Il Patto Sociale per Parma
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Processo
Stato di avanzamento
In corso
Natura Processo
Processo non certificato
Anno di avvio
Gestione di Processo
Indirizzo
Strada Repubblica, 1, 43121 Parma
Territorio Interessato
Mappa

Caratteristiche
Ambito di intervento
Tematica specifica
Tipo di partecipazione
Partecipazione volontaria
Codecisione
Sì
Design del processo partecipativo
Il Patto Sociale per Parma è uno strumento operativo di collaborazione istituzionale, sociale e territoriale finalizzato a promuovere la prossimità, l’integrazione socio-sanitaria e il sostegno alle persone in condizione di fragilità. Nato con l’obiettivo di rafforzare le reti di comunità e migliorare la risposta ai bisogni emergenti, il Patto si articola in otto tavoli tematici che, tra 2024 e 2025, hanno contribuito a delineare strategie condivise, progettualità concrete e interventi territoriali innovativi. La cornice operativa del Patto si fonda su un approccio partecipativo alla pianificazione delle politiche sociali e sanitarie, con l’intento di costruire una risposta integrata, coordinata e personalizzata. In un momento in cui la fragilità e la vulnerabilità della nostra società pervadono la vita quotidiana della città, il Patto Sociale per Parma è la risposta più forte: un coordinamento efficace che permette a tutte le persone che si occupano di politiche sociali di condividere esperienze, competenze, intelligenze, spazi e modi di intervento. Il Patto Sociale per Parma ha visto una sinergia tra tanti enti, istituzioni, tecnici dell’ambito della Sanità e del Sociale, mondo imprenditoriale e altri soggetti; questa collaborazione permette di dare concreta attuazione a quell’amministrazione condivisa che le norme nazionali ci indicano come indirizzo per gli interventi integrati. Il Patto Sociale rappresenta una delle leve strategiche più importanti per lo sviluppo di un welfare cittadino moderno, integrato e capace di rispondere con efficacia alle nuove forme di bisogno. La sua forza risiede nella capacità di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, servizi, Terzo Settore, operatori e cittadini, costruendo sinergie che superano la frammentazione e generano valore condiviso. Non si tratta di un percorso astratto o sperimentale, in quanto ogni anno il Comune supporta oltre 7.000 famiglie attraverso servizi educativi, sociali, abitativi e di prossimità del Patto Sociale. Attraverso questo strumento si sta semplificando la presa in carico, rafforzando la prevenzione, migliorando l’accessibilità ai servizi e favorendo l’inclusione delle persone in condizione di fragilità. Questo approccio integrato è oggi imprescindibile. Di fronte a sfide complesse come quelle della disabilità, della genitorialità fragile, dell’abitare e delle fragilità psicosociali, è necessario un cambio di passo: il Patto Sociale rappresenta proprio questo cambio di paradigma, che pone la persona al centro e valorizza la responsabilità condivisa tra pubblico, privato e comunità. I tavoli di lavoro: 1. CASE DELLA COMUNITÀ: SANITÀ E SOCIALE IN STRETTA CONNESSIONE: Il tavolo dedicato alla transizione dalle Case della Salute alle Case della Comunità ha lavorato per ridefinire il ruolo dei presidi territoriali, con l’obiettivo di rafforzare il raccordo tra il sistema sanitario e quello sociale. Il lavoro svolto ha portato alla formalizzazione di nuovi modelli organizzativi, come il nuovo Punto Unico di Accesso Socio-Sanitario (PUA), con un maggiore coinvolgimento dell’infermiere di famiglia e di comunità, chiamato a svolgere funzioni di assistenza diretta, prevenzione, counseling e orientamento all’utilizzo dei servizi. Le Case della Comunità diventano così punti di riferimento prossimali, dove si costruisce una presa in carico multidimensionale e continuativa, a stretto contatto con le famiglie e le reti locali. Il nuovo PUA, attivato sperimentalmente su due poli dall’autunno 2024, ha preso in carico al 31/03/2025 oltre 800 casi. 2.DIMISSIONI DIFFICILI E PROTETTE: UN PERCORSO INTEGRATO PER LA CONTINUITÀ DELLA CURA. Il tavolo sulle dimissioni difficili e protette ha approfondito le modalità di transizione dal contesto ospedaliero al territorio, con particolare attenzione ai soggetti non autosufficienti o in condizioni di vulnerabilità. È stato attivato un progetto pilota nazionale del PNRR, con la definizione di percorsi strutturati per la gestione delle dimissioni complesse, garantendo il raccordo tra ospedale, medici di medicina generale, infermieristica domiciliare, cooperazione sociale e servizi sociali. L’attivazione tempestiva e il coordinamento di tutti gli interlocutori favorisce la continuità assistenziale e la personalizzazione dei piani di cura. Tramite il progetto PNRR sono stati forniti alle famiglie concreti aiuti logistici, economici e professionali (es. assistente famigliare gratuita per due settimane) per favorire una domiciliarità protetta e sicura. Dalla fine del 2024 circa 100 persone sono state accompagnate nel percorso di dimissione ospedaliera nell’ambito del progetto PNRR. 3.FAMIGLIA E GENITORIALITÀ: PREVENZIONE E SOSTEGNO ALLE RETI EDUCATIVE. Il tavolo Famiglia e Genitorialità ha sviluppato interventi orientati alla prevenzione e al sostegno delle famiglie, con un’attenzione particolare alle situazioni di fragilità. Tra le principali iniziative, il “percorso crescita” ha promosso un approccio comunitario alla genitorialità, valorizzando il dialogo tra famiglie, servizi educativi e operatori. Sono stati attivati spazi di ascolto, formazione e confronto, che intendono rafforzare le capacità genitoriali e la coesione familiare. Nel 2024 oltre 400 bambine e bambini, 250 genitori e 50 insegnanti sono stati accompagnati nel “percorso crescita” e circa 200 famiglie hanno avuto accesso al Centro famiglie per counseling genitoriale, di coppia e mediazione famigliare. 4.DISABILITÀ E DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO: PERCORSI PERSONALIZZATI E AUTONOMIA ABITATIVA. Il gruppo di lavoro che si occupa di disabilità fisica e cognitiva ha delineato interventi volti a favorire percorsi di autonomia e inclusione, in coerenza con le linee guida nazionali e regionali. È stato avviato il progetto “Casa delle Autonomie”, che promuove soluzioni abitative inclusive per persone con disabilità intellettiva, con l’obiettivo di sostenere l’autonomia personale e lo sviluppo di competenze sociali. Da luglio 2023 alla fine del 2024, hanno partecipato al progetto “Casa delle Autonomie” 30 persone con disabilità effettuando circa 450 giorni di esperienza abitativa autonoma. All’interno di questo percorso si colloca anche il modello del “Progetto di Vita”, che prevede una valutazione multidimensionale e la costruzione partecipata di interventi personalizzati. Il modello del “Progetto di Vita” è all’avanguardia nel panorama nazionale per gli aspetti di multidimensionalità, partecipazione e allocazione coordinata delle risorse mediante un budget di progetto individualizzato. 5.FRAGILITÀ ADULTE: SPAZI DIURNI E RIATTIVAZIONE SOCIALE. Il tavolo relativo alle fragilità adulte in ambito DSM ha concentrato l’attenzione su adulti in condizioni di marginalità, solitudine o disagio psicosociale. Sono stati attivati due progetti specifici, “SO-STARE” e “RI-PARTENZA”, che prevedono spazi diurni e accoglienze residenziali dedicate. L’approccio adottato valorizza la gradualità dei percorsi di riattivazione, il supporto relazionale e l’integrazione delle risorse territoriali, nella prospettiva di un’uscita progressiva dalla condizione di isolamento. Oltre 200 persone sono state intercettate dai due progetti. 6.“FA’ LA CASA GIUSTA!”: ACCESSO ALL’ABITARE E SUPPORTO ALL’AUTONOMIA. Il tavolo “Fa’ la casa giusta!” ha rafforzato le attività di orientamento e supporto all’abitare, con l’obiettivo di garantire accesso a soluzioni abitative adeguate per persone in situazione di disagio. Gli sportelli attivati offrono consulenza, accompagnamento e mediazione, promuovendo una rete di opportunità che coinvolge enti pubblici, associazioni e soggetti del terzo settore. L’attenzione è rivolta in particolare a situazioni di vulnerabilità economica, emergenza abitativa e transizione verso l’autonomia.Il progetto "Fa' la casa giusta!" del Comune di Parma ha portato al recupero di oltre 500 alloggi destinati all’edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di raggiungere quota 600 entro la metà del 2025. L’iniziativa, sostenuta da Fondazione Cariparma, ACER Parma, Regione Emilia-Romagna e Comune di Parma, mira a ridurre il numero di alloggi sfitti e rispondere concretamente all’emergenza abitativa della città. 7.DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE: LA SFIDA DELLA PREVENZIONE. Il tavolo, attivato a fine 2024, è nato per facilitare un confronto tra i vari attori istituzionali (Comune, Aziende Sanitarie, Università, Scuole, Istituzioni sportive, Volontariato, Terzo Settore etc) per individuare i “nodi” per migliorare cura e soprattutto prevenzione dei Disturbi Alimentari, considerando che i casi in carico ai servizi sanitari specialistici a Parma sono ormai circa 500 con oltre 130 nuovi casi all’anno. Sono in via di attivazione progetti stabili di prevenzione primaria e secondaria a favore delle Scuole primarie e secondarie e la progettazione di nuovi e innovativi setting assistenziali per la cura e la riabilitazione dei disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. 8.OSSERVATORIO DEL WELFARE DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA. L’Osservatorio quali-quantitativo ha elaborato proposte metodologiche per “ripensare” lo Stato sociale nell’ottica delle Case di Comunità e ha effettuato una analisi demografico-epidemiologica dei quartieri di Parma, con particolare riferimento alla rilevazione dei quartieri con maggiore “tensione” anagrafica, per individuare persone vulnerabili (anziani soli, giovani coppie senza rete famigliare etc). Una visione condivisa per una comunità coesa. L’intero impianto del Patto Sociale si fonda su alcuni temi trasversali ritenuti prioritari: la prevenzione, intesa come investimento strategico; l’integrazione, che si concretizza nella collaborazione tra servizi socio-sanitari, scuola, terzo settore e cittadinanza; la personalizzazione degli interventi, con una forte attenzione ai bisogni individuali; la continuità assistenziale, che garantisce coerenza e stabilità nei percorsi di cura, soprattutto nei momenti di transizione tra contesti differenti. Il Patto Sociale per Parma proseguirà con la stessa impostazione partecipativa e con il coinvolgimento attivo di tutti i soggetti della rete locale, nella consapevolezza che la co-progettazione rappresenti uno strumento essenziale per affrontare le sfide di una comunità in continua evoluzione.
Presenza femminile rilevata
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Conciliazione tempi di vita e lavoro
Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate
Obiettivi e Risultati
Obiettivi
Tra gli obiettivi generali vi sono il miglioramento della presa in carico, la promozione di modelli preventivi, l’individuazione di soggetti e contesti a rischio e la valorizzazione delle risorse già attive sul territorio. Accanto a questi obiettivi strategici si collocano azioni specifiche che hanno interessato le diverse aree di intervento; rafforzare le reti di comunità e migliorare la risposta ai bisogni sociali emergenti della disabilità, della genitorialità fragile, dell’abitare e delle fragilità psicosociali.
Risultati Attesi
Rafforzare la prevenzione, migliorare l’accessibilità ai servizi e favorire l’inclusione delle persone in condizione di fragilità attraverso un approccio integrato che mette insieme Terzo Settore, operatori e cittadini, costruendo sinergie che superano la frammentazione e generano valore condiviso
Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo
No
Livello di partecipazione
PROGETTAZIONE PARTECIPATA
Indice di partecipazione
Crediti
Processo segnalato da
Osservatorio Partecipazione
Data ultima modifica: 12/07/2025
