cooperativa sociale ONLUS

Partecipanti

Singoli cittadini

Territorio Interessato

Mappa

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Cervia

Caratteristiche

Ambito di intervento

Potenziali effetti sul miglioramento della qualità ambientale

Il processo può attivare effetti positivi sul miglioramento della qualità ambientale attraverso la gestione partecipata del patrimonio immateriale cervese, secondo l'approccio integrato della Convenzione di Faro che riconosce il patrimonio culturale come comprensivo di tutti gli aspetti dell'ambiente derivati dall'interazione tra persone e luoghi nel tempo. La costituzione della Comunità Patrimoniale Cervese ha il potenziale di sviluppare pratiche di custodia territoriale che valorizzino le conoscenze tradizionali sulla gestione sostenibile degli ecosistemi costieri e delle saline. I saperi immateriali legati alla cultura del sale e della pesca contengono metodologie storicamente adattive per la conservazione degli equilibri ambientali locali, la cui trasmissione partecipata può rafforzare la resilienza ecologica del territorio. La gestione condivisa del patrimonio immateriale può stimolare comportamenti di cura collettiva degli spazi pubblici e delle aree naturali, trasformando la responsabilità culturale verso le eredità immateriali in impegno concreto per la qualità ambientale. L'integrazione tra turismo culturale e valorizzazione del patrimonio naturale ha il potenziale di promuovere modelli di fruizione territoriale sostenibile che riducano l'impatto antropico sugli ecosistemi cervesi. La piattaforma digitale di geo-localizzazione delle memorie immateriali può contribuire alla documentazione e monitoraggio partecipato dei cambiamenti ambientali, utilizzando le testimonianze della comunità per tracciare l'evoluzione del paesaggio e identificare strategie di adattamento basate sulle conoscenze locali tradizionali.

Tipo di partecipazione

Partecipazione volontaria

Codecisione

Design del processo partecipativo

L'oggetto è la revisione partecipata del Regolamento del Registro Eredità e Beni Immateriali della Città di Cervia (REIC) per trasformare la gestione del patrimonio culturale immateriale da sistema burocratico-amministrativo a modello di governance partecipativa (rif. Convenz. di Faro). Il processo si colloca nella fase di valutazione partecipata dell'efficacia di una politica pubblica esistente, attraverso l'analisi condivisa del sistema attuale e co-progettazione di nuove modalità di gestione. Le scelte pubbliche riguardano la costituzione della Comunità Patrimoniale Cervese come soggetto attivo nelle decisioni culturali e l'integrazione strategica tra politiche istituzionali e dinamiche comunitarie per la valorizzazione sostenibile delle eredità immateriali. Gli esiti saranno recepiti attraverso Del.C.C. per l'aggiornamento normativo del REIC e protocolli di collaborazione tra Comune, ecomuseo e associazioni FASE 1: MAPPATURA PARTECIPATA DEL PATRIMONIO IMMATERIALE CERVESE Attività: Assemblea pubblica di mappatura del patrimonio immateriale cervese Domanda guida: "Quali sono le tradizioni, i saperi e le pratiche che rendono unica Cervia e come vengono trasmesse oggi?" Partecipanti: coinvolgimento ampio attraverso incontro pubblico aperto a tutta la comunità cervese, con particolare sollecitazione di residenti storici, nuovi cervesi, operatori turistici, associazioni culturali, rappresentanti dell'Ecomuseo e giovani. Metodologie: world café per favorire emersione delle conoscenze diffuse e racconto delle pratiche identitarie vissute. Dispositivi informativi: introduzione al concetto di patrimonio immateriale attraverso esempi concreti e presentazione dell'esperienza dell'Ecomuseo. FASE 2: ANALISI DELLE MODALITÀ ATTUALI DI TUTELA E VALORIZZAZIONE Attività: Workshop di analisi critica del sistema attuale Domanda guida: "Come la comunità cervese si prende cura oggi delle proprie tradizioni e che ruolo hanno le istituzioni?" Partecipanti: coinvolgimento ristretto con gruppo specialistico di venti persone selezionate per competenze specifiche, includendo rappresentanti comunali, staff Ecomuseo, presidenti associazioni culturali, operatori turistici qualificati e detentori di saperi tradizionali. Metodologie: analisi critica condivisa delle pratiche esistenti attraverso tavoli paralleli che esaminano punti di forza e criticità del sistema attuale. Dispositivi formativi: approfondimento del quadro normativo incluso il Regolamento REIC e presentazione di esperienze di gestione partecipata del patrimonio. FASE 3: CO-PROGETTAZIONE DI MODALITÀ INNOVATIVE DI GESTIONE CONDIVISA Attività: Laboratorio di co-progettazione della governance partecipata Domanda guida: "Come possiamo organizzarci per gestire insieme il patrimonio immateriale cervese coinvolgendo residenti e visitatori?" Partecipanti: coinvolgimento medio con trenta stakeholder chiave comprendenti rappresentanti delle fasi precedenti, membri del Tavolo di Negoziazione e cittadini volontari interessati alla gestione operativa. Metodologie: design thinking combinato con simulazioni operative e negoziazione assistita per l'integrazione delle diverse prospettive. Dispositivi informativi: principi della Convenzione di Faro e modelli organizzativi di comunità patrimoniali europee. FASE 4: VALIDAZIONE E IMPEGNI PER L'ATTUAZIONE Attività: Assemblea di validazione delle proposte partecipate Domanda guida: "Siamo pronti a sperimentare nuove forme di responsabilità condivisa verso il nostro patrimonio immateriale?" Partecipanti: coinvolgimento ampio attraverso assemblea pubblica che include tutti i partecipanti delle fasi precedenti più cittadinanza allargata. Metodologie: presentazione pubblica degli esiti, sessioni di feedback strutturato e definizione collettiva degli impegni operativi per la formalizzazione del Documento di proposta partecipata. Dispositivi informativi: sintesi integrata delle proposte elaborate, simulazione degli impatti delle innovazioni e definizione degli indicatori di monitoraggio. FASE 5: EXHIBIT DI INGAGGIO DELLA COMUNITÀ PATRIMONIALE CERVESE Attività: Exhibit di costituzione della Comunità Patrimoniale Cervese Domanda guida: "Come la Comunità Patrimoniale Cervese si presenta alla città e attiva concretamente le nuove modalità di gestione condivisa?" Partecipanti: coinvolgimento massimo attraverso evento pubblico celebrativo che include l'intera comunità cervese, turisti presenti, istituzioni regionali, rappresentanti di altre comunità patrimoniali e media locali. Metodologie: exhibit interattivo delle eredità immateriali cervesi con dimostrazioni pratiche dei saperi tradizionali, installazioni partecipative per la raccolta di nuove testimonianze, sessioni di adesione volontaria alla gestione operativa del REIC rinnovato e cerimonia di costituzione formale della Comunità Patrimoniale. Dispositivi informativi: presentazione del nuovo Regolamento REIC, lancio degli strumenti digitali per la documentazione partecipata del patrimonio, illustrazione dei protocolli di collaborazione istituzionale e programma delle attività di valorizzazione future. ATTENZIONI TRASVERSALI Facilitazione imparziale esterna per assicurare rappresentazione equilibrata e gestione costruttiva delle divergenze attraverso tecniche strutturate di mediazione, pratiche di ascolto attivo, creazione di spazi protetti per posizioni critiche e sintesi progressiva trasparente delle proposte con validazione collettiva delle elaborazioni intermedie. La continuità del processo è garantita attraverso una bacheca delle idee e dei rilanci accessibile su PartecipAzioni, che sollecita l'interazione continua tra una fase e l'altra, permettendo ai partecipanti di approfondire le riflessioni, proporre integrazioni e mantenere attiva la discussione.

Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali

Strumenti digitali utilizzati

Si sperimenterà una piattaforma di geo-localizzazione partecipata delle memorie immateriali che permette a cittadini e visitatori di georeferenziare racconti, pratiche tradizionali e testimonianze multimediali nei luoghi specifici del territorio. La Comunità Patrimoniale certifica collettivamente la qualità dei contenuti caricati, che diventano patrimonio digitale ufficiale del REIC. Il sistema integra realtà aumentata con esperienze immersive che uniscono le eredità immateriali ai luoghi fisici

Presenza femminile rilevata

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Conciliazione tempi di vita e lavoro

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Modalità per rendere conto delle decisioni dell’Ente titolare della decisione

Entro 30 gg dalla conclusione: valutazione tecnica del DocPP con analisi della fattibilità normativa delle modifiche al REIC e sostenibilità della gestione partecipata. Entro 90 gg: Del.GC che evidenzia correlazione esplicita tra contenuti della proposta partecipata e decisioni amministrative, specificando modalità di implementazione per elementi accolti e motivazioni tecniche per elementi respinti, con trasmissione al Cons.Com. del REIC aggiornato per formale adozione Diritto di seguito: trasmissione delle deliberazioni a tutti i partecipanti, organizzazione di incontri pubblici di restituzione, creazione di spazio dedicato sul sito istituzionale per documentazione delle decisioni. 12 mesi dall'adozione: valutazione d del REIC insieme alla Comunità Patrimoniale Cervese.

Figure Professionali

Facilitatori (Esterni)

Tecniche di Partecipazione

World Cafè / Design Thinking / Exibit urbano

Obiettivi e Risultati

Obiettivi

Il progetto nasce dalla criticità emersa dopo sette anni di applicazione del Regolamento REIC: nonostante il riconoscimento formale, lo strumento è rimasto marginale rispetto alle politiche culturali effettive del Comune, generando dispersione delle eredità immateriali legate alla cultura del sale, della pesca e del mare, con rischio di perdita della trasmissione intergenerazionale. Il processo incide sulla trasformazione del modello di governance culturale, evolvendo da catalogazione passiva a gestione dinamica che integri programmazione comunale, azione dell'Ecomuseo e iniziative associative in una visione strategica unitaria per il territorio. Si innesta su un tessuto partecipativo consolidato che caratterizza Cervia come comunità attiva nella co-progettazione di politiche culturali (Casa dei Talenti, KALT Cultura in circolazione, Mappe di paesaggio, etc.) e valorizzazione patrimoniale, offrendo solide basi metodologiche e relazionali per l'innovazione proposta. Sarà sviluppata l'esperienza dell'Ecomuseo del Sale e del Mare come presidio istituzionale virtuoso, valorizzando le reti di relazione con i detentori di saperi tradizionali e i facilitatori ecomuseali. di cittadinanza attiva offre metodologie e reti relazionali già collaudate per l'innovazione proposta. Obiettivi specifici: costituire la Comunità Patrimoniale Cervese come soggetto attivo nelle decisioni culturali, rendere il REIC strumento operativo delle politiche comunali, sviluppare competenze autonome di gestione comunitaria. Prodotti: REIC aggiornato, protocolli di collaborazione, sistema di governance.

Risultati Attesi

Risultati attesi: modello di turismo culturale partecipativo, empowerment comunitario nella tutela patrimoniale, integrazione strategica tra politiche culturali e sviluppo economico sostenibile. Impatti di medio-lungo periodo: posizionamento di Cervia come destinazione del civismo culturale attraverso una comunità patrimoniale attiva

Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo

L'attuazione del processo partecipativo è garantita da un sistema integrato di finanziamenti che combina risorse istituzionali, opportunità di bando e contributi comunitari. Risorse proprie comunali coprono la revisione normativa del REIC attraverso l'attività ordinaria degli uffici competenti e garantiscono la sostenibilità operativa della Comunità Patrimoniale Cervese mediante protocolli di collaborazione già previsti nel bilancio comunale per le politiche culturali. Finanziamenti regionali accessibili attraverso bandi specifici per la valorizzazione del patrimonio culturale e l'innovazione digitale nei musei diffusi, con particolare riferimento alle opportunità di sostegno per l'integrazione tra istituzioni museali e comunità locali che caratterizzano la programmazione regionale. Finanziamenti nazionali includono le linee dedicate al patrimonio immateriale del Ministero della Cultura e i programmi di sviluppo territoriale sostenibile che valorizzano l'integrazione tra cultura e turismo responsabile. Risorse sociali della comunità comprendono il lavoro volontario qualificato per la gestione operativa del REIC rinnovato. La strategia di finanziamento prevede inoltre candidature a programmi europei sulla gestione partecipata del patrimonio culturale basati sui principi della Convenzione di Faro. Il Comune ha dichiarato l'impegno a sostenere queste candidature attraverso cofinanziamenti e partenariati istituzionali che rafforzino la competitività delle proposte progettuali. Il processo può attivare nella comunità maggiore consapevolezza del valore delle proprie tradizioni, trasformando la percezione da comunità marginale a soggetto portatore di eredità distintive, capace di autorappresentazione culturale. Il processo può inoltre generare la consapevolezza di essere non solo eredi delle tradizioni ricevute, ma antenati responsabili verso le generazioni future, attivando una custodia proattiva che innova le pratiche per garantirne una vitalità contemporanea

Documenti di proposta partecipata previsti

Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo

No

Livello di partecipazione

PROGETTAZIONE PARTECIPATA

Indice di partecipazione

25 / 30

Obiettivo strategico regionale che il processo persegue in via prioritaria

Coesione sociale

Descrizione sintetica di come il processo declina l’obiettivo strategico regionale che persegue in via prioritaria

Il progetto declina l'obiettivo strategico attraverso tre dimensioni integrate che rafforzano il tessuto sociale cervese e innovano le modalità di gestione pubblica del patrimonio culturale. Sul versante del welfare sociale e culturale, il processo configura il patrimonio immateriale come risorsa di benessere comunitario, trasformando le eredità cervesi da beni passivamente conservati a strumenti attivi di coesione sociale. La gestione partecipata del REIC diventa spazio di incontro intergenerazionale dove competenze diverse si ibridano: i giovani apportano capacità digitali, gli anziani trasmettono saperi tradizionali, gli operatori turistici offrono prospettive di valorizzazione economica. Questa interdipendenza operativa genera legami sociali duraturi che superano le divisioni tra residenti storici e nuovi cervesi, consolidando un'identità territoriale inclusiva attraverso la responsabilità condivisa verso il patrimonio comune. Riguardo alla valorizzazione del protagonismo civico, il progetto attiva forme concrete di empowerment attraverso la costituzione della Comunità Patrimoniale Cervese come soggetto decisionale autonomo. La formazione di un gruppo volontario qualificato per la gestione operativa del REIC trasforma i cittadini da beneficiari passivi a co-produttori attivi delle politiche culturali, mentre l'inclusione della comunità temporanea turistica sperimenta modalità innovative di cittadinanza partecipata che estende i diritti di contribuzione oltre i confini della residenza anagrafica. Nel campo dell'innovazione istituzionale, il processo rappresenta un paradigma sperimentale di co-decisione che supera la separazione tradizionale tra amministrazione e società civile. La revisione partecipata del Regolamento REIC diventa laboratorio di rinnovamento degli strumenti normativi locali, mentre i protocolli di collaborazione tra Comune, Ecomuseo e associazioni configurano un modello replicabile di governance multi-attore per la gestione condivisa dei beni comuni culturali, anticipando forme organizzative che rispondono alle sfide contemporanee della partecipazione democratica

Requisiti per la Certificazione di Qualità

Sollecitazione realtà sociali

La sollecitazione territoriale per la revisione partecipata del Regolamento REIC si basa sui soggetti sottoscrittori della manifestazione di interesse e si estende progressivamente ai detentori di saperi immateriali cervesi attraverso canali specifici. ATTIVAZIONE DEL NUCLEO INIZIALE I sottoscrittori dell'accordo preliminare costituiscono la base operativa: Comune di Cervia, Ecomuseo del Sale e del Mare, associazioni culturali Civiltà Salinara e Libera Università per Adulti, operatori turistici Atlantide e San Vitale, Grande Orchestra Città di Cervia e Amici di San Vitale. Questi soggetti attivano le proprie reti per raggiungere direttamente i salinari in pensione, i pescatori delle cooperative locali, i proprietari di barche tradizionali e le famiglie custodi di ricette della cucina cervese tradizionale. L'Ecomuseo facilita il contatto con i testimoni delle tecniche di produzione del sale, mentre le associazioni culturali raggiungono i narratori delle tradizioni orali cervesi. Le cooperative turistiche coinvolgono gli operatori interessati alla valorizzazione del patrimonio immateriale come risorsa di differenziazione dell'offerta territoriale.

Modalità di inclusione

INCLUSIONE DI SOGGETTI SOTTORAPPRESENTATI Le comunità migranti vengono raggiunte attraverso i servizi sociali comunali e le associazioni di accoglienza per verificare l'interesse verso pratiche di integrazione culturale attraverso la condivisione del patrimonio immateriale cervese. Gli anziani isolati sono contattati tramite i servizi domiciliari e i centri diurni per raccogliere testimonianze storiche sui saperi tradizionali. Le persone con disabilità accedono al processo attraverso le associazioni sociali e culturali del territorio, con supporti comunicativi specifici per garantire contributi nella documentazione del patrimonio immateriale. I giovani under 25 sono sollecitati attraverso le realtà di riferimento giovanile territoriali quali Scambiamenti, Cervia On AIR radio web giovani e I ragazzi del Sale per sviluppare competenze digitali nella gestione del REIC rinnovato. INCLUSIONE PROGRESSIVA Il Tavolo di Negoziazione identifica durante ogni incontro nuovi detentori di saperi immateriali emersi dalle testimonianze raccolte. La piattaforma PartecipAzioni permette l'inserimento di contributi da parte di soggetti con difficoltà di partecipazione fisica, mentre la bacheca delle idee raccoglie proposte continue per il miglioramento del sistema di gestione partecipata del patrimonio. Gruppi informali di interesse che emergono durante il processo vengono inclusi nelle fasi successive attraverso sessioni dedicate di presentazione delle proposte elaborate e confronto sulle modalità operative della futura Comunità Patrimoniale Cervese

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura

AMBITI DI POTENZIALE CONFLITTUALITÀ La tensione principale identificata riguarda l'equilibrio tra conservazione autentica delle tradizioni e innovazione nella gestione del patrimonio immateriale. Le divergenze possono emergere tra i detentori di saperi tradizionali, che privilegiano modalità consolidate di trasmissione delle conoscenze, e i soggetti interessati alla digitalizzazione e modernizzazione degli strumenti di valorizzazione. Questa tensione si manifesta specificamente nella definizione delle modalità di documentazione delle eredità immateriali e nell'uso delle tecnologie digitali per la loro fruizione. Il conflitto generazionale rappresenta una seconda area critica, dove gli anziani custodi della memoria storica cervese potrebbero percepire come inappropriata o superficiale l'integrazione delle competenze digitali giovanili nella gestione del patrimonio culturale. Le divergenze si concentrano sulla definizione dei ruoli operativi nella futura Comunità Patrimoniale e sulla scelta delle priorità di valorizzazione tra le diverse eredità immateriali. La terza area di tensione concerne il rapporto tra gestione istituzionale e autonomia comunitaria, con potenziali conflitti tra l'approccio tecnico-amministrativo del Comune e dell'Ecomuseo e le aspettative di autogoverno espresse dalla società civile. Le divergenze emergono nella definizione dei meccanismi decisionali della Comunità Patrimoniale e nel grado di indipendenza operativa rispetto alle istituzioni locali.

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura

METODOLOGIE DI MEDIAZIONE La gestione delle divergenze si basa su facilitazione esterna imparziale condotta da professionisti qualificati privi di relazioni dirette con gli stakeholder locali. La metodologia privilegia tecniche di ascolto attivo che garantiscono a tutte le parti la possibilità di esprimere compiutamente le proprie posizioni, utilizzando strumenti di riformulazione che facilitano la comprensione reciproca delle ragioni di disaccordo. Sono previsti spazi protetti per l'espressione di posizioni critiche, dove i soggetti in disaccordo possono articolare le proprie obiezioni senza pressioni esterne e con garanzia di ascolto qualificato. La mediazione utilizza tecniche di scomposizione dei conflitti che separano gli aspetti tecnici dalle dimensioni valoriali, permettendo di affrontare distintamente questioni operative e divergenze di principio. Il processo prevede inoltre momenti di sospensione deliberata del confronto quando le tensioni raggiungono livelli che compromettono la qualità del dialogo, permettendo elaborazioni individuali prima del ritorno al confronto collettivo

Modalità di comunicazione dei risultati del processo

Il progetto adotta una strategia comunicativa trasparente che accompagna tutte le fasi del processo partecipativo per la costituzione della Comunità Patrimoniale Cervese secondo i principi della Convenzione di Faro. CANALI DIGITALI E COORDINAMENTO La piattaforma PartecipAzioni rappresenta il fulcro della comunicazione, ospitando calendario degli appuntamenti, report degli incontri, evoluzione del confronto e documentazione multimediale delle eredità immateriali. I contenuti vengono rilanciati attraverso la pagina web dedicata del Comune e i social dell'Associazione F.E.S.T.A. con materiali che documentano i saperi tradizionali cervesi e le testimonianze dei detentori di conoscenze immateriali. L'immagine coordinata utilizza logo, font e grafiche ispirate alle tradizioni salinarie e marinare, garantendo riconoscibilità su tutti i canali. La promozione online personalizza i contenuti per raggiungere residenti storici, nuovi cervesi e comunità temporanea turistica attraverso media web locali e social network. INNOVAZIONE COMUNICATIVA PARTECIPATA L'elemento distintivo è la "Mappa delle Memorie Cervesi", piattaforma di geo-localizzazione partecipata dove la comunità carica direttamente contenuti multimediali georeferenziati che documentano racconti, tecniche tradizionali e testimonianze nei luoghi specifici del territorio cervese. Questa iniziativa sviluppata dai giovani coinvolti facilita il dialogo intergenerazionale valorizzando il patrimonio immateriale come elemento identitario per lo sviluppo sostenibile territoriale. STRUMENTI OPERATIVI OFFLINE La comunicazione offline utilizza materiale informativo sostenibile attraverso luoghi di aggregazione tradizionali quali mercato settimanale, eventi dell'Ecomuseo e manifestazioni culturali. Gli strumenti comprendono cartoline-invito progressive per le diverse fasi, fogli informativi online, video dei momenti chiave, brochure finale del percorso e comunicati stampa periodici. I risultati vengono condivisi attraverso tutti i canali digitali e l'evento finale di costituzione della Comunità Patrimoniale Cervese, con ulteriori occasioni durante la stagione turistica. Tutte le azioni comunicative sono discusse nel Tavolo di Negoziazione, incoraggiando i partecipanti a promuovere i risultati attraverso i propri canali per sottolineare l'importanza del contributo collettivo al successo del processo partecipativo

Sintesi della valutazione regionale

Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale 633 del 28.04.2025

Requisiti previsti dal Bando Regionale

Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale

Coerenza rispetto al contesto locale

Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti

Qualità del design di processo

Innovazione digitale

Premialità Tecniche

Settore

Processi per la realizzazione di opere, progetti o interventi previsti dall'art. 2, comma 2, lett. c) della L.R. 15/2018 (particolare rilevanza per la comunità locale o regionale, in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, al fine di verificarne l'accettabilità sociale e la qualità progettuale)

Adesione alla piattaforma regionale PartecipAzioni

Accordo formale preventivo

Modalità del monitoraggio e indicatori

Il sistema di monitoraggio struttura l'osservazione dell'evoluzione comunitaria attraverso cinque chiavi di indagine che documentano la trasformazione da partecipazione passiva a consapevolezza patrimoniale attiva. Agency comunitaria e processi di co-decisione Il monitoraggio documenta l'evoluzione della capacità decisionale autonoma della comunità, dall'accettazione passiva delle proposte istituzionali alla formulazione di iniziative originali e alla gestione diretta dei meccanismi di scelta collettiva. In itinere vengono rilevate la frequenza di proposte auto-generate dai partecipanti e la qualità dei processi deliberativi interni. Post processo si valuta la capacità di autogoverno della Comunità Patrimoniale nella gestione operativa del REIC rinnovato e nell'organizzazione di attività di valorizzazione autonome. Innovazione nella gestione del patrimonio La rilevazione traccia lo sviluppo di modalità creative e contemporanee di tutela e valorizzazione del patrimonio immateriale, superando approcci meramente conservativi. Durante il processo si monitora l'emergere di proposte innovative per la documentazione digitale e la fruizione del patrimonio. Successivamente si osserva l'implementazione effettiva di strumenti e metodologie innovative, la capacità di adattamento alle tecnologie digitali e lo sviluppo di format originali per la trasmissione delle eredità immateriali. Impatto territoriale e generatività Il monitoraggio valuta la capacità della comunità di generare effetti moltiplicatori che superano il perimetro del progetto specifico, attivando nuove dinamiche collaborative nel territorio cervese. In itinere si documenta l'espansione della rete di soggetti coinvolti e l'emergere di iniziative correlate. Post processo si rileva la replicazione spontanea delle metodologie partecipative in altri ambiti della vita comunitaria e la capacità di attrazione di nuove risorse e opportunità per il territorio. Sostenibilità e trasmissione intergenerazionale La rilevazione si concentra sulla costruzione di meccanismi stabili di perpetuazione delle competenze acquisite e di coinvolgimento attivo delle diverse generazioni. Durante il processo si monitora la qualità del dialogo intergenerazionale e lo sviluppo di competenze trasferibili. Successivamente si valuta la continuità temporale dell'ingaggio comunitario, l'efficacia dei meccanismi di inclusione di nuovi soggetti e la qualità della trasmissione dei saperi tra generazioni diverse. Identità e appartenenza territoriale Il monitoraggio documenta l'evoluzione del senso di appartenenza e della consapevolezza identitaria legata al patrimonio immateriale cervese. In itinere si rileva l'emergere di narrazioni condivise sul valore delle tradizioni locali e la crescita dell'orgoglio territoriale. Post processo si osserva la capacità della Comunità Patrimoniale di rappresentare efficacemente l'identità cervese verso l'esterno e di rafforzare la coesione sociale attraverso la gestione condivisa del patrimonio culturale

Soggetti specifici

Non prevista nel bando di riferimento

Tipologia di Soggetto proponente

Soggetti giuridici privati (con l’adesione formale dell’ente responsabile)

Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione

Adesione volontaria alla campagna di monitoraggio regionale

Allegati

Crediti

Processo segnalato da

Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 24/10/2025