Comunità, benessere e genere: Case della Salute in evoluzione

CertificatoFinanziato

Processo

Stato di avanzamento

Concluso

Natura Processo

Processo certificato e finanziato

Data inizio

14/01/2019

Data fine

30/07/2019

Durata (mesi)

6

Gestione di Processo

Titolari della decisione

Azienda USL Bologna

Soggetto beneficiario dei contributi

Azienda USL Bologna

Soggetti esterni

Associazione Centro Antartide

Partecipanti

Associazione Italiana Assistenza Spastici / Cittadinanza attiva / Medicina Europea di Genere / Mondo Donna / Singoli cittadini

Caratteristiche

Struttura responsabile del processo

Direttore Distretto Appennino, Direttore Distretto Bologna città, Direttore Distretto Pianura EST, Direttore Dipartimento Cure Primarie

Indirizzo

Via Castiglione, 29, 40124 Bologna

Mappa di Impatto

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Ambito di intervento

Welfare

Tematica specifica

Servizi sociali e sanitari

Attività istituzionale correlata al processo di partecipazione

Altre iniziative o scelte pubbliche

Codecisione

Numero persone partecipanti (stimate o effettive)

300

Tra i soggetti partecipanti si registra la presenza femminile

Si

Riscontro della prevalenza di genere fra i partecipanti

Femminile

Conciliazione con tempi di vita e lavoro dei partecipanti nella gestione del processo

Si

Anno di avvio

2019

Anno di chiusura

2019

Fasi del percorso

Gennaio 2019 - Prima Fase: Condivisione del percorso -Incontri preparatori in AUSL dello staff di progetto e definizione del Tavolo di Negoziazione (TDN) -Incontro di presentazione al Comitato Consultivo Misto Aziendale -Individuazione delle 3 Case della Salute per la sperimentazione in accordo con i Distretti e il Dipartimento Cure Primarie, contatti con le amministrazioni locali (Comitati di Distretto e Uffici di Piano) -Formazione del Comitato di garanzia locale - Primo incontro del TDN, illustrazione delle modalità del percorso partecipativo, condivisione delle metodologie, focus delle tematiche specifiche del percorso (disabilità, anziani, minori, caregiver); ampliamento dei soggetti da coinvolgere -Avvio del piano di comunicazione esterno e interno e coinvolgimento dei nuovi attori del territorio -Outreach e indagine diretta sui cittadini tramite interviste nelle Case della Salute Obiettivo della prima fase: condividere e consolidare la struttura del processo e definire le strutture interessate direttamente e coinvolte a supporto del percorso, arrivare a una più chiara definizione degli interessi in campo e ampliare il gruppo dei soggetti da coinvolgere. Si valuterà anche la produzione di un primo calendario degli appuntamenti, divisi in incontri pubblici e appuntamenti del TDN. Febbraio ‘ Aprile 2019- Seconda Fase: svolgimento del percorso -Fase di apertura con 3 incontri pubblici di presentazione (uno per ogni struttura individuata) e mappatura dei bisogni e delle necessità con il coinvolgimento dei soggetti del territorio -Secondo ciclo di incontri finalizzato a mettere a punto proposte e soluzioni per potenziare le funzioni delle Case della Salute in ottica di parità di genere e al contrasto alle diseguaglianze -Co-progettazione nelle 3 Case della Salute e successive sperimentazioni di alcune soluzioni in Interim Use Design La seconda fase ha l’obiettivo di coinvolgere in maniera fattiva i soggetti individuati, attivandoli nella manifestazione guidata dei bisogni e nella co-progettazione attraverso le varie fasi immaginate, osservando nello svolgimento il funzionamento e l’efficacia delle azioni. Maggio 2019 ‘ Terza Fase: Valutazione Azioni e progetti - Valutazione delle azioni sperimentali, finalizzazione della proposta dei progetti e delle altre azioni -Redazione del Documento di Proposta Partecipata con le azioni divise per le 3 Case della Salute e l’ipotesi di linee guida per esportare un modello di coinvolgimento del territorio alle altre Case della Salute -Incontri di monitoraggio del TDN e approvazione del Documento di Proposta Partecipata. La terza fase sarà dedicata alla valutazione e programmazione delle azioni e alla stesura, previa valutazione e monitoraggio condiviso, del documento di proposta partecipata che sarà il risultato di questi mesi di lavoro. Specifica attenzione sarà data all’approvazione del documento da parte dei partecipanti e del TDN Giugno 2019 - Impatto sul procedimento decisionale e diffusione -Accoglimento del Documento di Proposta Partecipata da parte dell’Azienda USL ed eventualmente dei Comuni coinvolti -Calendarizzazione delle azioni e declinazione dei progetti -Pianificazione delle attività e dei ruoli e ipotesi di continuità per favorire la generatività dei progetti nelle Case della Salute in collaborazione tra AUSL e soggetti territoriali con attenzione alla promozione delle pari opportunità di genere -Approvazione degli output da parte del TDN -Definizione degli strumenti organizzativi a lungo termine per dare continuità alla realizzazione delle azioni immaginate -Incontri pubblici nei diversi territori e altre modalità comunicative per la presentazione del Documento di Proposta partecipata alla cittadinanza, approvazione, illustrazione dei tempi e definizione modalità di monitoraggio -Avvio progettazione prime iniziative -Incontro pubblico di livello regionale per la presentazione dei risultati del progetto Obiettivo della terza fase è la strutturazione dell’impianto progettuale e normativo utile a dare attuazione al Documento di Proposta Partecipata nel breve e nel lungo periodo che porrà una specifica attenzione da una parte alle azioni sviluppate e al modello messo a punto e dall’altra tenterà di creare le condizioni per alimentare le dinamiche partecipative sui 3 territori anche dopo la conclusione del percorso. Le ultime attività hanno l’obiettivo di comunicare ai territori e alle altre realtà regionali l’esito del percorso e in particolare di avviare nell’immediato le prime attività già realizzabili attraverso l’impegno dei soggetti coinvolti e la collaborazione dell’AUSL, anche in fase sperimentale. Da Luglio 2019 (dopo la conclusione formale del percorso partecipativo) -Monitoraggio a livello territoriale regionale sia delle azioni proposte che della continuità e replicabili del modello messo a punto

Utilizzo di piattaforme tecnologiche, metodologie e strumenti digitali

Descrizione strumenti digitali

Pagina Facebook per raccolta sondaggi e approfondimenti

Costo del processo

25.000,00 €

Figure Professionali

Facilitatori (Esterni)

Territorio Interessato

Anzola Dell'Emilia / Argelato / Baricella / Bentivoglio / Bologna / Budrio / Calderara Di Reno / Camugnano / Casalecchio Di Reno / Castel D'Aiano / Castel Di Casio / Castello D'Argile / Castel Maggiore / Castenaso / Castiglione Dei Pepoli / Crevalcore / Gaggio Montano / Galliera / Granarolo Dell'Emilia / Grizzana Morandi / Lizzano In Belvedere / Loiano / Malalbergo / Marzabotto / Minerbio / Molinella / Monghidoro / Monterenzio / Monte San Pietro / Monzuno / Ozzano Dell'Emilia / Pianoro / Pieve Di Cento / Sala Bolognese / San Benedetto Val Di Sambro / San Giorgio Di Piano / San Giovanni In Persiceto / San Lazzaro Di Savena / San Pietro In Casale / Sant'Agata Bolognese / Sasso Marconi / Vergato / Zola Predosa / Valsamoggia / Alto Reno Terme

Tecniche di Partecipazione

Word Cafè / Interim use design / Metodologia Opera / Outreach

Obiettivi e Risultati

Obiettivi

Il processo partecipativo così strutturato intende raggiungere 4 diverse finalità: -coinvolgere i cittadini, la società civile, le associazioni del Terzo Settore già attive, le scuole e le altre componenti della comunità in un percorso di ripensamento delle politiche di welfare e socio-sanitarie legate a 3 specifiche Case della Salute con particolare attenzione al sostegno delle pari opportunità di genere e al contrasto di tutte le forme di discriminazione -sviluppare le funzionalità e le opportunità di queste 3 Case della Salute sul territorio in ottica di comunità, di accoglienza e di legami con il territorio soprattutto per l’intercettazione di istanze legate alla prevenzione della salute dei cittadini che svolgono attività di caregiver -elaborare in maniera partecipata azioni e politiche volte a promuovere le pari opportunità di genere e al contrasto alle discriminazioni da sperimentare nei contesti locali e da esportare -elaborare un quadro di linee guida che, sia dal punto di vista del percorso di coinvolgimento del territorio sia delle specifiche azioni sviluppate sulle singole Case, possa fare da modello utile all’esportazione in tutte le Case della Salute del territorio di Bologna e della Regione Emilia Romagna Nello specifico il processo si propone di: -Coinvolgere le organizzazioni formali ed informali nella messa a fuoco dei bisogni e delle opportunità che ruotano in questo senso attorno alle Case della Salute anche attraverso l’ascolto delle istanze e delle necessità dell’utenza più fragile con particolare attenzione alle fragilità di genere. -Coinvolgere questi stessi attori nella progettazione, prima realizzazione e valutazione di alcune azioni pilota a risposta dei bisogni individuati. -Porsi come momento per cementare con percorsi di community building la collaborazione proficua tra Azienda Ausl, comunità locali e associazionismo nella vita quotidiana delle Case della Salite -Migliorare l’attenzione a livello locale verso tematiche, legate alle politiche socio sanitarie, spesso non evidenti perché riguardanti una popolazione che non accede facilmente ai servizi o non è consapevole dei bisogni e delle opportunità di salute che il territorio offre -Attivare gruppi di soggetti che per vocazione possono offrire disponibilità a collaborare in maniera stabile a livello locale dando continuità alla collaborazione con la cittadinanza e con le scuole del territorio

Risultati Attesi

Questi i risultati attesi del percorso: -La messa a punto e proposta di un’insieme di azioni per ogni Casa della Salute che rispondano alle finalità di promozione del benessere, la promozione di comunità e lo sviluppo di politiche di welfare con particolare attenzione al sostegno delle pari opportunità di genere. -La sperimentazione sul campo e valutazione di un insieme di proposte nei 3 diversi contesti territoriali e la programmazione dello sviluppo delle stesse -La messa a punto di alcune linee guida per un modello di percorso di coinvolgimento che possa essere esportabile ad altre Case della Salute in contesti diversi -L’individuazione di azioni operative legate al sostegno delle pari opportunità di genere e all’equità replicabili anche in altre Case -Il consolidamento di legami di comunità e la nascita di progetti e collaborazioni parallele che vedano nuove interazioni tra azienda e società civile -Il potenziamento nelle Case della Salute sul territorio, delle attività di accoglienza e delle funzioni legate alle comunità -La messa a fuoco di un più ampio scenario di sviluppo delle Case della Salute in maniera condivisa con i singoli territorio sul modello del Community lab -Il consolidamento di una metodologia di collaborazione e permeabilità che è uno dei tratti caratteristici delle funzioni delle Case della Salute

Documenti condivisi

Documenti finali condivisi con il soggetto titolare della decisione

Documento di proposta partecipata

Upload Documento finale condiviso

Risultati conseguiti

Il percorso ha contribuito a migliorare il rapporto tra Azienda e cittadini nei vari territori: la proposta di incontri dedicati in particolare all’ascolto ha raccolto un grande gradimento da parte dei cittadini che hanno, specialmente nei territori periferici in cui la cittadinanza è meno avvezza a percorsi partecipativi, dato grande valore alla possibilità di poter dire la propria opinione in contesti strutturati vedendo le proprie visioni e le proprie proposte diventare parte di un patrimonio condiviso. La presenza di rappresentanti dell’Azienda e degli Enti Locali dei territori anche negli incontri pubblici enei piccoli tavoli di lavoro ha permesso di evitare situazioni di conflitto, creando occasioni, formali e informali di racconto e chiarimento dei servizi e delle scelte dei Distretti su vari temi, Questo ha permesso ai cittadini di raccogliere elementi per una visione più completa e ha dato all’Azienda la possibilità di raccogliere feedback in un clima senza elementi di tensione. La presentazione di alcuni servizi poco conosciuti dell’Azienda ha senza dubbio contribuito ad aumentare la “stima” e la qualità percepita dai cittadini verso l’Azienda. Il processo ha incrementato la collaborazione nelle scelte ma soprattutto quella nel fare, in una corresponsabilizzazione che si traduce in azioni da realizzare insieme con un ruolo dell’Azienda e uno, strutturato, di alcune componenti della società civile. Gran parte di questa valutazione in ogni caso sarà più o meno confermata nella fase di concretizzazione delle azioni e delle attività ipotizzate, sulla quale la comunità ripone grandi aspettative per mettere alla prova “sul campo” la collaborazione avviata.

Indice di partecipazione

22 / 24

Livello di partecipazione

EMPOWERMENT

Elementi Correlati alla Certificazione di Qualità del Tecnico di Garanzia

Anno della certificazione

2018

Sollecitazione realtà sociali

Sono stati sollecitati e hanno manifestato la loro disponibilità a collaborare: L ‘Associazione Medicina Europe di Genere, CittadinanzAttiva, Unione Donne Italiane, Mondo Donna, Insalute, AIAS Nel corso del 2018 i comitati consultivi misti (CCM) dei Distretti hanno trattato il tema delle case della salute ampiamente individuando temi e percorsi di sensibilizzazione delle comunità già attive nel campo della salute e del benessere. In particolare nelle sedi di Bologna e Vergato le comunità e i CCM si sono dimostrati particolarmente interessati e attenti al tema. Nel percorso di avvio delle case della salute sono stati stimolati i quartieri di Bologna e si è accolta la sollecitazione del Comune di Vergato Inoltre sarà necessario coinvolgere, non appena definite le 3 case della salute, i rappresentanti degli Enti Locali di competenza e degli Uffici di Piano, con i quali esistono già rapporti consolidati, le associazioni di volontariato e di promozione sociale locali e naturalmente il personale dell ‘Ausl al lavoro nella Casa della Salute e nel Distretto del territorio. I Comitati Consultivi Misti del Distretto sono fin da subito chiamati a svolgere un ruolo di collaborazione e affiancamento ai percorso. Le scuole del territorio saranno individuate e stimolate tramite l ‘ufficio di piano, mentre associazioni e gruppi informali saranno contattati secondo le indicazioni ricevute dai Comuni e in collaborazione con loro. I professionisti sanitari convenzionati: medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti al pubblico saranno stimolati alla disseminazione delle iniziative e alla rilevazione/intercettazione del bisogno. Il progetto intende impattare sulla comunità più ampia di tutti i cittadini residenti non organizzati o strutturati in gruppi e comitati con particolare riferimento ai gruppi con fragilità anche di genere. Si intende arrivare a questi soggetti attraverso gli strumenti di comunicazione tradizionali o digitali già utilizzati dall 'AUSL per la comunicazione con la cittadinanza nonché attraverso altri gruppi informali nati sui social network e legati all ‘appartenenza ai territori. Gli spazi delle Case della Salute saranno un luogo di coinvolgimento privilegiato ma si lavorerà anche in collaborazione con gli Enti Locali a individuare altri target significativi in caso di approvazione del progetto e a contattarti anche attraverso contatti telefonici e alla chiamata diretta facilitata dai leader delle diverse associazioni . Il percorso coinvolgerà anche studenti dell ‘Università di Bologna che svolgono tirocinii interni all‘AUSL. L ‘impatto del progetto sulla cittadinanza ricadrà su tutta la popolazione del bacino delle Case della Salute selezionate e indirettamente sulle restanti strutture sanitarie del territorio. Il gruppo più ampio dei cittadini sarà informato prima e durante il percorso attraverso tutti i canali di comunicazione dell ‘Azienda, con la collaborazione dei Comuni e il protagonismo dei soggetti del TDN.

Modalità di inclusione

Dopo l ‘avvio del percorso nuovi soggetti saranno sollecitati attraverso diversi canali per arrivare a strutturare in maniera ancora più completa il gruppo dei partecipanti. -Saranno in prima battuta attivati i referenti degli Enti Locali sui cui territori insistono le Case della Salute selezionate -In collaborazione con i referenti di ogni distretto sarà fatta una riflessione specifica sui soggetti con fragilità da coinvolgere sui singoli territori, attraverso associazioni o singolarmente -I patronati e i sindacati pensionati con sede nei territori interessati saranno coinvolti nel reclutamento attivo delle persone interessate -Altri cittadini singoli saranno individuati e coinvolti attraverso una fase di outreach che, accanto ai canali di comunicazione, prevedrà anche momenti di interazione e di comunicazione nelle diverse Case della Salute. Su alcuni soggetti sarà svolta una indagine dedicata (attraverso interviste conoscitive) e saranno contestualmente invitati a prendere parte agli incontri del percorso. -Il gruppo più ampio dei cittadini sarà coinvolto anche con forme di comunicazione diretta via posta elettronica a tutte le associazioni del territorio, attraverso il caricamento di contenuti sui canali dell ‘azienda e dell ‘ente locale e attraverso la comunicazione via stampa e affissioni. -Una specifica attività di coinvolgimento sarà dedicata anche alle scuole del territorio con la proposta di invitare insegnanti e genitori alle fasi del progetto al fine di individuare attività specifiche da svolgere in classe, tramite gli sportelli di ascolto scolastico o in alternanza scuola - lavoro -Attraverso forme di comunicazione interna saranno coinvolti i dipendenti (oltre allo staff di progetto), al fine di mantenere nel percorso il punto di vista sia degli utenti che dei lavoratori.

Tavolo di Negoziazione

I soggetti già sollecitati, individuati come portatori di interesse e anche sulla base della loro disponibilità a collaborare, nel mese di gennaio saranno convocati per andare a costituire il Tavolo di Negoziazione del progetto. Saranno individuati e convocati direttamente dall ‘Ausl anche altri soggetti che dovranno fare in modo che il TDN rappresenti in maniera ampia sia l ‘azienda che il Terzo Settore già attivo sul territorio e nelle strutture dell ‘Ausl, i Comitati Consultivi Misti e le rappresentanze della cittadinanza. Il TDN, che sarà condotto con le metodologie tipiche del Focus Group, del Visual Thinking e di Opera, avrà il ruolo di contribuire in primo luogo direttamente a una messa a fuoco delle tematiche del percorso individuando gli aspetti più dirimenti e valutare anche il quadro dei bisogni e le proposte di azioni che verranno elaborate in sede del percorso. Parallelamente i soggetti del TDN contribuiranno all ‘allargamento della rete dei soggetti da coinvolgere in fase di avvio del percorso partecipativo e alla valutazione preliminare delle modalità. Il TdN avrà altresì il ruolo di monitoraggio e valutazione (in itinere e in conclusione) delle attività del percorso come anche, a fine processo, di mantenere una funzione di monitoraggio della realizzazione delle azioni. Il TDN sarà costituito nel mese di gennaio e per i sei mesi di progetto si incontrerà con cadenza mensile con la presenza e moderazione di un facilitatore. Le comunicazioni tra i membri del Tavolo avverranno via mail. Non si prevede di approvare un regolamento per il TDN, mentre i conflitti interni al TdN stesso saranno risolti attraverso l ‘intervento del facilitatore che metterà in campo attività di dibattito e di co-progettazione per l ‘individuazione di soluzioni vantaggiose per le parti in conflitto e la revisione degli elementi di progetto che generano particolare divisione. Infine le regole di inclusione nel TDN terranno conto della rappresentatività dei soggetti che si decide di inserire durante il percorso ma anche della loro disponibilità a collaborare e a contribuire alle fasi del progetto. Gli altri membri del TDN dovranno validare di volta in volta l ‘inserimento di nuovi attori.

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Apertura

Nella fase di apertura del processo, dopo un momento di Outreach e interviste ai cittadini che saranno svolte nelle Case della Salute, si immagina di organizzare tre veri e propri incontri di lancio (uno per ogni struttura individuata) in cui dopo un momento di presentazione delle caratteristiche e degli obiettivi del percorso, saranno utilizzate le metodologie del World Cafè per avere un riscontro diretto dei bisogni percepiti e delle opportunità delle strutture. Il facilitatore elaborerà a partire da quanto emerso un quadro di bisogni e opportunità che sarà poi sviluppato nel secondo ciclo di incontri in alcuni tavoli di coprogettazione per arrivare alla progettazione partecipata delle azioni da mettere in campo per potenziare le funzionalità delle Case della Salute secondo gli obiettivi previsti. Si procederà in questo senso in ciascuna Casa della Salute: in seguito alla fase di coprogettazione saranno avviate anche sperimentazioni low cost e di breve durata delle soluzioni ipotizzate - in una modalità di Interim Use Design - da realizzarsi con l ‘attivazione diretta delle comunità coinvolte, verificandone l ‘effettiva rispondenza ai bisogni, modificando quanto non funziona e gestendo eventuali divergenze con un approccio ‘sul campo ‘ che possa fornire un primo feedback su quanto ipotizzato. La verifica degli accordi e la gestione delle divergenze saranno effettuate attraverso gruppi di discussione specifici sui vari temi: in tutte le sue fasi il percorso prevede la presenza di facilitatori che stimoleranno l ‘identificazione di soluzioni condivise

Strumenti di DDDP adottati nello svolgimento del processo - Chiusura

Nella fase di chiusura saranno valutati in momenti comuni gli esiti delle diverse sperimentazioni attraverso la metodologia Opera per arrivare ad una sintesi che permetta di elaborare poi le azioni da mettere in programma e gli elementi esportabili del modello in oggetto.

Modalità di comunicazione dei risultati del processo

I risultati del percorso saranno comunicati attraverso i canali di comunicazione dell’Azienda USL di Bologna, attraverso i canali attivati e anche in un incontro pubblico dedicato che sarà organizzato a Bologna per raccontare agli addetti ai lavori a livello regionale e non solo il modello messo a punto, e fare da momento di approfondimento sul tema del welfare di genere. Le testimonianze più significative raccolte durante il percorso attraverso i focus group, I world cafè e le interviste saranno oggetto di un opuscolo di scrittura collettiva al fine di aumentare il livello di competenza sanitaria e sociosanitaria (Health literacy) dei soggetti che sono stati coinvolti. Tale opuscolo potrà essere oggetto di divulgazione presso le associazioni di volontariato e di promozione sociale al fine di condividere un maggiore coinvolgimento (engagement) e disseminare le azioni di welfare partecipato. Gli operatori che sono stati coinvolti nel percorso potranno accedere ad un panel aziendale di riferimento sul tema della comunicazione simmetrica, health literacy, empowerment ai fini di non disperdere l’esperienza acquisita ma rendere disponibili tali buone pratiche per l’aggiornamento professionale dei colleghi in qualità di formatori

Sintesi della valutazione regionale

Conforme ai criteri di qualità tecnica di cui all’art. 17 della L.R. n. 15/2018, e ai requisiti stabiliti nell’allegato 1 alla Deliberazione di Giunta regionale n. 1763/2018

Elementi Correlati all’adesione al Bando Regionale Annuale

Anno Finanziamento

2018

Importo finanziato dal Bando

15.000,00 €

Tipologia di Soggetto proponente

Soggetto pubblico diverso da Comune

Settore Premiante

Politiche di welfare e socio-sanitarie volte al sostegno delle pari opportunità di genere e al contrasto di tutte le forme di discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle persone

Accordo

Si

Istanze

Si

Petizioni

No

Altre manifestazioni di interesse (articoli di giornale, blog, ecc.)

Si

Comitato di garanzia locale

Il Comitato di Garanzia locale sarà costituito al lancio del progetto tramite una selezione di soggetti effettuata dalla AUSL e condivisa con i territori e sarà composto da 1 rappresentante di ognuno dei 3 Comuni in cui si trovano le case della salute, da un referente del Comitato Consultivo Misto Aziendale e da un rappresentante delle Associazioni partecipanti in ciascun territorio. I partecipanti al comitato saranno selezionati dall’AUSL e, anche attraverso i lavori del Tavolo di Negoziazione, avranno il compito di verificare il rispetto dei tempi, delle azioni previste, dell’applicazione del metodo e il rispetto del principio d’imparzialità dei conduttori e parteciperanno anche alle attività di monitoraggio dell’esito del processo in collaborazione con il gruppo allargato del Tavolo di Negoziazione che si farà carico delle attività di monitoraggio finale. Il coordinamento del Comitato di Garanzia sarà in capo ad un segretario eletto e nominato fra i componenti del tavolo di negoziazione. Lo staff di progetto dovrà mantenere aggiornato con comunicazioni e documenti il Comitato al fine del migliore svolgimento del suo lavoro. Dopo la costituzione i membri del Comitato di Garanzia si impegneranno a partecipare alle attività del TDN e a quelle del percorso partecipativo e a monitorare attraverso i canali e gli strumenti a propria disposizione l’andamento del percorso. Ogni membro avrà la possibilità di integrare le informazioni in proprio possesso attraverso interpellanze specifiche via mail al referente del progetto o ad altri membri del TDN. Il Comitato non prevede lo svolgimento di incontri ordinari ma ciascun membro del Comitato avrà facoltà di convocare un incontro straordinario qualora lo ritenesse necessario.

Monitoraggio del processo partecipativo

A conclusione del percorso partecipativo i componenti del TDN, opportunamente integrati con nuovi soggetti che avranno più attivamente partecipato al percorso, andranno a costituire un Gruppo di Monitoraggio che effettuerà una verifica continua sulla realizzazione delle diverse azioni esito del percorso e che in diversi casi li vedranno come parte attiva e nel contesto delle quali saranno a loro volta direttamente garanti della loro realizzazione. I Gruppo di Monitoraggio con la collaborazione del Comitato di garanzia locale verificherà i tempi della realizzazione delle diverse attività (attività progettuali ed eventuali impegni di esportazione del modello sperimentato) e la qualità delle stesse, attivandosi tramite comunicazioni via mail o incontri con l’amministrazione e lo staff di progetto qualora la pianificazione venisse disattesa. L’Azienda USL sarà tenuta ad aggiornare puntualmente il gruppo tramite mail sugli sviluppi del processo nei 3 territori. I soggetti attivi nella realizzazione delle restanti attività si impegneranno a loro volta ad aggiornare l’Azienda e tutto il Gruppo di Monitoraggio sull’andamento delle attività in capo a loro. Parallelamente si lavorerà per mantenere in comunicazione i membri del Gruppo di Monitoraggio in vista delle nuove occasioni di collaborazione tra territorio e AUSL facendo da garante per un rinnovarsi delle stesse e per la buona realizzazione di percorsi analoghi negli anni successivi in accordo con le Linee Guida del Documento di Proposta Partecipata.

Cofinanziamento

Si

Percentuale Cofinanziamento

40%

Processo in zone terremotate

Non prevista come premialità nel bando di riferimento

Allegati

Relazioni del Soggetto Titolare

azienda usl bologna rel.finale.pdf /

Relazioni del Tecnico di garanzia

azienda usl di bologna validazione docpp.pdf /

Scheda progetto e/o allegati

azienda usl di bologna.pdf /

Documento di proposta partecipata e/o relativi allegati

azienda usl bologna docpp.pdf

Crediti

Processo segnalato da

Graduatoria Bando Regionale
Data ultima modifica: 19/08/2019
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