Regione Emilia-Romagna

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CertificatoFinanziato

Processo

Stato di avanzamento

Concluso

Natura Processo

Processo certificato e finanziato

Anno della certificazione

2023

Anno Finanziamento

2023

Importo finanziato dal Bando

15.000,00 €

Cofinanziamento altri soggetti

No

Costo complessivo del processo

15.000,00 €

Anno di avvio

Anno di chiusura

2024

Data inizio del processo

28/03/2024

Data fine del processo

22/11/2024

Durata (mesi)

8

Richiesta e concessione della proroga

Gestione di Processo

Comitato di Garanzia locale

Il comitato di garanzia locale sarà deciso all’interno dell’assemblea dei partecipanti al living lab e dovrà essere composto da almeno un componente per ogni gruppo di stakeholder individuato dai criteri di partecipazione più almeno un rappresentante per ogni Consulta di quel territorio.

Comitato di Garanzia locale - Funzioni assegnate

Monitoraggio degli esiti del processo, Supervisione del corretto svolgimento del processo

Indirizzo

Piazza Prampolini, 1, 42121 Reggio Emilia

Tavolo di Negoziazione

Il Tavolo di Negoziazione sarà costituito da soggetti esterni al processo, successivamente all’apertura del processo partecipativo e sarà costituito da entità urbane, ovvero non direttamente operanti nei sei quartieri scelti per la sperimentazione. In questo modo si intende individuare un soggetto collegiale terzo rispetto al processo in grado di garantire un approccio equidistante in caso di eventuali contestazioni o cambiamenti delle caratteristiche del processo o violazioni di diritti soggettivi. Esso sarà costituito da soggetti istituzionali, rappresentanti delle categorie economiche e del Terzo Settore, da esperti nelle diverse materie oggetto dei percorsi di co-design e da cittadini residenti al di fuori dei territori oggetto della sperimentazione. 1. per quanto riguarda i rappresentanti delle categorie economiche, sarà il Comune a richiedere l’adesione volontaria delle categorie, con particolare riferimento al mondo dei servizi e delle professioni, del commercio e dell’artigianato ecc., e al mondo del Terzo Settore e del volontariato; 2. gli esperti saranno reclutati attraverso auto-candidature spontanee dal mondo dei servizi (educazione, welfare, cultura, sport e tempo libero, ambiente, digitale, partecipazione); 3. i cittadini saranno sorteggiati in modalità casuale dall'elenco degli iscritti ai 6 centri sociali, escludendo solo i minori di anni 16. Il TdN avrà tre compiti fondamentali: 1. monitorare il corretto andamento del progetto fino alla fine del periodo di sperimentazione del nuovo servizio di prossimità; 2. dirimere eventuali contenziosi che dovesse sorgere durante lo svolgimento del processo. Il TdN potrà essere contattato da chiunque sia interessato a far valere la propria posizione al percorso attraverso una mail dedicata e disponibile nella sezione del sito istituzionale dedicata. Il cittadino richiedente dovrà compilare l’istanza on line (accesso con SPID) e descrivere i dettagli del problema. Il TdN potrà rispondere entro i 15gg successivi alla ricezione dell’istanza, riunendosi ad hoc per valutare l’istanza ricevuta. 3. valutare la correttezza della fase di valutazione dei risultati e degli impatti, secondo le metodologie concordate e definite in sede di processo partecipativo, sia in progress sia, soprattutto, alla fine della sperimentazione. Il TdN potrà riunirsi anche indipendentemente dalla richiesta dei cittadini e darsi odg utili alla gestione delle proprie funzioni. I report degli incontri saranno pubblicati nella sezione del sito, in ottemperanza al principio di trasparenza e in coerenza con la legge sulla privacy. Gli incontri potranno svolgersi sia on line che in presenza. Il Comune garantisce la disponibilità di una sala, attrezzature e guardiania.

Titolari della decisione

Comune di Reggio Nell'Emilia

Soggetto beneficiario dei contributi

Comune di Reggio Nell'Emilia

Soggetti esterni

Ancescao / ARCI - Comitato territoriale di Reggio Emilia

Partecipanti

Singoli cittadini

Territorio Interessato

Mappa

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Reggio Nell'Emilia

Caratteristiche

Ambito di intervento

Tematica specifica

Tipo di partecipazione

Partecipazione volontaria

Codecisione

Design del processo partecipativo

Da anni il Comune è impegnato in un progetto di valorizzazione delle comunità dei territori allo scopo di realizzare nuove modalità di amministrazione collaborativa e sinergie di scopo con le organizzazioni e i cittadini che vivono e animano i quartieri. La valorizzazione avviene attraverso l'applicazione di un protocollo partecipativo che porta alla sottoscrizione di partenariati pubblico-privato-comunità per realizzare nuove opportunità nei quartieri. All'interno di questo disegno hanno particolare importanza i centri sociali, una rete di 27 immobili pubblici gestiti in convenzione con reti di organizzazioni TS. L'attuale gestione del centri è frutto di un percorso di co-programmazione (2020) e di co-progettazione (2021 e 2022) attraverso il quale il Comune ha costruito le condizioni perché potessero assumere un ruolo centrale nelle politiche della prossimità. Tale ruolo consiste nell'affiancare alle iniziative di socialità e animazione culturale anche l'erogazione di servizi di prossimità, in grado di dare risposte a bisogni sociali complessi e differenziati attraverso forme di coinvolgimento delle comunità, sia nella fase di ascolto e design che nella fase di erogazione. Il Comune ha quindi dato vita a una terza fase, quella attuale, caratterizzata da: 1. individuazione di community manager all'interno della rete di soggetti che gestiscono i centri sociali ai quali fornire, sul campo, supporto e tutoraggio per agire il ruolo ed essere in grado di auto-organizzare risorse e sostenibilità intorno a progetti in grado di migliorare la qualità della vita e rispondere a bisogni di inclusione, incluse fasce deboli 2. attivare in parallelo una piattaforma digitale collaborativa (denominata Hamlet) in grado di facilitare il lavoro di tessitura sociale dei community manager e di affiancare la modalità digitale a quella analogica nei servizi di prossimità da implementare nei quartieri. Questo contesto fa parte dell'Agenda Urbana Sviluppo Sostenibile (Atuss) PRFESR2021-20. - Il processo partecipativo riguarda il co-design di servizi in 6 centri sociali e quartieri per implementare servizi di prossimità che risolvano bisogni sociali e incoraggino economie di luogo. In questi centri, da novembre 2023, il Comune, con il Terzo Settore, sta formando la figura del community manager, ruolo destinato a supportare le politiche di prossimità attraverso l'acquisizione di competenze specialistiche quali l'individuazione dei bisogni, elaborazione di ipotesi di sostenibilità di progetti e servizi, la realizzazione di reti di prossimità ecc. Con il percorso di partecipazione saranno realizzati specifici living labs con le comunità per co-disegnare servizi/attività a misura del bisogno e in grado di coinvolgere gli utenti. Una piattaforma collaborativa di prossimità favorirà prima il dialogo e poi l'erogazione dei servizi in modalità digitale. Sarà possibile aumentare le opportunità, senza ricorrere alle sole risorse pubbliche e alle procedure tradizionali di bando. - A marzo si concluderà il percorso di accompagnamento e tutoraggio dei 6 community manager protagonisti attivi all'interno di un modello di formazione-intervento da parte di specialisti in processi di innovazione sociale per supportare la trasformazione dei rispettivi centri sociali in case di quartiere, secondo le intenzioni condivise nel 2020 nel percorso di co-programmazione e nel 2021-2022 in quello di co-progettazione. I 6 community manager avranno il compiti di rinforzare le reti relazionali di prossimità per generare nuovi modelli di servizi di prossimità basati sull'ibridazione delle policy e dei settori di intervento e sull'ingaggio concreto della comunità e degli utenti. Il percorso di partecipazione vuole supportare i community manager attraverso la realizzazione di percorsi partecipativi secondo le modalità dei living labs, ovvero ecosistemi aperti di progettazione, sperimentazione e validazione di nuovi prodotti e servizi, in cui gli utenti possono interagire e sperimentare tali prodotti e servizi, fornendo agli altri attori interessati feedback importanti per la loro messa a punto e successiva organizzazione/riorganizzazione, nell'ottica di stimolare l'innovazione trasferendo la ricerca dai laboratori ai contesti di vita reale. La metodologia del living labs consente di intermediare e orchestrare i diversi punti di vista dei diversi attori del processo in modo da creare uno scenario di condivisione e a valore aggiunto per tutti (win-win). L'ipotesi è di procedere con azioni tra loro interdipendenti: 1. nei 6 quartieri dei community manager scouting di diverse tipologie di utenti in rapporto ai temi emersi dall'attività di ascolto dei bisogni realizzata con le Consulte e contenute nei Patti d'Ambito approvati dal Consiglio Comunale in allegato al Bilancio 2024-0-27 e nel DUP; lo scouting sarà condotto in collaborazione con i servizi comunali che stanno già intervenendo nei territori con particolare riferimento ai giovani (target 14-19), alle categorie fragili (anziani soli, disabili, mamme sole e in difficoltà economiche), all'inclusione degli immigrati, per garantire la maggiore probabilità di individuare ed ingaggiare i target oggetto di intervento; 2. allestimento della piattaforma digitale Hamlet nei 6 quartieri e apertura di un punto di alfabetizzazione digitale e consulenza one to one per 'far salire a bordo della piattaforma' tutti i soggetti progressivamente individuati. Al community manager, che viene alfabetizzato all'uso della piattaforma in queste settimane, sarà data la funzione di community digital manager in modo da gestire in piena autonomia sia le relazioni sociali in presenza che quelle digitali; 3. ingaggio dei soggetti che gestiscono il centro sociale per individuare in modalità collaborativa il contesto reale di partenza (logistica del centro sociale, competenze presenti nella rete di gestione, core business dei diversi soggetti, disponibilità a investire in nuovi prodotti-servizi ecc.) 4. ingaggio con evento kick off dei principali stakeholder interessati all'esperienza di partecipazione. In particolare l'idea è di procedere secondo i seguenti criteri: a) soggetti del terzo settore e organizzazioni no profit operanti nel quartiere di riferimento, come soggetti in grado di aggiungere input ai fini della possibile ibridazione del servizio; b) soggetti profit potenzialmente interessati a investire secondo il modello della finanza d'impatto e/o in termini di welfare aziendale e/o in termini di responsabilità sociale d'impresa nel territorio di riferimento; c) altri enti e servizi presenti nel territorio (scuole, parrocchie, altre organizzazioni pubbliche o private o del privato sociale; d) piccoli esercizi commerciali di vicinato, per valutare eventuali servizi aggiuntivi al servizio core: e) gli altri centri sociali della rete per possibili successive sperimentazioni. 5. allestimento e organizzazione del living lab sia in presenza che sulla piattaforma digitale la quale consentirà di tracciare tutto il percorso e garantire la trasparenza degli incontri, degli output prodotti e della partecipazione effettiva. 6. co-design della soluzione collaborativa individuata grazie all'interazione dei soggetti, definizione del modello di valutazione dell'impatto sociale/ambientale che si intende produrre, allestimento, prototipazione del servizio e inizio della sperimentazione. 7. restituzione pubblica e confronto generale nei 6 quartieri oggetto dell'intervento. 8. al termine del periodo di sperimentazione, si prevede la raccolta dati e informazioni (quali-quantitative) secondo il modello di valutazione condiviso durante il living lab per la validazione del prototipo e la successiva potenziale scalabilità organizzativa e temporale. 9. possibile esportazione del modello di intervento in altri centri sociali della rete dei 27. 10. restituzione generale alle comunità dei territori e all'intera città al fine di stimolare nuovi percorsi di innovazione aperta e collaborazione civica.

Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali

Strumenti digitali utilizzati

Hamlet è la piattaforma collaborativa digitale che nasce con l’obiettivo di facilitare gli scambi e la connessione tra i soggetti che compongono il tessuto sociale e favorire le relazioni e la partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche. E’ uno strumento utile per il dialogo fra le comunità dei territori e l'Amministrazione e anche per supportare l’attività di ascolto delle Consulte. Un obiettivo altrettanto importante raggiunto è l’alfabetizzazione digitale.

Numero partecipanti (stimate o effettive)

80

Presenza femminile rilevata

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Conciliazione tempi di vita e lavoro

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Figure Professionali

Facilitatori (Esterni) / Esperti della specifica materia trattata (Esterni)

Tecniche di Partecipazione

Interviste e questionari strutturati

Obiettivi e Risultati

Obiettivi

Con il percorso di partecipazione dei cittadini al co-design dei servizi di prossimità si intende supportare la realizzazione di diversi programmi di politica pubblica e raggiungere i seguenti obiettivi 1.la città dei 15 minuti, indicato nel PUG; 2.l’empowerment delle comunità, a cui il Servizio Partecipazione sta lavorando da anni attraverso l’attuazione di partenariati multi-attoriali; 3.garantire, a fronte della contrazione di risorse del bilancio pubblico, una equa distribuzione territoriale dell’offerta di servizi di cura delle persone; 4.la transizione digitale, grazie alla disponibilità di una piattaforma collaborativa di prossimità; 5.l’innovazione nei processi amministrativi relativamente al superamento dei bandi come forma di acquisizione di servizi e il ricorso alla co-progettazione, prevista dalle forme partenariali del proprio Regolamento di partecipazione e dall’art. 55 del CTS.

Risultati Attesi

I risultati concreti saranno l’apertura di almeno un nuovo servizio di prossimità, in ciascuno dei sei centri sociali, rivolto alla popolazione di quel quartiere, a partire dalle fasce più deboli. In particolare, le recenti indagini condotte dalle Consulte, hanno fatto emergere queste priorità: i giovani, il welfare di prossimità e la coesione sociale come risposta al bisogno di sicurezza e la lotta ai cambiamenti climatici. Essendo le convenzioni di durata novennale, il percorso proporrà anche il tema della valutazione degli impatti sociali prodotti dai servizi di prossimità.v

Decisioni pubbliche che riguardano gli esiti del processo partecipativo

Il processo partecipativo comporta per l’Amministrazione la decisione qualificata, già assunta, di sospendere la pubblicazione di bandi di gara relativi ai servizi alla persona, per supportare, invece, l’apertura dei servizi di prossimità e tutela ambientale secondo gli output del percorso partecipativo. L’Amministrazione potrà finanziare lo start up dei servizi, supportando il primo anno di sperimentazione per validarne la sostenibilità organizzativa e territoriale. Considerando infatti i 27 centri sociali, l’intenzione è replicare, qualora validato, il percorso della fase tre da centri sociali a case di quartiere attraverso il medesimo modello di intervento (individuazione del community manager–co-design dei servizi di prossimità–finanziamento della co-progettazione vs bandi pubblici).

Risultati conseguiti

Il percorso di partecipazione dei cittadini al co-design dei servizi di prossimità ha avuto un alto grado di efficacia in quanto ha raggiunto gli obiettivi previsti quali: 1.la città dei 15 minuti, indicato nel PUG; 2.l’empowerment delle comunità, a cui il Servizio Partecipazione sta lavorando da anni attraverso l’attuazione di partenariati multi-attoriali; 3.garantire, a fronte della contrazione di risorse del bilancio pubblico, una equa distribuzione territoriale dell’offerta di servizi di cura delle persone; 4.la transizione digitale, grazie alla disponibilità di una piattaforma collaborativa di prossimità; 5.l’innovazione nei processi amministrativi relativamente al superamento dei bandi come forma di acquisizione di servizi e il ricorso alla co-progettazione, prevista dalle forme partenariali del proprio Regolamento di partecipazione e dall’art. 55 del CTS. I risultati concreti prodotti sono l’apertura di almeno un nuovo servizio di prossimità, in ciascuno dei quattro centri sociali, rivolto alla popolazione di quel quartiere, a partire dalle fasce più deboli sulla base della raccolta dei bisogni fatta dalle Consulte Territoriali, che prioritizzano i giovani, il welfare di prossimità e la coesione sociale come risposta al bisogno di sicurezza e la lotta ai cambiamenti climatici. Inoltre, la definizione dei managers di quartiere ha permesso alle Case di Quartiere che hanno partecipato al percorso di aumentare le loro competenze, arricchendole di nuove figure, conoscenze e mettendole in rete le une con le altre.

Documenti di proposta partecipata previsti

Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo

Descrizione Documenti

Documento di proposta partecipata

Upload Documento finale condiviso

Livello di partecipazione

EMPOWERMENT

Indice di partecipazione

28 / 30

Requisiti per la Certificazione di Qualità

Sollecitazione realtà sociali

I soggetti e attori del territorio già coinvolti in questo processo, come detto, sono sia Arci e Ancescao, in qualità di associazioni di riferimento dei 27 centri sociali di Reggio Emilia, sia i gestori dei 27 centri sociali della città, peraltro composti, come da input della co-progettazione realizzata nel 2020-2021, da reti di associazioni, diverse per settore di intervento e per tipologia di attività/competenza. Il processo partecipativo intende coinvolgere sia la rete di gestione del centro, a cui appartiene il community manager, sia tutte le altre realtà a vario titolo interessate alla realizzazione di uno (e nel tempo più) servizio di prossimità erogato in modalità analogica e/o digitale, grazie alla presenza di una piattaforma collaborativa di prossimità. Proprio perché l’obiettivo è un servizio a forte ibridazione e nato attraverso un processo di open innovation rappresentato dalla modalità del living lab, è intenzione del Comune coinvolgere tutti quegli attori che possono contribuire, nella fase di co-design, ad ottenere queste caratteristiche. Saranno perciò coinvolte: a) soggetti del terzo settore e organizzazioni no profit operanti nel quartiere di riferimento, come soggetti in grado di aggiungere input ai fini della possibile ibridazione del servizio; b) soggetti profit potenzialmente interessati a investire secondo il modello della finanza d’impatto e/o in termini di welfare aziendale e/o in termini di responsabilità sociale d’impresa nel territorio di riferimento; c) altri enti e servizi presenti nel territorio (scuole, parrocchie, altre organizzazioni pubbliche o private o del privato sociale; d) piccoli esercizi commerciali di vicinato, per valutare eventuali servizi aggiuntivi al servizio core: e) gli altri centri sociali della rete per possibili successive sperimentazioni. Questi soggetti saranno invitati in modalità singola dal Comune che presenterà il percorso partecipativo in un evento di kick off.Per quanto riguarda le categorie di utenti sui quali si intende intervenire con il nuovo servizio, la costruzione dell’alleanza con i rispetti Servizi di policy consente sia di intervenire in un quadro informato del relativo contesto (cosa c’è, cosa manca, quali sono i principali problemi e quali le risorse, anche tacite, presenti nella comunità) sia di arrivare direttamente ai pubblici target. Su questi target il nuovo servizio generato dal living lab intende produrre effetti di cambiamento (generazione di impatto) producendo non solo la risposta ad un bisogno (efficacia dell’intervento) ma anche una maggiore integrazione, approccio alla collaborazione civica e fiducia verso la comunità di appartenenza per sviluppare maggiore senso civico e spirito identitario. Il coinvolgimento delle comunità e degli stessi utenti del servizio, anche attraverso la valorizzazione di competenze tacite possedute, sono le caratteristiche di innovazione sociale che si intende perseguire e, quindi, l’effetto di cambiamento che si intende generare.

Modalità di inclusione

Le diverse categorie di soggetti censiti attraverso i criteri di progettazione del percorso partecipativo sopra descritto saranno contattate con queste modalità: 1. realizzazione di un data base, anche grazie ai dati già in possesso del Comune e dei diversi Servizi comunali coinvolti, dei soggetti appartenenti alle diverse categorie di utenti a cui si intende rivolgere il nuovo servizio di prossimità in ciascuno dei 6 territori individuati; l’alleanza con gli altri servizi, anche in ragione della ibridazione del servizio di prossimità che si intende progettare, sarà fondamentale tanto nella fase di primo contatto e ingaggio dei target quanto nella stessa fase di co-design e validazione del nuovo servizio di prossimità. L’intenzione è che il valore aggiunto sia anche per l’interno dell’ente che potrebbe sperimentare direttamente un modello alternativo di acquisizione di servizi, ricorrendo alla co-progettazione invece del tradizionale bando di gara con procedura negoziata, innovando i modelli di procurement e le procedure amministrative che supportano forme partenariali (collaborative) in luogo di quelle competitive; 2. realizzazione di un data base, anche grazie ai dati già in possesso del Comune e del Servizio Politiche di Partecipazione, dei soggetti appartenenti alle diverse categorie di stakeholder che si intende coinvolgere nel co-design del nuovo servizio di prossimità in ciascuno dei 6 territori individuati; si tenga conto che il Servizio Politiche di Partecipazione ha realizzato oltre 200 progetti di innovazione sociale nel territorio comunale dal 2015 ad oggi, grazie a procedure di coinvolgimento delle comunità dei quartieri, sperimentando innovazioni di processo (anche amministrativo) e di prodotto (progetti place based collaborativi) che hanno coinvolto centinaia di associazioni e soggetti in tutti i quartieri e quindi già inseriti nel proprio gestionale; 3. realizzazione di un piano di comunicazione integrata che prevede il raggiungimento dei target di cui sopra attraverso un mailing (postale e digitale) mirato e individualizzato in grado di far conoscere gli obiettivi del progetto e puntando sul valore aggiunto che ciascun soggetto individuato potrebbe portare all’interno del processo partecipativo; 4. presentazione pubblica del progetto sia nei 6 quartieri direttamente coinvolti sia a livello di città con utilizzo di attività, strumenti e canali sia digitali che analogici (si veda il cap. Piano di comunicazione), a partire da un evento di kick off; 5. realizzazione di una pagina del sito istituzionale interamente dedicata al progetto con apertura di una survey per attivare eventuali nuovi soggetti e/o contenuti in modo da incrementare altri contributi all’interno del processo partecipativo. La survey sarà pensata in modo da individuare da subito sia la natura del soggetto che si candida sia la disponibilità che il soggetto intende portare, in termini di contributi, prestazioni, beni, servizi, competenze, tempo.. al progetto stesso.

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura

Per quanto riguarda l’utilizzo di metodi di mediazione si prevede di gestire il processo partecipativo attraverso la metodologia dei living lab ovvero della compresenza di diverse tipologie di target con diversi interessi in gioco e diverse competenze come valore aggiunto per il co-design dei servizi di prossimità. La logica di gestione di questi processi è tendenzialmente win-win perché considera tutti gli interessi come utili alla definizione degli elementi distintivi e aggiuntivi del servizio da implementare. In caso di divergenze la figura del community manager e dei consulenti garantiti dal Comune, anche nella figura degli architetti di quartiere, entreranno in campo per gestire il potenziale conflitto e riportarlo all’interno della logica collaborativa. Il Tavolo di Negoziazione garantirà comunque l’eventuale ultimo step del processo di mediazione

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura

Il processo di partecipazione si concluderà con la sottoscrizione di un Partenariato per lo Sviluppo Sostenibile e l’Innovazione, (PSSI), nuovo strumento amministrativo che il Comune di Reggio Emilia dovrà adottare entro il mese di marzo2024, a conclusione della stagione dedicata alla stesura di un testo Unico della collaborazione a Reggio Emilia. Il Partenariato per lo Sviluppo Sostenibile e l’Innovazione è un partenariato multi-attoriale che consente il dialogo collaborativo tra diverse tipologie di soggetti giuridici (soggetti profit, no profit, amministrazioni pubbliche, organizzazioni della ricerca e della conoscenza, organizzazioni di cittadini e singoli cittadini), è orientato verso obiettivi di giustizia sociale e climatica e prevede, sempre, la misurazione degli impatti prodotti attraverso la redazione e pubblicazione di uno specifico strumento chiamato Bilancio di Comunità. A garanzia della correttezza del PSSI e del Bilancio di Comunità il Comune di Reggio Emilia mette a disposizione anche la propria unità di ricerca accademica, il City Science Office, unità organizzativa formata da giovani ricercatori e dottorandi in diverse discipline che potranno supportare il processo durante le diverse fasi e anche il prodotto finale, garantendone la terzietà e il grado di correttezza scientifica.

Modalità di comunicazione dei risultati del processo

La comunicazione del processo sarà gestita attraverso un piano di comunicazione che prevede obiettivi e strumenti diversi in rapporto alle diverse fasi e ai target da coinvolgere. In particolare: 1) preliminarmente sarà realizzata un’immagine coordinata del processo, con naming e visual a loro volta coordinati con il programma di trasformazione dei Centri Sociali in Case di Quartiere, così da garantire uniformità nelle diverse fasi ma anche riconoscibilità rispetto a un programma che è in essere da anni; 2) la fase di reclutamento e ingaggio degli stakeholder per l’organizzazione dei living lab sarà realizzata sia con strumenti generalisti a livello urbano (conferenza stampa, sezione dedicata del sito, campagna affissioni, media planner e campagna ADV social) sia con strumenti ‘territoriali’ (kick off meeting nei 6 territori, locandine e materiale a stampa nei luoghi di socializzazione, negozi e supermercati, sedi dei servizi di diverso tipo nei quartieri, mailing dedicati dai data base dell’organizzazione); 3) la fase di living lab sarà gestita internamente sulla piattaforma Hamlet nei 6 quartieri e sarà dedicata al lavoro del gruppo di progetto. La piattaforma consente la pubblicazione di notizie, l’interazione di comunità con lo scambio di proposte e opinioni, di documenti e output di lavoro, la possibilità di realizzare riunioni a distanza e di condividere ciò che si sta discutendo su siti e canali social network) ma sarà resa accessibile, in termini di trasparenza di fasi e output nella sezione dedicata del sito istituzionale; 4) si attiverà quindi nel sito del comune una sezione dedicata che ospiterà sia le news sia la rendicontazione degli output dei tavoli e delle attività di ricerca sia tutta la documentazione amministrativa, finanziaria e di processo. Obiettivo del sito istituzionale è garantire terzietà e trasparenza e funzione di repository; 5) si utilizzeranno in sinergia i canali social network dell’amministrazione (facebook, twitter, instagram e youtube,) e saranno promosse campagne sponsorizzate e targettizzate; 6) saranno realizzati foto e video di documentazione. Al termine sarà realizzata una fase di restituzione e accountability con la realizzazione di un report generale con dati e informazioni dedicate ai risultati e agli impatti conseguiti e che avrà il format del Bilancio di Comunità, come prevede il nuovo Regolamento in approvazione a Marzo in Consiglio Comunale. Il Bilancio di Comunità sarà a sua volta oggetto di promozione e informazione sia a tutti i partecipanti ai laboratori sia a tutta la città. Dal momento che Reggio Emilia fa anche parte di una rete informale di città che lavora sui temi delle case di quartiere è intenzione del Comune ingaggiare anche le altre città e la stessa Regione Emilia-Romagna, per quanto riguarda, in particolare, l’applicazione del CTS e della LR 13.04.2023 n. 3 NORME PER LA PROMOZIONE ED IL SOSTEGNO DEL TERZO SETTORE, DELL'AMMINISTRAZIONE CONDIVISA E DELLA CITTADINANZA ATTIVA.

Sintesi della valutazione regionale

Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/208 e ai requisiti stabiliti dall’allegato 1 alla deliberazione di Giunta regionale n. 2054 del 27/11/2023.

Requisiti previsti dal Bando Regionale

Coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici del sistema regionale

Coerenza rispetto al contesto locale

Capacità generativa di impatto rispetto a risultati concreti

Qualità della definizione dell’oggetto del processo partecipativo

Qualità del design di processo

Innovazione sociale

Innovazione istituzionale

Innovazione digitale

Premialità Tecniche

Settore

Processi per la realizzazione di opere, progetti o interventi previsti dall'art. 2, comma 2, lett. c) della L.R. 15/2018 (particolare rilevanza per la comunità locale o regionale, in materia sociale e sanitaria, ambientale, territoriale, urbanistica e paesaggistica, al fine di verificarne l'accettabilità sociale e la qualità progettuale)

Accordo formale preventivo

Modalità del monitoraggio e indicatori

Si prevede di monitorare sia processo partecipativo che il servizio generato: 1. si propone di valutare la partecipazione in termini di quantità e qualità dei soggetti partecipanti in rapporto ai criteri individuati; la qualità della partecipazione, ovvero la produzione di output per ognuno degli step del processo e il livello di soddisfazione dei partecipanti e la trasparenza del processo partecipativo, ovvero la capacità di renderlo condivisibile anche oltre gruppo dei partecipanti; 2. si propone di valutare la qualità dell’output in termini di innovazione, ovvero il livello di ibridazione del nuovo servizio, la capacità di rispondere e corrispondere alle esigenze del/dei target individuati, la capacità di coinvolgere la comunità nell’erogazione della prestazione. Indicatori: 1. n dei partecipanti al living lab per ciascuno dei gruppi di stakeholder individuati; presenza di almeno un partecipante per gruppo; report di ogni incontro di living lab; questionario di soddisfazione dell’utente rispetto al processo partecipativo e valutazione di capitale sociale (disponibilità a impegnarsi, fiducia nell’altro e soddisfazione fissati al Tconzero del processo e al Tconeffe); pubblicazione dei report su piattaforma Hamlet e apertura di sondaggi e commenti (conteggio dei commenti e analisi dei sondaggi); 2. n di policy presenti nel nuovo servizio, questionario di customer satisfaction rispetto alle caratteristiche del servizio e in rapporto alle aspettative; n. di cittadini e/o organizzazioni coinvolte nel processo di erogazione del servizio (esclusi gli utenti).

Soggetti specifici

Non sussistente

Tipologia di Soggetto proponente

Comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti

Assunzione dell’Impegno formale qualificato da parte dell’Ente titolare della decisione

Allegati

01 - Scheda progetto

media/18 comune di reggio emilia.pdf /

02 - Documento di proposta partecipata

media/comune reggio emilia docpp.pdf /

03 - Relazioni intermedie e finali

media/comune reggio emilia relazione finale sito.pdf /

04 - Presa d'atto Ente Titolare della decisione

media/comune reggio emilia presa d'atto - bando 2023.pdf

Crediti

Processo segnalato da

Osservatorio partecipazione su documentazione regionale
Data ultima modifica: 24/10/2025