Regione Emilia-Romagna

Rilevamento elementi arborei ed arbustivi di pregio nelle Aree protette dell'Appennino Bolognese 2025/2026

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Processo

Stato di avanzamento

In corso

Natura Processo

Processo non certificato

Anno di avvio

Gestione di Processo

Titolari della decisione

Ente gestore della macroarea Emilia Orientale - Parco Regionale Abbazia di Monteveglio / Ente gestore della macroarea Emilia Orientale - Parco Regionale Corno alle Scale / Ente gestore della macroarea Emilia Orientale - Parco Regionale Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa / Ente gestore della macroarea Emilia Orientale - Parco Regionale Laghi Suviana e Brasimone / Ente gestore della macroarea Emilia Orientale - Parco Regionale Monte Sole

Partecipanti

Singoli cittadini

Territorio Interessato

Mappa

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Bologna / Camugnano / Castel Di Casio / Castiglione Dei Pepoli / Grizzana Morandi / Lizzano In Belvedere / Marzabotto / Monteveglio / Monzuno / Ozzano Dell'Emilia / Pianoro / San Lazzaro Di Savena

Caratteristiche

Ambito di intervento

Tematica specifica

Tipo di partecipazione

Partecipazione volontaria

Codecisione

Design del processo partecipativo

Le Aree protette dell'Appennino Bolognese di competenza dell'Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale presentano un paesaggio ricchissimo sia dal punto di vista naturale che culturale, con innumerevoli elementi arboreo-arbustivi di pregio, elementi che meritano di essere riconosciuti, censiti, protetti e valorizzati. Ci riferiamo a elementi diversi, eterogenei per natura, storia e possibile interesse per il nostro Ente, per le Amministrazioni, per la cittadinanza ed i visitatori delle aree protette: spesso percepiti come peculiari e preziosi alla scala locale, a volte di importanza anche ad una scala superiore (provinciale, regionale...), meritano di essere individuati, catalogati ed eventualmente inseriti in un progetto di tutela e valorizzazione. Il progetto è aperto al contributo di Associazioni e di singoli volontari interessati alla tutela delle piante, selvatiche o del paesaggio tradizionale dell'Appennino. Per partecipare è necessario scrivere una mail all'indirizzo della Referente specificato sul portale per avere un primo contatto con l'Ente: riceverete informazioni sul progetto e, se necessario, cartografia dell'area in cui intendete operare. La segnalazione dovrà essere fatta utilizzando il materiale predisposto (scheda di rilevamento). Si tratta di un'attività di ricognizione di piante o arbusti svolta esclusivamente a titolo di volontariato: il ruolo dell'Ente è quello di raccogliere le informazioni codificate raccolte dai diversi soggetti coinvolti, per poi valutare le possibili forme di tutela e valorizzazione delle piante più importanti. I Criteri su cui si basa questa ricognizione sono i seguenti: la raccolta dati e la stesura delle segnalazioni viene eseguita liberamente e a puro titolo di volontariato da cittadini e associazioni; le informazioni trasferite all'Ente verranno utilizzate esclusivamente per fini istituzionali; l'Ente si riserva di utilizzare come meglio crede le segnalazioni, mantenendo comunque evidenza e traccia delle informazioni fornite dal segnalatore; i partecipanti al progetto verranno tenuti aggiornati dell'esito del lavoro di analisi delle segnalazioni; l'Ente si attiverà per assicurare la tutela per situazioni ritenute più significative e più sensibili a minacce; l'eventuale valorizzazione del bene viene concordata preventivamente con il proprietario del terreno su cui il bene naturale insiste.

Utilizzo di piattaforme tecnologiche e strumenti digitali

Strumenti digitali utilizzati

mappa interattiva delle segnalazioni

Presenza femminile rilevata

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Conciliazione tempi di vita e lavoro

Non indicato o dato non disponibile nelle fonti consultate

Obiettivi e Risultati

Obiettivi

La presenza della vegetazione, sia spontanea che artificiale, assume un significato ambientale e culturale di evidente interesse per il nostro Ente e, più in generale, per la società. La flora e la vegetazione di un luogo sono, infatti, in stretta relazione alla geologia, alla geomorfologia, all'altitudine ed esposizione del luogo stesso; oltre a questi fattori ricordiamo anche la presenza delle specifiche condizioni microclimatiche, la fauna selvatica, la presenza di microrganismi ed agenti di patologie, al verificarsi di eventi estremi (incendi, gelicidi, ...). Alle condizioni naturali si aggiunge poi la "dimensione umana", ossia l'insieme delle pratiche dell'uomo che da millenni, in forme diverse, gestisce gli ambienti in cui vive, creando così ambienti seminaturali quale i boschi cedui, i castagneti, le praterie e i pascoli con grandi alberi di pero per ombreggiare gli armenti. In pratica l'attività umana seleziona le specie spontanee, favorendone alcune (ad es. il Carpino) e svantaggiandone altre, modifica la struttura del bosco, mantiene aperte praterie impedendo la crescita degli arbusti, innseta piante selvatiche con varietà domestiche e così via..., garantendo la presenza un mosaico seminaturale di ambienti diversi. A questo mix di elementi naturali e umani tra loro in relazione consegue in ogni caso la presenza di un ecosistema e di un paesaggio in parte naturale ed in parte culturale, paesaggio che abbiamo sempre sotto i nostri occhi quando siamo nell'Appennino Bolognese. Come accennato, sono molti gli elementi botanici di valore che contribuiscono alla tessitura del paesaggio e delle storie dell'Appennino. Per esemplificare pensiamo ad alberi monumentali, selvatici o domestici, di siepi, a filari e piantate maritate con la vite, ... ma anche - se vogliamo - a stazioni floristiche di specie eccezionali (es. orchidee), di arbusti o alberi di specie localizzate e rare (pensiamo a nuclei di faggio a Monte Sole o al Contrafforte, faggi che sono a quote assai basse e che il cambiamento climatico rischia di cancellare). Questi elementi del paesaggio agrario o dei boschi appenninici possono essere di rilievo per motivi naturalistici (perché l'esemplare è vetusto, è di grandi dimensioni, è di specie rara, ...) oppure per altre ragioni, ad esempio perché spettacolare, iconico, associato a storie o legende. Si tratta di un patrimonio materiale e vivente, spesso ignorato o comunque trascurato, a volte a rischio e altre volte in buona salute. La sua presenza e la sua consistenza ci sfuggono: non esiste una cartografata, non c'è quantificazione, non conosciamo le sue caratteristiche. Alla luce dell'importanza di questo patrimonio, vogliamo applicarci ad una ricognizione di questi beni ambientali utilizzando i principi della Citizen science che prevede il contributo dei cittadini e dei possibili portatori d'interesse, in particolare delle varie associazioni che conoscono il territorio di proprio riferimento.

Risultati Attesi

Rilevamento elementi arborei ed arbustivi di pregio nelle Aree protette dell’Appennino Bolognese 2025/2026 con il coinvolgimento di associazioni e cittadini (Citizen Science)

Documenti di proposta partecipata approvati al termine del processo

No

Livello di partecipazione

PROGETTAZIONE PARTECIPATA

Indice di partecipazione

15 / 30

Crediti

Processo segnalato da

Osservatorio Partecipazione
Data ultima modifica: 15/10/2025