Regione Emilia-Romagna

Opificio di Comunità - Tessere relazioni, fabbricare benessere, scolpire futuri

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CertificatoFinanziato

Processo

Stato di avanzamento

In corso

Natura Processo

Processo certificato e finanziato

Anno della certificazione

2025

Anno Finanziamento

2025

Importo finanziato dal Bando

15.000,00 €

Cofinanziamento altri soggetti

No

Costo complessivo del processo

15.000,00 €

Anno di avvio

Data inizio del processo

11/09/2025

Durata (mesi)

4

Linea di finanziamento

Linea A: Percorsi partecipativi a livello locale

Gestione di Processo

Comitato di Garanzia locale

Membri di LABSUS e/o della sua rete. La scelta è strategica considerando che LABSUS ha collaborato all'elaborazione del Regolamento per l'Amministrazione Condivisa, può garantire supervisione tecnica sulla conformità dei patti di collaborazione complessi, apporta expertise metodologica sull'amministrazione condivisa, assicura coerenza tra il modello dell'Opificio e le migliori pratiche nazionali

Comitato di Garanzia locale - Funzioni assegnate

Monitoraggio degli esiti del processo

Comitato di Garanzia locale - Altre Funzioni Assegnate

Supervisione della coerenza e pieno sviluppo delle opportunità del Regolamento di amministrazione condivisa

Tavolo di Negoziazione

ATTIVAZIONE E COSTITUZIONE Il TdN viene costituito durante l'Evento pubblico di lancio partendo dai firmatari dell'accordo preliminare e raccogliendo nuove adesioni. Un incontro preparatorio definisce la "mappa degli attori dell'Opificio" verificando rappresentatività delle tre dimensioni (pubblico, privato sociale, civile), modalità di facilitazione e iter decisionale. L'allargamento è promosso tramite contatti diretti dei partecipanti e call to action su PartecipAzioni con scheda di adesione dove indicare: competenze/risorse apportabili all'Opificio, interesse specifico (relazioni/welfare/solidarietà), disponibilità operativa nel tempo. COMPOSIZIONE E RAPPRESENTATIVITÀ Composizione basata sulla sussidiarietà circolare: rappresentanti ente comunale (assessorati competenti, dirigenza), partner accordo preliminare, organizzazioni del "chilometro quadrato", cittadini-investitori sociali emersi dal processo. Garantita rappresentanza giovanile, equità di genere e presenza di soggetti con competenze specifiche su welfare generativo e amministrazione condivisa. Composizione resa pubblica su PartecipAzioni con infografica sulla rappresentatività per stimolare nuove adesioni. OBIETTIVO E PROGRAMMA Il TdN co-progetta operativamente l'Opificio attraverso tre sessioni: - TdN 1: mappatura risorse territoriali e definizione priorità nelle tre linee produttive - TdN 2: progettazione governance, cabina di regia e sistema investimento sociale diffuso- TdN 3: finalizzazione Patto di Collaborazione e DocPP completo Ogni sessione produce output validati prima di procedere, garantendo costruzione incrementale del consenso. CONDUZIONE E METODOLOGIE Facilitazione multipla: facilitatore senior per dinamiche di gruppo, esperto LABSUS per conformità normativa, Community Manager comunale per aspetti operativi. Uso di tecniche deliberative (consenso graduale, mappatura collettiva delle priorità) con domande guida specifiche per ogni sessione. Gestione divergenze attraverso "metodo del consenso integrativo" che valorizza obiezioni come miglioramenti alle proposte. REPORTING E TRASPARENZA Instant report condiviso al termine (redattori a rotazione tra partecipanti), report dettagliato del facilitatore entro 48h su PartecipAzioni per integrazioni. Tutti i materiali pubblicati per controllo democratico e coinvolgimento cittadini negli approfondimenti digitali. DOCUMENTO DI PROPOSTA PARTECIPATA Redazione progressiva integrando: linee guida governance Opificio, proposta gestionale cabina di regia, Patto di Collaborazione operativo con impegni specifici e cronoprogramma. Il TdN trasforma concretamente i cittadini da beneficiari passivi a co-progettisti della "fabbrica sociale", definendo operativamente le tre linee produttive (relazioni, welfare, solidarietà) che integrano i servizi frammentati del "chilometro quadrato". Approvazione finale con sottoscrizione formale del TdN e validazione attraverso Evento pubblico intermedio prima della consegna all'ente decisore

Titolari della decisione

Comune di Santarcangelo Di Romagna

Soggetto beneficiario dei contributi

Comune di Santarcangelo Di Romagna

Soggetti esterni

Coop. soc. Il Millepiedi / PROLOCO / Santarcangelo dei Teatri

Partecipanti

Singoli cittadini

Territorio Interessato

Mappa

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Santarcangelo Di Romagna

Caratteristiche

Ambito di intervento

Tematica specifica

Potenziali effetti sul miglioramento della qualità ambientale

Ottimizzazione degli spostamenti - La concentrazione delle attività collaborative nel "chilometro quadrato" del centro storico riduce la mobilità cittadina per accesso ai servizi. L'economia collaborativa dell'Opificio favorisce servizi di prossimità e carsharing territoriale, diminuendo l'uso di mezzi privati. Economia circolare territoriale - Le tre linee produttive dell'Opificio (relazioni, welfare, solidarietà) promuovono condivisione di risorse, riuso di spazi e beni, pratiche di scambio e mutualità che riducono sprechi e consumi individuali. Rigenerazione urbana sostenibile - La valorizzazione degli edifici storici esistenti nel centro per le attività dell'Opificio evita nuovo consumo di suolo e promuove recupero del patrimonio edilizio. Produzione locale di benessere - Il welfare generativo territoriale riduce la necessità di spostamenti verso servizi esterni, creando un sistema autosufficiente di produzione sociale che diminuisce l'impatto ambientale dei trasporti.

Tipo di partecipazione

Partecipazione volontaria

Codecisione

Design del processo partecipativo

Il processo partecipativo ha per oggetto il coinvolgimento della comunità nella progettazione partecipata dell'Opificio, inteso come laboratorio sociale innovativo dove "fabbricare" artigianalmente nuove forme di benessere, coesione e capitale sociale attraverso la collaborazione attiva tra pubblico, privato sociale e cittadinanza. L'Opificio si configura come hub territoriale di welfare generativo che opera su tre dimensioni produttive: la produzione di relazioni, la produzione di welfare personalizzato e comunitario, la produzione di solidarietà e collaborazione generativa. Il processo si concentra sulla definizione partecipata del modello operativo dell'Opificio (governance e "cabina di regia"), delle priorità strategiche nelle tre linee produttive, del primo patto di collaborazione. Il processo si colloca nella fase di ideazione e progettazione del modello di welfare territoriale, precedendo le decisioni dell'Amministrazione comunale per la sua implementazione. Il processo partecipativo adotta un approccio iterativo di co-progettazione che alterna momenti di elaborazione tecnica (Tavolo di Negoziazione) con momenti di confronto allargato (eventi pubblici). ELEMENTI DISTINTIVI QUALITÀ TECNICA E LEGITTIMAZIONE SOCIALE - Il TdN assicura competenza progettuale mentre gli eventi pubblici garantiscono controllo democratico e validazione comunitaria delle proposte. PROGRESSIVITÀ E VALIDAZIONE CONTINUA - Ogni fase produce output specifici validati prima di procedere, evitando rielaborazioni e garantendo costruzione incrementale del consenso. INCLUSIONE DIFFERENZIATA - "Porta aperta": tutti possono partecipare agli eventi pubblici - Impegno continuativo: il TdN garantisce lavoro approfondito tra gli incontri - Partecipazione digitale: PartecipAzioni permette coinvolgimento asincrono EFFICACIA DECISIONALE Il processo produce un Documento di Proposta Partecipata operativo, con Patto di Collaborazione giuridicamente valido e cronoprogramma attuativo concreto. PRINCIPI METODOLOGICI TRASVERSALI - Sussidiarietà circolare: integrazione equilibrata pubblico-privato-civile - Facilitazione multipla: competenze diverse per fasi diverse del processo - Trasparenza documentale: tutto su PartecipAzioni entro 48h da ogni incontro - Mediazione costruttiva: conflitti come opportunità di miglioramento proposte STRUTTURA COMPLESSIVA 6 momenti chiave - 2 eventi pubblici di coinvolgimento cittadino - 3 sessioni operative Tavolo di Negoziazione - 1 evento finale di validazione Tra gli incontri: lavoro su piattaforma PartecipAzioni per approfondimenti e consultazioni. STRUTTURA DEGLI EVENTI 1. EVENTO PUBBLICO DI LANCIO MACRO OBIETTIVO: Attivare la comunità e costituire il Tavolo di Negoziazione DOMANDA GUIDA: "Cosa serve al nostro territorio per produrre benessere insieme?" ATTIVITÀ MACRO - Presentazione partecipata del concept Opificio - World Café sui bisogni di welfare territoriale - Costituzione del TdN e raccolta adesioni 2. TdN 1 - MAPPATURA E PRIORITÀ MACRO OBIETTIVO: Censire risorse territoriali e definire priorità condivise DOMANDA GUIDA: "Cosa abbiamo e cosa ci serve per far funzionare l'Opificio?" ATTIVITÀ MACRO: - Mappatura partecipata di competenze, spazi e risorse disponibili - Definizione gerarchie di priorità per le tre linee produttive - Programmazione consultazione digitale cittadini 3. TdN 2 - CO-PROGETTAZIONE MACRO OBIETTIVO: Progettare il modello operativo dell'Opificio DOMANDA GUIDA: "Come deve funzionare concretamente la nostra fabbrica sociale?" ATTIVITÀ MACRO: - Workshop su governance e cabina di regia - Co-design sistema investimento sociale diffuso - Simulazione di funzionamento con casi pratici 4. EVENTO PUBBLICO INTERMEDIO MACRO OBIETTIVO: Validare le proposte del TdN con la comunità DOMANDA GUIDA: "Il progetto dell'Opificio risponde ai nostri bisogni?" ATTIVITÀ MACRO: - Presentazione proposte elaborate dal TdN - Laboratori paralleli per feedback specifici - Assemblea di validazione e mandato per finalizzazione 5. TdN 3 - FINALIZZAZIONE MACRO OBIETTIVO: Formalizzare impegni e completare il Documento di Proposta Partecipata DOMANDA GUIDA: "Chi fa cosa e come per realizzare l'Opificio?" ATTIVITÀ MACRO: - Drafting collaborativo del Patto di Collaborazione - Definizione impegni specifici e cronoprogramma operativo - Redazione finale del DcPP 6. EVENTO FINALE DI VALIDAZIONE MACRO OBIETTIVO: Consegnare il progetto completo all'Amministrazione DOMANDA GUIDA: "Siamo pronti a consegnare il nostro Opificio all'ente decisore?" ATTIVITÀ MACRO: - Presentazione del DcPP completo - Assemblea di validazione finale con voto partecipato - Consegna formale e programmazione del follow-up decisionale MODELLO DI COLLABORAZIONE E VALORE AGGIUNTO METODOLOGICO Il processo partecipativo dell'Opificio di Comunità sperimenta un modello di collaborazione ibrido che integra dimensioni formali e informali per massimizzare qualità tecnica e legittimazione sociale. INTEGRAZIONE FORMALE-INFORMALE - Formale: TdN strutturato con metodi deliberativi - Patto di Collaborazione giuridicamente vincolante - supervisione LABSUS su conformità normativa - Informale: eventi pubblici "porta aperta" - piattaforma PartecipAzioni per partecipazione asincrona - sistema tessere digitali per investimento sociale diffuso SUSSIDIARIETÀ CIRCOLARE OPERATIVA Il processo materializza la sussidiarietà circolare attraverso meccanismi concreti: pubblico (cabina di regia comunale), privato sociale (partner accordo preliminare), civile (cittadini-investitori sociali) collaborano paritariamente nella co-progettazione e si impegnano operativamente nel Patto. INNOVAZIONE ISTITUZIONALE - Regolamento Amministrazione Condivisa: cornice giuridica per l'operatività - Community Manager: nuova figura professionale pubblica per facilitazione permanente - Tessere digitali: economia collaborativa territoriale che supera assistenzialismo - Monitoraggio partecipato: diritto di seguito strutturato e continuativo

Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali

Strumenti digitali utilizzati

SISTEMA DI "TESSERE DIGITALI" PER L'INVESTIMENTO SOCIALE DIFFUSO - piattaforma che traccia e valorizza i contributi dei cittadini all'Opificio (tempo, competenze, micro-risorse) attraverso un wallet sociale territoriale. Ogni partecipante accumula "crediti sociali" spendibili per accedere prioritariamente ai servizi dell'Opificio o per attivare nuovi cicli produttivi. Il sistema collegherebbe digitalmente centro storico e frazioni, permettendo ai cittadini di contribuire all'Opificio

Presenza femminile rilevata

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Conciliazione tempi di vita e lavoro

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Modalità per rendere conto delle decisioni dell’Ente titolare della decisione

Entro 30 gg: analisi di fattibilità dell'Opificio (sostenib, organizzativa, compatibilità normativa, fattib. economica). DocPP tradotto con: delibera di G.C per istituzione Opificio (modello produttivo, governance, elementi accolti/respinti con motivazioni); 1° Patto di Collabor. operativo; aggiornamento DUP, modifiche PIAO (integrazione Comm. Manager). DIRITTO DI SEGUITO: comunicazione a tutti i partecipanti delle delibere con note di sviluppo; incontri itineranti per confronto su decisioni assunte; spazio web per documentare proposte, decisioni, evoluzioni operative; monitoraggio partecipato su efficacia dei "cicli di produzione" (relazioni, welfare, solidarietà); sessione pubblica di valutazione a 12 mesi dall'avvio; presentazione periodica in C.C (valutazioni, sviluppi, replicabilità).

Figure Professionali

Facilitatori (Esterni) / Mediatori (Esterni) / Esperti della specifica materia trattata (Esterni)

Tecniche di Partecipazione

World Cafè

Obiettivi e Risultati

Obiettivi

Il progetto risponde a tre criticità specifiche emerse nel contesto santarcangiolese post-pandemico. L'esperienza COVID ha evidenziato l'inadeguatezza del modello prestazionale frammentato dove servizi sociali, sanitari ed educativi operano isolatamente. È emersa l'urgenza di una visione sistemica basata sulla sussidiarietà circolare tra pubblico, privato e civile per rispondere in modo personalizzato ai bisogni comunitari e recuperare la dimensione collettiva per superare l'isolamento sociale. Il progetto valorizza l'opportunità unica del "chilometro quadrato" del centro storico che concentra comune, biblioteca, ospedale, casa della comunità, palazzo della poesia, parrocchia e scuola elementare secondo il progetto visionario dell'architetto Cosimo Morelli del 1700, che prevedeva l'integrazione tra funzioni pubbliche, private, civili e religiose. Il progetto sistematizza le collaborazioni territoriali esistenti attraverso la formalizzazione di patti di collaborazione, il riconoscimento delle organizzazioni territoriali come asset-holder e la creazione di una cabina di regia coordinativa. Il processo si sviluppa nel contesto facilitante dell'iter già avviato per l'approvazione del Regolamento per l'Amministrazione Condivisa. OBIETTIVI - Co-progettare il modello operativo dell'Opificio definendo modalità di funzionamento della cabina di regia, ruoli dei reparti produttivi e meccanismi di collaborazione generativa, individuare le priorità produttive nelle tre dimensioni di relazioni, welfare e solidarietà, e co-costruire il primo patto di collaborazione con impegni concreti e responsabilità condivise.

Risultati Attesi

RISULTATI ATTESI - (breve termine) Primo patto di collaborazione co-progettato, la governance condivisa con ruoli dei Community Manager e rete consolidata tra soggetti dell'Opificio - (medio termine) Potenziamento operatività della cabina di regia operativa, attivazione dei primi cicli produttivi di welfare di comunità, sperimentazione di servizi di prossimità solidale.

Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo

Approvazione del Regolamento per l'Amministrazione Condivisa - iter già avviato in collaborazione con LABSUS che fornirà la cornice giuridica per l'operatività dell'Opificio attraverso i patti di collaborazione. NB. L'Opificio si configura come patto di collaborazione complesso ai sensi dell'art. 10 del Regol., poiché riguarda spazi e beni comuni del centro storico con caratteristiche dal valore collettivo significativo (il "chilometro quadrato"), su cui si propongono interventi di cura e gestione continuata per attività di interesse generale. ALTRI STRUMENTI E CANALI DI FINANZIAMENTO Partnership strategiche con organizzazioni territoriali che diventeranno asset-holder dell'Opificio apportando competenze, spazi e know-how. Sponsorship territoriali per sostenere specifici cicli produttivi, con focus su imprese locali interessate al welfare di comunità. Membership collaborativa di soggetti economici e sociali che aderiscono stabilmente al modello produttivo attraverso contributi continuativi. Investimento sociale diffuso della comunità attraverso quote di partecipazione basate su contributi in tempo, competenze e micro-risorse economiche. Responsabilità sociale di impresa per coinvolgere le realtà economiche territoriali nella co-produzione di benessere sociale. APPROCCIO: mobilitare risorse economiche, sociali e culturali già presenti nel territorio per creare un modello sostenibile di welfare generativo basato sulla corresponsabilità tra pubblico, privato e civile. ECONOMIA CIVICA L'attivazione dell'economia sociale, collaborativa e culturale potrebbe moltiplicare le opportunità economiche territoriali attraverso co-produzione di valore e stimolare micro-imprenditorialità sociale tramite investimento sociale diffuso. COMPETENZE PARTECIPATIVE Il processo potrebbe formare facilitatori locali e cittadini competenti in democrazia partecipativa, creando competenze trasferibili e percorsi formativi per operatori pubblici.

Documenti di proposta partecipata previsti

Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo

No

Livello di partecipazione

PROGETTAZIONE PARTECIPATA

Indice di partecipazione

25 / 30

Obiettivo strategico regionale che il processo persegue in via prioritaria

Coesione sociale

Descrizione sintetica di come il processo declina l’obiettivo strategico regionale che persegue in via prioritaria

Il progetto persegue prioritariamente l'obiettivo strategico regionale "contribuire ad una maggiore coesione sociale e stimolare l'innovazione istituzionale" attraverso tre dimensioni operative specifiche. Per le iniziative di welfare sociale e culturale, il processo co-progetta la cabina di regia dell'Opificio che integra servizi sociali, sanitari ed educativi attualmente frammentati tra enti diversi, valorizzando la concentrazione delle funzioni pubbliche nel "chilometro quadrato" del centro storico santarcangiolese secondo il progetto visionario dell'architetto Cosimo Morelli. Relativamente ai progetti di valorizzazione del protagonismo civico, il processo attiva direttamente la cittadinanza nella co-progettazione del modello operativo dell'Opificio attraverso la definizione partecipata delle priorità strategiche, dei criteri di attivazione dei primi cicli produttivi e delle modalità di collaborazione tra gli attori territoriali, trasformando i cittadini da beneficiari passivi a co-progettisti attivi del welfare di comunità. Per i percorsi innovativi di co-decisione, l'Opificio co-costruisce il primo patto di collaborazione che traduce operativamente il modello di sussidiarietà circolare, fornendo cornice giuridica attraverso il Regolamento per l'Amministrazione Condivisa già in fase di approvazione comunale in collaborazione con LABSUS. Declinazione operativa attraverso le linee di produzione dell'Opificio Il processo partecipativo declina specificamente l'obiettivo regionale attraverso la co-progettazione delle tre linee produttive prioritarie dell'Opificio. La produzione di relazioni significative rafforza la coesione sociale valorizzando la configurazione urbana del centro storico e attivando reti stabili di collaborazione tra tutti gli attori territoriali. La produzione di welfare personalizzato e comunitario innova le politiche sociali attraverso l'integrazione tra servizi individuali e collettivi, con particolare attenzione all'inclusione dei soggetti sottorappresentati e delle giovani generazioni. La produzione di solidarietà e collaborazione generativa stimola l'innovazione istituzionale attraverso meccanismi di mutualità, scambio di competenze e responsabilità condivisa che superano definitivamente l'assistenzialismo per abbracciare un modello empowerizzante di cittadinanza attiva.

Requisiti per la Certificazione di Qualità

Sollecitazione realtà sociali

Il processo partecipativo adotta una strategia di coinvolgimento progressiva che parte dai partner per espandersi verso l'intera comunità santarcangiolese. SOGGETTI GIÀ SOLLECITATI E MODALITÀ Oltre alle realtà firmatarie dell'accordo preliminare, sono stati già coinvolti tutti gli attori del "chilometro quadrato": biblioteca comunale, dirigenza ospedale Franchini, responsabili Casa della Comunità, gestori Palazzo della Poesia, parroco e dirigenza scuola elementare. I servizi sociali comunali sono stati informati del progetto per fungere da antenna verso le persone fragili e facilitare l'accesso ai momenti partecipativi. Le associazioni del terzo settore operanti nel welfare territoriale sono state contattate tramite la rete coordinativa informale già attiva nelle collaborazioni istituzionali. Le realtà giovanili (gruppi informali, associazioni sportive, collettivi culturali) sono state raggiunte attraverso i canali social comunali e il coinvolgimento diretto dei giovani già attivi nelle esperienze di cittadinanza partecipativa precedenti.

Modalità di inclusione

SOGGETTI DA COINVOLGERE E STRATEGIE SPECIFICHE COMUNITÀ MIGRANTI - Coinvolgimento tramite mediatori culturali della cooperativa sociale territoriale e collaborazione con i centri di accoglienza. Materiali informativi tradotti nelle principali lingue presenti nel territorio e momenti dedicati presso i luoghi di aggregazione delle comunità straniere. PERSONE ANZIANE - Sollecitazione attraverso i centri sociali, le parrocchie delle frazioni e i gruppi di cammino. Organizzazione di incontri informativi presso i luoghi di socializzazione abituali con particolare attenzione alla accessibilità fisica e comunicativa. PERSONE CON DISABILITÀ - Collaborazione con le associazioni territoriali di categoria e i servizi specialistici per garantire accessibilità comunicativa (materiali in easy reading) e logistica. Coinvolgimento delle famiglie attraverso le reti di supporto esistenti. GIOVANI GENERAZIONI - Momenti dedicati all'istituto superiore Einaudi-Molari, collaborazione con le società sportive e i gruppi informali. Uso intensivo dei social media e di PartecipAzioni per raccogliere contributi asincroni. OPERATORI ECONOMICI - Sollecitazione attraverso le associazioni di categoria e il tavolo del commercio comunale. INCLUSIONE PROGRESSIVA Monitoraggio partecipativo: ad ogni seduta TdN verifica della rappresentatività e individuazione di attori mancanti Inviti mirati: coinvolgimento specifico di organizzazioni o gruppi segnalati dai partecipanti come rilevanti Sportello digitale permanente: spazio su PartecipAzioni per raccogliere adesioni e contributi anche da chi non può partecipare in presenza COMUNICAZIONE MULTICANALE Canali istituzionali: comunicati stampa, manifesti diffusi. Canali di prossimità: volantinaggio presso mercato settimanale, locandine in farmacia, ambulatori medici, negozi del centro storico. Canali digitali: contenuti web sul sito comunale, post sui social comunali, newsletter delle organizzazioni partner

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura

AMBITI DI POTENZIALE CONFLITTUALITÀ IDENTIFICATI GOVERNANCE E DECISIONALITÀ - Equilibrio nei ruoli tra ente pubblico, partner privato sociale e cittadini-investitori nella cabina di regia dell'Opificio, con possibili tensioni sulla distribuzione del potere decisionale. PRIORITÀ PRODUTTIVE - Divergenze sulla prevalenza tra le tre linee (relazioni, welfare, solidarietà) in base agli interessi specifici dei diversi attori territoriali. INVESTIMENTO SOCIALE DIFFUSO - Conflitti sui meccanismi di partecipazione economica, criteri di accesso ai "dividendi sociali" e trasmissibilità delle quote. USO SPAZI DEL "CHILOMETRO QUADRATO" - Tensioni sulla destinazione e gestione condivisa degli edifici storici tra le diverse funzioni dell'Opificio. APPROCCIO METODOLOGICO CONFRONTO GENERATIVO STRUTTURATO - Domanda guida: "Come trasformiamo le diverse visioni dell'Opificio in un modello che valorizza tutti i contributi?". Ogni divergenza viene inquadrata come opportunità di miglioramento delle proposte attraverso integrazione dei punti di vista. MEDIAZIONE SPECIALISTICA DIFFERENZIATA - Responsabile del procedimento comunale per questioni amministrative, rappresentante LABSUS per aspetti normativi complessi, facilitatore esterno super partes per gestione conflitti relazionali, garantendo neutralità e competenza specifica per ogni tipologia di divergenza

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura

STRUMENTI OPERATIVI INTEGRATI - Simulazioni collaborative del funzionamento dell'Opificio per testare le proposte controverse. - Mappatura partecipata di interessi e preoccupazioni con visualizzazione grafica delle convergenze. - Consensus building progressivo attraverso riformulazione iterativa delle proposte fino al raggiungimento di soluzioni "ponte". - Validazione digitale su PartecipAzioni per verificare il gradimento delle mediazioni proposte. PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ COME CRITERIO RISOLUTIVO - Le divergenze vengono risolte verificando se la soluzione rafforza l'integrazione tra competenze pubbliche (coordinamento), risorse del privato sociale (professionalità) e energia civica (partecipazione). Criterio operativo: "Questa soluzione permette a ciascun attore di esprimere al meglio le proprie peculiarità nella co-produzione di welfare?". La mediazione privilegia soluzioni generative che trasformano tensioni in opportunità: conflitti sulla governance sperimentano nuove co-decisioni, divergenze sulle priorità integrano le tre linee produttive, controversie economiche sviluppano meccanismi più inclusivi. Il focus rimane sull'interesse generale dell'Opificio come strumento di empowerment che supera l'assistenzialismo, garantendo che ogni mediazione costruisca un modello replicabile dove i cittadini passano da beneficiari passivi a co-produttori attivi del proprio benessere.

Modalità di comunicazione dei risultati del processo

COMUNICAZIONE COME STRUMENTO DI EMPOWERMENT - Nell'Opificio di Comunità la comunicazione supera la funzione informativa tradizionale per diventare meccanismo di attivazione civica. Trasforma i cittadini da destinatari passivi a co-produttori di contenuti, documenta il processo di trasformazione da beneficiari a investitori sociali, rende visibile la "produzione sociale" territoriale, facilita l'integrazione tra centro storico e frazioni attraverso partecipazione distribuita. STRUMENTI INTEGRATIVI (da sviluppare insieme ai partner) DIARIO DI BORDO COLLETTIVO DIGITALE - Documentazione partecipata dell'evoluzione dell'Opificio attraverso PartecipAzioni, dove tutti i partecipanti contribuiscono con testimonianze, foto, riflessioni sulle dinamiche collaborative, creando una narrazione corale del processo di co-progettazione. SISTEMA TESSERE DIGITALI TERRITORIALI - Wallet sociale che traccia e visualizza i contributi dei cittadini all'Opificio (tempo, competenze, micro-risorse), comunicando in tempo reale la "produzione sociale" del territorio e rendendo visibile l'economia collaborativa generata. STORYTELLING DELIBERATIVO ITERATIVO - Raccolta continua di narrazioni di cambiamento dei partecipanti durante le fasi del processo, utilizzate per comunicare l'evoluzione delle proposte e motivare nuovi coinvolgimenti attraverso testimonianze dirette di empowerment. DASHBOARD TERRITORIALE COLLABORATIVA - Visualizzazione dinamica su PartecipAzioni dei cicli produttivi dell'Opificio (relazioni attivate, servizi co-prodotti, iniziative di solidarietà), comunicando in tempo reale l'impatto sociale generato dalla "fabbrica sociale". COMUNICAZIONE IBRIDA CENTRO-FRAZIONI - Integrazione digitale che connette il "chilometro quadrato" con le frazioni permettendo partecipazione distribuita e comunicazione bidirezionale tra centro storico e territorio comunale attraverso la piattaforma.

Sintesi della valutazione regionale

Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale 633 del 28.04.2025

Requisiti previsti dal Bando Regionale

Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale

Coerenza rispetto al contesto locale

Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti

Qualità del design di processo

Premialità Tecniche

Settore

Processi per la realizzazione di opere, progetti o interventi previsti dall'art. 2, comma 2, lett. c) della L.R. 15/2018 (particolare rilevanza per la comunità locale o regionale, in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, al fine di verificarne l'accettabilità sociale e la qualità progettuale)

Adesione alla piattaforma regionale PartecipAzioni

Accordo formale preventivo

Modalità del monitoraggio e indicatori

EX ANTE Mappatura degli attori territoriali e delle competenze disponibili Definizione degli indicatori di qualità del processo partecipativo Verifica delle condizioni abilitanti (Regolamento e partnership preliminari) IN ITINERE Monitoraggio della partecipazione al processo di co-progettazione Verifica del rispetto dei tempi e delle metodologie previste Controllo dell'inclusività e del coinvolgimento dei target specifici Supervisione della coerenza con i criteri di certificazione di qualità EX POST Valutazione del recepimento delle proposte partecipate nelle decisioni dell'ente Misurazione dell'efficacia dell'Opificio nelle prime attivazioni operative Analisi dell'impatto sulla produzione di relazioni, welfare e solidarietà territoriale Verifica della sostenibilità e replicabilità del modello dell'Opificio STRUMENTI Diario di bordo collettivo dei partecipanti per documentare l'evoluzione del processo e le dinamiche collaborative Osservazione diretta durante gli incontri Interviste ai referenti territoriali e testimoni privilegiati Storytelling partecipativo per raccogliere narrazioni sull'esperienza di co-progettazione Analisi documentale degli atti amministrativi conseguenti VALUTAZIONE DI IMPATTO DELL'OPIFICIO Sarà valutata l'implementazione di una modalità agile e creativa per misurare l'impatto dell'Opificio di Comunità una volta istituito. Il sistema di valutazione potrebbe integrare indicatori quantitativi tradizionali con strumenti innovativi come dashboard territoriali collaborative che visualizzino in tempo reale la "produzione sociale" (numero di relazioni attivate, servizi co-prodotti, iniziative di solidarietà generate), storytelling digitale per raccogliere narrazioni di cambiamento dei beneficiari, e "termometri di coesione sociale" che misurano attraverso tecniche partecipative l'evoluzione del capitale sociale territoriale. La metodologia potrebbe prevedere sessioni di autovalutazione partecipata con la comunità per verificare nel breve periodo l'efficacia dei primi cicli produttivi, nel medio periodo la sostenibilità del modello collaborativo, e nel lungo periodo la trasformazione strutturale delle dinamiche di welfare territoriale e la replicabilità dell'esperienza santarcangiolese.

Soggetti specifici

Non prevista nel bando di riferimento

Tipologia di Soggetto proponente

Comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti

Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione

Adesione volontaria alla campagna di monitoraggio regionale

Crediti

Processo segnalato da

Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 10/10/2025